Rossura

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Rossura
frazione
Rossura – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Flag of Canton of Tessin.svg Ticino
Distretto Leventina
Comune Faido
Territorio
Coordinate 46°28′33.6″N 8°49′29.64″E / 46.476°N 8.8249°E46.476; 8.8249 (Rossura)Coordinate: 46°28′33.6″N 8°49′29.64″E / 46.476°N 8.8249°E46.476; 8.8249 (Rossura)
Altitudine 1 054 m s.l.m.
Abitanti 62 (2005)
Altre informazioni
Cod. postale 6760
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Targa TI
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Rossura
Rossura

Rossura (in tedesco Rossur, desueto[1], in dialetto ticinese Rosüra[senza fonte]) è una frazione di 62 abitanti del comune svizzero di Faido, nel Canton Ticino (distretto di Leventina).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato su un pianoro[1], è formato quasi esclusivamente da case tipiche leventinesi in legno con tetti in piode[senza fonte].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Rossura prima degli accorpamenti comunali del 2006

Già comune autonomo istituito nel 1837 per scorporo dal comune di Chiggiogna e che si estendeva per 14,63 km², nel 2006 è stato accorpato al comune di Faido assieme agli altri comuni soppressi di Calonico e Chiggiogna.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Mario Fransioli, Rossura, in Dizionario storico della Svizzera, 17 gennaio 2017. URL consultato il 10 settembre 2017.
  2. ^ Bernasconi Reusser, 2010, pp. 217, 220, 223, 225, 228, 241.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 264.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 226, (Molare 434), 527-528.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 103-105.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 129, 132.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, seconda serie, 148, Casagrande, Bellinzona 2010, 217, 219, 241.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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