Muggio

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Muggio
frazione
Muggio – Stemma
Localizzazione
Stato Svizzera Svizzera
Cantone Flag of Canton of Tessin.svg Ticino
Distretto Mendrisio
Comune Breggia
Territorio
Coordinate 45°54′15″N 9°02′50″E / 45.904167°N 9.047222°E45.904167; 9.047222 (Muggio)Coordinate: 45°54′15″N 9°02′50″E / 45.904167°N 9.047222°E45.904167; 9.047222 (Muggio)
Altitudine 663 m s.l.m.
Superficie 8,43 km²
Abitanti 206 (2000)
Densità 24,44 ab./km²
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 6838
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti Muggioresi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Muggio
Muggio
Muggio – Mappa

1leftarrow blue.svgVoce principale: Breggia (comune).

Muggio, nell'omonima valle, è un ex comune del Canton Ticino.

Muggio era anche considerato capoluogo della valle omonima, la più meridionale della Svizzera, formata dal medio corso del torrente Breggia. Fino al 2009 era un municipio costituito da diverse frazioni: adesso, invece, fa parte del comune di Breggia insieme ai territori di Bruzella, Cabbio, Caneggio, Morbio Superiore, e Sagno.

Personaggi illustri[modifica | modifica wikitesto]

Simone Cantoni, celebre architetto neoclassico.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Edilizia religiosa[modifica | modifica wikitesto]

  • La chiesa parrocchiale di San Lorenzo.
  • La chiesa dell'Addolorata a Scudellate.
  • L'oratorio di San Giovanni Battista[1], sulla riva del torrente Breggia, a Turro[2]. L'edificio, menzionato a partire dal 1582 e consacrato nel 1616, ha un'unica navata con soffitto a capriate scoperte, coro quadrangolare con volta a botte, campanile orientato a nord e portico scandito da pilastri. Questi ultimi due elementi risalgono al XVIII secolo, nel corso del quale fu anche coperta la finestra termale che si trovava sulla facciata. Sull'altare, realizzato in stucco nel XVII secolo probabilmente da Domenico Fontana e dotato di una balaustra in marmo d'Arzo, una pala secentesca raffigura la Decollazione di San Giovanni Battista, mentre due affreschi dello stesso secolo rappresentano il Battesimo di Cristo e la Predicazione. Risale invece al Settecento il paliotto in scagliola con l'Agnus Dei e altri motivi decorativi. All'interno, inoltre, altre due tele secentesche: la Vergine e i Santi Giovanni Battista e Lorenzo, nella navata, e la Vergine coi santi Rocco e Sebastiano, di poco anteriore.
  • L'oratorio della beata Giovanna Falconieri[3], a Roncapiano[4], edificio rettangolare con abside poligonale in stile neoclassico. Il campanile, non in asse con la struttura, fu realizzato nel XIX secolo da Giuseppe Fontana[5][6]. La facciata, preceduta da un portico con pilastri successivo alla costruzione, è dotata di un timpano triangolare. La navata, dotata di volta a vela ribassata, è suddivisa da paraste ioniche che fanno spazio alla Sacra Famiglia, olio su tela del XVI-XVII secolo. Più recente il dipinto ospitato dal coro, Santa Giuliana Falconieri, settecentesco. Nel restauro più recente, quello del 2000, è stato rimosso un altare in stile neoclassico tardo.
  • Una cappella votiva nel centro storico[7], dotata di timpano semicircolare.

Edilizia civile[modifica | modifica wikitesto]

  • La Casa Cantoni-Fontana[8], il cui aspetto attuale risale all'espansione operata nel tardo Settecento da Simone Cantoni. Negli interni spicca la Sala dell'architettura, decorata nel 1796 da Domenico Pozzi e dotata di un soffitto a lacunari con una medaglia che rappresenta Minerva, dea della Sapienza, con i simboli delle tre arti (architettura, pittura, scultura). Nella stessa sala è presente un camino decorato con una rappresentazione dell'Architettura in forme umane, mentre sulla parete d'ingresso le allegorie della Pittura e dellaScultura e nelle esedre spiccano i busti di Leon Battista Alberti, Vitruvio, Vincenzo Scamozzi, Vignola, Andrea Palladio e Sebastiano Serlio. Nelle altre due stanze mobili dello stesso periodo, i Ritratti di Simone e Gaetano Cantoni di Domenico Pozzi (anni settanta-ottanta del XVIII secolo), rappresentati anche dai busti realizzati nel 1775 da Francesco Carabelli.

Nel territorio comunale sono inoltre presenti una nevèra[9] e due roccoli: quello di Meri[10] e quello di Pianspessa[11]. Di rilievo anche le fontane[12] realizzate nel 1838 in stile neoclassico da Luigi Fontana: entrambe sono dotate di colonnati, in un caso nell'abbeveratorio e nell'altro nel lavatoio.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Scudellate è la maggiore frazione dell'ex comune di Muggio, a 904 metri sul livello del mare. Il piccolo nucleo abitato è posto al limite superiore della Valle di Muggio, a qualche centinaio di metri dal confine con l'Italia. La popolazione nel 2013 risulta composta da 22 abitanti. Il villaggio è collegato a Erbonne, frazione di San Fedele Intelvi, in provincia di Como da un sentiero pedonale e ciclabile, percorribile in circa trenta minuti. I due centri hanno molta storia in comune.

Il cimitero di Scudellate, ad esempio, "ospitava" defunti di Erbonne in quanto la frazione italiana fino a inizio XX secolo non aveva un cimitero suo e nemmeno una strada carrozzabile che la congiungesse al suo capoluogo, San Fedele Intelvi. Scudellate offriva anche il servizio medico, scolastico, anagrafico e religioso alla sua vicina posta in territorio italiano. Nel 1954 Erbonne fu congiunto con una strada carrozzabile al suo capoluogo.

Si è discusso per anni di una carrozzabile tra Scudellate ed Erbonne, ma per ora esiste solo un sentiero abbreviato e limitato nei dislivelli a partire dal 2005 dalla costruzione di un ponte.

L'altra frazione, quella di Roncapiano, situata a 980 m s.l.m. rappresenta il punto terminale della strada cantonale, da lì proseguono solo sentieri montani, a giugno 2008 risultavano appena 11 residenti.

Roncapiano e Scudellate, le due frazioni di Muggio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Agostino Robertini et alii, Muggio, in Il Comune, Edizioni Giornale del popolo, Lugano 1978, 269-282.
  • Giuseppe Martinola, Inventario d'arte del Mendrisiotto, I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 393-405.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 385-387.
  • Adriano Caprioli, Antonio Rimoldi, Luciano Vaccaro (a cura di), Diocesi di Como, Editrice La Scuola, Brescia 1986, 240.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 485-486.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Frazioni di Breggia

Bruzella · Cabbio · Caneggio · Morbio Superiore · Muggio · Sagno 

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