Comologno

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Comologno
frazione
Comologno – Veduta
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Flag of Canton of Tessin.svg Ticino
Distretto Locarno
Comune Onsernone
Territorio
Coordinate 46°12′13″N 8°34′34″E / 46.203611°N 8.576111°E46.203611; 8.576111 (Comologno)Coordinate: 46°12′13″N 8°34′34″E / 46.203611°N 8.576111°E46.203611; 8.576111 (Comologno)
Altitudine 1 085 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 6663
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Targa TI
Nome abitanti comolognesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Comologno
Comologno

Comologno (in dialetto ticinese Comolögn[1]) è una frazione del comune svizzero di Onsernone, nel Canton Ticino (distretto di Locarno).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Comologno con le località di Spruga, Cappellino, Vocaglia e Corbella si trova in valle Onsernone, a 26 km da Locarno[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchia è stata istituita nel 1715[3] con la separazione da quella di Russo[2].

Il territorio del comune di Comologno prima degli accorpamenti comunali del 19951

Già comune autonomo, il 1º gennaio[senza fonte] 1995 è stato accorpato agli altri comuni soppressi di Crana e Russo per formare il comune di Onsernone.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, costruita nel 1668 ed il 1697[2];
  • Cappelle della Via Crucis. Negli archivi del comune non vi sono documenti relativi alla costruzione delle cappelle, perché tutte sono state erette da privati. I dipinti vennero eseguiti nel 1772 e probabilmente quelli delle volte delle tre cappelle d'angolo sono da attribuirsi a Giuseppe Mattia Borgnis. Più volte risanate, hanno goduto di un restauro completo nel 2015[3];
  • Oratorio della Santa Croce in località Spruga, edificato sullo scorcio[quale?] del XVII secolo. È posto sulla strada cantonale, rivolto a oriente. È di una sola navata con un solo altare e senza sacrestia; l'ammissione e l'approvazione della cappellania avvenne il 9 febbraio 1782; sull'altare infatti campeggia un Crocifisso[3];
  • Palazzo o Castello della Barca, fatto erigere nella seconda metà del XVIII secolo da Guglielmo Antonio Maria[senza fonte] Remonda[2];
  • Palazzo Gamboni, del 1730[senza fonte];
  • Palazzo Remonda o Palazzo di Sotto, a est della chiesa parrocchiale, del 1761[senza fonte];
  • Casa Enrico Barbaglia, già Remonda, del 1767[senza fonte];

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[2]:

Abitanti censiti

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Comologno viene servito dal servizio autopostale con la linea 324[4].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del comune patriziale di Onsernone[2] e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione. Il patriziato è proprietario della Capanna Alpe Salei[5], di Palazzo Gamboni e di un'osteria[senza fonte].

L'assemblea di frazione si tiene due volte l'anno, nei mesi di maggio e di novembre[senza fonte].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

In passato sono state attive associazioni dilettantistiche di calcio e tiro; ancora attiva è una squadra di hockey su ghiaccio[senza fonte].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ottavio Lurati Nomi di luoghi e famiglie e i loro perché?... Lombardia-Svizzera-Piemonte, Varese, Pietro Macchione ec., 2011.
  2. ^ a b c d e f Vasco Gamboni, Comologno, in Dizionario storico della Svizzera, 15 gennaio 2004. URL consultato il 30 settembre 2017.
  3. ^ a b c Parrocchia di Comologno, Chiesa di Comologno, 1988.
  4. ^ a b Linea Onsernone, postauto.ch. URL consultato il 30 settembre 2017.
  5. ^ Salei, alpi-ticinesi.ch. URL consultato il 30 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 205-207.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 225.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN247382664 · GND: (DE4557669-5
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