Clemente Augusto di Baviera

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Clemente Augusto Wittelsbach
arcivescovo della Chiesa cattolica
Clemens August von Bayern - Peter Jacob Horemans.jpg
Ritratto dell'Arcivescovo Clemente Augusto Wittelsbach, (opera di Peter Jacob Horemans)
2016-09-12 ehemaliges Brauhaus in Ruthe, Schlosswappen des Fürstbischofs Clemens August von Bayern.jpg
 
Nato17 agosto 1700
Ordinato presbitero4 marzo 1725
Nominato vescovo19 maggio 1716 da papa Clemente XI
Elevato arcivescovo22 giugno 1722 da papa Innocenzo XIII
Consacrato arcivescovo9 novembre 1727 da papa Benedetto XIII
Deceduto6 febbraio 1761 a
Ehrenbreitstein (Germania)
 
Clemente Augusto Wittelsbach
Burg Meersburg April 2010 1010872-3.jpg
Ritratto del Gran Maestro Clemente Augusto Wittelsbach
Gran maestro dell'Ordine teutonico
Stemma
In carica 6 aprile 1732 –
6 febbraio 1761
Predecessore Francesco Luigi del Palatinato-Neuburg
Successore Carlo Alessandro di Lorena
Nascita Bruxelles, 17 agosto 1700
Morte Fortezza di Ehrenbreitstein, 6 febbraio 1761
Sepoltura Duomo di Colonia
Luogo di sepoltura Colonia
Casa reale Casato di Wittelsbach
Religione Cattolicesimo

Clemente Augusto Ferdinando Maria Giacinto Wittelsbach (Bruxelles, 17 agosto 1700Ehrenbreitstein, 6 febbraio 1761) fu un membro della casata dei Wittelsbach, della dinastia di Baviera e arcivescovo di Colonia dal 1723 al 1761 col titolo di principe-elettore del Sacro Romano Impero, nonché signore di Erzstifts e nunzio apostolico della Santa Sede in Germania.

Fu anche Gran Maestro dell'Ordine Teutonico e vescovo di Ratisbona, di Münster, di Osnabrück, di Paderborn e di Hildesheim.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto del Principe Clemente Augusto Wittelsbach con un Falchetto, (opera di Peter Jacob Horemans)

Clemente Augusto nacque a Bruxelles, figlio dell'elettore Massimiliano II Emanuele di Baviera e della principessa Teresa Cunegonda di Polonia, figlia del re Giovanni III Sobieski di Polonia. La sua famiglia era stata divisa durante la Guerra di Successione spagnola e fu per molti anni in arresto sotto l'Austria; solo nel 1715 la famiglia poté essere riunita. Clemente Augusto aveva nove sorelle e cinque sorellastre nate dal secondo matrimonio del padre.

Trasferitosi con la madre nel 1704 a Monaco, dal 1706 al 1712 dovette fuggire a Klagenfurt e, al termine della guerra, nel 1715 a Graz sotto il vigile controllo dell'Austria (l'operazione venne indicata col nome di Ehrenhaft). Qui egli iniziò il proprio percorso di studi frequentando il locale collegio dei Gesuiti. Clemente Augusto venne quindi avviato alla carriera ecclesiastica come del resto due dei suoi fratelli Filippo Maurizio e Giovanni Teodoro, consentendo ai Wittelsbach di mantenere ancora il controllo religioso sulla Baviera.

Presto divenne canonico a Frisinga, Ratisbona e Spira, mentre il fratello Filippo Maurizio venne avviato alla carriera nei territori tedeschi del nord-ovest. Nel 1715 prese i voti religiosi, ottenne la tonsura e venne nominato vescovo coadiutore del principe-vescovo di Ratisbona, a cui succedette nella cattedra episcopale dal 1716 al 1719. Dal 1717 al 1719 assieme al fratello Filippo Maurizio, studiò e si laureò dopo cinque anni in Teologia a Roma. Il padre, nel frattempo, strinse per lui delle proficue alleanze in Baviera che gli permisero di divenire, nel 1719, principe-vescovo di Münster e Paderborn. Nel 1722 divenne arcivescovo coadiutore del principe-arcivescovo di Colonia, succedendo allo zio Giuseppe Clemente su questa cattedra nel 1723, appena ventitreenne. Sotto il governo dello zio aveva ottenuto numerosi incarichi a Berchtesgaden, ottenendo poi il governo della diocesi di Ratisbona e il principato-prevostale di Altötting. Nel 1724 divenne principe-vescovo di Hildesheim, e nel 1728 ottenne anche la mitra episcopale di Osnabrück, venendo poi nominato gran maestro dell'Ordine Teutonico.

Una speciale dispensa gli permise di mantenere tutte queste diocesi in unione personale, anche grazie ai buoni rapporti di amicizia con il Primo Ministro dell'Impero Caspar Anton von Belderbusch, guadagnandosi il soprannome di Signore delle cinque Chiese.

Clemente Augusto, che pure si schierò con gli Asburgo durante la guerra di successione austriaca, incoronò personalmente il fratello Carlo imperatore a Francoforte sul Meno nel 1742. Alla morte di Carlo, nel 1745, Clemente Augusto si schierò nuovamente con l'Austria.

Morì alla fortezza di Ehrenbreitstein nel 1761 e venne sepolto nel Duomo di Colonia, nella Dreikönigenkapelle.

Di lui si sa che ebbe anche una figlia illegittima, Anna Maria zu Löwenfeld, mai legittimata per non rovinare la sua carriera ecclesiastica. Questa venne fatta sposare col suo cugino di primo grado, Francesco Ludovico von Holstein, figlio illegittimo dell'Imperatore Carlo VII di Baviera, fratello di Clemente Augusto.

L'apporto culturale[modifica | modifica wikitesto]

Clemente Augusto fu un mecenate delle arti; ordinò la costruzione dei Palazzi di Augustusburg e di Falkenlust a Brühl, oggi considerato patrimonio dell'umanità e tutelato dall'UNESCO e la chiesa di San Michele a Berg am Laim.

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Descrizione
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Clemente Augusto di Baviera
Principe-Prevosto di Altotting

Inquartato. Al 1° ed al 4° losangato d'azzurro e d'argento, al 2° ed al 3° di nero al leone d'oro rampante. Sul tutto allo scudo di rosso con globo dorato. Lo scudo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di nero. Le nappe, in numero di dodici, sono disposte sei per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3. Dietro allo scudo sono presenti le insegne da principe del Sacro Romano Impero.

Stemma Descrizione
Orn ext Prince-évêque SERG Toison d'or.svg
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Clemente Augusto di Baviera
Principe-Vescovo di Ratisbona, Paderborn, Heidelsheim e Osnabrück

Inquartato. Al 1° ed al 4° losangato d'azzurro e d'argento, al 2° ed al 3° di nero al leone d'oro rampante. Sul tutto allo scudo di rosso con globo dorato. Lo scudo, accollato a una croce astile patriarcale d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di verde. Le nappe, in numero di dodici, sono disposte sei per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3. Dietro allo scudo sono presenti le insegne da principe del Sacro Romano Impero.

Stemma Descrizione
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Clemente Augusto di Baviera
Principe-Arcivescovo di Colonia

Inquartato. Al 1° ed al 4° losangato d'azzurro e d'argento, al 2° ed al 3° di nero al leone d'oro rampante. Sul tutto allo scudo di rosso con globo dorato. Lo scudo, accollato a una croce astile patriarcale d'oro, posta in palo, è timbrato da un cappello con cordoni e nappe di verde. Le nappe, in numero di sedici, sono disposte otto per parte, in cinque ordini di 1, 2, 3, 5. Dietro allo scudo sono presenti le insegne da principe del Sacro Romano Impero.

Stemma Descrizione
Orn ext Grand maître de l'Ordre Teutonique.svg
Bayern-1623.png
Clemente Augusto di Baviera
Gran Maestro dell'Ordine Teutonico

Inquartato. Al 1° ed al 4° losangato d'azzurro e d'argento, al 2° ed al 3° di nero al leone d'oro rampante. Sul tutto allo scudo di rosso con globo dorato. Lo scudo è timbrato da un cappello di nero con cordoni e nappe di bianco. Le nappe, in numero di dodici, sono disposte sei per parte, in tre ordini di 1, 2, 3. Dietro allo scudo sono presenti una spada ed un pastorale.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine al Merito di San Michele - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine al Merito di San Michele
Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Teutonico - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Teutonico

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Frank Günter Zehnder, Werner Schäfer (Hg.): Der Riss im Himmel. Clemens August und seine Epoche. (Clemente Augusto e la sua epoca) Bonn-Brühl-Köln-Jülich-Miel 2000. ISBN 3-7701-5001-5
  • Georg Bönisch: Der Sonnenfürst: Karriere und Krise des Clemens August, Köln 1979. ISBN 3-7743-0172-7 (biografia di Clemente Augusto di Baviera)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN65554461 · ISNI (EN0000 0001 2137 0412 · Europeana agent/base/147030 · LCCN (ENn88083527 · GND (DE118634224 · BNF (FRcb145481280 (data) · ULAN (EN500440257 · CERL cnp00396928 · WorldCat Identities (ENlccn-n88083527