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Albiolo

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Albiolo
comune
Albiolo – Stemma Albiolo – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
Sindaco Rodolfo Civelli (lista civica Uniti per Albiolo) dal 25-05-2014
Territorio
Coordinate 45°48′00″N 8°56′00″E / 45.8°N 8.933333°E45.8; 8.933333 (Albiolo)Coordinate: 45°48′00″N 8°56′00″E / 45.8°N 8.933333°E45.8; 8.933333 (Albiolo)
Altitudine 423 m s.l.m.
Superficie 2,84 km²
Abitanti 2 730[1] (31.11.2014)
Densità 961,27 ab./km²
Comuni confinanti Cagno, Faloppio, Olgiate Comasco, Solbiate, Uggiate-Trevano, Valmorea
Altre informazioni
Cod. postale 22070
Prefisso 031
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 013005
Cod. catastale A164
Targa CO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 670 GG[2]
Nome abitanti albiolesi
Patrono Beata Vergine Annunciata
Giorno festivo 25 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Albiolo
Albiolo
Posizione del comune di Albiolo nella provincia di Como
Posizione del comune di Albiolo nella provincia di Como
Sito istituzionale

Albiolo (Albiö o Albioeu in dialetto comasco[3], pronuncia fonetica IPA: /alˈbjøø/) è un comune italiano di 2.730 abitanti della provincia di Como in Lombardia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Albiolo è collocato su una piccola altura della fascia collinare nord-occidentale della Provincia di Como, tre sono i colli principali su cui si erge: Colle Albiolo, Colle Montenuovo e Colle Muffetta, nella vicinanze della Svizzera nella sua punta più meridionale e della provincia di Varese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È stato proposto che il toponimo deriva dal latino alveolus ovvero piccolo alveo, pozza d'acqua, forma diminutiva di alves. Il paese fu parte del Ducato di Milano a partire dalla fine del XIV secolo fino all'epoca Napoleonica; segui quindi le sorti del Regno Lombardo-Veneto e del Regno d'Italia.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Oratorio di San Martino[modifica | modifica wikitesto]

È il monumento più antico di Albiolo, risalente almeno al XII secolo. Realizzato in stile romanico, con l'abside a semicerchio ad archetti, custodisce molti affreschi ben conservati di scuola lombarda del XIV e XV secolo. L'alto campanile, di recente restaurato, risale invece al XVII secolo. Attualmente è adibito al culto di Sant'Anna, ed è un santuario mariano meta di pellegrinaggio, specie in occasione della festa di Sant'Anna nel mese di luglio, in coincidenza della ormai centenaria sagra.

Castello Odescalschi[modifica | modifica wikitesto]

Risale al XIII secolo e pare essere stato costruito su resti murari più antichi.

Chiesa parrocchiale della SS. Annunciata[modifica | modifica wikitesto]

È stata costruita nel 1625 ristrutturando una chiesa più antica. Al suo interno è conservato un dipinto d'altare datato 1579.

Nella chiesa si trova anche l'organo a canne Mascioni opus 467, costruito nel 1934.

Lo strumento, a trasmissione elettrica, ha due tastiere di 61 note e una pedaliera concavo-radiale di 32 note.

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

È caratterizzato da case a corte, tipiche costruzioni lombarde. Le corti sono costruzioni a tre piani chiuse a fortilizio verso l'esterno, con un ampio cortile interno su cui si affacciavano le stalle ed i laboratori di lavoro, al primo piano le abitazioni con loggiato ed al terzo i granai. Nel cortile si svolgeva la vita legata prevalentemente all'agricoltura. Queste case, tra loro addossate collegate da strette contrade carrabili e da vicoli pedonali, costituiscono l'antico borgo di Albiolo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Nel dialetto locale, gli abitanti di Albiolo sono chiamati curbatt, cioè corvi. Il soprannome deriverebbe da una storia popolare secondo la quale la gente di Cagno, vedendo che cresceva dell'erba sul campanile del paese, decisero di far salire in cima ad esso, per mezzo di una carrucola, un asino legato a una corda, affinché mangiasse l'erba che era cresciuta. Tuttavia le cose non andarono come essi avevano sperato, perché l'asino, che era stato legato per il collo, morì strozzato prima di arrivare in cima. I cagnesi chiamarono poi gli abitanti dei paesi limitrofi per cucinare e mangiare l'asino. Arrivarono quindi, in successione, le genti di:

  • Caversaccio (località di Valmorea), che macellarono l'asino, da cui il soprannome Peraa (scuoiatori);
  • Bizzarone, che portarono il carbone per far cuocere l'asino, da cui il soprannome Carbunatt;
  • Casanova (località di Valmorea), che divorarono buona parte dell'asino, da cui Gòss, ossia ingordi;
  • Binago, che invece di mangiare l'asino direttamente in loco, riempirono i grembiuli con più carne possibile e la portarono a casa, da cui il soprannome Scusaritt (che significa grembiulini);
  • Albiolo, i cui abitanti arrivano in ritardo, trovarono solo pochi resti e vi si buttarono sopra come corvi, da cui il soprannome già citato;
  • Rodero, ultimi, che non trovarono nulla e tornarono a casa a bocca asciutta, da cui il soprannome Rabiaa (che significa arrabbiati).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Solbiate-Albiolo e Ferrovia Como-Varese.

Dal 1885 al 1966 era in funzione la Ferrovia Como-Varese delle Ferrovie Nord Milano, a scartamento ordinario e ad Albiolo aveva la sua stazione ferroviaria insieme al comune di Solbiate. Nel 1948 la ferrovia venne elettrificata e nel 1966 venne soppressa definitivamente e abbandonandola completamente. Con la chiusura di questa linea si è perso di incrementare il trasporto passeggeri, ma soprattutto un collegamento diretto con Como, Varese e Laveno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA.VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Garzanti, 1996, p. 17
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN244326728