Architettura neogotica

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L'architettura neogotica è la tendenza a riportare in vita lo stile architettonico gotico che si è manifestata principalmente nel XVIII e XIX secolo[1] Il neogotico si affermò principalmente in Europa e in America settentrionale, sviluppandosi accanto ad altre correnti come il neoclassicismo.

Fonthill interno

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

L'architettura del medioevo gotico, in Germania e Francia, aveva continuato ad avere un'influenza fino ai primi anni del Seicento, da quel momento nel continente europeo era praticamente morta. Solo in Inghilterra esso continuava ad esercitare una sua influenza.[2]. Nella seconda parte del XVI secolo e per tutto il XVII secolo, il clima politico favoriva i numerosi tentativi di creare nuovi ordini nazionali basati sui modelli antichi[in che senso?]. Nel XVIII secolo, l'intero movimento per la ricerca di ordini nuovi « si spostò nell'ambito dell'architettura non-classica; così vennero messi in circolazione persino ordini gotici e cinesi»[3].

I puristi invece tornarono alla natura e non soltanto idealmente. Così nel 1776 Charles Ribart de Chamoust presenta al re Luigi XVI di Francia il suo L'Ordre François trouvé dans la Nature. Nel suo saggio, Ribart propone un modo di costruire primitivo, che fu certamente influenzato dalle teorie di Rousseau e di Laugier.[4] In base al suo racconto, l'ordine quasi non è di sua invenzione, infatti a lui sarebbe capitato di imbattersi in una cosa che è implicita nella natura. Ma l'ordine è anche nazionale. Quest'ultimo vocabolo era relativamente nuovo e, con l'intensificarsi della cultura eclettica nella seconda metà del settecento, il concetto di nazionale andò via via assumendo il significato di non-classico. L'architettura nazionale nel contempo cominciò a connotarsi come: architettura auctotona, spontanea, naturale, contrapposta a quella straniera, importata, bizzarra[5]. La teoria dell'origine naturale del gotico fu adottata più tardi anche dal geologo scozzese Sir James Hall, il quale affermava che «certe forme rustiche, che si discostano di molto dall'originale greco, potevano aver suggerito le forme gotiche».[6]

Questa teoria fu respinta dal filosofo tedesco Friedrich Schlegel secondo il quale «l'architettura gotica si sviluppa da quella paleocristiana e romanica per opera dello spirito gotico».

Romanticismo e architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il neogotico è l'espressione diretta della cultura romantica che si diffuse in Europa a partire dalla fine del Settecento in contrapposizione all'Illuminismo. L'affermazione del sentimento in antitesi alla ragione e l'esaltazione, da parte del movimento tedesco Sturm und Drang, della libertà del genio, indusse i romantici al rifiuto delle regole e dei modelli classici. Dapprima il neogotico si sviluppò in letteratura per poi affermarsi anche in campo architettonico.

La conseguente riscoperta del Medioevo, inteso come periodo di intensa spiritualità e di battaglie per l'affermazione dei popoli, portò ad una rivalutazione dell'architettura gotica, termine che fino ad allora aveva implicato un significato negativo, quello cioè di arte dei barbari. In Inghilterra, caso unico in Europa, l'architettura medioevale aveva continuato a svolgere la propria influenza nei secoli, superando persino le contaminazioni palladiane introdotte da Inigo Jones a partire dal Seicento; ad esempio Christopher Wren (1632 - 1723) non aveva esitato a collocare robusti archi rampanti lungo la navata della Cattedrale di San Paolo a Londra, iniziata nella seconda metà del XVII secolo. Quindi fu proprio oltremanica che l'architettura neogotica trovò l'humus culturale dal quale trarre vigore.

Neogotico inglese[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Verso la metà del XVIII secolo i romantici avevano invertito il giudizio negativo della critica dell'Illuminismo ed avevano lanciato la moda del medievalismo.[7] Questa raffigurazione, in reazione ad un mondo dominato dal razionalismo illuminista, in cui le emozioni erano determinate dalla ragione, aveva manifestato una visione romantica del Medioevo come un'età dell'oro della cavalleria. Il Medioevo veniva visto con nostalgia romantica, come un periodo di armonia sociale e ambientale e di ispirazione spirituale, in contrasto con gli eccessi della Rivoluzione francese e, soprattutto, con gli sconvolgimenti ambientali e sociali e per l'utilitarismo sterile, creati dalla emergente rivoluzione industriale[8].

Il termine "gotico" per un lungo periodo era stato equiparato alla parola "vandalo" (in senso dispreggiativo) fino a quando lo scrittore inglese Horace Walpole non aveva avviato il Gothic Revival nelle arti. Il suo primo merito fu quello di aver acclimatato il neogotico nel palazzo signorile inglese. La fama della sua villa di campagna, a Strawberry Hill presso Londra, si diffuse in tutta Europa presso i seguaci dell'arte nuova, cioè romantica[9]. La villa è frutto di un ampliamento, realizzato nel 1750, di una struttura originaria con l'aggiunta di elementi della tradizione gotica, come la torre merlata e le volte a ventaglio con modanature dorate e specchi retrostanti, realizzate all'interno. Altro aspetto interessante della villa è quello relativo all'arredamento, fortemente goticizzante nel disegno delle varie decorazioni, ma assai distante dall'autentico stile medioevale. L'impiego delle forme gotiche che si trovano nella villa di Walpole, è molto più vicina con la sua ingenuità scherzosa allo stile dei mobili Chippendale ed in genere alle cineserie del rococò[10].

Tuttavia l'eco di Strawberry Hill si diffuse in tutta Europa, portando ad una rapida affermazione del neogotico anche in altri paesi, come la Francia e la Germania. Nel tempo Strawberry Hill aveva acquistato un significato associativo e sentimentale, infatti egli aveva voluto fissare gli stati d'animo presenti nel suo romanzo Il castello di Otranto del 1764[11].

Una vista di Fonthill Abbey, William Turner (1799)

Dal rococò gotico al gotico romantico[modifica | modifica wikitesto]

Il passaggio dal rococò gotico al gotico romantico in Inghilterra si realizzò verso la fine del Settecento, e coincide con la realizzazione della casa-abbazia Fonthill Abbey, su progetto dell'architetto James Wyatt per conto dello scrittore, mecenate e collezionista d'arte William Beckford: si trattava di una residenza di campagna con elementi decorativi simili a un'abbazia; le dimensioni dell'edificio, non più esistente, erano di gran lunga superiori alla villa di Walpole, pur mantenendo quella tenebrosa solennità che i romantici collegavano al concetto di secoli bui[12].

Nel XIX secolo, divenuto lo stile neogotico elemento di tradizione e continuità, divenne per gli inglesi tanto motivo di orgoglio nazionale da essere utilizato per la ricostruzione del Palazzo del Parlamento, andato distrutto nel 1834 da un incendio: il progetto di Westminster venne avviato nel 1840 e riprende il tema del Gotico perpendicolare, caratterizzato cioè da un forte rigore geometrico; sorprende però la simmetria decisamente classicheggiante del complesso che uniforma tutti i prospetti, in particolar modo quello posto lungo le sponde del Tamigi, sottolineando la formazione classica del suo progettista, l'architetto Charles Barry. Un ulteriore capitolo del neogotico anglosassone si apre con la creazione dei giardini all'inglese, dove più chiaramente si riflette la cultura e il gusto romantico dell'epoca.

Architetture neogotiche in Inghilterra[modifica | modifica wikitesto]

Neogotico tedesco[modifica | modifica wikitesto]

Progetto per la cattedrale di Berlino, Karl Friedrich Schinkel (1815)

Fino al Settecento inoltrato in Germania non ci fu alcun problema gotico, i teorici dell'architettura, legati ai modelli italiani ed a Vitruvio, tendevano a respingere sdegnosamente quello che Jacques-François Blondel definiva quel mostruoso, inammissibile stile che, al tempo dei nostri padri, era comunemente praticato con il nome di "gotico".[13]

Agli albori del neogotico il ricorso alle forme gotiche, utilizzate in maniera rigorosamente semplificata e contaminate a elementi rinascimentali, non era ancora estinto.[14] Il cosiddetto nachgotik (gotico postumo) del gesuita Christoph Wamser (1575-1649) e di alcuni altri goticisti appartenenti al suo stesso ordine, rappresenta non tanto il consapevole revival di uno stile irrimediabilmente morto, quanto la consapevole adesione ad uno stile ancora vivo...[15] Da quando la teoria artistica cominciò a distinguere tra architettura antica, medievale e moderna, il gotico fu guardato non solo come uno stile senza regole ma anche come uno stile naturalistico. A causa di questa accentuazione sentimentale si venne a creare un'intima affinità fra i giardini all'inglese e le capelle, i castelli e tutti quegli elementi gotici che cominciarono a popolarli.[16]

Prime manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

In Germania i primi giardini paesistici su modelli inglesi; con rovine artificiali, eremi e chiostri, e gli altri elementi tipici del giardino gotico, sorsero intorno al 1760.[17] La prima realizzazione di questo genere è stato il parco di Wörlitz sull'Elba, dove anche il castello (1769-73) è di stile inglese.[18] In Germania tuttavia il gotico non è solo una moda bizzarra ma è considerato un qualcosa di unico ed incomparabile. Nel 1772 Goethe aveva scritto un breve saggio sull'architettura tedesca (Von deutscher Baukunst) in cui rivendicava l'esclusiva partenità dello stile della vera arte al mondo germanico, ed indicava come modello esemplare la cattedrale di Strasburgo dell'architetto Erwin von Steinbach. Goethe concepì lo stile gotico come contrasto allo stile romanico e come espressione di profondi sentimenti e di ciò che viene espresso dalla parola tedesca Gemüt (animo, indole, sentimento)[19]. Per il grande scrittore il gotico era il concetto dell'autonomo, del semplice, del puro e dell'elementare e cioè ciò che per Johann Joachim Winckelmann (e poco dopo anche per Goethe) significava l'arte greca. Per cui gli artisti del periodo romantico-classicistico avevano come riferimento l'arte greca ed il medioevo gotico come rimedio contro la superficialità e la decadenza del settecento.[20] Goethe con un prodigioso recupero delle forme classiche aveva creato l'idillio tedesco di un mondo che poteva essere idilliaco solo perché escludeva le forze dinamiche della storia per affermarsi come stasi, equilibrio assoluto, cerchio delimitato e concluso di una umanità che aveva il proprio centro in se medesima.[21]

Il duomo di Colonia nel 1824, poco prima della ripresa dei lavori

Dal cosmopolitismo neoclassico al nazionalismo neogotico[modifica | modifica wikitesto]

In Germania il neogotico fu condizionato da pulsioni nazionalistiche. La ristrutturazione e ricostruzione del castello di Marienburg (1817-1842), originaria sede dell'Ordine dei Cavalieri teutonici, dove fu costruita una torre neogotica, appare come un ritorno alle proprie radici. Lo stesso vale per la Duomo di Colonia completato nel 1880.

L'esempio più spettacolare è senza dubbio quello del Duomo di Colonia, sorto sul modello francese della cattedrale di Beauvais (sia a Beauvais che a Colonia, i lavori erano stati sospesi nel Cinquecento dopo l'erezione del coro e di pochi altri frammenti). Il progetto venne ripreso nel 1842 dopo il ritrovamento, avvenuto tra il 1814 e il 1816, di alcuni disegni originali. Peculiarità della Cattedrale di Colonia, oltre al forte verticalismo della struttura, è l'uso del ferro in alcune strutture portanti allo scopo di assicurare maggiore stabilità al grandioso edificio.


In concorrenza con il completamento della chiesa di Colonia venne costruita ex novo la Votivkirche di Vienna. Completata verso la fine del XIX secolo, segue con estrema esattezza i canoni del gotico germanico. La costruzione è coerente e senza contraddizioni, a tal punto che è proprio la sua omogeneità stilistica a renderla tipica dell'età moderna: nel Medioevo, un progetto simile sarebbe inesorabilmente andato incontro ad interruzioni e ripensamenti.

La Votivkirche di Vienna

Un altro edificio famoso dell'Impero Austro-Ungarico è il Parlamento di Budapest: dopo il 1867 il governo ungherese, raggiunta l'autonomia dall'Austria, fece costruire il famoso palazzo lungo le rive del Danubio. L'edificio, unico nel suo genere, integra una enorme cupola alla maniera di Brunelleschi in un apparato di forme prettamente gotiche, con archi rampanti e pinnacoli.

Architetture neogotiche tedesche ed austriache[modifica | modifica wikitesto]

Neogotico francese[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

In Francia, dove il rococò aveva avuto un radicamento più profondo rispetto all'Inghilterra, la reazione si manifestò in forme molto più violente.[22] Tale reazione si manifestò, a partire dalla seconda metà del Settecento, nel dibattito illuminista come momento di confronto risolutivo. L'educazione artistica voleva ricondurre ogni spunto ad una condizione originaria.[23] Così l'abate Laugier aveva sintetizzato il concetto «Tenons nous au simple et au naturel»: dove semplicità equivale a razionalità e per natura si intende il mondo stesso della fisica. Nel contempo Laugier aveva rivalutato l'architettura greca e l'ordine dorico, e l'architettura gotica. Ange-Jacques Gabriel fu il primo, fra i grandi architetti francesi, che si volse ad un linguaggio più classico[24]; a partire dagli anni 1760 e durante gli anni 1770, nella Reggia di Versailles realizzò il Castello del Petit Trianon, un capolavoro dell'architettura neoclassica e nel Teatro dell'opera reale di Versailles dove adottò delle decorazioni sobrie ed ispirate all'antico. Ma la prima opera che possa definirsi in qualche modo neogotica fu il cosiddetto Pantheon a Parigi dell'architetto Jacques-Germain Soufflot, il quale aveva dichiarato che aveva voluto unire l'ordine greco con «la leggerezza che è da ammirare in molti edifici gotici».[25]

La Cappella Reale di Dreux, (1816-1830)

L'affermazione del neogotico in Francia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1802 era uscita l'opera apologetica Génie du Christianisme di René de Chateaubriand, che segnò un momento di forte ripresa del sentimento religioso in ambito cattolico e che da molti è ritenuta come il termine d'inizio del revival gotico in Francia.[26]

Tuttavia, una vera affermazione del neogotico in Francia, si manifesterà in epoca romantica, quindi dopo Napoleone, dagli anni venti dell'Ottocento. Tuttavia la produzione architettonica risulta limitata nel campo civile, relegando questo stile soprattutto alla costruzione di numerose chiese. I risultati più importanti invece si registrano nell'intensa opera di restauro dei grandi edifici gotici di Francia, di cui il principale artefice fu Viollet-Le-Duc. Egli interviene ad esempio sulla celebre Cattedrale di Notre-Dame a Parigi, realizzando numerose statue per la facciata ed innalzando la svettante guglia al centro della chiesa; Viollet-Le-Duc infatti esegue i suoi interventi con l'intento di completare l'opera secondo il pensiero dei progettisti originari.

Altri restauri importanti di Le-Duc sono quelli per la Sainte-Chapelle a Parigi, per la Basilica di Vézelay, per la cittadella medioevale di Carcassonne e per la Basilica di Saint-Denis, luogo di sepoltura dei regnanti francesi.

Importante è anche il completamento della Cattedrale Notre-Dame di Rouen: per il tetto si sceglie di costruire una grande torre neogotica in metallo nonostante la tenace resistenza di Viollet-Le-Duc, fautore invece di un intervento teso a completare la cattedrale seguendo gli intenti dei costruttori medioevali. La scelta annuncia in qualche modo gli albori dell'architettura del ferro, produzione artistica che si affermerà in Francia proprio in questo periodo.

La guglia centrale della cattedrale parigina di Notre-Dame

Architetture neogotiche in Francia[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo Episcopale di Astorga

Neogotico spagnolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dell'Ottocento il Neogotico in Spagna non produce risultati particolarmente significativi con un'unica eccezione: le opere del catalano Antoni Gaudí. Tra queste la più significativa dal punto di vista del nostro studio è senza dubbio la Sagrada Família di Barcellona, una chiesa che riprende l'architettura gotica reinterpretandola nell'ottica della nuova corrente modernista. Inizialmente la chiesa avrebbe dovuto essere uno dei tanti edifici goticizzanti dell'epoca e fu cominciata da Francesc de Paula del Villar nel 1882. Gaudì intervenne nel progetto solo alla fine del 1883, modificando sostanzialmente il progetto originario: accentuò la verticalità del tempio con l'inserimento di altissime torri e, come un maestro di un cantiere medioevale, disegnò navate dalle forme totalmente innovative, con leggerissime colonne a sostegno di volte dalla geometria complicatissima.

Architetture neogotiche in Spagna[modifica | modifica wikitesto]

  • Sagrada Família di Barcellona, di Antoni Gaudì la cui particolarità, peraltro tipica delle grandi fabbriche gotiche medioevali, è di essere ancora in costruzione; in realtà Gaudì fu un architetto del tutto originale e, per molti aspetti (sia costruttivi che di purezza nelle linee architettoniche), innovativo rispetto ai tempi.
  • Palazzo episcopale di Astorga, fantasiosa costruzione progettata da Gaudì e realizzata sul finire dell'Ottocento.

Neogotico italiano[modifica | modifica wikitesto]

Il Caffè Pedrocchi di Padova

Il Neogotico italiano segue quello francese. Tra i primi suoi esempi è doveroso ricordare il Castello di Pollenzo, nell'omonima tenuta sabauda. Qui, in una iniziale residenza trecentesca, il re Carlo Alberto impiantò una moderna azienda agricola, ampliando l'originaria costruzione. Il risultato fu un castello in cui si assommano gli stili più svariati, dal neoromanico al neogotico, combinati tra loro nel rifacimento ottocentesco diretto da Pelagio Palagi ed Ernesto Melano: neogotica è pure la chiesa di San Vittore ad esso collegata.

Altri importanti cantieri si aprono per il completamento delle maggiori chiese gotiche italiane, come quelli per la costruzione delle fredde facciate delle chiese fiorentine di Santa Croce (1857 - 1863) e Santa Maria del Fiore (1866 - 1887), disegnate rispettivamente da Niccolò Matas ed Emilio De Fabris. Ancora sul finire del secolo si completa la facciata della Cattedrale di Napoli, su progetto di Errico Alvino, mentre ai primissimi anni del Novecento risale la facciata gotica del Duomo di Arezzo. Caso singolare è quello del Duomo di Milano, la cui costruzione, avviata nel 1386, fu completata solo nell'Ottocento: gran parte delle guglie e delle decorazioni architettoniche risalgono al periodo a cavallo tra il XVIII secolo e il XIX secolo e riprendono, solo per coerenza con l'impianto originario, lo stile gotico.

Facciata di Santa Croce, Firenze

Tuttavia, la facciata della cattedrale milanese, pur essendo costruita in piena epoca napoleonica, è l'elemento che più di ogni altro si distacca dalla tradizione gotica. In Italia, per tutto il secolo, il Neogotico sopravvive sino all'epoca del Liberty come stile più eclettico: è il caso ad esempio del Castello Mackenzie, la sontuosa dimora costruita su progetto di Gino Coppedè tra il 1893 e il 1905. Il Castello si presenta come uno stravagante miscuglio di stili e citazioni dell'architettura del passato: significativi sono i rimandi ai palazzi gotici della Toscana medioevale, come il Palazzo Comunale di Siena e il Palazzo Vecchio di Firenze.

Principali architetture neogotiche in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il neogotico diviene inoltre lo stile delle chiese protestanti realizzate in Italia nell'Ottocento, dopo la concessione della libertà di culto; lo stile gotico infatti, austero e minimalista, ben si confaceva alle liturgie delle chiese riformate.

Tra quelle costruite dopo l'unificazione occorre ricordare, in ordine cronologico:

PPG Place a Pittsburg

Architetture neogotiche extraeuropee[modifica | modifica wikitesto]

Come colonie o ex-colonie degli Stati europei, diversi Paesi d'oltreoceano finiscono per assorbire le influenze gotiche in voga nel Vecchio Continente, soprattutto per l'edificazione di chiese. Tra le architetture neogotiche extraeuropee si ricordano:

Chiaramente ispirati all'architettura gotica sono alcuni grattacieli americani, tra cui il Woolworth Building di New York e la Tribune Tower, a Chicago; in fondo, nelle prime architetture in metallo è possibile leggere il concretizzarsi delle aspirazioni verticali del gotico. In anni più recenti, il celebre architetto statunitense Philip Johnson, ha ripreso i temi del Gotico inglese per la costruzione del PPG Place a Pittsburgh.

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ N. Pevsner, J. Fleming, H. Honour, Dizionario di architettura, Torino 1981, voce Neogotico.
  2. ^ N. Pevsner, Storia dell'architettura europea, cit., p.231
  3. ^ Joseph Rykwert, La casa di Adamo in paradiso, Milano, 1977, p.96
  4. ^ J. Rykwert, cit., p.98
  5. ^ J. Rykwert, cit., pp.98-99
  6. ^ James Hall, On the Origin of Gothic Architecture, Edinburgo, 1797, p. 12
  7. ^ Michael Alexander, Medievalism: The Middle Ages in Modern England, Yale University Press, 2007
  8. ^ Alice K. Chandler, A Dream of Order: The Medieval Ideal in Nineteenth-Century English Literature. University of Nebraska Press, 1971, p. 4.
  9. ^ Nikolaus Pevsner Storia dell'architettura europea, Bari 1974, p. 237.
  10. ^ N. Pevsner, Storia dell'architettura europea, cit., p.237.
  11. ^ N. Pevsner, cit., p. 238.
  12. ^ N. Pevsner, cit., p. 238.
  13. ^ Simonetta Valtieri, Consensi e dissensi sul gotico, Dedalo, Bari, 1980, p.96 in riferimento a Erwin Panofsky, Il significato delle arti visive, Einaudi, Torino, 1962, pp.177-189
  14. ^ . H. Hipp: Studien zur Nachgotik des 16. und 17. Jahrhunderts in Deutschland, Böhmen, Österreich und der Schweiz. Dottorato di ricerca dell'Università di Tubinga, 1979
  15. ^ S. Valtieri, cit., p.96
  16. ^ S. Valtieri, cit., p.96
  17. ^ N. Pevsner, cit., p. 239.
  18. ^ N. Pevsner, cit., p. 239.
  19. ^ Hans Banzinger, Disillusione nell'immaginario architettonico e lettetura tedesca, in AA.VV., Testo letterario e immaginario architettonico, Milano, 1996 p. 129.
  20. ^ N. Pevsner, cit., p. 240.
  21. ^ Giuliano Baioni, Classicismo e rivoluzione: Goethe e la Rivoluzione francese, Guida Editori, Napoli, 1988, p.231
  22. ^ N. Pevsner, cit., p. 240.
  23. ^ Andreina Ghiseri, Alberto Gabetti, L'architettura dell'eclettismo, Giulio Einaudi Editore, Torino, 1975, p. 5.
  24. ^ N. Pevsner, cit., p. 240.
  25. ^ N. Pevsner, cit., p. 242.
  26. ^ Maria Antonietta Crippa, Storie e storiografia dell'architettura dell'Ottocento, Jaca Book, Milano, 1994, p. 81.
  27. ^ N. Pevsner, J. Fleming, H. Honour, Dizionario di architettura, cit., voce Neogotico.
  28. ^ G. Morolli (a cura di), Alessandro Gherardesca. Architetto toscano del Romanticismo (Pisa 1777-1852), Pisa 2002.
  29. ^ R. De Fusco, Architettura dell'Ottocento, cit., p. 105.
  30. ^ R. De Fusco, Architettura dell'Ottocento, cit., p. 108.
  31. ^ R. De Fusco, Architettura dell'Ottocento, cit., pp. 105-107.
  32. ^ N. Pevsner, cit., voce Neogotico.
  33. ^ R. De Fusco, Architettura dell'Ottocento, cit., pp. 108 e 111.
  34. ^ N. Pevsner, cit., voce Neogotico.
  35. ^ R. De Fusco, L'architettura dell'Ottocento, collana "Storia dell'Arte in Italia", Torino 1992, p. 119.
  36. ^ R. De Fusco, Architettura dell'Ottocento, cit., p. 107.
  37. ^ Claudio Rendina, "Le Chiese di Roma", Milano, Newton & Compton, 2004. ISBN 88-541-0205-9

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Middleton, D. Watkin Architettura. Ottocento, Martellago (Venezia) 2001.
  • R. De Fusco, Mille anni d'architettura in Europa, Bari 1999.
  • Nikolaus Pevsner, Storia dell'architettura europea, Bari 1998.
  • N. Pevsner, J. Fleming, H. Honour, Dizionario di architettura, Torino 1981.
  • R. De Fusco, Architettura dell'Ottocento, collana "Storia dell'Arte in Italia", Torino 1992.
  • (EN) Joseph Rykwert, On Adam's House in Paradise: The Idea of the Primitive Hut in Architectural History (Museum of Modern Art, first edition, 1972), (IT) in italiano La casa di Adamo in Paradiso, Adelphi - Milano 1991
  • Sir James Hall, Essay on the Origin, History and Principles of Gothic Architecture, Londra, 1813
  • Sir James Hall, On the Origin of Gothic Architecture, Edinburgo, 1797
  • Charles Ribart, L'Ordre françois trouvé dans la nature, Parigi, 1783
  • Marc-Antoine Laugier, Essai sur l'architecture, Paris, 1753

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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