Bogno (Lugano)

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Bogno
frazione
Bogno – Stemma
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoLugano
ComuneLugano-coat of arms.svg Lugano
Territorio
Coordinate46°05′24″N 9°03′43″E / 46.09°N 9.061944°E46.09; 9.061944 (Bogno)Coordinate: 46°05′24″N 9°03′43″E / 46.09°N 9.061944°E46.09; 9.061944 (Bogno)
Altitudine800 m s.l.m.
Abitanti145 (2012)
Altre informazioni
Cod. postale6951
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5155
TargaTI
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Bogno
Bogno

Bogno (in dialetto ticinese Bö́gn[senza fonte]) è una frazione di 145 abitanti[senza fonte] del comune svizzero di Lugano, nel Canton Ticino (distretto di Lugano). Fa parte del quartiere di Val Colla.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune di Bogno prima degli accorpamenti comunali del 2013

Già comune autonomo che si estendeva per 4,22 km²[1], nel 2013 è stato accorpato al comune di Lugano assieme agli altri comuni soppressi di Certara, Cimadera e Valcolla. La fusione è stata decisa con votazione popolare del 20 novembre 2011 (62 voti favorevoli e 8 contrari) ed è divenuta effettiva dal 14 aprile 2013[senza fonte].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[2]:

Abitanti censiti

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale ed ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione. L'ufficio patriziale, rieletto il 26 aprile 2009, è presieduto da Adriano Reali[senza fonte].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Val Colla – Il quartiere in numeri, su sito istituzionale del comune di Lugano, 27 luglio 2017. URL consultato il 27 ottobre 2017.
  2. ^ a b Antonio Gili, Bogno, in Dizionario storico della Svizzera, 17 gennaio 2017. URL consultato il 27 ottobre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 296.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 383.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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