Drezzo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Drezzo
frazione
Drezzo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
ComuneColverde-Stemma.png Colverde
Territorio
Coordinate45°49′N 9°00′E / 45.816667°N 9°E45.816667; 9 (Drezzo)Coordinate: 45°49′N 9°00′E / 45.816667°N 9°E45.816667; 9 (Drezzo)
Altitudine357 m s.l.m.
Superficie1,95 km²
Abitanti1 218[1] (31-12-2010)
Densità624,62 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale22020
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013093
Cod. catastaleD369
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantidrezzesi
Patronosanti Rocco e Sebastiano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Drezzo
Drezzo
Drezzo – Mappa
Posizione dell'ex comune di Drezzo nella provincia di Como
Sito istituzionale

Drezzo[2] (Drezz in dialetto comasco[3], AFI: [ˈdrɛʦ]), è un centro abitato della Lombardia, frazione del comune di Colverde. Circa metà del territorio è compreso nel parco della Spina Verde.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La più antica attestazione sull'esistenza di Drezzo è un atto notarile dell'anno 739, in cui vengono citati un tal Hadalperto de Drezzi e un certo Lupus de Drizzi[4].

Secondo quanto si racconta in un poema anonimo il cui autore è indicato come Anonimo Cumano, nel XII secolo Drezzo si schierò con Milano nella guerra contro Como e per questo i Comaschi attaccarono il borgo distruggendone il castello, descritto come un sistema dotato di due torri gemelle collocate su un aspro colle[4]. Seppur oggi non resti traccia alcuna di queste fortificazioni, secondo alcuni il castello si sviluppava laddove oggi si trovano Villa Franchi e la località La Rocca[4].

Gli annessi agli Statuti di Como del 1335 riportano “Dreze” tra i comuni incaricati della manutenzione della strada “de Cardevio a platea que est ad domos quondam Alberti Zanforgi usque ad Sassum de Cardevio", oltre che tra i comuni facenti parte di quella pieve di Uggiate[5] in cui Drezzo rimarrà inserito fino alla fine del XVIII secolo[6].

Nel XVII secolo il paese risultava essere un centro agricolo, dedito alla coltivazione di cereali, castagni, gelsi e vitigni. In questo periodo Drezzo era formato dai cassinaggi di Cassina al Monte (detta anche Cassina Rodiani e Ronco di Sopra), Cassina della Madonna Santa Chiesa di Sopra, Prevella e Rocca di sotto, nonché dai mulini, Molinell, Peverell[4]. Dell'elenco dei mulini che nel 1751 facevano parte del territorio di Drezzo faceva parte anche il Molino di Chiasso maggiore[5].

Drezzo fu concesso in feudo alla famiglia dei Raimondi, che da qui ricavavano il censo delle carni, del sale e del vino, (quest'ultimo ottenuto da vitigni citati anche da Cesare Cantù ma abbandonati a partire dal terzo decennio del Novecento). Nel 1751 il comune risultò essersi già redento dall'infeudazione, attraverso un pagamento periodico in denaro a cadenza quindecennale[5]. Altre famiglie nobiliari aventi proprietà in Drezzo furono gli Odescalchi, i Franchi e i Rusca[4].

In età napoleonica il comune di Drezzo fu soppresso ed unito a quello di Gironico[7], al quale furono aggregati anche quelli di Parè e di Montano[4]. Questa unione durò sino al 1816 quando fu ripristinata la situazione precedente[8][4].

Nel 1928 i comuni di Parè, Drezzo e Cavallasca furono fusi in un unico comune, denominato Lieto Colle[9][4] (il nome fu ispirato da Margherita Sarfatti, ai tempi amante di Mussolini e proprietaria della villa del Soldo a Cavallasca). La sede del municipio di Lieto Colle era a Parè. Dopo la Liberazione emerse subito il malcontento degli abitanti per l'unione, ma fu solo nel 1956 che il comune di Lieto Colle fu soppresso, ricostituendo i tre comuni originari[10].

Il 21 gennaio 2014, i comuni di Drezzo, Parè e Gironico sono stati aggregati nel nuovo comune di Colverde, in seguito all'esito positivo del referendum consultivo tenutosi il 1º dicembre 2013.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa alta: lato sinistro. Sulla parete: un'icona della via lucis.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Franchi, risalente al XVIII secolo[11]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa dei Santi Rocco e Sebastiano[12] risale al Seicento in luogo di una preesistente cappella[13]. A partire dal XVIII secolo è la sede principale delle funzioni[14] della Parrocchia di Drezzo[15], che venne eretta il 16 dicembre 1752[15].

Chiesa della Madonna Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa alta: interni

La chiesa della Madonna Assunta[16], soprannominata “Gesa a volt” (la “chiesa in alto")[17] o "Chiesa alta", è situata in posizione dominante sul versante sudoccidentale del colle di Drezzo ad un'altitudine di circa 439 metri s.l.m[14].

Chiesa alta: affreschi di Sant'Antonio Abate e San Cristoforo

La chiesa, di origine romanica ma più volte rimaneggiata nel corso dei secoli. [18], rappresenta probabilmente uno dei più antichi edifici cristiani nella zona[17]. Alcuni studi stratigrafici e confronti stilistici della zona absidale hanno infatti portato da attribuire la fondazione dell'edificio ai secoli V e VI[14]. Ristrutturazioni importanti furono tuttavia realizzate attorno tra i secoli X e XII[14], mentre la facciata e l’interno furono risistemate nel XV secolo[17].

Una teca posta alle spalle dell'altare conserva un affresco Quattrocentesco di una Madonna con Bambino, attribuito a Luchino Pozzi[17].

Le prime attestazioni scritte dell'esistenza della "chiesa di Santa Maria di Drezzo" si hanno però solo nella seconda metà del XVI secolo, con una serie di visite pastorali da parte dei vescovi di Como[14].

La facciata presenta una serie di affreschi attribuiti Giovanni Pozzi, console di Drezzo[17]. Nello specifico, il lato sinistro della facciata è affrescato con immagini di Sant’Antonio Abate e di San Cristoforo[17], mentre sulla destra sono raffigurati San Bernardino da Siena[17], Sant’Apollonia[17], la Madonna[17] in Trono con Sant’Orsola[18] e San Rocco[17]. Nel '900, il presbiterio fu affrescato da Torildo Conconi[17].

Verso la fine del XX secolo, all'esterno della chiesa fu allestito un percorso a icone secondo una via lucis[19][20].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Demografia pre-unitaria

  • 1597: 178 abitanti[4]
  • 1702: 228 abitanti[4]
  • 1751: 256 abitanti[5]
  • 1771: 267 abitanti[6]
  • 1779: 328 abitanti[7]
  • 1805: 310 abitanti[7]
  • 1809: 310 abitanti (prima dell'annessione a Gironico)[7]
  • 1853: 465 abitanti[8]

Demografia post-unitariaAbitanti censiti[21]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Alta durante la sagra dell'Assunta
  • Tutti gli anni dal 6 agosto al 15 agosto nella piccola chiesetta denominata Chiesa Alta (nel dialetto locale: Gesa a Volt) alle ore 20 si celebra la novena in onore della Madonna Assunta. In tale periodo sul colle dove sta la chiesetta è attivo un crotto che può offrire da mangiare a più di 300 persone.
  • 16 agosto: San Rocco
  • 20 gennaio: San Sebastiano

Economia[modifica | modifica wikitesto]

A Drezzo è collegata alla frazione Pedrinate del comune svizzero di Chiasso tramite una dogana turistica[22].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Rep. Ceca Opatov, dal 2004 (più precisamente: dall'11 settembre 2004).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Luciano Canepari, Drezzo, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 254.
  4. ^ a b c d e f g h i j Le origini di Drezzo | Comune di Colverde, su mycolverde.it. URL consultato il 2 maggio 2020.
  5. ^ a b c d Comune di Drezzo, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 2 maggio 2020.
  6. ^ a b Comune di Drezzo, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 2 maggio 2020.
  7. ^ a b c d Comune di Drezzo, 1798 - 1809 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 2 maggio 2020.
  8. ^ a b Comune di Drezzo, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 2 maggio 2020.
  9. ^ Comune di Drezzo, 1859 - 1928 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 2 maggio 2020.
  10. ^ Comune di Drezzo, 1956 - [1971] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 2 maggio 2020.
  11. ^ Villa Franchi - complesso, Via Franchi, 2 - Drezzo (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 febbraio 2020.
  12. ^ Chiesa dei SS. Rocco e Sebastiano - complesso, Via alla Chiesa - Drezzo (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 febbraio 2020.
  13. ^ Frazione di Drezzo | Comune di Colverde, su mycolverde.it. URL consultato il 14 febbraio 2020.
  14. ^ a b c d e DREZZO (CO), S. Maria Assunta, su care.huma-num.fr.
  15. ^ a b SIUSA - Parrocchia di S. Rocco in Drezzo, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 14 febbraio 2020.
  16. ^ Chiesa della Madonna Assunta, Via alla Madonna - Drezzo (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 febbraio 2020.
  17. ^ a b c d e f g h i j k Redazione, IL SANTUARIO RINATO DI DREZZO, su https://www.corrieredicomo.it. URL consultato il 13 febbraio 2020.
  18. ^ a b RomaniCOMO, su www.romanicomo.it. URL consultato il 22 marzo 2020.
  19. ^ www.parks.it, http://www.parks.it/parco.spina.verde.como/gallery.php. URL consultato il 14 febbraio 2020.
  20. ^ Addio a don Giovanni Valassina Storico parroco di Como e Drezzo, su www.laprovinciadicomo.it. URL consultato il 14 febbraio 2020.
  21. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  22. ^ Paola Loddo, Il punto di vista della famiglia di origine, in MINORIGIUSTIZIA, n. 1, 2017-03, pp. 56–65, DOI:10.3280/mg2017-001007. URL consultato il 29 febbraio 2020.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Lombardia Portale Lombardia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Lombardia