Olivone

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Olivone
Quartiere
Olivone – Stemma
Olivone – Veduta
Olivone ai piedi del Sosto
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Flag of Canton of Tessin.svg Ticino
Distretto Blenio
Comune Blenio
Amministrazione
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°32′01″N 8°56′15″E / 46.533611°N 8.9375°E46.533611; 8.9375 (Olivone)Coordinate: 46°32′01″N 8°56′15″E / 46.533611°N 8.9375°E46.533611; 8.9375 (Olivone)
Altitudine 900 m s.l.m.
Superficie 76,13 km²
Abitanti 873 (2005)
Densità 11,47 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 6718
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Targa TI
Parte di Olivone
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Olivone
Olivone
Olivone – Mappa
Sito istituzionale

1leftarrow blue.svgVoce principale: Blenio.

Olivone (Rivöi in dialetto ticinese[1]) è un ex comune del Canton Ticino, quartiere del nuovo comune di Blenio, nato nel 2006 dalla fusione dei comuni dell'alta valle, di cui è il polo principale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione

Il patriziato[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della amministrazione e della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.[2][3].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del paese con la parrocchiale a destra

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Martino: campanile romanico

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Centralone: è una villa neoclassica situata in un ampio parco fatta erigere da Carlo Poglia nel 1839
  • La Villa nel parco del Centralone, è una residenza edificata per Giovanni Piazza nel 1913
  • La casa Piazza all'entrata sud del borgo è un palazzo tardo neoclassico edificato nel 1868 circa dall'architetto milanese Luigi Savoia per Vincenzo Piazza.
  • La "Ca' da Rivöi" (Museo di San Martino) è l'antica casa del beneficio priorile, costruita in pietra e legno prima del secolo V e ampliata nel 1658
  • La casa Cerboni, a Solario, con affreschi votivi raffiguranti la Madonna in trono con il committente, lo stemma dei Visconti della seconda metà del XV secolo, e Sant'Anna Metterza
  • La casa Dalberti è una grande casa borghese di stampo neoclassico costruita nel 1776 e forse trasformata nel 1803, conserva la pregiata e ricca biblioteca
  • La casa Bolla è una costruzione in pietra e legno di origine forse medievale, ampliata all'inizio del XVII secolo e parzialmente trasformata nel XIX secolo.
  • L'Albergo Olivone e Posta costruito nel 1880 in concomitanza con l'apertura della strada del passo del Lucomagno per iniziativa di Giacomo e Vincenzo Bolla e Paolina Poglia; riattato nel 1987.
  • La casa seicentesca in legno con basamento in pietra e tetto in beole
  • Il palazzo Martinali, è un palazzo signorile a pianta rettangolare fatto erigere nel biennio 1748-1749 da Luigi Barera

Escursionismo alpino[modifica | modifica wikitesto]

Interessanti mete turistiche sono la capanna Dötra, sulle falde del Pizzo Cadreghe, posta a 1748 m s.l.m. [4] e la capanna Gorda posta a 1800 m [5].

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 244, (Scona) 269.
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Piero Bianconi, Arte in Blenio. Guida della valle, S.A. Grassi & Co. Bellinzona-Lugano 1944; Idem, Inventario delle cose d'arte e di antichità, I, S. A. Grassi & Co, Bellinzona 1948, 134-154.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 22, 38, 41, 44, 91, 179, 263, 299, 330, 407, 463-470, 482, 483, 501, 509.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 6, 69-84.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 8, 11, 12, 38, 41, 113, 149, 232, 289, 314, 339, 406.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 23, 81, 95, 98, 104, 105, 107.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010, 216 nota 67, 229, 231, 233, 241.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN131678036 · LCCN: (ENno2001013168 · GND: (DE4558133-2
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