Dosso del Liro

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Dosso del Liro
comune
Dosso del Liro – Stemma
Dosso del Liro – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoLuciana Palo (lista civica Insieme per Dosso del Liro) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate46°10′N 9°16′E / 46.166667°N 9.266667°E46.166667; 9.266667 (Dosso del Liro)Coordinate: 46°10′N 9°16′E / 46.166667°N 9.266667°E46.166667; 9.266667 (Dosso del Liro)
Altitudine650 m s.l.m.
Superficie23,49 km²
Abitanti247[1] (30-11-2019)
Densità10,52 ab./km²
Comuni confinantiCama (CH-GR), Gravedona ed Uniti, Grono (CH-GR), Livo, Peglio, Roveredo (CH-GR)
Altre informazioni
Cod. postale22015
Prefisso0344
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013092
Cod. catastaleD355
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Nome abitantidossoliresi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Dosso del Liro
Dosso del Liro
Dosso del Liro – Mappa
Posizione del comune di Dosso del Liro nella provincia di Como
Sito istituzionale

Dosso del Liro (Dòss in dialetto comasco[3], pronuncia fonetica IPA: /ˈdɔs/) è un comune italiano di 247 abitanti della provincia di Como in Lombardia. Fa parte della Comunità montana dell'Alto Lario Occidentale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli annessi agli Statuti di Como del 1335 elencano i "comunia locorum de Liro et de Civano" tra i comuni della pieve di Gravedona, entro cui il comune di Dosso del Liro risulta essere inserito, seppur in un primo momento con la denominazione di "Liro con Civano", fino alla fine del XVIII secolo[4].

Vista su Gravedona e sul Lago

Ai tempi del Ducato di Milano, dalla fine del XV secolo, Dosso del Liro seguì per circa tre secoli il destino del feudo delle cosiddette "Tre Pievi superiori" di Dongo, Gravedona e Sorico[4].

Nel 1757 il territorio del comune di Dosso del Liro si estese all'Alpe di Camedo, che fino a quel momento costituiva una comunità autonoma.[4]

Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 sancì l'aggregazione del comune di Traversa in quello di Dosso del Liro[5]. Cinque anni più tardi, un nuovo decreto spostò Dosso del Liro nel comune di Peglio.[6] Tutte le decisioni del periodo napoleonico furono tuttavia cancellate dalla Restaurazione[7].

Dal 1928 al 1948 il comue di Dosso del Liro fece parte di quello di Gravedona.[8][9]

Chesa della Santissima Annunciata

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Demografia pre-unitaria[modifica | modifica wikitesto]

  • 1751: 600 abitanti[4]
  • 1771: 433 abitanti[13]
  • 1805: 538 abitanti[5]
  • 1809: 703 abitanti (dopo l'annessione di Traversa)[5]
  • 1853: 644 abitanti[7]

Demografia unitaria[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Dosso del Liro fa parte della Comunità Montana dell'Alto Lario Occidentale. Si tratta di un territorio ricco di opere d'arte, memorie storiche e bellezze naturali. Chiese, case e palazzi, maggenghi (vedi maggengo) e alpi (vedi alpeggio), percorsi tra riva e monte, luoghi del lavoro agricolo, mulattiere (vedi mulattiera) e castagneti offrono la possibilità di conoscere, imparare e godere di un armonico assetto di civiltà e natura.

Alpe di Piaghedo

Museo del Dialetto dell'Alto Lario Occidentale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 è stato inaugurato a Dosso del Liro il Museo del Dialetto dell'Alto Lario Occidentale, museo unico nel suo genere realizzato all'interno ex edificio comunale e scolastico prospiciente la piazza della chiesa. Si dice, tra le genti dell'Alto Lago, che quelli del Dosso si riconoscono per la cadenza un poco “cantata” della parlata: le differenze di intonazioni locali, tra piccoli paesi, sono qui ancora percepibili. Queste parlate tramandano inflessioni lontane che derivano da Franchi e Longobardi; alcune espressioni riprendono la continuità della lingua latina mentre alcuni dialetti, come quello della Valle di Livo, sono la testimonianza ancora presente dei secoli di emigrazione verso Palermo. Nei dialetti si ritrovano l'intensità e le sfumature con cui erano sentite e raccontate le cose, gli eventi, le persone. Il modo di esprimersi tradizionale, sedimentato nei territori ove la vita si svolgeva con stabilità di lavori, consuetudini e riti, lentamente evolvendosi nel tempo, conservava al suo interno la ricchezza e la sapienza dei sentimenti di infinite generazioni.

Il museo del dialetto è un museo della lingua: i “materiali” che presenta al pubblico sono prevalentemente suoni: discorsi, parole, proverbi (vedi proverbio) e modi di dire relativi ai differenti dialetti che sono ancora parlati nelle valli dell'Alto Lario. La raccolta di questi “materiali” è costituita da registrazioni audio e video, catalogate secondo la diversa provenienza ed esemplificative di diversi dialetti. Al momento dell'inaugurazione del museo (ottobre 2007) erano presenti materiali relativi quasi esclusivamente alla comunità di Dosso del Liro; l'obiettivo del museo è però quello di raccogliere registrazioni e filmati attinenti ai molteplici dialetti di tutti i paesi della Comunità Montana. Si tratta di un patrimonio culturale immateriale di cui restano poche tracce, pochi testimoni: le persone che custodiscono la grande ricchezza dei dialetti locali sono sempre meno e fanno parte esclusivamente dalla fascia più anziana della popolazione. Tuttavia anche alcuni oggetti sono qui esposti. Provenienti per la maggior parte da famiglie di Dosso del Liro che li hanno imprestati al museo, essi appartengono alla civiltà rurale e “pre-industriale” che ha prodotto questi paesaggi agrari e che parlava questi dialetti. Gli oggetti fanno solo da indispensabili “illustrazioni” a nomi e parole di lavori e consuetudini che in molti casi non esistono più.

I temi della visita al museo sono, in successione: 1. Stanza dei suoni; 2. I nomi dei luoghi; 3. Le imbarcazioni del Lario; 4. I nomi delle cose; 5. Dalle parole ai proverbi; 6. Il dialetto scritto; 7. Teatrino delle ombre cinesi; 8. "Nel mezzo del discorso".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 253.
  4. ^ a b c d Comune di Dongo, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  5. ^ a b c Comune di Dosso del Liro, 1798 - 1812 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  6. ^ Comune di Peglio, 1798 - 1815 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 10 maggio 2020.
  7. ^ a b Comune di Dosso del Liro, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  8. ^ Comune di Dosso del Liro, 1859 - 1928 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  9. ^ Comune di Dosso del Liro, 1948 - [1971] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  10. ^ Chiesa della Ss. Annunziata - complesso, Piazza della Chiesa - Dosso del Liro (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  11. ^ Parrocchia della Santissima Annunziata, sec. XVI - 1986 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  12. ^ Giovanni Antonio De Lagaia, in Dizionario storico della Svizzera.
  13. ^ Comune di Dosso del Liro, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 3 maggio 2020.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi, Il Rinascimento lombardo (visto da Rancate), in Giovanni Agosti, Jacopo Stoppa, Marco Tanzi (a cura di), «Il Rinascimento nelle terre ticinesi. Da Bramantino a Bernardino Luini», Officina Libraria, Milano 2010.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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