Bosco Gurin

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Bosco Gurìn
comune
(IT) Bosco Gurin
Bosco Gurìn – Stemma
Bosco Gurìn – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoVallemaggia
Territorio
Coordinate46°19′05″N 8°29′37″E / 46.318056°N 8.493611°E46.318056; 8.493611 (Bosco Gurìn)Coordinate: 46°19′05″N 8°29′37″E / 46.318056°N 8.493611°E46.318056; 8.493611 (Bosco Gurìn)
Altitudine1 504 m s.l.m.
Superficie22,12 km²
Abitanti55 (2016)
Densità2,49 ab./km²
Comuni confinantiCampo, Cerentino, Cevio, Formazza (IT-VB), Premia (IT-VB)
Altre informazioni
Lingueitaliano, walser (non ufficiale)
Cod. postale6685
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5304
TargaTI
Nome abitantiGuriner
CircoloRovana
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Bosco Gurìn
Bosco Gurìn
Bosco Gurìn – Mappa
Sito istituzionale

Bosco Gurin (fino al 1934 Bosco-Vallemaggia[1]; nel locale dialetto walser Gurin) è un comune svizzero di 55 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Vallemaggia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Bosco Gurin visto da ovest, con il Pizzo d'Orsalietta sullo sfondo

Bosco Gurin è situato a 1 504 m s.l.m. ed è il comune più elevato del Canton Ticino[1]. È situato nella Val di Bosco, laterale della Val Rovana[1]. La regione gode d'un buon soleggiamento con un numero moderato di precipitazioni annue; gli inverni sono freddi e molto nevosi[2].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il paese in epoca medioevale (1244) è menzionato in latino come Buscho de Quarino, ossia "bosco di Corino" (frazione di Cerentino situata all'imbocco della Val di Bosco). Fino al 1934 portò il nome ufficiale di Bosco-Vallemaggia, poi modificato in Bosco Gurin, denominazione bilingue (Gurin è il nome locale in walser) che di fatto è oggi usata comunemente in italiano[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Bosco Gurin venne fondato dai walser provenienti dalla Val Formazza nel 1240 circa; essi inizialmente ebbero in affitto i terreni della Val di Bosco dai nobili locarnesi e dalla comunità di Losone, poi ne divennero proprietari e già nel 1253 si costituirono in una parrocchia autonoma[1].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione locale ha conservato sino ad oggi l'uso della lingua walser nella variante locale, detta Gurinertitsch. La lingua ufficiale è però l'italiano[1].

Gruppi linguistici[senza fonte]
Anno Tedesco Italiano Totale
1970 95 (81,9%) 18 (15,5%) 116
1980 61 (93,8%) 3 (4,6%) 65
1990 35 (60,3%) 20 (34,5%) 58
2000 23 (32,4%) 37 (52,1%) 71

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Walser "Walserhaus - Walsermuseum in Bosco Gurin", aperto nel 1936[1][3].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune. Il territorio patriziale comprende i laghetti alpini di Pero e di Poma[4].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La seggiovia Sonnenberg

Bosco Gurin è un'importante stazione sciistica[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Daniela Pauli Falconi, Bosco Gurin, in Dizionario storico della Svizzera, 24 maggio 2004. URL consultato il 28 novembre 2017.
  2. ^ (DE) Clima: precipitazioni (PDF), su meteoswiss.admin.ch (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
  3. ^ (DEIT) Sito della Walserhaus di Bosco Gurin, su walserhaus.ch. URL consultato il 28 novembre 2017.
  4. ^ Pero e Poma, su www4.ti.ch. URL consultato il 28 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tobias Tomamichel, Bosco Gurin. Das Walserdorf im Tessin. Mit Zeichnungen von Hans Tomamichel, Schweizerische Gesellschaft für Volkskunde, Basel 1953, 155.
  • Adolfo Janner, 700 anni Bosco Gurin. Piccole notizie, Grassi & Co., Bellinzona 1956, 599.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 27, 232.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 184.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 90.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 237, 239, 253, 254.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN147733966 · LCCN (ENn79068805 · GND (DE4007823-1 · BNF (FRcb12079447t (data) · WorldCat Identities (ENn79-068805
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