Someo

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Someo
frazione
Someo – Stemma
Someo – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoVallemaggia
ComuneMaggia
Territorio
Coordinate46°17′15″N 8°39′43″E / 46.2875°N 8.661944°E46.2875; 8.661944 (Someo)Coordinate: 46°17′15″N 8°39′43″E / 46.2875°N 8.661944°E46.2875; 8.661944 (Someo)
Altitudine378 m s.l.m.
Abitanti258 (2003)
Altre informazioni
Cod. postale6674
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
TargaTI
Nome abitantisomeesi
Patronosant'Eustachio
Giorno festivo20 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Someo
Someo

Someo (in dialetto ticinese Suméi[senza fonte]) è una frazione di 258 abitanti del comune svizzero di Maggia, nel Canton Ticino (distretto di Vallemaggia).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'architettura del paese risale per lo più al periodo compreso fra il 1860 e il 1890[senza fonte]. Nel XIX secolo molti abitanti di Someo emigrarono in California[1], dove Antonio Tognazzini fondò la località di Someo (ora Casmalia) in ricordo del suo paese di origine[2], e in Australia[senza fonte].

Il territorio del comune di Someo prima degli accorpamenti comunali del 2004

Già comune autonomo che si estendeva per 32,73 km²[3] e del quale faceva parte anche la frazione di Riveo, il 4 aprile[senza fonte] 2004 è stato accorpato al comune di Maggia assieme agli altri comuni soppressi di Aurigeno, Coglio, Giumaglio, Lodano e Moghegno. La fusione è stata approvata da una votazione popolare il 22 settembre 2002 (90 favorevoli, 17 contrari)[3] e ratificata dal Gran Consiglio l'8 ottobre 2003[4].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del comune di Someo fino al 2004 era caratterizzato da un cervo coronato da una croce, che rappresentava sant'Eustachio[senza fonte], e da una luna.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte sospeso sul fiume Maggia

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Someo ha sede la squadra di calcio dilettantistica Football Club Someo[senza fonte].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Daniela Pauli Falconi, Someo, in Dizionario storico della Svizzera, 18 gennaio 2017. URL consultato l'8 dicembre 2017.
  2. ^ Cheda, 1981.
  3. ^ a b Aggregazione dei Comuni di Aurigeno, Coglio, Giumaglio, Lodano, Maggia, Moghegno e Someo in un unico Comune denominato Comune di Maggia (DOC), in Messaggio 5374, Gran Consiglio, 18 marzo 2003. URL consultato l'8 dicembre 2017.
  4. ^ Decreto legislativo concernente l’aggregazione dei Comuni di Aurigeno, Coglio, Giumaglio, Lodano, Maggia, Moghegno e Someo (PDF), in Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi, Gran Consiglio, 5 dicembre 2003. URL consultato il 7 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gastone Cambin; Armoriale dei Comuni Ticinesi, Istituto Araldico e Genealogico, Lugano 1953.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969.
  • Martino Signorelli, Storia della Val Maggia, Tipografia Stazione S.A., Locarno 1972.
  • Rivista informativa del Comune di Maggia, A Tu per Tu, No. 1-2.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 179.
  • Giorgio Cheda, L'emigrazione ticinese in California, Dadò, Locarno, 1981.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Rivista Patriziale Ticinese, No. 264 marzo 2007, 20-21.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 238, 244, 247, 248.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN296472095 · GND: (DE1031732683
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