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Carona (Lugano)

Coordinate: 45°57′18″N 8°56′01″E
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Carona
quartiere
Carona – Stemma
Carona – Veduta
Carona – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
Cantone Ticino
DistrettoLugano
Comune Lugano
Territorio
Coordinate45°57′18″N 8°56′01″E
Altitudine602 m s.l.m.
Superficie4,69 km²
Abitanti916 (2019)
Densità195,31 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale6914
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5170
TargaTI
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Carona
Carona
Carona – Mappa
Carona – Mappa
Localizzazione del quartiere di Carona nel territorio comunale di Lugano
Sito istituzionale

Carona è un quartiere di 916 abitanti del comune svizzero di Lugano, nel Canton Ticino (distretto di Lugano).

Geografia fisica

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Il quartiere di Carona si trova sul versante meridionale del massiccio del Monte San Salvatore, su un terrazzo morfologico compreso fra i 580 e i 750 metri s.l.m., affacciato sul golfo di Morcote e sulla sella di Melide. Il nucleo storico si sviluppa intorno ai 602 metri s.l.m. e conserva un impianto compatto, con vie terrazzate e corti che seguono l'andamento dei declivi dell'Arbostora, la penisola che separa i due rami meridionali del Lago di Lugano.[1]

Il territorio, integrato nel 2013 nel Comune di Lugano, comprende ampie superfici boscate di latifoglie e conifere, intervallate da terrazzamenti agricoli storici e da spazi prativi. A sud-est si estende il Parco San Grato, giardino botanico di quota noto per le collezioni di rododendri, azalee e conifere, situato tra circa 690 e 750 metri s.l.m., che funge da cerniera ecologica fra l'abitato e l'Alpe Vicania; quest'ultima è compresa in un'area di protezione della natura e del paesaggio riconosciuta a livello comunale e cantonale.[2][3]

L'idrografia locale e composta da piccoli rii a regime torrentizio che drenano i versanti verso il Ceresio e la piana di Melide; l'assetto geologico e caratterizzato da formazioni calcareo-dolomitiche mesozoiche tipiche dell'area insubrica, con suoli sottili su pendii acclivi. L'esposizione meridionale e la vicinanza del lago determinano un microclima mite, con precipitazioni concentrate in primavera e autunno e periodi asciutti estivo-invernali, favorevole a specie ornamentali e colture tradizionali di collina.[4][5]

La rete sentieristica connette Carona con Pazzallo, Figino, Morcote e con la vetta del San Salvatore, costituendo un elemento di fruizione paesaggistica e di collegamento storico fra i nuclei dell'Arbostora e i porti lacustri della sponda meridionale del Ceresio.[6]

Il territorio dell'ex comune di Carona prima dell'aggregazione del 2013.

Le origini di Carona risalgono al periodo medievale. Insieme al vicino abitato di Ciona, il villaggio costituiva una castellanza i cui terreni appartenevano alla Diocesi di Como. Nel 1472 la comunità ottenne la propria autonomia ecclesiastica, divenendo parrocchia indipendente[1].

La posizione dominante sul versante meridionale del Monte Arbostora permise a Carona di mantenere per secoli una funzione strategica e agricola. Durante il Baliaggio di Lugano (1513-1798) il borgo godette di ampia autonomia locale e di alcuni privilegi fiscali confermati dai Visconti, duchi di Milano, in riconoscimento della sua fedeltà politica[7].

Il territorio era attraversato da una fitta rete di mulattiere che collegavano il villaggio con il Lago di Lugano e con i nuclei di Paradiso e Melide. Tali percorsi furono sostituiti, a fine XIX secolo, da una strada carrozzabile che migliorò i collegamenti con il centro cittadino di Lugano[8].

Carona è storicamente nota anche per la presenza di cave di porfido rosa del Ceresio, una pietra ornamentale locale caratterizzata da elevata resistenza e tonalità rosso-rosate. Già in epoca romana, secondo studi petrografici, il materiale veniva estratto in loco e utilizzato per pavimentazioni e strutture monumentali. In età moderna la pietra fu impiegata per edifici religiosi come la Chiesa di Santa Maria Assunta e la Chiesa dei Santi Giorgio e Andrea[9].

Durante il XX secolo l'attività estrattiva continuò, con diverse cave attive nella zona della Chiesa della Madonna d'Ongero e della collina di San Grato[10]. Proprio in quest'area, nel 1957, fu inaugurato il Parco San Grato, oggi una delle principali attrazioni naturalistiche del Luganese[11].

Nel XIX secolo numerosi abitanti di Carona furono attivi come artisti, scultori e architetti itineranti in Italia e in Europa centrale. Le famiglie Aprile, Casella e Tencalla contribuirono alla diffusione dell'arte barocca lombarda e ticinese, lavorando in Lombardia, Austria e Polonia[12].

Il 14 aprile 2013 Carona, che si estendeva per 4,68 km², è stata aggregata alla Città di Lugano insieme ai comuni di Bogno, Cadro, Certara, Cimadera, Sonvico e Valcolla[13]. La decisione fu approvata nel referendum popolare del 2012, nell'ambito del programma cantonale di razionalizzazione amministrativa[14].

Lo stemma dell'ex comune di Carona è blasonato come segue: d'azzurro, alla torre d'argento merlata alla guelfa, fondata su una campagna di verde, accompagnata a destra e a sinistra da un ramo di castagno al naturale.

La torre rappresenta l'antica struttura fortificata che, secondo la tradizione locale, dominava l'abitato medievale e simboleggia la solidità della comunità. I rami di castagno richiamano la vegetazione tipica del Monte Arbostora, mentre i colori azzurro e verde alludono al lago e ai boschi del territorio circostante.

Il disegno fu approvato ufficialmente dal Consiglio comunale di Carona nel 1955 e inserito nell'Armoriale dei Comuni ticinesi di Gastone Cambin (1953-1956), che ne confermò la corretta descrizione araldica[15]. Oggi lo stemma sopravvive come simbolo storico del quartiere all'interno della Città di Lugano, utilizzato in contesti cerimoniali e di rappresentanza.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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  • Chiesa dei Santi Giorgio e Andrea, chiesa parrocchiale attestata dal 1425, ricostruita in forme tardo-rinascimentali nel XVI secolo. L'interno conserva un ciclo di affreschi di scuola lombarda e un altare maggiore barocco in marmo locale. La torre campanaria, aggiunta nel 1680, domina il nucleo storico del villaggio.[1][16]
  • Chiesa di San Siro, edificio di origine romanica ampliato tra XVII e XVIII secolo, con portale in pietra di Saltrio e decorazioni barocche a stucco.[17]
  • Chiesa di Santa Maria Assunta, attestata dal XVI secolo, situata all'ingresso del paese, con affreschi attribuiti a maestranze comasche.[18]
  • Chiesa di Santa Marta, già dedicata ai Santi Pietro e Paolo, risalente al XIV secolo, con affreschi gotici e un portico rinascimentale aggiunto nel Cinquecento.[1]
  • Chiesa di Santa Maria d'Ongero, eretta nel 1624, luogo di pellegrinaggio per i fedeli del Canton Ticino. L'interno è decorato da cicli di affreschi di scuola lombarda e da un altare ligneo del Seicento.[1][19]
  • Chiesa di San Salvatore, attestata dal XIII secolo, situata sulle pendici del monte omonimo, con elementi romanici e rifacimenti barocchi.[20]
  • Oratorio di Santa Maria delle Grazie in località Ciona,[1] eretto nel XVII secolo,[1] con sobria facciata dotata di meridiana[21] e, internamente, decorazioni votive[1].

Architetture civili

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La loggia comunale di Carona
  • Loggia comunale, costruita tra il 1591 e il 1592 come sede delle assemblee pubbliche. Il portico, sorretto da colonne in granito, presenta un soffitto ligneo dipinto e un'iscrizione dedicatoria. È uno dei simboli civici più antichi del borgo.[22][23]
  • Casa Andreoli, edificio del XVI secolo situato nei pressi dell'attuale ufficio postale, con portale bugnato e finestre incorniciate in pietra. La dimora appartenne a una nota famiglia di artisti attivi tra Lombardia e Ticino.[24]
  • Casa Costanza, costruita nel XVIII secolo in piazza, caratterizzata da una facciata con decorazioni a stucco e balconate in ferro battuto.[24]
  • Alcuni edifici di Carona e Ciona presentano resti di meridiane.[25]

Aree verdi e patrimonio naturale

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  • Parco di San Grato, situato a sud del villaggio e noto per la collezione botanica di rododendri e azalee. Inaugurato nel 1957, è oggi uno dei parchi tematici più importanti della Svizzera italiana e ospita eventi culturali e percorsi naturalistici.[26]
  • Meridiana di Ciona, datata 1813, collocata sulla facciata di una casa privata e realizzata con pittura a fresco su intonaco, rappresenta uno dei più antichi esempi di meridiana del distretto di Lugano.[27]

Evoluzione demografica

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L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti[28]

Istituzioni, enti e associazioni

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Fra i più antichi enti del quartiere (censita già nel XV secolo), l'arciconfraternita del Gonfalone maggiore di Santa Marta ha sede nella chiesa di Santa Marta, di cui è proprietaria, sita nei pressi del cimitero. Quali organi dispone di un'assemblea (legislativo) e di un consiglio direttivo (esecutivo) e di due revisori, a cui spetta di preavvisare le decisioni assembleari[senza fonte].

Amministrazione

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Il parco di San Grato

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del quartiere. L'ufficio patriziale, rieletto nel 2017, è presieduto da Ares Bernasconi[29].

  1. ^ a b c d e f g h i Antonio Gili, Carona, in Dizionario storico della Svizzera, 26 giugno 2017. URL consultato l'11 ottobre 2025.
  2. ^ Parco San Grato – Il parco, su parcosangrato.ch. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  3. ^ Quartiere di Carona – profilo territoriale e storico, su lugano.ch. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  4. ^ Cartografia nazionale – Carona e Arbostora, su map.geo.admin.ch. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  5. ^ Antonio Gili, Lugano da borgo medioevale a citta terziaria e d affari, Lugano, Edizioni Citta di Lugano, 1984, pp. 55-58.
  6. ^ Itinerario escursionistico Carona–San Salvatore, su ticino.ch. URL consultato il 12 ottobre 2025.
  7. ^ Antonio Gili, Lugano da borgo medioevale a città terziaria e d'affari, Lugano, Edizioni Città di Lugano, 1984, pp. 45–47.
  8. ^ Carona – Storia, su Città di Lugano. URL consultato il 14 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2023).
  9. ^ (IT) Nei palazzi degli imperatori c'era il porfido estratto a Carona, su Corriere del Ticino, 14 novembre 2020. URL consultato il 14 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2021).
  10. ^ Monte Arbostora: arte, natura e storia, su Vivere la montagna. URL consultato il 14 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2021).
  11. ^ Ente Turistico del Luganese, 60º Anniversario Parco San Grato, Carona – Cartella stampa (PDF), 27 aprile 2017. URL consultato il 14 ottobre 2025.
  12. ^ Fernando Coden, Architetti e maestranze del Canton Ticino nell'Europa barocca, Bellinzona, Casagrande, 1992.
  13. ^ Notifiche di mutazioni – Carona (BFS 5170), su Ufficio federale di statistica (AGV CH). URL consultato il 14 ottobre 2025.
  14. ^ Aggregazioni 2004–2008–2013. Verso una città di quartieri, su Città di Lugano. URL consultato il 14 ottobre 2025.
  15. ^ Gastone Cambin, Armoriale dei Comuni ticinesi, Lugano, Istituto Araldico e Genealogico di Lugano, 1956.
  16. ^ Piero Bianconi, Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Casagrande, 1967, pp. 246–247.
  17. ^ Chiesa di San Siro – scheda storico-artistica, su Patrimonio culturale della Città di Lugano. URL consultato l'11 ottobre 2025.
  18. ^ Virgilio Chiesa, Storia di Lugano, Lugano, Società dei Commercianti di Lugano, 1975, p. 242.
  19. ^ Santuario di Santa Maria d'Ongero – scheda storico-artistica, su Patrimonio culturale della Città di Lugano. URL consultato l'11 ottobre 2025.
  20. ^ Carona – Luoghi di culto, su Comune di Lugano, 19 luglio 2017. URL consultato il 23 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2017).
  21. ^ Bianconi, p. 83
  22. ^ Arnold Flüeler, Itinerari artistici del Ticino, Bellinzona, Casagrande, 1982, p. 97.
  23. ^ Carona – Luoghi di interesse, su Comune di Lugano, 19 luglio 2017. URL consultato il 23 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 23 ottobre 2017).
  24. ^ a b Arnold Flüeler, Itinerari artistici del Ticino, Bellinzona, Casagrande, 1982, p. 98.
  25. ^ Bianconi, p. 28
  26. ^ Parco San Grato di Carona – sito ufficiale, su parcosangrato.ch. URL consultato l'11 ottobre 2025.
  27. ^ Piero Bianconi, Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Casagrande, 1967, p. 7.
  28. ^ Dizionario storico della Svizzera, Ufficio cantonale di statistica di Bellinzona
  29. ^ Ufficio Patriziale 2017-2021, su patriziatocarona.ch.
  • Luigi Brentani, Arte retrospettiva. Nuove opere di Giacomo e Tommaso Rodari, in «Emporium», XLIII, numero 253, 1916, 31-38; Idem, Antichi maestri d'arte e di scuola elle terre ticinesi, I, Como 1937, 112-121.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 37, 266-277, 429, 533, 571, (Torrello) 26, 40, 125, 210, 241, 258, 352, 355, 369, 528, 538, 578.
  • Bruno Bordoni, Lugano l'Arciconfraternita della Buona Morte ed Orazione sotto il titolo di Santa Marta e il San Salvatore, Grassi IET, Bellinzona-Lugano 1971.
  • Piero Bianconi, Meridiane del Ticino, Vezia, Unione Svizzera delle Casse Raiffeisen, 1978.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 305-313.
  • Niklaus Flüeler, Guida culturale della Svizzera, Zurigo, Ex Libris Verlag AG, 1982.
  • Rita Camponovo, Carona, un percorso artistico, Arti grafiche Gaggini&Bizzozero, Lugano 1996.
  • Giancarlo Gentilini, Virtù ed eroi in un'impresa dimenticata: il monumento di Vitaliano e Giovanni Borromeo, in Mauro Natale (a cura di), Scultura lombarda del Rinascimento. I monumenti Borromeo, Torino 1997, 47-82.
  • Edoardo Agustoni, Federica Bianchi, Il caso di Carona, in I Casella di Carona, Lugano 2002, 13-49.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 20, 57, 58, 233, 287, 295, 296, 369nota, 414.
  • Manuela Villani, Scultori lombardi a Savona: alcune riflessioni e qualche proposta, in «Ligures», 4, 2006, 98, nota 94.
  • Furio Ciciliot, Arte rinascimentale: piccapietra et alii magistri. (Savona 1506-1570), in «Atti e Memorie. Società Savonese di Storia Patria», n.s., XLII, 2006, 143-161.
  • Katja Bigger, Carona, in Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 344-349.
  • Ursula Stevens, Die verwandtschaftlichen Beziehungen zwischen den Baumeistern Petrini aus Caneggio im Muggiotal, Tessin, dem Maler Petrini aus Carona, Tessin, und den Baumeistern Serro aus Roveredo, Graubünden, in Bollettino Genealogico della Svizzera Italiana, Anno XII, numero 12, Tipografia Menghini SA, Poschiavo 2008, 84-97.
  • Aldo Galli, Introduzione alla scultura di Castiglione Olona, in Alberto Bertoni, Rosangela Cervini (a cura di), Lo specchio di Castiglione Olona. Il palazzo del cardinale Branda ed il suo contesto, Castiglione Olona 2009, 55-73.
  • Laura Damiani Cabrini, Emigrazione di «ritorno». Spunti per una ricerca, in Alla ricerca di un'identità. Architettura e cultura artistica ticinese dal XVI al XX secolo. Atti del convegno di studi (Ascona 4-7 novembre 1998), 2011.
  • Simone Bonomi, Il Porfido Rosa del Ceresio, Lumino 16.03.2018

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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