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Claro (Bellinzona)

Coordinate: 46°15′N 9°01′E
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Claro
frazione
Claro – Stemma
Claro – Bandiera
Claro – Veduta
Claro – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera (bandiera) Svizzera
Cantone Ticino
DistrettoBellinzona
ComuneBellinzona
Territorio
Coordinate46°15′N 9°01′E
Altitudine270 e 989 m s.l.m.
Superficie21,22 km²
Abitanti3 304 (31-12-2024)
Densità155,7 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale6702
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5282
TargaTI
Nome abitanticlaresi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Claro
Claro
Il territorio del comune di Claro prima degli accorpamenti comunali del 2017

Claro (in dialetto locale Crèe) è un quartiere di 3 304 abitanti della città svizzera di Bellinzona, sito nel Canton Ticino.

Il Pizzo di Claro

Geografia fisica

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Il paese sorge a 270 m s.l.m. sulla riva sinistra del fiume Ticino, lungo la strada cantonale Biasca–Bellinzona. Fanno parte del comune di Claro anche le frazioni di Scubiago, Dun, Brégh, Cassero e Torascia.

Claro viene menzionata per la prima volta nel 1120 come «locus Clari», quando gli allora proprietari, vassalli minori dell’arcivescovo di Milano, cedettero i propri beni al capitolo della cattedrale. Tuttavia, come dimostrano i reperti archeologici rinvenuti nelle tombe, l’insediamento umano nel territorio comunale risale all’età del bronzo.

Risalgono alla fine dell’XI e alla fine del XII secolo due edifici amministrativi, uno dei milanesi e uno dei locarnesi, che all’epoca possedevano a Claro i diritti di decima. Tra il 1402 e il 1422, nonché dal 1449 al 1798, il paese fu sotto il dominio comune dei cantoni svizzeri di Uri, Svitto e Nidvaldo (baliaggio di Riviera). Nel 1803 passò al neo-costituito Cantone Ticino. Nel 1874 Claro ottenne una stazione ferroviaria (ora chiusa) della Ferrovia del Gottardo.[1]

Fino al 1º aprile 2017 è stato un comune autonomo che apparteneva al distretto di Riviera e si estendeva per 21,22 km²; il 2 aprile 2017 è stato accorpato al comune di Bellinzona assieme agli altri comuni soppressi di Camorino, Giubiasco, Gnosca, Gorduno, Gudo, Moleno, Monte Carasso, Pianezzo, Preonzo, Sant'Antonio e Sementina[2].

Evoluzione demografica

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L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[3]:

Abitanti censiti[4]

Monumenti e luoghi d'interesse

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  • Chiesa parrocchiale dei Santi Rocco e Sebastiano in località Brogo (1567[3]);
  • La chiesa dei Santi Nazario e Celso, situata nella frazione di Scubiago, è menzionata per la prima volta nel 1207 ed è stata completamente ristrutturata nei secoli XVI e XVII. All'interno si trovano resti di affreschi tardo rinascimentali e del XVII secolo[5]);
  • Chiesa cimiteriale di San Lorenzo in località Cassero (1466[5]);
  • Monastero di Santa Maria Assunta (XVI secolo[3]);
  • Chiesa monastica di Santa Maria Assunta (1404[6]);
  • Oratorio di Sant'Ambrogio in località Brogo (1404[7]);
  • Ex casa del popolo (1906-1907), prima casa del popolo del Canton Ticino[3];
  • Resti di tre fortificazioni medievali: «Cortauro» nella frazione di «Dun» (intorno al 1200), il cosiddetto «Castello deí Magoria» nella frazione di «Matro» (fine del XIII secolo?) e tracce di un castello sopra la cappella di Sant'Ambrogio.[8]

Amministrazione

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Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini della frazione.[9]

  • AA.VV., Claro, in Guida d'arte della Svizzera italiana, Bellinzona, Edizioni Casagrande, 2007, pp. 58, 65, 67- 68.
  • Bernhard Anderes, , in Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Porza, Edizioni Trelingue, 1980, pp. 35–37, 48.
  • Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, II Serie, numero 148, Bellinzona, Casagrande, 2010, p. 207.
  • Siro Borrani, Claro, in Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Lugano, Tipografia e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, 1896.
  • Giuseppe Chiesi, Claro, in Dizionario storico della Svizzera, 22 gennaio 2024.
  • Virgilio Gilardoni, Claro, in Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, Bellinzona, La Vesconta, Casagrande S.A., 1967, pp. 42–43, 208, 301-302, 305, 323, 349, 363, 383, 435, 476, 550, 563, 573, 578.
  • Rinaldo Giambonini, Agostino Robertini e Silvano Toppi (a cura di), Claro, in Il Comune, Lugano, Edizioni Giornale del Popolo, 1971, pp. 81–98.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Viganello, Pramo Edizioni, 1997.
  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, traduzione di Eligio Pometta, Bellinzona, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, 1894, p. 88.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi e Fabrizio Panzera (a cura di), Claro, in Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Brescia, Editrice La Scuola, 2003.
  • Football Club Claro[11]
  1. Marina Bernasconi Reusser, Monumenti storici e documenti d'archivio. I «Materiali e Documenti Ticinesi» (MDT) quali fonti per la storia e le ricerche sull'architettura e l'arte medievale delle Tre Valli, in Archivio Storico Ticinese, II Serie, numero 148, Bellinzona, Casagrande, 2010.
  2. Notifiche di mutazioni, su agvchapp.bfs.admin.ch. URL consultato il 13 agosto 2025.
  3. 1 2 3 4 Giuseppe Chiesi, Claro, in Dizionario storico della Svizzera, 22 gennaio 2024.
  4. Dizionario storico della Svizzera e Città di Bellinzona
  5. 1 2 Bernasconi Reusser, 2010, p. 241.
  6. Bernasconi Reusser, 2010, pp. 216 (nota 66), 241.
  7. Bernasconi Reusser, 2010, pp. 233-234, 241.
  8. Castello dei Magoria (foto), su www4.ti.ch.
  9. Patriziato di Claro, su patriziatoclaro.ch.
  10. Delegazione di Claro in visita per rinsaldare i rapporti, su corrierealpi.it.
  11. Football Club Claro, su matchcenter-ftc.football.ch.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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Controllo di autoritàVIAF (EN) 292145858139123022306 · GND (DE) 4636571-0
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