Sonvico

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Sonvico
frazione
Sonvico – Stemma
Sonvico – Veduta
Sonvico (in alto a sinistra) e la frazione Dino (in basso) visti dal colle di San Bernardo. In alto a destra Villa Luganese
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Flag of Canton of Tessin.svg Ticino
Distretto Lugano
Comune Lugano-coat of arms.svg Lugano
Territorio
Coordinate 46°03′38″N 8°59′38″E / 46.060556°N 8.993889°E46.060556; 8.993889 (Sonvico)Coordinate: 46°03′38″N 8°59′38″E / 46.060556°N 8.993889°E46.060556; 8.993889 (Sonvico)
Altitudine 603 m s.l.m.
Superficie 11,09 km²
Abitanti 1 852 (31.12.2011)
Densità 167 ab./km²
Frazioni confinanti Cadro, Cimadera, Villa Luganese
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 6968
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice OFS 5224
Nome abitanti Sonvichesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Sonvico
Sonvico
Sonvico – Mappa
Sito istituzionale

1leftarrow blue.svgVoce principale: Lugano.

Sonvico (Sonvìch in dialetto ticinese) è un quartiere della città di Lugano, nel Canton Ticino.

Politica amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Con votazione popolare dell'11 marzo 2012 e con 252 voti favorevoli e 231 contrari, i suoi cittadini hanno accettato la fusione con la città di Lugano, divenuta effettiva il 14 aprile 2013.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il quartiere è posto alle pendici del monte Sorivo (anche detto colle di San Martino), a pochi chilometri dal centro di Lugano, con il quale si è fuso, a seguito di un referendum popolare celebrato il 20 novembre 2011, a partire dal 1º aprile 2013. Vi scorrono due fiumi, il Cassarate e il Franscinone e numerosi rigagnoli minori. È sovrastato dall'imponente formazione calcarea denominata Denti della Vecchia.

A sud di Sonvico vi è la frazione Dino, il cui nucleo è stato sventrato negli anni ottanta del XX secolo a causa della costruzione della strada cantonale e che diede i natali a Giacomo Lepori[1], uno degli ingegneri chiamati a costruire il Canale di Suez e poi deputato del Partito Liberale Radicale al Gran Consiglio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Sonvico, che deve il suo nome alla posizione su un promontorio (summus vicus, in latino il villaggio più alto) è secolare: sono stati trovati reperti dell'età del bronzo[2] e di quella del ferro[3]. Numerosi anche i reperti pre-romani e romani: in particolare una lapide etrusca, alcuni reperti romani a San Martino[4] e monete, monili e suppellettili longobarde[5]. Tracce un po' più recenti sono ancora visibili: è il caso delle mura medioevali che cintavano completamente il borgo[6].

Del castello di Sonvico, rinnovato verso la fine del Quattrocento su volere del duca Ludovico il Moro, del resto, si parla in documenti del 1326: nei documenti la comunità locale viene chiamata "Castellanza"[7][8]. Una traccia ancora più antica risale al 1040 con la formula "Summo Vico"[9], mentre alcuni documenti del XIX secolo fanno riferimento all'atto di donazione, successivamente ritenuto dagli storici un falso del XII secolo, con il quale il 2 aprile 724 il re Liutprando avrebbe ceduto la Basilica di San Carpoforo di Como a Sonvico[10]. Nell'archivio parrocchiale, in compenso, è conservata una pergamena del X secolo con tracce di scrittura onciale[11].

Il centro, che ottenne lo statuto di "Terra privilegiata", fu dominio dei duchi di Milano dall'inizio del XV secolo al 1512. Nel 1415 Filippo Maria Visconti concesse alla cittadina stemmi e sigilli[12]. Pochi anni dopo, nel 1473, le leggi cittadine furono raccolte nel Libbro degli Statuti della Magnifica Comunità di Sonvico[13] Nel 1512, infine, Massimiliano Sforza lo cedette alla Confederazione elvetica: quest'ultima confermò lo statuto di "Terra privilegiata"[14], ma nel prendere possesso della cittadina la distrusse.

Nel 1911 è stata messa in funzione la linea tramviaria di Lugano-Cadro-Dino che collegava l'allora borgo con il centro di Lugano. La linea, successivamente smantellata, ora è sostituita da un regolare servizio di autobus[15].

Attorno al 1900 al margine del vecchio nucleo sono sorti alcuni edifici di nuova concezione (Hotel della Posta, Villa California, ecc), legati ad una prima modernizzazione del paese che ha potuto avvenire anche grazie al denaro guadagnato grazie all'emigrazione.

Edifici storici[modifica | modifica wikitesto]

Casa della Ragione[modifica | modifica wikitesto]

Sulla piazza principale si trova la Casa della Ragione, storico edificio probabilmente sede del potere legislativo della Castellanza. Sulla facciata dell'edificio sono raffigurati i 12 stemmi dei Cantoni.

Chiesa di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Giovanni Battista (Sonvico).

La Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista è frutto di una lenta e lunga evoluzione il cui prodotto ha fornito un complesso monumentale di particolare valore. Molto interessanti le parti visibili dei resti di un affresco raffigurante la "Danza macabra" anche detta "Trionfo della morte" che è possibile probabilmente far risalire alla prima metà del '500.

Chiesa di San Martino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Martino (Sonvico).

Fra gli edifici religiosi il più conosciuto è l'oratorio di San Martino sul monte di Sorivo. È sempre stata considerata fra le più antiche chiese romaniche della regione. I restauri del 1986 e la conseguente esplorazione archeologica hanno portato alla luce informazioni e reperti di eccezionale importanza, in particolare la presenza di un edificio di culto preesistente, uno dei pochi esempi di chiesa in legno del versante sud delle Alpi. Al suo interno è stata rinvenuta una fibula romanzo-longobarda databile tra il 650 e il 700 d.C.

Torchio delle Noci[modifica | modifica wikitesto]

L'antico torchio piemontese a leva (fra i più grandi e antichi del cantone) è stato restaurato nel 1983 dal comune, misura 10 metri di lunghezza e il peso si aggira attorno alle cinque tonnellate. La grande leva centrale riporta incisa la data del 1582. Il torchio serviva sia per la torchiatura delle vinacce sia per quella delle noci (per ottenere olio da pasto e da lume) ed è stato funzionante fino al dopoguerra.

Chiesa di Santa Maria di Loreto[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel 1636 da don Simone Lotti.

Persone legate a Sonvico[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giacomo Lepori, in Dizionario storico della Svizzera.
  2. ^ Crivelli, 1943, 25.
  3. ^ Martinola, 1943, 82-83; Schwegler, 1992, 236-237".
  4. ^ Frei-Stolba, Lieb, 1989, 118-123
  5. ^ Donati, 1990, 287-295.
  6. ^ Rahn, 1894, 277-278.
  7. ^ Laghi, (1466-1512), 1881, 35.
  8. ^ Ballarini, 1619, 302
  9. ^ Schaefer, 1954, 171, nota 254; Rivista Tecnica Ticinese, 19, 0.
  10. ^ Motta, 1991, 33)
  11. ^ Marcionetti, 1978, 38.
  12. ^ Kohler, [ca 1912].
  13. ^ Gli statuti di Sonvico secondo la lezione del "Codice volgare" conservato nell'Archivio comunale luganese (fine del secolo XV), Lugano, [s.n], 1907.
  14. ^ Rovelli, 1927(1983), 33ss.
  15. ^ Polli, Ghirlanda, 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Ballarini, Compendio delle croniche della città di Como, appresso Gio. Angelo Turato, successore del quon. Hier. Froua, Como 1619.
  • Nicolò Maria Laghi, La cronaca luganese: [1466-1512], in Periodico della Società Storica Comense, Volume II, Como 1881.
  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, (Dino) 94-95, 276-278.
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Gli statuti di Sonvico secondo la lezione del Codice volgare conservato nell'Archivio comunale luganese (fine del secolo XV), Lugano : [s.n], 1907.
  • Andrea Kohler (a cura di), "Gli stemmi e i sigilli di Sonvico ", Archives Héraldiques suisses, [S.l.] : [s.n.], [circa 1912].
  • Aldo Crivelli, Atlante preistorico e storico della Svizzera italiana, Bellinzona : Istituto editoriale ticinese, 1943.
  • Paul Schaefer, Il Sottoceneri nel Medioevo: contributo alla storia del medioevo italiano, GEP, Lugano 1954.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 232, 322-324, 389, 391, 554-557.
  • Giuseppe Martinola, "Una pietra coppelliforme a Sonvico", Bollettino storico della Svizzera italiana, Bellinzona, Serie 4, anno 18.
  • Alberto Polli e Dario Berta, Traccia per uno studio su una ferrovia locale: la Lugano-Cadro-Dino (Sonvico), Lavoro di diploma, Lugano 1973.
  • Lorenza Spinelli, Il patriziato di Sonvico dal 1795 al 1860, Lavoro di diploma, Lugano ; Pavia : Università degli studi di Pavia, 1976.
  • Isidoro Marcionetti, Il battistero di Riva San Vitale: storia, arte, liturgia, Lugano : Tip. Natale Mazzucconi, 1978.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza-Lugano; Berna : Ed. Trelilngue ; ]]Società di storia dell'arte in Svizzera]], 1980, 277-281.
  • Giovanni Rovelli, La Castellanza di Sonvico : note storiche, Massagno : Tipografia St. Agostino, 1927 (ried. Locarno : Dadò, 1983).
  • Pier Angelo Donati, Opere di restauro della Chiesa di San Martino s/Sonvico : note d'informazione sull'indagine archeologica, Sonvico-Dino : Consiglio parrocchiale, 1986.
  • Regula Frei-Stolba, Hans Lieb, "Ein neuer Quattuorvir von Como : der Fund von Sonvico TI", Archeologia svizzera : bollettino della Società svizzera di preistoria e d'archeologia, Basel : [s.n.], 1989.
  • Pier Angelo Donati, "La fibula longobarda di Sonvico (Cantone Ticino)", Numismatica e antichità classiche, XIX (1990).
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, Bellinzona: Salvioni, 1876 (ristampa Metà Luna: Giubiasco, 1991.
  • Urs Schwegler, Schalen- und Zeichensteine der Schweiz, Basel: Verl. Schweizerische Gesell-schaft für Ur- und Frühgeschichte, 1992.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • Commissione per lo stradario, Lo stradario di Sonvico, [Sonvico] : [Municipio di Sonvico], [1998].
  • Massimiliano Foglia et alii,Sentiero storico-naturalistico: acqua-fuoco-cielo-terra, Lugano Turismo, Lugano 1999.
  • Alberto Polli, Angelo Ghirlanda, Graziano De Ambroggi, Mariangelo Scalena, 100 anni della Lugano-Cadro-Dino. Un sacrificio giustificato ?, Fontana Edizioni S.A., Lugano, 2005.
  • Maurizio Cerri et alii, Sonvico, con la collaborazione di Ermanno Barioni e Tarcisio Pellanda, Bellinzona, Archivio di Stato, (Repertorio Toponomastico Ticinsese, 19) Edizioni dello Stato, Bellinzona 2005.
  • Società di Storia dell'Arte in Svizzera (a cura di), Guida d'arte della Svizzera italiana, nuova edizione rivista e aggiornata, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 291, 305, 328, 329, 331, 370.
  • Alberto Polli, Angelo Ghirlanda, C'era una volta...la Lugano-Cadro-Dino, Fontana Edizioni S. A., Lugano-Pregassona 2010.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Archivio Patriziale di Sonvico
  • Archivio Parrocchiale di Sonvico
  • Archivio Comunale di Sonvico

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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