Centovalli

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Centovalli
comune
Centovalli – Stemma
Centovalli – Veduta
Intragna, capoluogo comunale
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoLocarno
Amministrazione
Lingue ufficialiItaliano
Territorio
Coordinate46°09′58″N 8°39′00″E / 46.166111°N 8.65°E46.166111; 8.65 (Centovalli)Coordinate: 46°09′58″N 8°39′00″E / 46.166111°N 8.65°E46.166111; 8.65 (Centovalli)
Altitudine366 m s.l.m.
Superficie51,39 km²
Abitanti1 170 (2015)
Densità22,77 ab./km²
Frazionivedi elenco
Comuni confinantiAscona, Brissago, Cavaglio-Spoccia (IT-VB), Cursolo-Orasso (IT-VB), Losone, Onsernone, Re (IT-VB), Ronco sopra Ascona, Terre di Pedemonte
Altre informazioni
Cod. postale6655, 6656, 6657, 6658
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
Codice OFS5397
TargaTI
Nome abitanticentovallini
CircoloMelezza
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Centovalli
Centovalli
Centovalli – Mappa
Sito istituzionale

Centovalli (in dialetto ticinese Cent Vai[senza fonte]) è un comune svizzero di 1 170 abitanti del Canton Ticino, nel distretto di Locarno.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del comune coincide con quello dell'omonima valle, che inizia nella frazione di Intragna e finisce presso il confine italo-svizzero di Camedo. Da qui, in territorio italiano, comincia la Val Vigezzo, che prosegue fino a Domodossola. Costituisce la parte orientale di un sistema vallivo trasversale rispetto alle principali valli ticinesi e del Toce; è attraversata dal torrente Melezza, che si getta nel fiume Maggia poco oltre Ponte Brolla[1].

Il Monte Limidario o Gridone

La valle si trova dal punto di vista orografico nelle Alpi Ticinesi e del Verbano (sottosezione delle Alpi Lepontine). È circondata da due catene di monti che hanno a sud il Monte Limidario o Gridone a 2 188 m  s.l.m. e a nord il Pizzo Ruscada a 2 004 m s.l.m. come vette più alte; le due catene di monti degradano poi rapidamente verso est. Tranne i villaggi di Golino e Intragna, che si trovano sul fondo valle, il resto degli insediamenti si trova su terrazzi posti sui fianchi della vallata, tra i 600 e i 900 m s.l.m.[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima citazione scritta di questa valle, chiamata Centum valles, risale al 1185; il comune, attestato dal XIII secolo, aveva come capoluogo Palagnedra. Gli insediamenti di Borgnone, Palagnedra e Rasa costituivano la vicinia di Centovalli fin dal XIII secolo e questa, assieme alla vicinia di Golino e Intragna, costituiva la pieve di San Vittore, parte integrante della comunità di Locarno e Ascona. Nel 1531 i cantoni sovrani svizzeri si opposero alla richiesta di separazione da Locarno inoltrata da queste comunità[1].

Il comune delle Centovalli era stato soppresso nel 1838 con la divisione nei nuovi comuni di Borgnone e Palagnedra e ricostituito il 25 ottobre[senza fonte] 2009 con la fusione dei comuni soppressi di Borgnone, Intragna (che nel 1972 aveva a sua volta inglobato il comune soppresso di Rasa, separatosi da Palagnedra nel 1864[2]) e Palagnedra; capoluogo comunale è Intragna[1][3]. La fusione è stata decisa dal Consiglio di Stato l'8 aprile 2009[4].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del XVI secolo la regione raggiunse il suo massimo sviluppo demografico, a cui seguì una graduale diminuzione, che fu interrotta solo nel XIX secolo. Lo spopolamento della valle riprese, però, a partire dal 1950, nonostante la costruzione presso Palagnedra di una diga con bacino di riempimento per lo sfruttamento idroelettrico. Solo Intragna, sede delle principali infrastrutture pubbliche, ha beneficiato a partire dal 1970 di un incremento della popolazione, grazie alla vicinanza con il polo urbano di Locarno[1].

L'evoluzione demografica è riportata nella seguente tabella[3]:

Abitanti censiti

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Borgnone
Palagnedra

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Per secoli l'agricoltura, la pastorizia e lo sfruttamento del patrimonio boschivo hanno costituito le principali fonti di reddito per la popolazione di Centovalli. La seconda metà del XX secolo ha visto anche un importante aumento della viticoltura, che ha via via sostituito la campicoltura[1].

Infrastruttre e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La strada delle Centovalli

I collegamenti nella regione sono sempre stati possibili grazie a una strada mulattiera, che partiva da Losone per proseguire verso Golino, attraversava il fiume Melezza all'altezza di Intragna, quindi raggiungeva l'Italia. L'attuale strada, costruita nel 1846 e collegata alla rete viaria italiana nel 1907, ne riprende in gran parte il tracciato. Una seconda mulattiera invece superava la Melezza subito dopo Intragna, sul ponte di Remagliasco, costeggiava il fiume sul fondovalle e risaliva poi verso le frazioni di Borgnone e Camedo, per proseguire oltre confine. L'abitato di Rasa, escluso dalla rete stradale, è raggiungibile con una funivia dalla frazione di Verdasio[1].

La linea ferroviaria della Centovallina

Tra il 1912 e il 1923 fu realizzata la ferrovia Domodossola-Locarno, localmente chiamata "Centovallina", per permettere il collegamento fra le linee ferroviarie del Gottardo e del Sempione[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Rodolfo Huber, Centovalli (regione), in Dizionario storico della Svizzera, 11 gennaio 2017. URL consultato il 17 settembre 2017.
  2. ^ Rodolfo Huber, Intragna, in Dizionario storico della Svizzera, 11 gennaio 2017. URL consultato il 17 settembre 2017.
  3. ^ a b Centovalli, in Dizionario storico della Svizzera, 11 gennaio 2017. URL consultato il 17 settembre 2017.
  4. ^ Approvazione del Messaggio concernente l’aggregazione dei Comuni di Borgnone, Intragna e Palagnedra in un unico Comune denominato Centovalli (PDF), in Bollettino stampa informativo del Consiglio di Stato, 8 aprile 2009. URL consultato il 18 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Siro Borrani, Il Ticino Sacro. Memorie religiose della Svizzera Italiana raccolte dal sacerdote Siro Borrani prevosto di Losone, Tip. e Libreria Cattolica di Giovanni Grassi, Lugano 1896.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 232.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969, 254-260.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 210, 214-215.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 220-221.
  • Redazione, Restaurati i quadri della chiesa parrocchiale di Borgnone, in «Panorama Reiffeisen Redazione Ticino», n. 5, Tesserete 2008, 33.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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