Val Colla

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Val Colla
Val Colla.jpg
Val Colla
Stati Svizzera Svizzera
Regioni Ticino Ticino
Località principali Lugano
Fiume Cassarate
Superficie 2400 ettari km²
Altitudine 500 / 2228 m s.l.m.
Nome abitanti Colèta

Coordinate: 46°05′11.04″N 9°02′21.98″E / 46.0864°N 9.03944°E46.0864; 9.03944

1leftarrow blue.svgVoce principale: Lugano.

La Val Colla è una valle svizzera e un quartiere della città di Lugano, nel Canton Ticino. Comprende le località di Curtina, Insone, Scareglia, Signôra, Colla, Cozzo, Maglio di Colla, Piandera, Certara, Bogno e Cimadera. La popolazione si aggira sui novecento abitanti, in gran parte lavoratori pendolari verso il centro della città, in loco attività legate al turismo e all'allevamento di bestiame. Il territorio che copre una superficie di 2400 ettari è composto prevalentemente da pascoli e boschi di betulla, castagno e faggio nella parte più bassa e di larice e abete nella parte superiore (da circa 1 000-1 200 m.s.m.), questi ultimi in gran parte frutto di piantagioni.

La vetta del Gazzirola, con i suoi 2.116 metri, è il punto più alto della frazione (e della città intera); ivi si trovano le sorgenti del fiume Cassarate. Alla base del crinale meridionale della montagna è posto il Passo San Lucio, che collega la Val Colla all'adiacente Val Cavargna in Provincia di Como. Le altre importanti cime che fanno da contorno alla valle sono a sud la Cima di Fiorina e la Cima dell'Oress e a nord-ovest il Monte Bar (posto sul territorio di Capriasca).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La Val Colla ha un clima simile a quello della Distretto di Lugano.

L'inverno è comunque molto piu freddo man mano che si sale di altitudine, nei comuni dell'Alta Val Colla le temperature possono scendere anche sotto i -20 gradi.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Oggi in tutta la valle si parla prevalentemente un dialetto ticinese e come lingua ufficiale l'italiano. Un tempo i magnani della valle avevano sviluppato un proprio gergo, il rügin (nella vicina Val Cavargna detto rungín), basato grammaticalmente sul locale dialetto, ma con dei termini codificati assolutamente incomprensibili per chi non ne era a conoscenza (esempio: ra rebáiza = la polenta). L'attività del magnano era, nel passato, la principale attività degli abitanti di questa vallata, condivisa anche con gli abitanti della vicina Val Cavargna.

Essi si spostavano in tutto il nord Italia per svolgere la loro attività di ramai, stagnini e riparatori di pentole in generale. L'esprimersi in un idioma che non veniva compreso da estranei, permetteva di custodire e trasmettere i segreti della propria attività solo ai propri concittadini.

Attività sportive[modifica | modifica wikitesto]

  • Squadra di Unihockey iscritta al campionato svizzero di V Lega.
  • Pista di Sci di fondo della Val Colla a Certara.
  • Sci escursionismo (pelli di foca, racchette o ciaspole).
  • Mountain bike.
  • Escursioni in montagna (a piedi ed a cavallo).

Incendio boschivo del 1973[modifica | modifica wikitesto]

L'incendio scoppiò, per cause ancora oggi incerte, il pomeriggio del 4 dicembre 1973 nelle vicinanze del villaggio di Bogno salendo lungo i fianchi del Monte Gazzirola. Durante la notte tra il 4 ed il 5, favorito da un forte vento, si congiunse con un secondo incendio partito nelle vicinanze di Cozzo la sera del giorno 4. Si estese poi a tutto il versante destro della Val Colla e venne spento definitivamente il 7 dicembre. Fu uno degli incendi più estesi capitati in Ticino con una superficie bruciata di circa 2000 ha di boschi (quasi esclusivamente conifere) e pascoli. Vennero distrutti complessivamente circa 250 ettari di piantagioni, il risultato di 80 anni di lavori forestali. L'impressione che l'incendio provocò in Ticino ed in Svizzera fu enorme. Dopo il tremendo incendio furono allestiti dei progetti che sull'arco di 30 anni hanno permesso di ricreare i boschi distrutti, sia con rimboschimenti che con il ringiovanimento naturale, di gestirli e di proteggerli con la costruzione di 16 km di strade e piste forestali e di un moderno dispositivo antincendio con una vasca per il carico degli elicotteri e diverse possibilità di rifornimento di acqua per autobotti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gabriele Corti, Brucia il bosco: la storia del Monte Ferraro e della Valcolla, Pubblicazioni USTAT - DSS 2005-1.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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