Bedretto
| Bedretto comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Cantone | |
| Distretto | Leventina |
| Amministrazione | |
| Lingue ufficiali | Italiano |
| Territorio | |
| Coordinate | 46°30′N 8°31′E |
| Altitudine | 1 402 m s.l.m. |
| Superficie | 75,2 km² |
| Abitanti | 108 (2024) |
| Densità | 1,44 ab./km² |
| Frazioni | Ossasco, Ronco, Villa |
| Comuni confinanti | Airolo, Cevio, Formazza (IT-VB), Lavizzara, Obergoms (VS), Realp (UR) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 6781 |
| Prefisso | 091 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice OFS | 5063 |
| Targa | TI |
| Circolo | Airolo |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |

Bedretto (in dialetto ticinese Bidree o Büdree[1]) è un comune svizzero di 108 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Leventina, parte della Regione Tre Valli.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Bedretto è posto in Val Bedretto, parte occidentale della Val Leventina a ovest di Airolo, nella Val Bedretto. Il comune di Bedretto comprende le frazioni di Ossasco, Villa (in tedesco, in passato Romig o Romegg), Bedretto, Ronco e All’Acqua. Il municipio si trova a Villa. All’Acqua non è abitata durante la stagione invernale. In passato erano abitati anche i borghi di Orello e Nostengo, situati a monte di Villa Bedretto.
Il comune di Bedretto confina direttamente con il comune di Realp nel Canton Uri e con il comune di Obergoms (fino al 2009 Ulrichen e Oberwald) nel Canton Vallese, nella Svizzera tedesca, nonché con i comuni di Airolo, Cevio e Lavizzara nel Cantone Ticino e con Formazza nella regione Piemonte in Italia, raggiungibile attraverso il Passo San Giacomo. A sud del Witenwasserenstock si trova un punto di confine tra tre cantoni (Ticino, Uri e Vallese) (icona del mondo).
Durante l'era glaciale, il ghiacciaio del Gries scorreva dal Vallese attraverso il Passo del Corno (2485 m s.l.m.) nella parte posteriore della Val Bedretto (Val Corno). L'acqua del lago di sbarramento del Gries (2386 m s.l.m.) viene convogliata attraverso condotte forzate, che fanno parte del sistema delle centrali elettriche della Maggia, attraverso la Val Corno fino al Lago Maggiore (193 m s.l.m.).
I laghetti alpini del Corno[2] e di Cave delle Pigne sono di proprietà del patriziato di Bedretto[3]. Nel 1918 il Cantone Ticino concesse l'autorizzazione all'estrazione del calcare da costruzione presente sull'Alpe Manió. Durante e dopo la prima guerra mondiale anche l'industria svizzera iniziò a utilizzare questo calcare, che in precedenza era stato poco considerato a causa del suo grado di purezza insufficiente. Sull'Alpe Cavanna (2020 m s.l.m.) era presente una cava di pietra ollare. Il serpentino (antigorite) della valle è di colore verdastro. Il granito del Pizzo Rotondo è noto agli scalatori perché, grazie all'altitudine e all'esposizione a sud, è privo di licheni.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Tombe preromane (Villa) e reperti di monete romane (Bedretto) testimoniano un insediamento di epoca antica. Bedretto è menzionato per la prima volta in un documento del 1210 come Bedoledo e nel 1457 come Bedreudo. Quando nel 1227 furono suddivise le Alpi della Val Leventina, Bedretto comparve come quartiere e parrocchia autonoma. La valle si separò probabilmente da Airolo prima del 1277. Nel 1567 contava 38 nuclei familiari (focolari). Nel 1594 la chiesa parrocchiale dei Martiri Maccabei a Villa fu ricostruita in seguito a una valanga.[4].
La vicinia della Val Bedretto apparteneva alla rodaria di Intus Montem con Airolo, Quinto, la sua frazione di Ambrì e Prato Leventina; con queste comunità aveva il monopolio dei trasporti attraverso i passi di San Giacomo e della Novena. In questo ambito sono pervenuti un documento del 1407 dove si stipulano accordi con le vicinie di Prato Leventina, Faido, Chiggiogna e Giornico, per la gestione di alcuni alpeggi della valle, e una convenzione del 1451 stipulata con gli abitanti della Val Formazza.[4]
Nel 1919, una valanga travolse alcuni ricoveri per animali delle località Bolla e Schiavò (situate di fronte all'abitato di Bedretto).[5] Un evento analogo si verificò nel 1920,[6] con la distruzione di alcuni caseggiati a Ronco[6].
Durante l'inverno 1950-1951, la zona compresa tra il Riale di Villa e la località All'Acqua venne ripetutamente interessata da valanghe che misero fuori uso la linea elettrica che collega la Leventina a Mörel.[7] Lo scorrimento di tali valanghe fu facilitato dal fatto che nel settembre 1947 la zona detta Bosco era stata devastata da un incendio.[8] Nello stesso inverno, ulteriori distacchi di neve provocarono la distruzione di stalle nelle località Bolla,[5] Ossasco,[6] Schiavò,[5] Sassello (a valle dell'alpe di Pesciora),[5] Solchi[5] e Soria (di fronte a Ossasco)[5].
La prossimità del confine italiano al Passo di San Giacomo alla fortezza del Gottardo portò, nel periodo 1939-1945, alla costruzione sopra All’Acqua del posto di blocco di San Giacomo con l’opera di artiglieria Grandinagia, l’opera di fanteria San Giacomo, la postazione di artiglieria Manegorio e le funivie militari All’Acqua-Winkelstation Z307-Grandinagia Z313-San Giacomo Z308 e All’Acqua–Rotondo SB163.
Da Ossasco (stazione a valle ancora esistente all’uscita del paese) all’inizio degli anni '40 fu costruita la funivia militare Z305/306, lunga 4550 metri, che tramite la stazione di rinvio di Alp Cassinello (2130 m s.l.m.) e un breve tunnel sulla Bassa di Folcra (2560 m s.l.m.) e scendeva nella Val Torta (2350 m s.l.m.) per rifornire le truppe che dovevano difendersi dalle incursioni nemiche attraverso il Passo del Naret o il Passo del Cristallina. La funivia fu smantellata nel 1983. Sulla Bassa di Folcra si trovano i resti del tunnel della funivia.[9]
Traffico
[modifica | modifica wikitesto]Dall'ospizio di All’Acqua partivano due importanti sentieri mulattieri: uno attraverso il Passo della Nufenen verso l'Alto Vallese e l'altro attraverso il Passo di San Giacomo, dove sorgeva l'ospizio di San Nicolao in Val d'Olgia, menzionato nel 1405, verso la valle italiana di Formazza. Nella ripida Val Bedretto in inverno si verificano spesso valanghe e i collegamenti tra i villaggi e Airolo sono spesso interrotti. Il villaggio ha spesso subito danni a causa delle valanghe, tra l’altro il 16 e il 17 gennaio 1594, quando furono distrutte la chiesa parrocchiale e diverse case, il 6 e il 7 febbraio 1749 (distruzione di Ossasco), l’11 gennaio 1863 (morte di 29 persone); nell'inverno delle valanghe del 1951 l'intera valle dovette essere evacuata. Imponenti opere di protezione contro le valanghe hanno migliorato la situazione. Dal 1924 esiste una strada carrozzabile da Airolo a Bedretto, dal 1932 fino a Ronco e dal 1964 attraverso il Passo della Nufenen.[4]
Frazioni del comune di Bedretto
[modifica | modifica wikitesto]- Ossasco
- Bedretto
- Ronco
- All'Acqua
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa dei Santi Maccabei in località Villa (1594, ricostruita nel XIX secolo)[10];
- Oratorio dei Santi Sebastiano Rocco in località Bedretto, attestata nel 1570[10];
- Oratorio di Sant'Antonio abate in località Ronco (XVII secolo)[10];
- Casa Rossi in località Ossasco (1759)[10];
- Alpe Cioss Prato (1 572 m s.l.m.), di proprietà del patriziato di Bedretto[11];
- Alpe Valleggia (1 753 m s.l.m.), di proprietà del patriziato di Bedretto[11].
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[4]:
Abitanti censiti[12]

Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune. La fondazione del comune patriziale risale al 1761.[11]
Economia e turismo
[modifica | modifica wikitesto]La valle viveva principalmente di agricoltura (allevamento, pastorizia e produzione lattiero-casearia, coltivazione di patate e segale). Molti abitanti dovevano cercare lavoro stagionale in Italia e in Francia come venditori ambulanti di castagne, camerieri o domestici, oppure emigranti.
Negli anni '50 e '60, la Maggia Kraftwerke costruì in due fasi una centrale idroelettrica con gallerie d'acqua che partivano dal lago di accumulo allora più alto della Svizzera, il Griessee, fino alla centrale elettrica del Verbano presso Brissago sul Lago Maggiore. Nella valle di Bedretto è stata realizzata la galleria di adduzione Gries-Bedretto-Robièi con le prese d'acqua di Cruina e Stabbiascio e le captazioni dei torrenti Cavagnolo, Val d'Olgia' e San Giacomo. La concessione dell'impianto Maggia 1 (Sambuco, Peccia, Cavergno, Verbano) è valida fino al 2035, quella di Maggia 2 (Cavagnöö-Naret, Robièi, Bavona) fino al 2048. Per l'ampliamento delle centrali elettriche della Maggia esisteva una ferrovia – oggi dismessa – che collegava All’Acqua a Stabbiascio. Il 15 febbraio 1966, nella galleria Stabbiascio/Robièi, si verificò il più grave incidente minerario del Cantone Ticino: 15 minatori italiani e due pompieri di Locarno persero la vita a causa di gas tossici nel tunnel.
Dopo la seconda guerra mondiale la valle si è spopolata. Oggi, nei mesi estivi, si anima di nuovo grazie al ritorno degli abitanti del luogo e all’afflusso di turisti e vacanzieri. I punti di riferimento turistici sono i rifugi del CAS Corno Gries, Piansecco e Cristallina.
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Passo della Nufenen
- Passo della Nufenen
- Inverno in Bedretto
- Ripari antivalanga sopra Villa
- Forte San Giacomo
- Casa doganale San Giacomo
- Postazione d'artiglieria Grandinascia
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ DIZIONARIO LEVENTINESE, su sites.google.com. URL consultato il 26 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2020).
- ↑ Corno, su www4.ti.ch. URL consultato l'8 settembre 2017.
- ↑ Pigne, su www4.ti.ch.
- 1 2 3 4 (IT, DE, FR) Bedretto, in Dizionario storico della Svizzera.
- 1 2 3 4 5 6 Galliciotti, p. 25.
- 1 2 3 Galliciotti, p. 65.
- ↑ Galliciotti, pp. 21, 24-25.
- ↑ Galliciotti, p. 24.
- ↑ Hans Richard e Jürg Keller, Militärseilbahnen/Téléfériques militaires, Freiburg/Bern, Verein Historische Militäranlagen, 2016.
- 1 2 3 4 Anderes, Guida d'Arte, 1980.
- 1 2 3 Patriziato di Bedretto, su bedretto.ch.
- ↑ Dizionario storico della Svizzera
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- AA.VV., Bedretto, in Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, p. 148.
- Bernhard Anderes, Bedretto, in Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza-Lugano, Edizioni Trelingue, 1980, p. 115.
- Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2010.
- Luigi Lavizzari, Bedretto, in Escursioni nel Cantone Ticino, Lugano, 1859-1863.
- Fiorentino Galliciotti (a cura di), Il flagello bianco nel Ticino, Bellinzona, Arti grafiche Arturo Salvioni & co., 1953.
- Mario Fransioli, Bedretto, in Dizionario storico della Svizzera, 19 gennaio 2021.
- Virgilio Gilardoni, Bedretto, in Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, Bellinzona, La Vesconta, Casagrande S.A., 1967, pp. 203-204, 299, 374.
- Ottavio Lurati, Terminologia e usi pastorizi di val Bedretto, Basilea, Società svizzera per le tradizioni popolari, 1968.
- Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Viganello, Pramo Edizioni, 1997.
- Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, Giubiasco, Edizioni Metà Luna, 1991.
- Johann Rudolf Rahn, Ronco, in I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, traduzione di Eligio Pometta, Bellinzona, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, 1894, p. 263..
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Bedretto
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Bedretto
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su bedretto.ch.
- (IT, DE, FR) Bedretto, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
- Bedretto, su gemeinde-commune-comune.ch.
- Ufficio di statistica del Canton Ticino: Bedretto, su www3.ti.ch.
- Inventario ISOS: Bedretto (PDF), su api.isos.bak.admin.ch.
- Inventario ISOS: Villa Bedretto (PDF), su api.isos.bak.admin.ch.
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