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Albiolo

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Albiolo
comune
Albiolo – Stemma Albiolo – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoRodolfo Civelli (lista civica Uniti per Albiolo) dal 25-05-2014
Territorio
Coordinate45°48′N 8°56′E / 45.8°N 8.933333°E45.8; 8.933333 (Albiolo)Coordinate: 45°48′N 8°56′E / 45.8°N 8.933333°E45.8; 8.933333 (Albiolo)
Altitudine423 m s.l.m.
Superficie2,84 km²
Abitanti2 741[1] (31-3-2017)
Densità965,14 ab./km²
Comuni confinantiCagno, Faloppio, Olgiate Comasco, Solbiate, Uggiate-Trevano, Valmorea
Altre informazioni
Cod. postale22070
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013005
Cod. catastaleA164
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 670 GG[2]
Nome abitantialbiolesi
PatronoBeata Vergine Annunciata
Giorno festivo25 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Albiolo
Albiolo
Albiolo – Mappa
Posizione del comune di Albiolo nella provincia di Como
Sito istituzionale

Albiolo (Albiöö in dialetto comasco[3][4], AFI: [alˈbjøː]) è un comune italiano di 2.741 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Albiolo è collocato su una piccola altura della fascia collinare nord-occidentale della Provincia di Como,è situato a pochi passi con confine con la provincia di Varese e a pochi chilometri dal confine tra l'Italia e la Svizzera. Risulta pertanto inserito nella cosiddetta Regio Insubrica. Tre sono i colli principali su cui si erge: Colle Albiolo, Colle Montenuovo e Colle Muffetta. Il territorio Albiolese è occupato ,oltre che da abitazioni, da boschi, prati e campi coltivati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome albiolo si pensa derivi dal [latino] alveolus ovvero piccolo alveo, pozza d'acqua, forma diminutiva di alves in [ dialetto comasco] ("bièl" ossia un trogolo del tipo usato per dare il cibo ai maiali). L'associazione alla parola "alveolo" può derivare dalla conformazione del territorio. Albiolo infatti è situata sulla spina collinare che fa da argine all'alveo intermorenico. Si potrebbe dunque pensare anche alla nascita di Albiolo come avamposto militare di epoca romana. Durante il [Medioevo] il paese era strettamente legato alla città di Como .Albiolo può vantare inoltre il passaggio di Federico Barbarossa, imperatore tedesco che sconfitto dalla Battaglia di Legnano si prestava a ritornare in Germania. Il paese fu parte del Ducato di Milano a partire dalla fine del XIV secolo fino all'epoca Napoleonica; segui quindi le sorti del Regno Lombardo-Veneto e del Regno d'Italia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Oratorio di San Martino[modifica | modifica wikitesto]

È uno dei monumenti più antichi di Albiolo, la piccola chiesa è situata su un crocevia di strade che congiungono Valmorea, Albiolo e Cagno. L'Oratorio dedicato a San Martino di Tours venerato come protettore degli agricoltori, cambia il suo nome in occasione del voto fatto a Sant'Anna durante la peste del 1630.La chiesa è risalente almeno al XII secolo. Realizzato in stile romanico, ed è una delle testimonianze d'arte romanica minore nell'ambito della pieve di Uggiate. L'abside è a semicerchio ad archetti, la fronte è a campana, il soffitto è a capriate lignee. il suo presbiterio è leggermente rialzato e sovrastato da un arco di pietre comacine (da Moltrasio). La Chiesetta custodisce molti affreschi ben conservati di scuola lombarda del XIV e XV secolo. L'alto campanile, di recente restaurato, risale invece al 1735. L'alto campanile, sproporzionato rispetto alle modeste dimensioni della chiesa, è stato eretto in occasione della commemorazione del trentennio di un miracolo avvenuto in chiesa. La chiesa è dotata di un portico che in passato veniva usato come luogo per assemblee comunitarie dei capofamiglia ma fungeva anche come cimitero. La tradizione racconta che in occasione delle pestilenze, il portico e l'intera chiesa venissero utilizzati come lazzaretto. Attualmente è adibito al culto di Sant'Anna, ed è un santuario mariano meta di pellegrinaggio, specie in occasione della festa di Sant'Anna nel mese di luglio, in coincidenza della ormai centenaria sagra.

Castello Odescalchi[modifica | modifica wikitesto]

Situato dietro la Chiesa della Beata Vergine Annunciata, Il Castello sorge sopra un colle che domina Valmorea e Cagno. Esso risale al XIII secolo e pare essere stato costruito su resti murari più antichi, questi antichi resti si pensa possano essere quelli di un deposito di armi di epoca tardo romana. Nel VI secolo era di proprietà della famiglia Odescalchi. Il castello appartenne all'uomo che sarebbe successivamente diventato Beato Papa Innocenzo XI. Successivamente il Castello fu donato ad un ordine di frati che vi soggiornarono per un certo periodo. Oggi è una residenza privata recentemente restaurata tra il 2016 e il 2017.

Chiesa parrocchiale della SS. Annunciata[modifica | modifica wikitesto]

È stata costruita nel 1625 ristrutturando una chiesa più antica. Al suo interno è conservato un dipinto d'altare datato 1579. Inoltre è Conservato e Venerato Il Santissimo Crocifisso (gemello di altri due presenti a Como e a Vertemate) che leggenda vuole sia stato portato in processione del venerdì Santo da Innocenzo XI

Nella chiesa si trova anche l'organo a canne Mascioni opus 467, costruito nel 1934.

Lo strumento, a trasmissione elettrica, ha due tastiere di 61 note e una pedaliera concavo-radiale di 32 note.

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

È caratterizzato da case a corte, tipiche costruzioni lombarde. Le corti sono costruzioni, che derivano dalla domus romana, tre piani chiuse a fortilizio verso l'esterno, con un ampio cortile interno su cui si affacciavano le stalle ed i laboratori di lavoro, al primo piano le abitazioni con loggiato ed al terzo i granai. Nel cortile si svolgeva la vita legata prevalentemente all'agricoltura. Queste case, tra loro addossate collegate da strette contrade carrabili e da vicoli pedonali, costituiscono l'antico borgo di Albiolo. Nel paese la maggior parte delle corti sono state restaurate. le corti più importanti sono quelle del Castell quella Grande.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Nel dialetto locale, gli abitanti di Albiolo sono chiamati curbatt, cioè corvi. Il soprannome deriverebbe da una storia popolare secondo la quale la gente di Cagno, vedendo che cresceva dell'erba sul campanile del paese, decise di far salire in cima ad esso, per mezzo di una carrucola, un asino legato a una corda, affinché mangiasse l'erba che era cresciuta. Tuttavia le cose non andarono come essi avevano sperato, perché l'asino, che era stato legato per il collo, morì strozzato prima di arrivare in cima. I cagnesi chiamarono poi gli abitanti dei paesi limitrofi per cucinare e mangiare l'asino. Arrivarono quindi, in successione, le genti di:

  • Caversaccio (località di Valmorea), che macellarono l'asino, da cui il soprannome Peraa (scuoiatori);
  • Bizzarone, che portarono il carbone per far cuocere l'asino, da cui il soprannome Carbunatt;
  • Casanova (località di Valmorea), che divorarono buona parte dell'asino, da cui Gòss, ossia ingordi;
  • Binago, che invece di mangiare l'asino direttamente in loco, riempirono i grembiuli con più carne possibile e la portarono a casa, da cui il soprannome Scusaritt (che significa grembiulini);
  • Albiolo, i cui abitanti arrivano in ritardo, trovarono solo pochi resti e vi si buttarono sopra come corvi, da cui il soprannome già citato;
  • Rodero, ultimi, che non trovarono nulla e tornarono a casa a bocca asciutta, da cui il soprannome Rabiaa (che significa arrabbiati).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Foto Storica della Stazione

Da Albiolo è possibile spostarsi in tutta la provincia di Como e parzialmente in quella di Varese grazie ai servizi di FNM Autoservizi, ciò anche grazie alla presenza del deposito degli autobus presente sul confine Albiolo-Solbiate (dove sorgeva la stazione Solbiate-Albiolo, vedi voce "Ferrovie").

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Solbiate-Albiolo e Ferrovia Como-Varese.

Dal 1885 al 1966 era in funzione la Ferrovia Como-Varese delle Ferrovie Nord Milano, a scartamento ordinario e ad Albiolo aveva la sua stazione ferroviaria insieme al comune di Solbiate. Nel 1948 la ferrovia venne elettrificata e nel 1966 venne soppressa definitivamente e abbandonandola completamente. Con la chiusura di questa linea si è perso di incrementare il trasporto passeggeri, ma soprattutto un collegamento diretto con Como, Varese e Laveno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA.VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Garzanti, 1996, p. 17
  4. ^ ortografia moderna
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN244326728