Alserio

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Alserio
comune
Alserio – Stemma Alserio – Bandiera
Alserio – Veduta
Il Lago di Alserio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
Amministrazione
SindacoStefano Colzani (lista civica La sorgente) dal 26-5-2019 (2º mandato)
Territorio
Coordinate45°47′N 9°12′E / 45.783333°N 9.2°E45.783333; 9.2 (Alserio)Coordinate: 45°47′N 9°12′E / 45.783333°N 9.2°E45.783333; 9.2 (Alserio)
Altitudine265 m s.l.m.
Superficie1,99 km²
Abitanti1 264[1] (30-4-2019)
Densità635,18 ab./km²
Comuni confinantiAlbavilla, Anzano del Parco, Monguzzo, Orsenigo
Altre informazioni
Cod. postale22040
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013006
Cod. catastaleA224
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 446 GG[2]
Nome abitantialseriesi
Patronosan Clemente
Giorno festivo23 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alserio
Alserio
Alserio – Mappa
Posizione del comune di Alserio nella provincia di Como
Sito istituzionale

Alserio[3] (Alzerich in dialetto brianzolo[4][5], AFI: [alˈseːri]) è un comune italiano di 1 264 abitanti della provincia di Como in Lombardia. È situato a nord di Milano sulle sponde dell’omonimo Lago di Alserio ed è immerso nel Parco regionale della Valle del Lambro. La località di Tassera del comune di Alserio è stata al centro insieme ad Orsenigo della Battaglia di Carcano tra i Milanesi e l'imperatore Federico Barbarossa; nella stessa località si trova Villa Cramer del XIX secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 1160 la località di Tassera vide lo svolgilmento della Battaglia di Carcano, che vide il comune di Milano e i suoi alleati contrapposti alle truppe imperiali del Sacro Romano Impero di Federico Barbarossa.

Nel 1346 la località di Alserio, attestata con il nome di "Conserio", è elencata tra le comunità della pieve di Incino incaricate della manutenzione della cosiddetta "strata de Niguarda"[6].

Sempre inserito nella stessa pieve, fino al XVIII secolo Alserio fu oggetto di concessioni feudali[6]. Nello specifico, nel 1441 la località e il resto della pieve diventò un feudo della famiglia Dal Verme, per concessione di Filippo Maria Visconti[6]. Due secoli dopo, Alserio passò dapprima ai Giussani, ai quali nel 1656 era stato affidato il feudo di Lurago, e in seguito, nel 1689 agli Imbonati[6].

Nel 1751 il territorio di Alserio è attestato come comprensivo dei cassinaggi di Galbera, Ginasca, Galbera (altro), “La Cà” e Tassera[6].

Con un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807, il comune di Alserio venne aggregato, assieme a quello di Parravicino, al comune di Carcano[7]. La decisione fu tuttavia revocata dagli austro-ungarici in seguito alla caduta di Napoleone e la conseguente istituzione della provincia di Como all'interno del Regno lombardo-veneto[8].

In seguito, la storia di Alserio si intrecciò con le vicende nazionali italiane[9].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa Parrocchiale di San Clemente – santo patrono del comune che si celebra il 23 novembre – è consacrata come chiesa parrocchiale da San Carlo ed è datata 1580-1584[10]; secondo Francesco Bombognini e Carlo Redaelli[11] non manca di eleganza. L’edificio è segnalato come esistente dal XII secolo[12] e ospita il sepolcro del conte Carlo Imbonati, già feudatario d’Alserio che presenta una iscrizione del P. Ferri[11].

Una cappella ottocentesca dedicata a Santa Maria della Neve si trova all'interno del complesso di Villa Tassera[13].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Cramer[modifica | modifica wikitesto]

Sul colle di Tassera si trova Villa Cramer o Villa Tassera, detta anche Villa Adelaide, è un edificio privato del XIX secolo attualmente di proprietà della famiglia Cramer. La villa comprende la lussuosa abitazione costruita nel 1844-1845[14], una dipendenza, la portineria, le scuderie e la Cappella di Santa Maria della Neve[15]. Il giardino della villa è tutelato dalla soprintendenza[16]. I terreni dove si trova la villa appartenevano all’Ospedale Maggiore di Milano; dopo essere passati nel 1654 alla famiglia Imbonati, furono acquistati nel 1844 dal barone Giuseppe Patroni, che fa costruire la villa all’architetto Luigi Chierichetti che rievoca semplificando una “Tudor home” del XVI-XVII[17] con decorazioni e arredo eclettici, neogotico, neoroccocò, neo barocchetto e stile arabizzante[18].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Ad Alserio si trovano alcune cascine storiche, tra cui: Cascina La Ca’, Cascina Galgiana, Cascina Ginasca e Cascina Belvedere[19].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[21]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  3. ^ Luciano Canepari, Alserio, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 22.
  5. ^ sia nell'ortografia moderna che in quella classica
  6. ^ a b c d e f Comune di Alserio, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 aprile 2020.
  7. ^ a b c d Comune di Alserio, 1798 - 1809 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 aprile 2020.
  8. ^ a b Comune di Alserio, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 aprile 2020.
  9. ^ Comune di Alserio, 1859 - [1971] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 aprile 2020.
  10. ^ http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO250-00058/
  11. ^ a b Francesco Bombognini e Carlo Redaelli, Antiquario della Diocesi di Milano, G. Pirotta, 1828, p. 203
  12. ^ Storia di Alserio sul sito del Comune http://www.comune.alserio.co.it/c013006/zf/index.php/storia-comune.
  13. ^ Cappella di S. Maria della Neve, Via Tassera - Alserio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 aprile 2020.
  14. ^ Villa Tassera, Via Tassera, 2 - Alserio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 aprile 2020.
  15. ^ Villa Tassera - complesso, Via Tassera, 2,4 - Alserio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 aprile 2020.
  16. ^ Scheda SIRBeC ARL - CO250-00061 di Michela Catalano del 2006 aggiornata dal 2009 da Maria Galli, sotto la direzione di Michela Capitani per la Provincia di Como, http://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/schede/CO250-00061/.
  17. ^ Guida Rossa della Lombardia, Touring club italiano, Touring Editore, 1999, p. 290.
  18. ^ Villa Cramer sul sito lakecomo.it http://www.lakecomo.it/territorio/luoghi_interesse/villa_cramer[collegamento interrotto]; Roberta Cordani, ‘’Dimore sull'acqua: ville e giardini in Lombardia’’, CELIP, 2005, p. 105; Simonetta Coppa, ‘’Storia della Brianza, Volume 4’’, Cattaneo, 2011, p. 296.
  19. ^ Comune di Alessio, PIANO DEL GOVERNO DEL TERRITORIO{{subst:–}}DOCUMENTO UNICO LR. 12/2005{{subst:–}}LR. 4/2008 VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA Art. 4 LR. 12/2005 http://www.hlservizicloud.it/pgt/sites/default/files/users/013006/PGT/PGT_Documenti_2009/ELENCO%20ELABORATI.pdf
  20. ^ Comune di Alserio, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 aprile 2020.
  21. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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