Chiasso

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Chiasso
comune
Comune di Chiasso
Chiasso – Stemma
Chiasso – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoMendrisio
Amministrazione
SindacoBruno Arrigoni (PLR) dal 2016
Lingue ufficialiitaliano
Territorio
Coordinate45°50′05″N 9°01′55″E / 45.834722°N 9.031944°E45.834722; 9.031944 (Chiasso)Coordinate: 45°50′05″N 9°01′55″E / 45.834722°N 9.031944°E45.834722; 9.031944 (Chiasso)
Altitudine230 e 377 m s.l.m.
Superficie5,3 km²
Abitanti8 331 (31/12/2016)
Densità1 571,89 ab./km²
FrazioniPedrinate, Seseglio
Comuni confinantiBalerna, San Fermo della Battaglia (IT-CO), Colverde (IT-CO), Como (IT-CO), Morbio Inferiore, Novazzano, Ronago (IT-CO), Vacallo
Altre informazioni
Cod. postale6830, 6832
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5250
TargaTI
Nome abitantiChiassesi
CircoloBalerna
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Chiasso
Chiasso
Chiasso – Mappa
Sito istituzionale

Chiasso (in tedesco Pias, desueto,[senza fonte] in dialetto comasco Ciàss) è un comune svizzero di 8 331 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Mendrisio.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Chiasso è situato al confine con l'Italia; è il comune più meridionale della Svizzera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In epoca romana Chiasso, il cui nome romano era Civasium, era attraversato da un'importante strada, la via Mala, che metteva in comunicazione Como con Splügen attraverso il passo del San Bernardino. Nel 1976 ha inglobato il comune soppresso di Pedrinate, con la sua frazione Seseglio[1]. Nel novembre del 2007 è stata bocciata la proposta di fusione con i comuni di Morbio Inferiore e Vacallo, dopo votazione consultiva[senza fonte].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Camponovo (ex Matti), costruito nel XVIII secolo in stile neoclassico[senza fonte];
  • Ex palazzo comunale, costruito nel 1850 da Luigi Fontana e sopraelevato nel 1881[senza fonte];
  • Palazzo Züst, costruito nel 1906 da C. Brambilla in stile liberty[senza fonte];
  • Cinema Teatro, costruito nel 1935 e riaperto nel 2001[1].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[1]:

Abitanti censiti

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Ritratti comunali dell'Ufficio federale di statistica 2000
2,5% madrelingua tedesca
91,3% madrelingua italiana
1,2% madrelingua albanese

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni 2000 vi è stato un fiorire di istituzioni culturali, destinate in particolare a studenti italiani in settori universitari dove vige il numero chiuso, come le professioni sanitarie. Le autorità federali sono intervenute per impedire l'uso di termini come "università" o "ateneo" per le istituzioni che non abbiano avuto un pubblico riconoscimento per utilizzare tale denominazione[2].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Carnevale Nebiopoli, uno dei più importanti carnevali della Svizzera italiana, organizzato dal 1960[senza fonte];
  • Chiassodanza, festival organizzato dal 1989[1];
  • Festate, manifestazione di musica che si svolge in un fine settimana solitamente ultimi giorni di giugno[senza fonte], organizzato dal 1991[1];
  • ChiassoJazz, festival di cultura e musica jazz organizzato dal 1997[1];
  • Chiassoletteraria, festival internazionale di letteratura[senza fonte];
  • Facciamo Chiasso, serata di musica e mercatino serale che solitamente si svolge nel mese di maggio[senza fonte];
  • Feste del Boffalorino, durante gli ultimi giorni di luglio[senza fonte].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Pedrinate, via Tinelle

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Chiasso dispone di una propria stazione ferroviaria, capolinea meridionale della ferrovia del Gottardo (per Lucerna) ed estremità settentrionale della linea S11 del servizio ferroviario suburbano di Milano (Chiasso-Como-Monza-Milano-Rho). La stazione è un presidio doganale, con scalo di smistamento, e costituisce il punto di confine tra la rete ferroviaria italiana e quella svizzera.

La tranvia Chiasso-Riva San Vitale, aperta nel 1910, collegava Chiasso a Chiasso a Riva San Vitale; è stata chiusa nel 1951.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ogni famiglia originaria del luogo fa parte del cosiddetto comune patriziale e ha la responsabilità della manutenzione di ogni bene ricadente all'interno dei confini del comune.

Nel 1980 con un trattato tra Italia e Svizzera 426 m² del territorio sono passati alla Svizzera e 426 m² sono passati all'Italia presso il valico dei Mulini. Invece sul confine di Stato sulla rotabile Pedrinate-Drezzo 132 m² sono passati alla Svizzera e 132 m² sono passati all'Italia[senza fonte].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio locale è il Football Club Chiasso, che gioca nello stadio comunale Riva IV[3]. La seconda[senza fonte] società comunale è l'Hockey Club Chiasso[4]. Nel 1967 è stato fondato il Curling Club Chiasso[senza fonte].

Dal 2006 al 2008, presso le strutture del Tennis Club di Seseglio[senza fonte], il comune ha ospitato un torneo tennistico facente parte del calendario internazionale ATP e denominato Challenger Internazionale Dell'Insubria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Stefania Bianchi, Chiasso, in Dizionario storico della Svizzera, 2 maggio 2005. URL consultato il 13 novembre 2017.
  2. ^ Boom di "università" private in Ticino, la magistratura indaga, in tvsvizzera.it, 25 maggio 2015. URL consultato il 13 novembre 2017.
  3. ^ Football Club Chiasso, su fcchiasso.ch. URL consultato il 13 novembre 2013.
  4. ^ Hockey Club Chiasso, su icehockey.isport.com. URL consultato il 13 novembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicoletta Ossanna Cavadini, "Chiasso, fra Ottocento e Novecento: la costruzione di una forma urbana", Edizioni San Giorgio, Lugano 1997.
  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 287-288.
  • Giuseppe Martinola (a cura di), Invito al Mendrisiotto, Lions Club del Mendrisiotto, Bellinzona 1965, 23-28.
  • Idem, Inventario d'Arte del Mendrisiotto, I, Edizioni dello Stato, Bellinzona 1975, 162-168.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 371-372.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 9, 46, 51, 302, 376nota, 397.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 464-469.
  • Giuseppe L. Beeler, "In grigioverde agli ordini del Col. Martinoni", in Rivista Militare, numero 2, aprile 2010, 3-5.
  • Alessandro Zanoli, "Chiasso, scene dalla guerra", in Azione, settimanale della Cooperativa Migros Ticinese, 19 aprile 2010, 5.
  • Chiara Gerosa, "Quando il col Martinoni salvò Chiasso dalla guerra", in Giornale del Popolo del 24 aprile 2010, 6.
  • Vigilio Massarotti, Una vita in grigioverde. Dal caduceo alle spighe, Edizioni Pedrazzini, Locarno 2009.
  • Simona Martinoli, "Italia e Svizzera" di Margherita Osswald-Toppi: un monumento all'amicizia fra due Paesi", in Archivio Storico Ticinese, numero 147, Casagrande, Bellinzona 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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