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Castello di Malbork

Coordinate: 54°02′30″N 19°02′00″E
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Castello di Malbork
Zamek w Malborku
Ubicazione
Stato attualePolonia (bandiera) Polonia
Voivodato  Pomerania
CittàMalbork
Coordinate54°02′30″N 19°02′00″E
Mappa di localizzazione: Polonia
Castello di Malbork
Informazioni generali
TipoCastello medievale
Inizio costruzione1270
Materialemattoni
Primo proprietarioOrdine teutonico
Condizione attualemuseo
Visitabile
Sito webwww.zamek.malbork.pl/index.php?lang=en&lang=en
voci di architetture militari presenti su Wikipedia
 Bene protetto dall'UNESCO
Castello dell'Ordine teutonico a Malbork
 Patrimonio dell'umanità
TipoCulturali
Criterio(ii) (iii) (iv)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1997
Scheda UNESCO(EN) Castle of the Teutonic Order in Malbork
(FR) Château de l’ordre Teutonique de Malbork

Il castello di Malbork (in polacco Zamek w Malborku; in tedesco Ordensburg Marienburg) venne costruito dall'Ordine teutonico come Ordensburg, cui venne dato il nome di Marienburg (letteralmente «castello di Maria», la patrona dell'ordine).[1] La città che vi crebbe attorno assunse lo stesso nome, oggi divenuta Malbork e appartenente alla Polonia.

Costruito per ordine di Siegfried von Feuchtwangen,[2] il castello di Malbork è situato sulla sponda sud-orientale del fiume Nogat ed era quindi accessibile alle navi mercantili e alle chiatte.[1] Esso fu inizialmente concepito come un convento,[2] per poi essere trasformato in un castello a tutti gli effetti.

Il castello di Malbork è costituito da tre parti: il castello alto, ossia l'ex convento; il castello medio, con le abitazioni degli inservienti e alcuni servizi; e il castello basso, nel quale si trovava il karwan, uno spaccio di armi di ogni genere.[2] Durante la guerra dei tredici anni molte stanze del castello furono riempite di armi da utilizzare contro un'eventuale invasione.[3] Il castello riacquistò tuttavia le sue funzioni originarie con la dominazione polacca.[4]

Il castello, che al suo interno ospita anche un museo,[5] è un classico esempio di fortezza medievale; è il più grande castello del mondo costruito in mattoni (e, in generale, l'edificio in mattoni più grande mai costruito dall'uomo) e uno dei più imponenti d'Europa.[1][6] Il castello e il suo museo fanno parte del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO dal dicembre 1997.[7]

Posizione geografica

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Il castello di Malbork, situato sul fiume Nogat

La posizione del castello direttamente sul Nogat e il terreno circostante relativamente piatto ne permisero un'ottima accessibilità a chiatte e navi mercantili. Sotto il governo della Prussia, i cavalieri dell'Ordine teutonico riscuotevano pedaggi dalle navi in transito, creando di fatto un monopolio sul commercio dell'ambra.[1] Quando la città entrò a far parte della Lega anseatica, numerose riunioni si tennero all'interno del castello.

Il castello fu difeso da Heinrich von Plauen durante l'assedio di Marienburg del 1410, riuscendo così a impedire il totale annientamento dei Cavalieri teutonici dopo la disastrosa sconfitta subita nella battaglia di Grunwald.[1]

La costruzione

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L'interno del palazzo del proprietario

Nel 1217 papa Onorio III decise di intraprendere una serie di missioni volte a portare la cristianità tra i prussiani. Per svolgere questo compito venne richiesto l'aiuto dell'Ordine teutonico, al quale furono concessi territori nei quali i cavalieri si stanziarono a partire dal 1230.[8]

Su questi territori i cavalieri dell'Ordine costruirono numerosi castelli. L'edificazione di quello di Malbork ebbe inizio nel 1270, ma la sua importanza crebbe in modo decisivo solo il 14 settembre 1309, quando il gran maestro Siegfried von Feuchtwangen vi trasferì la sede dell'Ordine Teutonico. Oggi il castello è riconosciuto come il più grande edificio gotico fortificato d'Europa,[7] e divenne ben presto il quartier generale di uno dei più potenti Stati della costa meridionale del Baltico. Divenne tuttavia evidente che la struttura era inizialmente organizzata in modo inadeguato e carente di personale per assolvere a un ruolo di tale importanza.[2]

In origine, nel luogo in cui oggi sorge il castello era presente un convento, che nel corso di circa quarant'anni venne trasformato in una fortezza dotata di tutte le difese possibili.[2] Circondata da un profondo fossato e da numerose torri di avvistamento, l'ampia struttura comprendeva anche diversi edifici religiosi, tra i quali la chiesa di Nostra Signora, successivamente ampliata con la costruzione del presbiterio, e la cappella di Sant'Anna, dove per secoli furono sepolte le salme dei signori del castello. Le precedenti celle dei frati vennero trasformate in un complesso residenziale ben organizzato, noto come castello medio.[2]

Oltre alle abitazioni, il castello medio includeva anche il refettorio (la sala più ampia del complesso), l'infermeria, nella quale venivano curati i membri anziani o malati dell'Ordine, e il palazzo del comandante del castello.[2][9]

Tra il XIV e il XV secolo venne aggiunta una terza sezione del complesso: il castello basso, destinato a funzioni prevalentemente logistiche e residenziali. Qui fu realizzato il Karwan, un grande arsenale per la vendita e lo stoccaggio di cannoni e veicoli militari.[2] Il castello basso comprendeva inoltre un granaio situato sulle rive del fiume e una serie di edifici di servizio, tra cui una fonderia per la produzione di campane, birrerie e scuderie. Venne edificata anche la cappella di San Lorenzo, collocata in posizione più periferica rispetto agli altri edifici. La costruzione del castello basso rese necessario l'ampliamento delle mura e del fossato difensivo: queste fortificazioni si collegavano a quelle della città di Malbork e si estendevano per diverse centinaia di metri verso sud.[2]

La guerra dei tredici anni

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Veduta del castello e, a destra, della chiesa di San Giovanni

Durante la guerra dei tredici anni, nel giugno 1457, l'armata polacca assediò Malbork. La gestione del castello fu quindi affidata a una famiglia nobile polacca. In questo periodo, che si estese per l'intero XVI e XVII secolo, è possibile osservare, attraverso le fonti scritte e i dipinti, come le funzioni delle stanze del castello siano profondamente mutate.[3]

Il castello alto cessò di svolgere la funzione di convento e divenne un'area destinata ai servizi. In questa parte del complesso venivano venduti pepe, sale, birra e altri generi alimentari. Il castello medio mantenne pressappoco le stesse funzioni precedenti, continuando a ospitare le abitazioni dei soldati e degli ufficiali. Il castello basso fu invece destinato a scopi esclusivamente militari: cannoni, munizioni e armi da fuoco di vario tipo vennero depositati nel Karwan, l'antico spaccio di armi, mentre torri e bastioni furono utilizzati come cantine o come ambienti alternativi al Karwan per lo stoccaggio degli armamenti.[3]

La dominazione polacca

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Una torre che dà sul chiostro del castello alto

Il castello di Malbork, precedentemente costruito e ampliato dai cavalieri dell'Ordine teutonico, recuperò le sue funzioni originarie sotto il dominio polacco. Furono investite ingenti risorse nella restaurazione di questa vasta fortezza gotica, sebbene i fondi effettivamente disponibili fossero molto limitati. La portata di tale difficoltà emerge chiaramente dalle testimonianze scritte lasciate dagli inservienti che lavoravano nel castello. Uno dei primi documenti, risalente al 1565, menziona una profonda crepa nel muro settentrionale del refettorio, la cui riparazione avrebbe comportato costi elevatissimi per lo Stato, che non disponeva delle risorse necessarie. Questo episodio segnò l'inizio di un problema strutturale che sarebbe stato risolto solo in epoca recente.[4]

Un nuovo tetto per la chiesa fu completato nel 1647, poiché quello precedente era ormai prossimo al crollo. La riparazione degli altri difetti strutturali del castello richiese tuttavia molto più tempo del previsto.[4] La carenza di manodopera, unita alla vetustà delle volte mai restaurate, provocò nel 1675 il crollo di gran parte dell'ala meridionale e delle abitazioni del castello medio. I tetti furono riparati soltanto verso la metà del XVIII secolo, mentre la sommità della torre venne coperta con un tetto sormontato da una lanterna. L'iniziativa per questi restauri fu promossa dal reAugusto II di Polonia.[4]

All'inizio del XVII secolo il palazzo del comandante del castello fu trasformato in un palazzo reale, poiché le precedenti stanze interne vennero adattate ad appartamenti destinati alla corte. Questo edificio risulta essere quello che subì i danni minori all'interno del complesso di Malbork: venne infatti solo parzialmente demolito durante l'invasione svedese nel corso della guerra dei trent'anni.[4] Tra i danni più gravi va invece ricordato un incendio accidentale che colpì i tetti del castello alto nel maggio del 1664, causando il cedimento delle strutture portanti delle gallerie coperte realizzate in epoca teutonica. Tali strutture furono successivamente ricostruite, questa volta in stile barocco.[4]

Tra il 1756 e il 1767 fu istituita un'ampia scuola gesuita nella torre Priest, situata tra la chiesa di Nostra Signora e il castello medio. Dal 1652 al 1772 la chiesa fu affidata alla cura dei gesuiti. Tra la fine del XVII secolo e l'inizio del XVIII secolo, i lavori di restauro nel castello medio furono limitati alla ricostruzione di una piccola parte degli edifici, esclusivamente quelli necessari a ospitare il personale del castello.[4]

La devastazione prussiana

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Panorama generale del castello alto

Nel settembre 1772 Malbork fu assediata dalle truppe prussiane. Queste occuparono il castello alto e il castello medio del complesso di Malbork, che era stato utilizzato per l'ultima volta da fanti polacchi tra il 1737 e il 1744. Nonostante le sue dimensioni imponenti, il castello apparve troppo piccolo per ospitare l'intero contingente prussiano; di conseguenza, poco dopo l'arrivo delle truppe vennero avviati lavori di ampliamento. I chiostri furono coperti con tetti in mattoni e il ponte che conduceva alla città di Malbork venne inglobato nell'ala meridionale, data la vicinanza con i nuovi edifici. Inoltre, il refettorio del castello medio fu trasformato in un’arena per le corse equestri; l'ingresso principale venne ampliato, il pavimento in mattonelle demolito e alcune finestre murate. Intorno al 1780 fu infine aperto un centro per la lavorazione del cotone nella casa del proprietario del castello, dove all'epoca risiedevano i comandanti prussiani.[10]

Questo periodo segnò l'inizio di circa vent'anni di trasformazioni architettoniche, talvolta anche radicali, del castello. Tali interventi proseguirono nonostante la pubblicazione, nel 1799, di un album contenente delle immagini di Malbork, di un album illustrato dedicato a Malbork, che coinvolse numerosi autori. Tra questi si ricordano F. Gill, illustratore, F. Frick, incisore, e F. Rabe, autore delle mappe; l'introduzione storica del volume fu invece redatta da Konrad Levezow. Lo scopo dell'opera era quello di mostrare al pubblico la bellezza di Malbork e di convincere le autorità a interrompere la demolizione del castello. Malgrado questi tentativi, nello stesso anno il re Federico Guglielmo III di Prussia decise di destinare il castello alto a deposito di armi.[10]

I lavori ebbero inizio nel 1801 e modificarono radicalmente l'aspetto esterno della fortezza. Tutte le finestre medievali furono murate e ne vennero aperte di nuove, disposte in funzione della nuova organizzazione interna degli ambienti. I tetti furono sostituiti e abbassati, mentre i muri interni in legno furono rimpiazzati da strutture in pietra. Il castello medio subì interventi analoghi e l'ala orientale fu trasformata in un granaio; per realizzarlo si rese necessaria la demolizione della cappella di San Bartolomeo.[10] A seguito di questi interventi, il castello venne definitivamente convertito in una caserma.[11]

Nel primo decennio del XIX secolo fu rinvenuto nel castello un documento scritto da Max von Schenkendorf, all'epoca studente presso un istituto reale, che venne pubblicato nel 1803 su un quotidiano di Berlino. L'autore, giovane poeta di orientamento romantico, si espresse apertamente contro la demolizione del castello.[10]

La ristrutturazione

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Vista del castello verso la fine del XIX secolo

Le prime proposte di ricostruzione del castello di Malbork iniziarono subito dopo l'abbandono della città di Malbork da parte delle truppe napoleoniche. Uno di questi progetti, presentato nel 1815 dal governatore della Prussia Occidentale Theodor von Schön, che aveva ricevuto l'incarico dal cancelliere di Stato Carlo Augusto di Sassonia-Weimar-Eisenach, venne approvato; a Schön fu quindi affidata la direzione dei lavori.[12]

Nel 1816 fu istituito un comitato per la restaurazione del castello di Malbork (in tedesco Schloßbauverwaltung Marienburg). I lavori ebbero inizio nel 1817 con la ricostruzione parziale dell'ala orientale, una parte della quale era stata demolita nel XVII secolo, e con la ricostruzione della cappella di Santa Caterina. Tra il 1819 e il 1850 l'architetto August Gersdorff diresse i lavori di ristrutturazione del castello. Con l'aiuto di figure di grande rilievo, quali il pittore e architetto Karl Friedrich Schinkel e gli storici Johannes Voigt e Ludwig Haebler, esperti della storia dei cavalieri dell'Ordine teutonico, venne condotta la ristrutturazione della parte occidentale del castello medio.[12]

Dopo la rimozione dei telai lignei, furono posate nuove pavimentazioni in ceramica e installate nuove porte. Nel refettorio vennero collocate vetrate istoriate raffiguranti la storia dell'Ordine Teutonico. Le finestre della parte orientale del refettorio furono riaperte e i pavimenti rifatti. La ricostruzione del castello alto consistette principalmente nel restauro delle coperture e nella costruzione di una torre neogotica, completata nel 1842.[12]

Il castello alto verso la fine del XIX secolo

Un elemento che suscitò forti controversie tra gli storici dell'epoca fu la realizzazione della nuova sommità del castello medio. Secondo quanto stabilito da August Gersdorff, tale decorazione avrebbe dovuto riprodurre una parte dell'antica infermeria medievale. Tra il 1849 e il 1850 Alexander Ferdinand von Quast, primo custode del Castello di Malbork, espresse opinioni critiche nei confronti di queste interpretazioni.[12] In seguito assunse la direzione dei lavori, mantenendo tale incarico fino al 1876. Sotto la sua guida il muro occidentale, ormai pericolante, del Grande Refettorio fu rinforzato mediante strutture interne in acciaio e venne restaurato il mosaico della cattedrale del castello raffigurante la Vergine con il Bambino. Questo intervento fu affidato a maestri veneziani, analogamente a quanto era avvenuto circa cinque secoli prima per la realizzazione del mosaico originale.[12]

Il castello fu inoltre oggetto di ispezioni tecniche da parte di Hermann Blankenstein, finalizzate alla verifica della sicurezza degli edifici. Tali controlli ebbero luogo nello stesso periodo in cui veniva celebrato il ritorno della Prussia Occidentale nel Regno di Prussia, avvenuto nella regione di Malbork nel settembre 1872. In occasione di queste celebrazioni numerosi storici tedeschi visitarono Malbork, antica capitale dell'Ordine Teutonico, per approfondirne lo studio storico.[12]

Nel 1881, grazie all'attiva partecipazione del governo del Regno di Prussia, fu deciso l'avvio dei lavori per la costruzione della chiesa della Beata Vergine Maria nel castello alto. L'anno successivo il ministero della Fede istituì una commissione incaricata di supervisionare gli interventi in corso. La direzione dei lavori fu affidata al giovane architetto Conrad Emmanuel Steinbrecht, che acquisì rapidamente fama come uno dei più importanti restauratori del Castello di Malbork. In precedenza aveva diretto scavi archeologici in Grecia nel 1877, svolto studi architettonici a livello statale e pubblicato nel 1881 l'opera Thorn im Mittelalter.[12]

I suoi principali metodi di lavoro erano:

  • valutazione accurata dello stato di conservazione degli edifici;
  • studi archeologici;
  • analisi scientifiche;
  • archiviazione sistematica dei dati;
  • interventi immediati sugli edifici a rischio di crollo.
Il portico che scorre lungo il chiostro nel castello alto

Il suo motto era: «non si possono compiere progressi senza uno spirito storico»[12] Un esempio significativo dell'applicazione di tali principi è rappresentato dalla ristrutturazione del palazzo dei proprietari del castello: grazie a indagini estremamente accurate, numerosi oggetti medievali rinvenuti tra le macerie furono ricollocati nelle loro posizioni originarie.[12]

Altri oggetti medievali furono restaurati grazie a finanziamenti provenienti in larga parte dalle casse prussiane. La famiglia imperiale mostrò un particolare interesse per il recupero del castello: Federico Guglielmo II di Prussia visitò il monumento almeno trenta volte durante il suo regno.[12] Un ulteriore sostegno economico fu fornito dalla Società per la Conservazione delle Bellezze di Malbork, fondata il 3 marzo dello stesso anno su iniziativa di funzionari locali, dei presidenti delle Prussie Occidentale e Orientale e del sindaco di Danzica. Le origini ideali della società risalgono tuttavia al 1872, quando, durante le celebrazioni per l'unificazione della Prussia, il Comitato per la Ricostruzione del castello alto di Malbork tornò attivo.[12]

Il chiostro

I finanziamenti provenivano in larga misura da lotterie, che conobbero un notevole sviluppo soprattutto dopo il 1886. L'idea di questo sistema di raccolta fondi era già stata sperimentata con successo in Germania nel 1881, in occasione della ricostruzione della cattedrale di Colonia. Le risorse ottenute permisero un accurato restauro dei dipinti, degli affreschi e dei mosaici conservati nel castello, nonché un'ampia ricostruzione dell'intero complesso.[12]

Nel 1900 i principali progetti di ristrutturazione furono completati. Vennero restaurati gli interni della chiesa di Nostra Signora, della cappella di Sant'Anna, del palazzo del proprietario, delle cucine, delle sale da pranzo e delle stanze residenziali. I lavori nel castello medio proseguirono fino al 1918 e interessarono l'ala orientale, la cappella di San Bartolomeo, l'infermeria e le camere adiacenti; l'ala occidentale comprendeva invece il refettorio.[12]

Il periodo tra le guerre mondiali

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Verso la fine di giugno 1922, dopo quarant'anni di lavori di ristrutturazione, Conrad Emmanuel Steinbrecht entrò in pensione. Il suo successore fu l'architetto Bernhard Schmid, da poco nominato conservatore dei monumenti storici della Prussia Orientale. Fu sotto la sua supervisione che i lavori nel castello vennero infine portati a termine.[13]

La cappella di Santa Caterina fu completata nel 1922. Quattro anni più tardi vennero ricostruite le mura e le torri e, nel 1931, furono ultimati i lavori per la realizzazione di un nuovo ponte che collegava il castello alla città, noto come Ponte di Hindenburg. A seguito della ricostruzione e dell'aggiunta di elementi tipici dell'architettura neogotica, il castello fu aperto al pubblico. Tra gli ambienti visitabili figuravano il refettorio, le cucine, il palazzo dei cavalieri, le stanze residenziali e la chiesa di Nostra Signora.[13]

La valorizzazione del castello come attrazione turistica portò benefici significativi agli abitanti di Malbork. Il monumento contribuì infatti alla creazione di nuovi posti di lavoro e a un incremento delle entrate economiche locali, attirando visitatori non solo dalla Prussia, ma anche da altre regioni della Germania.[13]

La seconda guerra mondiale

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Foto aerea del castello e di Malbork

La situazione politica in Germania durante gli anni trenta del XX secolo influenzò profondamente la vita nel Castello di Malbork. Il 1º maggio 1933 la bandiera del Terzo Reich venne issata sulla torre principale. In quel periodo il castello ospitò diverse conferenze tra ufficiali del Partito Nazista. Tali eventi portarono alla progettazione, nel 1934, di un anfiteatro da costruire nella parte orientale del castello; tuttavia, il progetto non venne mai realizzato.

Il 1º settembre 1939, nel refettorio, il Gauleiter Albert Forster annunciò ufficialmente il rientro in Germania dei cosiddetti «terroristi» che si erano stanziati sulla sponda occidentale della Vistola. Pochi mesi dopo questo avvenimento vennero ripristinati i precedenti confini della Prussia Occidentale.[13]

Nel maggio 1940 la stessa sala fu utilizzata per una cerimonia di benvenuto alla Banderia Prutenorum, un'organizzazione ispirata ai Cavalieri Teutonici e legata al castello di Wawel, a Cracovia. Durante la seconda guerra mondiale, il refettorio ospitò inoltre cerimonie di accoglienza per i nuovi soldati destinati al fronte.[13]

Nel 1941 iniziarono i preparativi di un piano per proteggere il castello dai bombardamenti aerei. Tra le misure previste figuravano la protezione dell'affresco della Madonna nella chiesa di Nostra Signora mediante una membrana resistente e la rimozione di tutte le vetrate.[13]

Sia la città sia il castello subirono gravi danni nel 1945. I combattimenti tra la guarnigione di Malbork e le unità sovietiche provocarono la distruzione di circa l'80% degli edifici storici della città. Anche il castello riportò danni ingenti, in particolare nella sua parte orientale: il presbiterio della chiesa di Nostra Signora fu demolito insieme alla preziosa statua in granito della Madonna con il Bambino; furono inoltre distrutti la torre principale, l'ala orientale del castello medio e parte del castello basso. L'8 marzo 1945 le truppe tedesche si ritirarono.[13]

Dal dopoguerra ai giorni nostri

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Vista notturna

Gli amministratori civili polacchi visitarono Malbork nell'aprile del 1945, subito dopo la conclusione dei combattimenti, anche se soldati tedeschi rimasero presenti nell'area fino al 1957. Verso la fine degli anni Quaranta la maggior parte dei pochi edifici medievali superstiti della città di Malbork venne demolita. Al termine di questi interventi, agli inizi degli anni Cinquanta, gli unici edifici storici rimasti erano la chiesa parrocchiale, il municipio, due ponti e una porzione delle mura cittadine.[14]

Nel giugno del 1957 il Comitato pubblico per la ricostruzione del Castello di Malbork celebrò il cinquecentesimo anniversario della liberazione di Malbork. In questo contesto, il pianterreno dell'ala orientale del castello medio venne aperto al pubblico per ospitare una locanda, progettata per soddisfare le esigenze dei visitatori intenzionati a soggiornare in città o a consumare un pasto.[14]

La celebrazione dell'anniversario fu organizzata con l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica sulla devastazione subita da Malbork negli anni precedenti. Il 7 agosto 1945 fu inoltre inaugurato nel Castello di Malbork il Museo dell'armata polacca, i cui direttori decisero di recuperare alcuni oggetti originariamente appartenenti al castello e conservati a Varsavia.[14] Il 30 novembre 1950 il castello, già riconosciuto l'anno precedente come patrimonio storico e architettonico nazionale, venne acquistato dal Ministero della Cultura e dell'Arte. Nel 1951 il Ministero trasferì la proprietà del complesso all'associazione PTTK, che lo concesse poco tempo dopo in affitto all'Istituto turistico di Sopot.[14]

Planimetria del castello

Il Castello di Malbork è suddiviso in tre parti: il castello basso, il castello medio e il castello alto. In quest'ultimo sorgeva l'imponente palazzo del proprietario, articolato su quattro piani, destinato all'Ordine Teutonico e riservato al Gran Maestro che deteneva il controllo del castello. Il cortile interno è circondato da un porticato gotico con volte triangolari.[15] La Porta d'Oro, edificata nel XIII secolo, è preceduta da un portico; la rosetta nella chiave di volta è scolpita con un'immagine di Gesù Cristo.[15]

Il castello medio ha subito numerose modifiche nel corso del tempo. Il refettorio, caratterizzato da una doppia fila di finestre e da volte a stella tardogotiche sostenute da una colonna centrale in granito, è l'ambiente più grande del complesso. Esso era suddiviso in due sezioni: una invernale e una estiva.[15] Durante la dominazione prussiana il refettorio venne trasformato in un'arena per le corse equestri.[10] Nel castello medio si trovavano inoltre le abitazioni dei soldati e del personale di servizio. Qui sorgeva anche la chiesa di Santa Maria, dietro la quale fu successivamente realizzata la cappella di Sant'Anna, che custodisce le tombe contenenti i resti di diversi Grandi Maestri.[16]

Il castello basso, costruito alcuni decenni dopo le prime due sezioni a causa dello spazio insufficiente all'interno del complesso originario, ospitava le abitazioni dei soldati, il Karwan (uno spaccio di armi di vario genere), un granaio e un deposito di armamenti.[2] Gli edifici, oggi parzialmente restaurati, accolgono anche una struttura alberghiera.[16]

Le tre sezioni del Castello di Malbork sono separate da fossati asciutti e da torri difensive. Nel tardo Medioevo il complesso arrivò a ospitare oltre 3 000 persone all'interno di un'area fortificata di circa 210 000 , una superficie più di quattro volte superiore a quella del Castello di Windsor.[1]

Il Museo del Castello di Malbork fu inaugurato il 1º gennaio 1961. La decisione di istituire il museo venne presa in seguito a un incendio verificatosi nel 1959 nei tetti delle ali occidentale e settentrionale del castello medio.[5]

Il 3 luglio 1965 il museo organizzò una mostra di oggetti in ambra nell'ala orientale del castello medio, che all'epoca si trovava ancora in fase di parziale restauro. Questo evento è ricordato come una delle giornate con il maggior numero di visitatori nella storia del Castello di Malbork.[5]

Dal 1980 nel complesso si svolgono inoltre gli spettacoli del gruppo Light and Sound (letteralmente «Luce e Suono»), che hanno acquisito una notevole popolarità in Polonia.[5]

Tra le collezioni del Castello di Malbork figurano numerose armature antiche, molte delle quali furono acquisite nel 1896 dalla raccolta del noto collezionista prussiano Theodore von Blell. Secondo gli studi, alcune di esse risalgono all'epoca romana, altre a quella celtica, mentre ulteriori esemplari provengono dall'Asia orientale, fino ad arrivare ad armature più recenti databili al XIX secolo.[13]

Un'altra sezione significativa della collezione è costituita dalle monete, raccolte dal consigliere del castello Jaquet, che riuscì a riunirne circa 10 000.[13] Tra i più notevoli esempi di scultura gotica conservati nel castello si annoverano tre altari: l'altare di Grudziądz, realizzato tra il 1370 e il 1380, l'altare di Amburgo del 1499 e l'altare di Teknit del 1504.[13] Numerosi documenti storici sono custoditi nell'archivio situato nella Torre Klesza, tra cui diverse stampe di carattere reale e governativo.[13]

La collezione archeologica è composta prevalentemente da reperti risalenti al periodo dell'Ordine Teutonico. Particolarmente interessanti sono alcune tegole finemente decorate provenienti dalla Città imperiale di Pechino, nonché alcuni mattoni attribuiti alla Grande Muraglia cinese. Una delle sale del castello, denominata Heimatmuseum, è stata infine allestita con mobili tradizionali della regione di Malbork, offrendo uno spaccato della cultura materiale locale.[13]

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Veduta dell'intero castello dall'altra sponda del fiume Nogat. Si può notare, sulla sinistra, un ponte che unisce le due sponde, e, davanti al castello, un traghetto: questo fiume è navigabile ed è servito di regolari collegamenti fluviali.

I proprietari del castello

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I proprietari del Castello di Malbork, da quando l'edificio era ancora un convento fino ai giorni nostri, sono stati complessivamente settanta. Di seguito è riportato l'elenco di tutte le persone che, nel corso della storia, hanno amministrato questo complesso.[9]

Nome Periodo Nome Periodo
1 Sibrand 1190 36 Ludwig von Erlichshausen 1450-1467
2 Gerard 1192 37 Heinrich Reuß von Plauen 1469-1470
3 Heinrich 1193-1194 38 Heinrich Reffle von Richtenberg 1470-1477
4 Ulrich 1195 39 Martin Truchseß von Wetzhausen 1477-1489
5 Heinrich 1196 40 Johann von Tiefen 1489-1497
6 Heinrich Walpot von Bassenheim 1198-1200 41 Federico di Sassonia 1497-1510
7 Otto von Kerpen 1200-1208 42 Alberto I di Prussia 1511-1525
8 Heinrich von Tunna 1208-1209 43 Walter von Cronberg 1527-1543
9 Hermann von Salza 1209-1239 44 Wolfgang Schutzbar 1543-1566
10 Corrado di Turingia 1239-1240 45 Georg Hundt von Weckheim 1566-1572
11 Gerhard von Malberg 1240-1244 46 Heinrich von Bobenhausen 1572-1590/95
12 Heinrich von Hohenlohe 1244-1249 47 Massimiliano d'Austria 1590/95-1618
13 Günther von Wüllersleben 1249-1252 48 Carlo I d'Austria 1619-1624
14 Poppo von Osterna 1252-1256 49 Johann Eustach von Westernach 1625-1627
15 Anno von Sangershausen 1256-1273 50 Johann Kaspar von Stadion 1627-1641
16 Hartmann von Heldrungen 1273-1282 51 Leopoldo Guglielmo d'Austria 1641-1662
17 Burchard von Schwanden 1282-1290 52 Carlo Giuseppe d'Asburgo 1662-1664
18 Konrad von Feuchtwangen 1291-1296 53 Johann Caspar von Ampringen 1664-1684
19 Gottfried von Hohenlohe 1297-1303 54 Luigi Antonio del Palatinato-Neuburg 1684-1694
20 Siegfried von Feuchtwangen 1303-1311 55 Francesco Luigi del Palatinato-Neuburg 1694-1732
21 Karl von Trier 1311-1324 56 Clemente Augusto di Baviera 1732-1761
22 Werner von Orseln 1324-1330 57 Carlo Alessandro di Lorena 1761-1780
23 Luther von Braunschweig 1331-1335 58 Massimiliano d'Asburgo-Lorena 1780-1801
24 Dietrich von Altenburg 1335-1341 59 Carlo d'Asburgo-Teschen 1801-1804
25 Ludolf König 1342-1345 60 Antonio Vittorio d'Asburgo-Lorena 1804-1835
26 Heinrich Dusemer 1345-1351 61 Massimiliano d'Asburgo-Este 1835-1863
27 Winrich von Kniprode 1352-1382 62 Guglielmo Francesco d'Asburgo-Teschen 1863-1894
28 Konrad Zöllner von Rothenstein 1382-1390 63 Eugenio Ferdinando Pio d'Asburgo-Teschen 1894-1923
29 Konrad von Wallenrode 1391-1393 64 Norbert Klein 1923-1933
30 Konrad von Jungingen 1393-1407 65 Paul Heider 1933-1936
31 Ulrich von Jungingen 1407-1410 66 Robert Schälzky 1936-1948
32 Heinrich von Plauen 1410-1413 67 Marian Tumler 1948-1970
33 Michael Küchmeister von Sternberg 1414-1422 68 Ildefons Pauler 1970-1988
34 Paul von Rusdorf 1422-1441 69 Arnold Othmar Wieland 1988-2000
35 Konrad von Erlichshausen 1441-1449 70 Bruno Platter 2000-oggi
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