Arzo (Mendrisio)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Arzo
quartiere
Arzo – Stemma
Arzo – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoMendrisio
ComuneMendrisio
Territorio
Coordinate45°52′34″N 8°56′27″E / 45.876111°N 8.940833°E45.876111; 8.940833 (Arzo)Coordinate: 45°52′34″N 8°56′27″E / 45.876111°N 8.940833°E45.876111; 8.940833 (Arzo)
Altitudine501 m s.l.m.
Abitanti1 271 (2016)
Altre informazioni
Cod. postale6864
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiarzesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Arzo
Arzo
Arzo – Mappa
Localizzazione del quartiere di Arzo nel territorio comunale di Mendrisio
Sito istituzionale

Arzo è un quartiere di 1 271 abitanti del comune svizzero di Mendrisio, nel Canton Ticino (distretto di Mendrisio).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Arzo si trova presso il Monte San Giorgio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sicuramente il luogo era abitato in epoca antica, ma a questo riguardo si possiedono solo notizie frammentarie (in particolare alcune necropoli ritrovate nelle vicinanze)[senza fonte]. Il paese deve la sua fortuna e notorietà alle cave di marmo, noto fin dal Medioevo[1] e apprezzato in particolare per edifici in stile barocco[senza fonte].

Il paese è citato per la prima volta nel 1335 nella forma Arzio e la sua chiesa nel 1456; a quell'epoca faceva parte della pieve di Riva, dalla quale si separò nel 1534[1]. Fece parte del ducato di Milano sino al 1512, quando venne occupato dai Confederati[senza fonte].

Il territorio del comune di Arzo prima degli accorpamenti comunali del 2009

Già comune autonomo che si estendeva per 2,79 km²[2], nel 2009 è stato accorpato a Mendrisio assieme agli altri comuni soppressi di Capolago, Genestrerio, Rancate e Tremona.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma di Arzo è stato ideato nel 1953 (a centocinquant'anni dall'indipendenza ticinese, nel 1803) dallo studioso di araldica Gastone Cambin[senza fonte]. La croce bianca in campo rosso (con i bracci estesi sino ai lati dello scudo) richiama gli emblemi di Como e di Lugano; la chiesa color giallo-oro simboleggia il duomo di Lugano e quello di Como, chiese ricche di marmo arzese[2] e alla cui realizzazione lavorarono parecchi scalpellini di Arzo[senza fonte].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del quartiere. Il patriziato è proprietario delle cave di marmo di Arzo[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Stefania Bianchi, Arzo, in Dizionario storico della Svizzera, 26 giugno 2017. URL consultato il 14 novembre 2017.
  2. ^ a b Arzo, su sito istituzionale del comune di Mendrisio, 11 gennaio 2017. URL consultato il 14 novembre 2017.
  3. ^ Sito ufficiale del patriziato di Arzo, su patriziatoarzo.ch. URL consultato il 14 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Arte e monumenti della Lombardia prealpina, Istituto grafico Casagrande, Bellinzona 1967, 188, 206.
  • Rinaldo Giambonini, Agostino Robertini, Silvano Toppi, Arzo, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1971, 21-32.
  • Giuseppe Martinola, Inventario d'arte del Mendrisiotto, I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 19-32.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 123, 219, 222, 250, 252, 334, 343, 347-349, 364.
  • Giovanni Piffaretti, Pagliuzze di storia di Arzo, Mendrisio, 1991.
  • Giovanni Piffaretti, Strade e piazze di Arzo hanno un nome, Mendrisio, 1997.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 208, 209, 421.
  • Tita Carloni, Claudio Origoni, Arzo. Memoria di pietre. Inventario dei portali del paese, Mendrisio, 2007.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 430-432.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàGND (DE4207191-4
Ticino Portale Ticino: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Ticino