Biasca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Biasca
comune
Biasca – Stemma
Biasca – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoRiviera
Amministrazione
SindacoLoris Galbusera (PLR) dal 10.04.2016
Lingue ufficialiitaliano
Territorio
Coordinate46°21′36″N 8°58′15″E / 46.36°N 8.970833°E46.36; 8.970833 (Biasca)Coordinate: 46°21′36″N 8°58′15″E / 46.36°N 8.970833°E46.36; 8.970833 (Biasca)
Altitudine301 m s.l.m.
Superficie59,1 km²
Abitanti6 176 (31/12/2016)
Densità104,5 ab./km²
FrazioniBiborgo, Cava, Fontana, Loderio, Mazzorino, Pontirone, Pontironetto (S.Anna), Sciresa, Sulgone
Comuni confinantiCalanca, Personico, Pollegio, Riviera, Rossa, Serravalle
Altre informazioni
Cod. postale6710
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5281
TargaTI
Nome abitantibiaschesi
CircoloRiviera
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Biasca
Biasca
Biasca – Mappa
Sito istituzionale

Biasca (in tedesco Ablentschen, desueto[1], in dialetto ticinese Bièschia è un comune svizzero di 6.176 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Riviera, parte della Regione Tre Valli.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Biasca è situato all'incrocio tra le valli Riviera, di Blenio e Leventina (la Regione Tre Valli)[1]. Il suo territorio occupa la parte sinistra del fiume Ticino dove questo viene raggiunto dal fiume Brenno, parte del versante della montagna che separa Leventina e Blenio e tutto il versante sinistro della valle Riviera fino al confine con il comune di Riviera (la frazione di Osogna) a sud, a nord confina con il comune di Serravalle (le frazioni di Malvaglia e Semione) e occupa pure la val Pontirone chiusa a est da vette che sfiorano i 3 000 m s.l.m.

Solo 8 km separano la cima di queste vette dal fondovalle: impressionante è il bastione granitico che si erge immediatamente a ridosso del paese, ora quasi completamente disabitato, ma in tempi non molto lontani tutto il fianco della montagna era ancora sfruttato dagli agricoltori per l'allevamento di capre, pecore e mucche. A prova di questo restano sentieri e insediamenti posti in luoghi che a stento oggi si pensa potessero essere occupati dall'uomo.


Vista di Biasca

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima di Biasca è caldo e temperato. Secondo la classificazione dei climi di Köppen e Geiger la classificazione del clima è Cfb[2], ovvero clima mite umido con temperatura media del mese più caldo inferiore a 22 °C e almeno 4 mesi sopra 10 °C. La temperatura media annuale di Biasca è 11.3 °C. Luglio con una media di 20.3 °C è il mese più caldo, gennaio con 1,9° il mese più freddo. La regione gode di un buon soleggiamento con un numero importante di precipitazioni annue[3]. Le statistiche pluviometriche a Biasca indicano una piovosità media annua di 1263 mm[4], con un massimo di precipitazioni tra la primavera e l'autunno, nei mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre. Anche ad agosto si riscontrano importanti precipitazioni, ma le stesse sono per lo più a carattere temporalesco intenso. Il mese più secco è gennaio con una media di precipitazioni pari a 64mm.

Biasca Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 5,16,911,215,319,122,725,224,120,815,610,06,36,115,224,015,515,2
T. mediaC) 1,93,46,810,414,517,920,319,516,511,66,43,02,810,619,211,511,0
T. min. mediaC) −1,70,02,46,09,913,115,414,912,27,72,8−0,2−0,66,114,57,66,9
Precipitazioni (mm) 646579114129152119140118110104691983224113321 263

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dal IX al XIV secolo[modifica | modifica wikitesto]

Il più antico riferimento scritto di questa località si trova in un codice liturgico dell'abbazia di Pfäfers datato 830; l'antico nome era Abiasca[1]. Importante centro politico e religioso, Dopo la cessione dei territori delle tre valli ambrosiane da parte di Attone vescovo di Vercelli al capitolo dei canonici della cattedrale di Milano nel 948 il comune, con le valli adiacenti, fu legato, almeno religiosamente, all'arcidiocesi di Milano[1] fino al 1888. Ecclesiasticamente Biasca, con la pieve di San Pietro, controllò le tre valli, con l'esclusione, almeno fino al XII secolo, della pieve di San Martino a Olivone[1][5]. L'antica chiesa battesimale di San Pietro, di epoca carolingia, venne sostituita nell'XI secolo dall'attuale edificio che divenne poi dollegiata[1].

La famiglia Orelli, che possedeva un castello sopra il borgo, ottenne dal capitolo del duomo di Milano la podestà sul borgo probabilmente nel XII secolo, ma la cittadinanza biaschese mitigò questo potere ottenendo nel 1292 il diritto di eleggibilità del podestà. Politicamente gli Orelli controllarono Biasca fino alla metà del XIV secolo, quando passò sotto dominio visconteo assieme alla valle di Blenio; in seguito venne ceduta alla famiglia bolognese dei Pepoli. Il comune ottenne in quel periodo il diritto di eleggere un proprio console che amministrasse la giustizia[1].

Dal XV al XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel XV secolo la regione subì a più riprese i tentativi dei confederati di controllare le valli a sud del passo del San Gottardo. Biasca venne occupata la prima volta nel 1403 dalle truppe dei cantoni Uri e Obvaldo; i Visconti la rioccuparono nel 1422 con la battaglia di Arbedo. Nuove occupazioni temporanee da parte di Uri si susseguirono nel 1439, 1449, 1466-1468 e 1478; probabilmente venne annessa alla confederazione assieme alla valle di Blenio a partire dal 1495. Dal 1500 entrò nel baliaggio confederato della Riviera[1][6]. In questo periodo i biaschesi cercarono sempre di ritagliarsi uno spazio di autonomia, in particolare con il ducato di Milano, per esempio con gli statuti del 1434 dove, in particolare, si riconosceva al podestà, eletto dal popolo, il diritto di amministrare la giustizia[1].

Nel 1513 un'immensa frana staccatasi dal monte Crenone chiuse l'entrata della valle di Blenio, formando tra Biasca e Malvaglia un cumulo di detriti ancora presente oggi e chiamato Buzza di Biasca. Questo sbarramento formò un lago a monte della frana che nel 1515 cedette provocando un'alluvione devastante per tutta la regione sottostante. Biasca e tutta la regione ne furono profondamente segnate nei secoli successivi. La posizione strategica di Biasca fu anche causa di propagazione di epidemie: tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo tre furono le epidemie di peste che colpirono la regione[1].

Dal XIX al XXI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo edilizio sullo scoscendimento del monte Crenone

Con la nascita del Canton Ticino e la costruzione della rete viaria del passo del Gottardo, ultimata agli inizi del XIX secolo, si verificarono sostanziali mutamenti economici e demografici per Biasca, ancor più con l'apertura nel 1882 della galleria ferroviaria del San Gottardo[1]. La fisionomia rurale del borgo si trasformò con lo sviluppo in particolare nella zona della stazione FFS, dove si allineano palazzine del tardo Ottocento.

Nel XIX secolo diversi biaschesi emigrarono in California e in Australia[7]. Biasca ha incorporato i comuni soppressi di Loderio e Pontirone.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Biasca[modifica | modifica wikitesto]

Via Crucis
  • Casa Cavalier Pellanda, eretta nel 1586
Casa Cavalier Pellanda
  • Ponte Vecchio sul Brenno
  • Chiesa Evangelica
  • Museo di Storia Militare di Forte Mondascia
  • Villa Emma
  • Villa Monighetti, architetto Giuseppe Trezzini
  • Arsenale federale, edificato nel 1941
  • Grotti di Biasca
  • Monumento ai caduti in Spagna
  • Biotopo

Cava[modifica | modifica wikitesto]

Fontana[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa San Rocco

Loderio[modifica | modifica wikitesto]

Oratorio della Natività di Maria a Loderio

Mazzorino[modifica | modifica wikitesto]

  • Oratorio Madonna della Neve

Pontironetto[modifica | modifica wikitesto]

  • Oratorio Sant'Anna

Pontirone[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa San Giovanni Battista
  • ex Casa Comunale Pontirone

Solgone[modifica | modifica wikitesto]

  • Oratorio San Luigi Gonzaga

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Biasca è cresciuto progressivamente nel tempo e in maniera veloce con una media di crescita di 50 abitanti l'anno. Al censimento comunale del 1º gennaio 2014 Biasca contava 6 262 abitanti; il comune gode di una crescita demografica vivace e circa un sesto della popolazione residente era al di sotto dei 18 anni (1 164) contro circa un altro sesto di abitanti ultrasessantacinquenni (1 405). A mantenere un saldo demografico positivo opera in parte un costante flusso migratorio di stranieri, la maggior parte di nazionalità italiana. L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 le minoranze straniere presenti a Biasca erano divise in questi cinque principali gruppi per numero: Italia 1 152, Portogallo 313, Kosovo 225, Bosnia-Erzegovina 123 e Serbia 79.

Persone legate a Biasca[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Persone legate a Biasca

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Aziende e posti di lavoro[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune presenta la seguente evoluzione imprenditoriale e occupazionale. [8]

Biasca 2005 2008 2011 2012 2013 2014 2015
Aziende 476 495 497 511 531
Occupati 2563 2686 2678 2808 2879 2976 3077
Eq. tempo pieno 2142 2226 2148 2229 2291 2395 2502

Delle 531 aziende attive nel 2015, 35 operano nel settore primario, impiegando 83 persone, 94 operano nel settore secondario, impiegando 840 persone e 402 operano nel settore terziario, impiegando 2154 persone.

Zona industriale[modifica | modifica wikitesto]

A Sud dell’abitato esiste una zona industriale di interesse cantonale (ZIIC). A seguito di alcune vicissitudini che ne hanno impedito lo sviluppo, per tale comparto è in programma un rilancio.

Aziende di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune sorge la centrale idroelettrica di Biasca gestita da Ofible SA e la centrale a biomassa di SCN SA.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito dalla stazione di Biasca sulla linea della ferrovia del Gottardo, gestita dalle Ferrovie Federali Svizzere (SBB CFF FFS). Con l’orario 2018, la stazione di Biasca è diventata la prima fermata dopo la Galleria di base del San Gottardo di AlpTransit.

Tram[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 1973, era in funzione la ferrovia Biasca-Acquarossa, aperta nel 1911 e che nel territorio del comune aveva anche le stazioni di Biasca Borgo e di Loderio.

Motrice tramviaria della ferrovia Biasca-Acquarossa

Bus[modifica | modifica wikitesto]

Le linee di bus sono gestite da Autopostale Svizzera SA per le tratte:

  • Linea 191: Bellinzona-Biasca-Airolo

servendo le fermate: Industrie, Prada, Stazione, Centro/Borgo, Al Ponte

  • Linea 193: Biasca-Lodrino-Bellinzona

servendo le fermate: Centro Sportivo, Via ai Grotti, Municipio, Centro/Borgo, Parco Emma, Stazione, Monda del Turco, Quaresima

e da Autolinee Bleniesi SA per le tratte:

  • Linea 131: Biasca-Olivone

servendo le fermate: Stazione, Centro/Borgo, Vallone, Loderio

  • Linea 132: Biasca-Motto/Ludiano

servendo le fermate: Stazione, Centro/Borgo, Vallone, Loderio, Loderio Grotto

Funivia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1957 è attiva, a Sud dell'abitato, la Funivia Biasca-Val Scura. La stazione a valle, posta a 287 m s.l.m., collega con un tracciato lungo 1419 metri la stazione a monte, a quota 1018 m s.l.m..

Stazione a valle della Funivia Biasca-val Scura

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Biasca


Lo stemma del Comune fa riferimento a chi negli anni ha esercitato un dominio su di esso.

  • le chiavi si ricollegano al Capitolato e alla Chiesa Ambrosiana
  • il biscione alla famiglia Visconti
  • l'aquila alla famiglia Sforza


Municipio[modifica | modifica wikitesto]

A seguito delle elezioni comunali del 2016, il Municipio è cosi rappresentato: [9]

  • 3 membri PLR:

Loris Galbusera (Sindaco), Omar Terraneo e Joel Rossetti

  • 2 membri PPD:

Omar Bernasconi (vice Sindaco) e Roberto Cefis

  • un membro ABIASCA:

Filippo Rodoni

  • un membro LEGA:

Norma Ferrari Conconi

Consiglio Comunale[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda il Consiglio Comunale i 35 seggi sono ripartiti in questo ordine: [10]

  • PLR: 11 consiglieri
  • PPD: 11 consiglieri
  • ABIASCA: 8 consiglieri
  • LEGA: 5 consiglieri

Consiglio Comunale dei Giovani[modifica | modifica wikitesto]

Con il primo incontro avvenuto il 9 giugno 2017, il Comune di Biasca si è dotato di un Consiglio Comunale dei Giovani. Aperto a tutti i giovani del borgo aventi tra i 16 e i 20 anni. Tale iniziativa è valsa il premio “Comune innovativo 2017”, conferito dalla Republica e Cantone Ticino.

Patriziato[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune. L'ufficio patriziale rieletto il 28 aprile 2013 è presieduto da Elio Rè.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Bibliomedia[modifica | modifica wikitesto]

A nord del centro scolastico comunale è ubicata la sede della Bibliomedia della Svizzera Italiana. Oltre a essere una biblioteca, nei suoi locali vengono ospitate mostre e conferenze in collaborazione con il Circolo Cultura Biasca.

Casa Cavalier Pellanda[modifica | modifica wikitesto]

A pochi passi da Piazza Centrale, si erge uno stabile cinquecentesco, la Casa Cavalier Pellanda. Il Cavalier Giovan Battista Pellanda (1541-1615) è stato una delle figure più di risalto della Biasca di un tempo. Lo stabile di proprietà del Comune funge da museo per la cittadina. Nei suoi spazi vengono organizzate mostre, presentazioni e concerti.

Forte Mondascia[modifica | modifica wikitesto]

Nelle vicinanze della centrale idroelettrica, si trova il Museo di Storia Militare di “Forte Mondascia”. Durante la Prima Guerra Mondiale, in difesa del nemico proveniente da Sud, è stata creata una linea di sbarramento chiamata LONA (dai nomi delle due località Lodrino e Osogna) con postazioni di artiglieria in zona Mondascia. Nel Forte, costruito in una caverna, sono visibili le armi utilizzate in quel periodo, mentre negli spazi esterni sono esposti i veicoli cingolati.

Filarmonica Biasca[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel 1920, conta un effettivo di 55 membri diretti dal maestro Cervetti Paolo, succeduto allo storico maestro Orazio Borioli. Ogni anno a dicembre si tiene il Concerto di Gala presso il Salone Olimpia. Dispone di una sede per le prove in via Pianaccio.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Squadre sportive[modifica | modifica wikitesto]

A Biasca hanno sede l'unica squadra di hockey su pista della Svizzera italiana, il Roller Club Biasca, la squadra di hochey su ghiaccio HC Biasca Ticino Rockets, in Swiss League (lega nazionale B) e la squadra di calcio Gruppo Calcio Biaschesi.

Infrastrutture sportive[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale sono a disposizione le seguenti strutture sportive:

  • Raiffeisen BiascArena: pista di ghiaccio
  • Palaroller
  • Centro sportivo Vallone: campi da calcio e pista di atletica
  • Centro sportivo Yoyo (ex Valtennis): campi da tennis indoor e outdoor, campi da squash
  • Palestra Judo Kwai
  • Palestra tripla del Centro Professionale Biasca (CPB): palestra e parete per arrampicata
  • Palestra delle Scuole Medie
  • Palestra delle Scuole Elementari
  • Campo di basket outdoor
  • Stand di tiro
  • Stand di tiro al piattello
  • Piscina delle Scuole Medie

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'anno si svolgono nella cittadina diversi eventi, tra i principali:

  • Petronilla in scena

Rassegna di teatro dialettale.

La manifestazione governata da Re Naregna e Regina Taitü, ha luogo secondo il rito ambrosiano. Appuntamenti importanti sono i tre cortei organizzati. Al mercoledì, il Corteo notturno, dove si fa spazio alla semplicità e goliardia. Al giovedì il Corteo dei bambini, dedicato ai più piccoli fino alla quinta elementare. Al sabato il Grande Corteo Mascherato, nel quale sfilano Guggen, Gruppi e Carri. Importanti sono anche i concerti delle Guggen in Piazza centrale. [11]

  • Torneo internazionale San Gottardo

Torneo di hockey su ghiaccio organizzato dal 1983. Si svolge presso la Raiffeisen BiascArena e ha tre categorie (Piccolo 1, Piccolo 2 e Bambino).

  • Jazz a primavera

Manifestazione musicale presso la corte di Casa Cavalier Pellanda.

  • Biasca Trophy
  • Maggio gastronomico Bellinzona e Tre Valli
  • Beach3Valley

Torneo di beach-volley organizzato dalla locale sezione scout.

  • Musicalbar

Concerti nei ritrovi pubblici del centro, organizzati dai bar associati. Precedentemente si chiamava BiascaLive.

  • sPARTYto in Piazza

La manifestazione viene proposta ogni ultimo weekend di agosto, dando al venerdì spazio a band ticinesi di vario genere e al sabato, con la “Notte dei Tributi”, a cover band.[12]

  • Mangiabiasca

Percorso gastronomico alla scoperta dei luoghi biaschesi e dei prodotti locali.

  • marCHethon CF
  • Festa del formaggio
  • Mercatino di Natale

Galleria di immagini[modifica | modifica wikitesto]

Biasca di notte
Biasca vista da ovest
Biasca nel 1954
Biasca nel 1953

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n Giuseppe Chiesi, Biasca, in Dizionario storico della Svizzera, 18 maggio 2004. URL consultato il 23 novembre 2017.
  2. ^ classificazione dei climi di Köppen (PDF), su primolevi.gov.it.
  3. ^ meteosvizzera.admin.ch, http://www.meteosvizzera.admin.ch/home.html?tab=overview.
  4. ^ it.climate-data.org, https://it.climate-data.org/location/55937/.
  5. ^ Marcionetti, 1979.
  6. ^ Nuova storia della Svizzera e degli Svizzeri, 1982.
  7. ^ Strozzi, 1992.
  8. ^ Dati USTAT
  9. ^ Tratto da http://biasca.ch
  10. ^ Tratto da http://biasca.ch
  11. ^ Tratto da http://renaregna.ch
  12. ^ Tratto da http://spartyto.ch

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 59-67.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 21, 28-30, 36-38, 40, 44, 91, 123, 200, 207-226, 266, 294, 305, 331, 349, 356, 363, 385, 401, 409, 468, 513, 528.
  • Isidoro Marcionetti, L'antica pieve di Biasca, S. A. Natale Mazzuconi, Lugano 1979.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 38-45, 51.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • AA.VV., Nuova storia della Svizzera e degli Svizzeri, v. I, Giampiero Casagrande Editore, Bellinzona 1982.
  • Giuseppe Strozzi, Diario d'Australia, a cura di Oliveto Rodoni, Dadò, Locarno, 1992.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 19, 58, 65, 66, 70-75, 76, 81,82, 83, 90, 92.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010, 219, 220, 221, 222, 223, 230, 232.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN132597241 · LCCN: (ENn85279695 · GND: (DE4006404-9
Ticino Portale Ticino: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Ticino