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Karl Friedrich Schinkel

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Karl Friedrich Schinkel

Karl Friedrich Schinkel (Neuruppin, 13 marzo 1781Berlino, 9 ottobre 1841) è stato un architetto ed un pittore prussiano.

Fu uno dei maggiori architetti del neoclassicismo tedesco, pur facendo convivere nella propria formazione influssi romantici e idealisti ed essendo stato tra i primi in Germania a promuovere la rivalorizzazione delle forme gotiche in architettura (neogotico).

Come regio architetto capo, con gusto sobrio e classicheggiante, influenzò profondamente lo stile architettonico ufficiale della Prussia, realizzando prestigiosi monumenti che diedero un nuovo assetto architettonico al centro della capitale Berlino.

Ritratto del giovane Schinkel di Johann Carl Rößler

Gioventù, istruzione e studi

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Karl Friedrich nacque a Neuruppin, secondogenito di Johann Cuno Christoph e Dorothea Schinkel, nata Rose (1749–1800). Suo padre era arcidiacono e sovrintendente delle chiese e delle scuole del distretto di Neuruppin: in questo modo, Schinkel trascorse i suoi primi anni di vita in una canonica protestante fino all'età di sei anni, quando perse il padre, stroncato da una polmonite contratta mentre combatteva un devastante incendio a Neuruppin. Successivamente, la famiglia si trasferì nella Casa della Vedova del Predicatore.

Nel 1794 la famiglia si trasferì a Berlino, dove Schinkel fu studente al Berlinisches Gymnasium zum Graues Kloster. Era musicalmente e artisticamente dotato, ma per il resto i suoi successi accademici non sono degni di nota. A quel tempo a Berlino il giovane Friedrich Gilly era considerato l'astro emergente tra gli architetti tedeschi, per merito soprattutto del suo progetto di monumento per Federico il Grande. Dopo aver visitato una mostra dedicata ai disegni architettonici di Friedrich Gilly, Karl Friedrich Schinkel maturò con chiarezza la propria aspirazione professionale: desiderava intraprendere la carriera di architetto e, con questo obiettivo, iniziò a dedicarsi con impegno al disegno sin dalla giovane età. Nel 1798 Schinkel lasciò il Gymnasium e divenne studente e amico intimo di Friedrich Gilly e del padre David; dal 1798, in seguito, ne frequentò la scuola di architettura e la società privata di giovani architetti, gravitante propro intorno a Gilly.[1] Nel 1799 superò l'esame di geometra presso il Dipartimento supremo dell'edilizia [2] e si iscrisse anche come studente alla neonata Accademia edile di Berlino, dove completò un breve corso di studi di un semestre nel 1799/1800. La formazione presso l'Accademia edile era fortemente improntata alla pratica: le lezioni si svolgevano durante i mesi invernali, mentre il periodo estivo era dedicato al lavoro nei cantieri. Schinkel arricchì ulteriormente il proprio percorso formativo seguendo anche corsi presso l'Accademia di belle arti. Nel 1800, il suo nome non compare più nei registri accademici, anno in cui si segnala anche la morte della madre. Fu tra i primi candidati a superare gli esami professionali per il servizio civile, ottenendo il titolo di direttore dei lavori o ispettore di cantiere.[3][4]

Dopo la morte prematura di Friedrich Gilly, avvenuta il 3 agosto 1800, Schinkel continuò i suoi progetti edilizi sotto la direzione di David Gilly, tra cui si segnala il neoclassico Palazzo Owińska. Sul Pfingstberg a Potsdam progettò il Tempio di Pomona, il suo primo edificio ad essere completato. Altre opere giovanili di Schinkel furono realizzate a partire dal 1800 nella fattoria Bärwinkel[5] nell'Oderbruch e fino al 1803 durante la ricostruzione del vicino villaggio di Quilitz (ora Neuhardenberg) in seguito a un devastante incendio.[6]

Esordi progettuali

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Dipinto di Karl Friedrich Schinkel Città medievale sul fiume 1815, Galleria Nazionale di Berlino

Schinkel intraprese il suo primo viaggio in Italia nel 1803: questo grand tour, immortalato in copiosi schizzi, diari, e lettere, sarebbe stato fondamentale per la sua maturazione artistica e architettonica. Numerosi disegni di paesaggi e acquerelli prevalgono sulle pure trascrizioni architettoniche, a tal punto che, a quel tempo, Joseph Anton Koch e altri pittori lo consideravano più un paesaggista che un architetto. Il ruolo centrale della pittura nell’opera di Schinkel è attestato dal fatto che, anche con l’aumentare delle sue responsabilità in ambito architettonico, continuò a coltivare con costanza tale disciplina. In generale, nel corso di tutta la sua vicenda artistica, pittura e architettura risultano inscindibili nel suo percorso artistico e progettuale: nei suoi quadri si riconosce l'architetto, e nei suoi edifici il pittore.[7]

Durante il suo grand tour italiano effettuò soggiorni di lunga durata a Dresda, Praga e Vienna, così come a Trieste e in altre città adriatiche. Dopo tappe a Venezia, Padova, Ferrara, Bologna, Firenze e Siena, raggiunse infine Roma, dove incontrò Wilhelm von Humboldt e vi si legò in profonda amicizia. Nell'aprile del 1804 si recò a Napoli e scalò il Vesuvio, per poi trascorrere tre mesi in Sicilia, dove anche realizzò numerosi disegni e schizzi. Il suo viaggio di ritorno lo condusse a Parigi, passando per Pisa, Livorno, Genova, Milano, Torino e Lione, dove arrivò nel dicembre 1804 e, tra le altre cose, esaminò le opere d'arte saccheggiate da Napoleone Bonaparte al Musée Napoleon. Nel 1805, Schinkel tornò infine a Berlino passando per Strasburgo, Francoforte sul Meno e Weimar.

Dopo la sconfitta prussiana alla battaglia di Jena, l'attività edilizia in Prussia conobbe una brusca battuta di arresto. Schinkel, dotato come già accennato non solo di talento architettonico ma anche di spiccate capacità pittoriche, dedicò così progressivamente il proprio tempo libero alla pittura: l’architettura, in ogni caso, continuò a influenzare profondamente la fisionomia delle sue opere pittoriche, spesso incentrate su paesaggi urbani utopici e ideali. Tra il 1807 e il 1815 realizzò così numerosi diorami per Wilhelm Ernst Gropius (1765–1852), gestore di un caffè situato nei pressi della sua abitazione. Nel 1807, durante l’occupazione francese di Berlino, Schinkel presentò i suoi primi panorami, tra cui quelli raffiguranti Costantinopoli e Gerusalemme; particolare successo riscosse nel 1808 il Panorama di Palermo, che fu accolto con grande entusiasmo.

Il 17 agosto 1809 Schinkel si unì in matrimonio con Susanne Berger, figlia di un commerciante di vini di Stettino. Le nozze, celebrate nella chiesa di San Giacomo, furono coronate dalla nascita di quattro figli: Marie (* 1810), Susanne (* 1811), Karl Raphael (* 1813) ed Elisabeth (* 1822).

Dal 1810 al 1814

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Susanne Schinkel con la figlia Elisabeth, intorno al 1825

Grazie all'intercessione di Wilhelm von Humboldt, nel 1810 Schinkel ottenne un incarico ufficiale, inizialmente come capo dipartimento per le questioni artistiche e poi come perito edile presso la Suprema Deputazione Edile di Berlino (Oberbaudeputation). In questa veste fu incaricato, tra l'altro, dell'arredamento interno delle stanze della regina Luisa nel Castello di Berlino. Nello stesso periodo fu nominato membro dell'Accademia delle Arti di Berlino; nel dicembre dello stesso anno presentò invece al pubblico il dipinto panoramico L'incendio di Mosca, ispirato all’evento occorso pochi mesi prima. Il 13 marzo 1813, gli fu chiesto di progettare la Croce di Ferro sulla base di uno schizzo del re.[8] Nel 1814, per celebrare il ritorno della Quadriga di Johann Gottfried Schadow sulla Porta di Brandeburgo - sottratta dalle truppe napoleoniche e portata a Parigi - Schinkel sostituì il precedente trofeo con una Croce di Ferro ornata da foglie di quercia e sormontata da un'aquila, simbolo della vittoria prussiana. Nello stesso anno si trasferì in Friedrichstrasse e partecipò alla mostra dell’Accademia esponendo i dipinti a olio Castello sul lago e Balcone con vista in lontananza. In occasione delle festività natalizie, realizzò due vedute panoramiche dell'isola d'Elba, teatro del primo esilio di Napoleone.

Dopo la morte di Paul Ludwig Simon nel 1815, Schinkel fu nominato Ispettore Privato Superiore dei Lavori Edili, incarico che gli consentì di dedicarsi pienamente alla sua vera vocazione: l'architettura. In tale ruolo, non fu soltanto protagonista della trasformazione urbanistica e simbolica di Berlino in una capitale degna del regno prussiano, ma assunse anche la responsabilità di numerosi progetti distribuiti su tutto il territorio dello Stato, dalla Renania occidentale fino a Königsberg verso est. In questo modo contribuì - malgrado il contesto post-napoleonico, penalizzato da risorse finanziarie limitate - a definire un linguaggio architettonico ispirato a un sobrio classicismo ma, al contempo, moderno e rappresentativo per la monarchia prussiana.

(tedesco)
«Europäische Baukunst [ist] gleichbedeutend mit griechischer Baukunst in ihrer Fortsetzung. Keine Maskerade – das Nothwendige der Construction schön zu gestalten ist Grundsatz Griechischer Architektur und muß Grundsatz bleiben für deren Fortsetzung.»
(italiano)
«L'architettura europea [è] sinonimo di architettura greca nella sua continuazione. Nessuna mascherata: rendere bella la necessità della costruzione è un principio fondamentale dell'architettura greca e deve rimanere un principio fondamentale per la sua continuazione.»
Neue Wache, oggi Memoriale Centrale per le Vittime della Guerra e della Tirannia

Dal 1815 al 1820

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Scala dell'Altes Museum, disegno di Schinkel, 1829

A partire dal 1815 Schinkel realizzò alcune tra le più significative architetture statali del suo tempo, tra cui la Neue Wache (Nuova Guardia), lo Schauspielhaus e l'Altes Museum, affiancando all’attività progettuale quella di perito per conto dell’amministrazione. In quegli anni intraprese anche viaggi culturali, tra cui una visita a Weimar in compagnia della moglie Susanne e della figlia Marie, durante la quale incontrò Johann Wolfgang von Goethe.

Particolarmente significativa fu l’esperienza al Duomo di Colonia, che Schinkel aveva visitato nel 1816, descrivendolo come un “torso in rovina”. L’impatto visivo e simbolico dell’edificio fu tale da indurlo a impegnarsi attivamente per la conservazione di quanto rimaneva della cattedrale. L’influenza della pittura sul suo approccio architettonico risulta evidente nel progetto per l’area circostante il Duomo: esso si ispirava direttamente a un dipinto da lui realizzato tre anni prima, a conferma della profonda integrazione tra visione pittorica e concezione spaziale nel corso della sua opera. Negli anni successivi, Schinkel si fece promotore di una più ampia sensibilizzazione al valore del patrimonio storico, opponendosi al degrado e alla demolizione di edifici di rilevanza culturale e facendo redigere inventari sistematici dei monumenti esistenti.[10]

Il Teatro Nazionale Reale sulla Gendarmenmarkt di Berlino, costruito da Carl Gotthard Langhans, fu quasi completamente distrutto da un incendio il 29 luglio 1817. Suo figlio, l'architetto Carl Ferdinand Langhans, presentò progetti per la sua ricostruzione, ma questi furono respinti; a partire dal 1818, infatti, l'edificio fu ricostruito secondo le ideazioni di Schinkel. Durante la fase di costruzione, Schinkel collaborò a stretto contatto con Carl von Brühl, direttore artistico dei teatri reali di Berlino. Nel maggio 1821 lo Schauspielhaus fu così inaugurato con Ifigenia in Tauride di Johann Wolfgang von Goethe.

(tedesco)
«Herr Geheimer Rath Schinkel machte mich mit den Absichten seines neuen Theaterbaues bekannt, und wies zugleich unschätzbare landschaftliche Federzeichnungen vor, die er auf einer Reise in Tyrol gewonnen hatte. Die Herren Tieck und Rauch modellirten meine Büste, ersterer zugleich ein Profil von Freund Knebel. Eine lebhafte, ja leidenschaftliche Kunstunterhaltung ergab sich dabei, und ich durfte diese Tage unter die schönsten des Jahres rechnen. […] Die Freunde begaben sich nach Weimar, wohin ich ihnen folgte, und die angenehmsten Stunden wiederholt genoß. Es hatte sich in den wenigen Tagen so viel Productives, Anlage und Ausführung, Plane und Vorbereitung, Belehrendes und Ergötzliches zusammengedrängt, daß die Erinnerung daran immer wieder neu belebend sich erweisen mußte.»
(italiano)
«Il consigliere segreto Schinkel mi ha illustrato i progetti per la sua nuova costruzione teatrale e mi ha mostrato alcuni preziosissimi disegni a penna di paesaggi che aveva realizzato durante un viaggio in Tirolo. I signori Tieck e Rauch hanno modellato il mio busto e il primo ha realizzato anche un profilo dell'amico Knebel. Ne è scaturita una vivace, anzi appassionata conversazione sull'arte e ho potuto annoverare questi giorni tra i più belli dell'anno. […] Gli amici si recarono a Weimar, dove li seguii, e dove trascorsi ancora una volta ore piacevolissime. In quei pochi giorni si erano concentrati così tanti aspetti produttivi, progetti e realizzazioni, piani e preparativi, insegnamenti e divertimenti, che il ricordo di essi non poteva che rivelarsi sempre nuovo e vivificante»

Successivamente, Schinkel fu nominato professore di architettura e membro del senato dell'Accademia delle Arti di Berlino. Tuttavia, non svolse attività didattica in senso stretto: non tenne corsi regolari, limitandosi a presiedere esami e a partecipare alle giurie per l’assegnazione dei premi accademici.

Tra il 1819 e il 1840, Schinkel pubblicò 28 volumi della sua raccolta di progetti architettonici, comprendenti complessivamente 174 tavole incise su rame in grande formato. All'interno di questi volumi figurano anche i disegni concepiti per quello che venne definito il suo manuale di architettura. Contrariamente a quanto suggerito da alcune interpretazioni postume del suo lascito, Schinkel non intese mai redigere un trattato sistematico e rigidamente strutturato: al contrario, il suo approccio si distingueva per la capacità di rispondere in modo dinamico, contestuale e flessibile alle esigenze di ciascun nuovo progetto architettonico.[12]

Pannello fotografico 1 dei Vorbilder für Fabrikanten und Handwerker

Dal 1821 al 1827

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Nel 1821, Schinkel trascorse l'estate con la sua famiglia a Stettino, dove rimase per cinque settimane, visitando anche l'isola di Rügen per un breve soggiorno. A partire dal 1822 e fino al 1837, in collaborazione con Christian Peter Wilhelm Beuth, pubblicò la raccolta Modelli per produttori e artigiani (Vorbilder für Fabrikanten und Handwerker), prendendo ispirazione dal libro Die Baukunst nach den prinzipen der Alten (Tafeln) - una serie di cinquanta tavole incise pubblicate nel 1809 dall’archeologo e storico dell’arte Aloys Hirt. L’opera di Schinkel e Beuth, concepita come una vasta raccolta di incisioni su rame in grande formato, aveva lo scopo di offrire un repertorio di forme e modelli – per lo più tratti dall'antichità – destinato alle scuole professionali, agli artigiani e ai produttori. Essa mirava a fornire una guida estetica volta a coniugare utilità e bellezza negli oggetti della vita quotidiana, contribuendo così alla diffusione di un gusto classico nell’ambito della produzione artigianale e industriale e sostenendo, nel contempo, lo sviluppo dell’industria nascente in Prussia.[13] In questo stesso periodo, Schinkel si stabilì nella sua nuova residenza situata in Unter den Linden 4a.

Nel 1824 Schinkel intraprese un secondo viaggio in Italia della durata di un mese, con l’obiettivo di approfondire le modalità di allestimento delle opere d’arte nei musei italiani. L’incarico gli era stato affidato dal ministro Karl vom Stein zum Altenstein, che lo aveva delegato a collegare direttamente l’esperienza del viaggio con la progettazione dei musei e lo sviluppo delle collezioni a Berlino.[14] Durante il viaggio di andata e ritorno ci furono numerose soste per ulteriori visite: Durante il viaggio, sia all’andata che al ritorno, Schinkel effettuò numerose soste per visite approfondite.[15] Questa volta, i suoi compagni di viaggio furono lo storico dell’arte Gustav Friedrich Waagen, il consigliere finanziario senior August Kerll (1782–1855) e il medaglista di corte Henri-François Brandt (1789–1845). Sulla via del ritorno fece inoltre tappa a Weimar per recare nuovamente visita a Johann Wolfgang von Goethe.

Nel 1825 realizzò il suo ultimo grande dipinto, Veduta della Grecia in fiore, che fu donato dalla figlia minore del re, la principessa Luisa, come regalo di nozze al principe Federico dei Paesi Bassi. Nel 1826 Schinkel avviò i progetti per importanti opere architettoniche, tra cui il castello di Charlottenhof, la chiesa di San Nicola a Potsdam e il municipio di Kolberg nel 1826. Nello stesso anno intraprese un viaggio di diversi mesi attraverso Francia, Inghilterra e Scozia insieme all’amico Peter Beuth, noto promotore dell’industrializzazione prussiana, con l’intento di studiarne l’architettura e l’ingegneria all’avanguardia. Le sue impressioni di questo viaggio furono documentate in modo dettagliato attraverso diari, lettere e schizzi.

Nel 1827 scrisse l'articolo Schinkel (Karl Friedrich) per la settima edizione dell'Enciclopedia Brockhaus. È l'unico testo autobiografico a lui attribuito.[16][17]

Dal 1828 al 1838

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La chiesa di San Nicola di Potsdam del 1837, con la cupola completata nel 1850 dagli studenti di Schinkel Ludwig Persius e Friedrich August Stüler

La notte di Capodanno del 1828, Schinkel partecipò a una festa al palazzo del principe Carlo di Prussia, evento a cui prese parte anche il re. Dalla fine di luglio al settembre del 1830, Schinkel e la sua famiglia intrapresero un viaggio che li portò attraverso la Svizzera fino a Milano e Venezia. Nel settembre dello stesso anno fu posata la prima pietra della chiesa di San Nicola a Potsdam.

Il 16 dicembre 1830 Schinkel fu promosso a direttore capo segreto degli edifici e capo della Suprema Deputazione Edile, succedendo a Johann Albert Eytelwein. Tale organismo, incaricato della supervisione di tutti i progetti edilizi dello Stato prussiano, valutava gli interventi sotto i profili economico, funzionale ed estetico. In questa veste, Schinkel si riservò il diritto di rivedere tutti i suoi progetti, contribuendo così a un’ottimizzazione stilistica degli edifici pubblici in tutta la Prussia, e diffondendo quello che sarebbe divenuto noto come lo “stile Schinkel”.

Sovraccaricato di lavoro e con la salute in declino, nel 1831 si recò per la prima volta a Marienbad, dando inizio a una serie di soggiorni termali.

Nel 1834, Schinkel presentò una proposta per un palazzo sull'Acropoli di Atene, corredata da ampi progetti e disegni. Nell'estate del 1835, insieme alla moglie Susanne, intraprese un viaggio d'affari fino a Rügen, dove soggiornarono nel faro di Capo Arkona.

Nel 1838 fu nominato direttore capo degli edifici, raggiungendo l’apice della sua carriera come architetto di corte.[18] In quello stesso anno progettò il palazzo di Orianda in Crimea, mai realizzato. Sempre nel 1838, Franz Kugler pubblicò la prima monografia dedicata a Schinkel. A settembre, Schinkel predispose la relazione finale sulla costruzione della cattedrale di Colonia. Infine, il 18 ottobre, giorno del compleanno del principe ereditario, fu posta la prima pietra del palazzo di Kamenz.

Malattia e morte

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Nonostante la salute precaria che soffriva dalla fine degli anni Trenta dell'Ottocento, Schinkel riuscì a malapena a contenere il suo considerevole carico di lavoro. In una lettera indirizzata nel 1839 alla principessa Marianna, egli stesso riferì delle sue condizioni di salute debilitanti. Durante un viaggio in treno verso Potsdam nella primavera del 1840, fu colpito da paralisi alla mano destra. Nel luglio dello stesso anno, mentre si trovava a Bad Gastein per un trattamento termale, rimase profondamente turbato dal progressivo peggioramento del suo senso dell’olfatto, che culminò nella sua completa perdita.

Nel 1840 non fu invitato alle celebrazioni per l'incoronazione di Federico Guglielmo IV di Prussia, che egli interpretò come un affronto personale.[19] A Berlino, Schinkel probabilmente subì diversi ictus nel settembre del 1840, che provocarono emiplegia al lato destro del corpo, oltre a compromettere la vista e della parola. Dopo un anno di malattia, morì nella sua residenza ufficiale presso l'Accademia di architettura di Berlino. L'autopsia individuò come causa dell'ictus una grave arteriosclerosi.

Con profonda commozione e ammirazione da parte del popolo berlinese, Schinkel fu sepolto il 9 ottobre 1841 nel cimitero di Friedrichswerder, di fronte alla porta di Oranienburg.[20]

I resti di Schinkel furono inizialmente sepolti in modo provvisorio e, un anno e mezzo dopo, il 22 aprile 1843 "dai suoi parenti e amici intimi in una cerimonia silenziosa"[21] in una nuova tomba nel cimitero di Dorotheenstadt a Berlino (Dipartimento CAL G1). Il complesso funerario, dal carattere spiccatamente rappresentativo, fu progettato dall'amico di Schinkel Peter Beuth nel novembre 1841, con l'intento di riflettere gli ideali estetici dell'architetto: "Un monumento funebre per Schinkel doveva essere semplice come lui, duraturo come la sua fama; doveva essere scelto tra i suoi progetti." Gli elaborati del progetto furono eseguiti da Gustav Stier, allievo e successivo collaboratore di Schinkel. Il modello per la stele funeraria centrale si ispirava alla tomba del tutore di Schinkel Sigismund Friedrich Hermbstaedt, anch'essa situata nel medesimo cimitero e progettata dallo stesso Schinkel nel 1833.

Tomba di Schinkel nel cimitero di Dorotheenstadt a Berlino (2004, prima della ristrutturazione del 2011)

La stele funeraria, realizzata in un monolite di granito levigato di colore rosso chiaro, presenta sulla parte anteriore un ritratto rotondo in rilievo in bronzo di Schinkel, opera dello scultore August Kiß, sotto il quale sono incisi nome e date di vita del defunto. Kiß realizzò anche la corona in bronzo fuso posta in cima alla stele, con un acroterio a forma di palmetta decorato da un genio maschile e da una Vittoria coronata. Sul retro della stele – separate da tre rosette in bronzo disegnate da Schinkel – sono incise la dedica «Gewidmet von seinen Freunden» (Dedicato dai suoi amici) e l' epitaffio, che risale a un adattamento contemporaneo dell'Antigone del professore di liceo di Altenburg Friedrich August Christian Mörlin (1775–1806):

(tedesco)
«Was vom Himmel stammt / Was uns zum Himmel / erhebet / Ist für den Tod zu groß / Ist für die Erde zu rein»
(italiano)
«Ciò che viene dal cielo / Ciò che al cielo / ci solleva / È troppo grande per la morte / È troppo puro per la terra»

Peter Beuth concepì la tomba di Schinkel come "luogo di pellegrinaggio per gli artisti della posterità". Il progetto, corredato da descrizioni e illustrazioni rimane una delle attrazioni più significative del cimitero di Dorotheenstadt, rinomato per le sepolture di numerose personalità illustri.

Solo in un secondo momento si scoprì che nel medesimo complesso funerario erano sepolte anche la moglie di Schinkel, Susanne, e due delle sue figlie, Marie e Susanne. Tale circostanza venne resa nota al pubblico durante il restauro della tomba avvenuto nel 2011, occasione in cui fu posta un’ulteriore lapide commemorativa.

Patrimonio e lascito

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Nel 1842, Federico Guglielmo IV di Prussia acquistò il patrimonio artistico di Schinkel per trasformarlo in un museo. Su sua iniziativa fu istituito il primo Museo Schinkel, allestito nell’appartamento dell’architetto situato al secondo piano dell’Accademia di Belle Arti di Berlino. Questo museo, attivo dal 1844 al 1873, è considerato il precursore delle successive istituzioni museali dedicate all’arte.

Oggi la chiesa di Friedrichswerder, progettata dallo stesso architetto, è conosciuta come Museo Schinkel e ospita, tra le varie esposizioni, una mostra dedicata alla sua vita e le sue opere. L’influenza esercitata da Schinkel in Prussia si consolidò anche attraverso i suoi celebri allievi, Ludwig Persius e Friedrich August Stüler, dando origine a una tradizione progettuale nota come la «Scuola di Schinkel».

Produzione architettonica e artistica

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Monumento a Schinkel a Neuruppin di Max Wiese (1883)

Il clima culturale che caratterizza il dibattito architettonico tedesco nella fase conclusiva del XVIII secolo è segnato da una reazione critica nei confronti delle mode dominanti della metà del Settecento, in particolare quelle francesi e inglesi, nonché da un rifiuto delle esperienze più enfatiche del Barocco tedesco. Emergono così nuovi ideali fondati sulla dignità, sulla sobrietà e sulla semplicità formale, articolati secondo due direttrici principali. Da un lato, si afferma un ritorno al modello dell’antichità classica greca, fortemente influenzato dal pensiero di Johann Joachim Winckelmann e dalla sua opera Storia dell'arte nell'antichità, che pone le basi per un’estetica di «nobile semplicità e quieta grandezza». Dall’altro lato, il Romanticismo - in particolare nella declinazione dello Sturm und Drang - alimenta una rinnovata attenzione verso la tradizione architettonica tedesca, con una rivalutazione del Gotico come espressione autentica dello spirito nazionale.

In Prussia, così, l’architettura assume una funzione simbolica legata alla costruzione di un’identità statale. In questo contesto culturale e ideologico complesso, l’opera di Karl Friedrich Schinkel si configura come un esempio paradigmatico di sintesi tra tradizione e innovazione. Il suo approccio progettuale non si limita a un semplice recupero dell’antico come repertorio formale, ma si fonda su un’attenta operazione critica di selezione e reinterpretazione: Schinkel estrae dal corpo dell'antico una radice moderna, individuando nell’eredità classica (e più in generale nella storia dell’architettura) quegli elementi capaci di essere rifunzionalizzati in chiave contemporanea, ovvero tradotti in soluzioni coerenti con le esigenze costruttive, simboliche e rappresentative della propria epoca.

Schauspielhaus a Berlino
Altes Museum di Berlino
Bauakademie di Berlino (dipinto di Eduard Gaertner eseguito nel 1868)

Schinkel e i suoi contemporanei trassero grande ispirazione anche dalle Antichità di Atene degli architetti James Stuart e Nicholas Revett, pubblicate nel 1762: forma, massa, dettagli e l'uso di elementi antichi erano così elementi linguistici da manipolare con rigore, non dipendono più così esclusivamente dal talento e dall'estro dell'architetto. Ad esempio, mentre la colonna dorica della Porta di Brandeburgo di Carl Gotthard Langhans del 1788 poggia ancora su una base, Schinkel la omise nella Neue Wache, dando così prova di un conoscenza approfondita dell'Antico.

Le sue opere più celebri si trovano a Berlino e Potsdam. Tra queste, vi sono lo Schauspielhaus (1819–1821) sulla Gendarmenmarkt, che sostituì un teatro più antico distrutto da un incendio nel 1817, e l'Altes Museum, il primo museo pubblico di Berlino, che completò lo sviluppo urbano del Lustgarten di fronte al Palazzo Reale.

Nel 1821 progettò la Berliner Singakademie, ma il progetto, benché approvato, fu scartato a causa degli elevati costi di costruzione. Già nel 1812, Schinkel, che era amico del direttore della Sing-Akademie Carl Friedrich Zelter, progettò una sala da concerto presso la Royal Academy of Arts, che tuttavia non fu mai realizzata. A Marienwerder, nella Prussia occidentale, il suo collega Salomo Sachs, in qualità di ispettore edile del governo reale, supervisionò la costruzione di chiese basate sui suoi progetti dal 1816 al 1820.

Nel 1825, Schinkel progettò invece il palazzo per conto del re Federico Guglielmo III. in seguito chiamata Chiesa Normale di Schinkel, che servì da modello per la sua prima chiesa, la Chiesa di San Nicola nella Neue Neustadt di Magdeburgo, completata un anno prima. Il semplice edificio neoclassico con archi a tutto sesto fu eretto in villaggi come Lütte e piccole città prussiane per risparmiare sui costi. Tra il 1827 e il 1828, progettò uno dei primi grandi magazzini per una sede in Unter den Linden, che, come molte delle sue grandi idee, non fu mai realizzato.

Uno degli edifici più innovativi di Schinkel è il Gewerbeinstitut Berlin (1829) in Klosterstraße, costruito con Peter Beuth e caratterizzato da una struttura semplice con ampie finestrature.[22] Ancora più influente fu la Bauakademie (1832-1836), con la sua facciata in mattoni di clinker e pannelli artistici in rilievo in terracotta, un'opera pioneristica che con la sua modularità e la sua semplicità funzionale anticipò i principi formali del Deutscher Werkbund e del Bauhaus. Questi due edifici cristallizzano felicemente il tecnicismo schinkeliano e la sua capacità di creare un linguaggio formale innovativo e funzionale.[23]

Castello di Ehrenburg a Coburgo del 1810
Monumento commemorativo di Schinkel sulla ricostruita Schinkelplatz a Berlino, dietro la chiesa di Friedrichswerder progettata da Schinkel

Mentre nel rococò e nel barocco inglese si trovavano già sporadiche imitazioni dello stile gotico, un recupero consapevole del patrimonio medievale gotico si affermò con forza solo con il Romanticismo all'inizio del XIX secolo. Questa nuova tendenza guardava al Medioevo come a un'epoca ideale in cui esisteva un legame più autentico tra uomo, natura e spiritualità, oltre che una società più semplice e armoniosa, animata da valori genuini come il coraggio, la fede, la comunità e l’arte artigianale. Questo periodo di mistero, magia e libertà, in questo modo, si distanziava in maniera significativa dalla razionalità fredda, dalla meccanizzazione e dalla spersonalizzazione della vita moderna.

Lateralmente ai suoi edifici neoclassici, Schinkel coltivò con anche il linguaggio formale gotico, anticipando così lo storicismo e l'eclettismo. Da giovane, percepì un legame profondo tra il gotico e la natura intesa come simbolo di libertà: l’architettura gotica era vista come libera e indisciplinata, proprio come la natura, che sfugge al controllo sociale.[24] Paesaggi e forme naturali venivano idealizzati come forme architettoniche gotiche, incarnando criteri naturali.[25] Di grande rilevanza, in tal senso, fu la riscoperta operata dal movimento Sturm und Drang dell'architettura storica tedesca, e in particolare delle cattedrali gotiche, che irradiarono sempre un profondo simbolismo nell'immaginario di Schinkel:

«L'edificazione di questo monumento [il progetto di una Cattedrale per la Prussia] dovrebbe divenire il punto focale di tutte le più elevate espressioni e attività artistiche del paese, tutti i migliori artisti dovrebbero essere coinvolti e l'assoluta perfezione dell'esecuzione sarebbe, col trascorrere del tempo necessario, una scuola pratica e così benefica, che il vero spirito degli artisti e delle maestranze ne rinascerebbe.»
«Nell'ottica di un mai esaurito pathos medievalista [...] Schinkel mostra di considerare il gotico lo "stile tedesco", ma al tempo stesso una materia progettuale disponibile ad elaborazioni ed interventi ulteriori. Non un reperto storico, dunque, bensì qualcosa di intensamente vitale; così come vitale, oltreché storico e religioso, doveva essere il significato della sua cattedrale, vero epicentro di integrazione culturale e sociale sul modello medievale»

Se per Schinkel il gotico rappresentava la libertà soggettiva, il neoclassicismo incarnava al contrario una necessità oggettiva e un senso del dovere categorico, più funzionale e rigoroso. I due linguaggi progettuali si configuravano come espressione di ideali formali e morali distinti, ma reciprocamente legittimi. Lungi dall’essere concepiti come sistemi chiusi o mutuamente esclusivi, tali codici potevano così coesistere e, in alcuni casi, confluire in modalità inedite, dando luogo a processi di osmosi stilistica e concettuale capaci di generare esiti progettuali ibridi, complessi e stratificati: «Il gotico ha in comune con il greco tutto, fuorché lo stile», avrebbe poi detto lo stesso Schinkel.[26]

(tedesco)
«Die Verzierung der Goten dient einer frei wirkenden Idee, die der Antike einem Erfahrungsbegriff. Beide wollen charakterisieren, aber die eine charakterisiert nur die auf eine psychische Nützlichkeit gehende Zweckmäßigkeit, die andere hat den Zweck, eine freie Idee zu charakterisieren»
(italiano)
«La decorazione dei Goti serve a un'idea libera, quella dell'antichità a un concetto empirico. Entrambe vogliono caratterizzare, ma l'una caratterizza solo l'utilità finalizzata a un'utilità psichica, l'altra ha lo scopo di caratterizzare un'idea libera.»

Il castello di Ehrenburg a Coburgo fu uno dei suoi primi progetti di ispirazione gotica, risalente al 1810. Nel 1818, progettò inoltre il monumento ai caduti in stile neogotico in ghisa per il quartiere berlinese di Kreuzberg. Nel 1821, Schinkel realizzò tre diversi progetti per la chiesa di Friedrichswerder: una versione classica, una gotica e una rinascimentale. Fu infine approvata la versione gotica, nella quale Schinkel stabilì l’uso delle forme gotiche abbinate a una facciata in mattoni di clinker non intonacati, caratteristica che rende questo edificio il secondo esempio di chiesa sacra in mattoni a vista dal Medioevo.

Nel Meclemburgo, i progetti di Schinkel per la chiesa di Friedrichswerder servirono come modello diretto per la ricostruzione neogotica della chiesa del monastero di Dobbertin, avviata nel 1828 sotto la guida del capomastro di Schwerin Georg Adolf Demmler, che era stato allievo di Karl Friedrich Schinkel.

Sperimentazioni progettuali

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Sala ricevimenti dell'Acropoli
Terrazza del palazzo Orianda in Crimea

L'importanza di Karl Friedrich Schinkel non risiede soltanto nei progetti architettonici effettivamente realizzati, ma anche nelle sue opere teoriche e nei progetti mai eseguiti, che hanno avuto una grande influenza sulla cultura architettonica del suo tempo e successivamente. Tra questi, particolarmente significativi sono i suoi disegni per la trasformazione dell’Acropoli di Atene in un palazzo reale e per la costruzione del Palazzo di Orianda per la famiglia zarista russa in Crimea. Questi progetti furono pubblicati nella sua raccolta di progetti architettonici tra il 1820 e il 1837, e nelle sue opere di architettura superiore negli anni 1840-1842 e 1845-1846.

I progetti di Schinkel per il palazzo reale sull’Acropoli, commissionati nel 1834 dal principe ereditario prussiano per il re Ottone I di Grecia, prevedevano la completa trasformazione della collina in un complesso palaziale monumentale. Le rovine del Partenone, dei Propilei, dell’Eretteo e del Tempio di Atena Nike dovevano essere integrate in modo decorativo nei giardini, creando un’unione tra l’antichità classica e l’architettura moderna del palazzo. Tuttavia, queste proposte suscitarono molte critiche, in particolare da parte dell’architetto e storico Leo von Klenze, che difese la tutela dei monumenti antichi, definendo i progetti di Schinkel “Sogni di una notte di mezza estate”. L’Acropoli venne così dichiarata dominio esclusivo degli archeologi, impedendo la realizzazione del progetto.[28]

(tedesco)
«Diese Aufgabe, welche eine Menge perspektivischer und architektonischer Zeichnungen forderte […] hätte mir noch mehr Genuss gewährt, wäre sie in eine ganz gesunde Periode meines Lebens gefallen, so musste ich mit mir viele Kämpfe bestehen, um mich hintereinander daran zu halten. Diese Arbeit hätte sich zu einer Ausstellung wohl qualifiziert, aber die schleunige Absendung hinderte dieses Unternehmen.»
(italiano)
«Questo incarico, che richiedeva una grande quantità di disegni prospettici e architettonici [...], mi avrebbe dato ancora più soddisfazione se fosse capitato in un periodo più sereno della mia vita, invece ho dovuto lottare con me stesso per portarlo a termine. Questo lavoro avrebbe potuto essere esposto in una mostra, ma la spedizione affrettata ha impedito questa impresa»

Nel 1838 Schinkel ricevette un incarico prestigioso dalla zarina Aleksandra Fëdorovna Romanova per la progettazione del Palazzo di Orianda, una residenza estiva in Crimea, sulle rive del Mar Nero. Lo stile doveva essere neoclassico, ma Schinkel, con la sua inesauribile immaginazione, concepì non solo una semplice dimora, ma un vero e proprio palazzo da sogno. Il progetto prevedeva un portico con cariatidi sulla terrazza principale, aperto su una vista panoramica sul mare. Nel cortile interno, colonne ornate da decori a nastro si accompagnavano a giochi d’acqua, mentre al centro si ergeva un padiglione simile a un tempio, sotto il quale erano previste ampie volte per l’esposizione di opere d’arte. Per il suo lavoro, Schinkel ricevette dalla zarina in segno di apprezzamento una preziosa scatola di madreperla.[30]

Dipinti e scenografie

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Decorazione scenica del Flauto Magico
Karl Friedrich Schinkel, Chiesa gotica sul mare (1830 circa)

Oltre ai suoi numerosi edifici, Karl Friedrich Schinkel si distinse anche come pittore, scenografo, architetto d'interni e designer. La sua versatilità artistica gli permise di esplorare molteplici linguaggi espressivi, e non di rado sviluppò nei suoi dipinti soluzioni architettoniche che successivamente trovavano realizzazione concreta nei suoi progetti edilizi.

All'Esposizione d'arte di Berlino del 1810, la stessa dove fu esposto per la prima volta il celebre dipinto Monaco in riva al mare di Caspar David Friedrich, Schinkel espose la litografia Cattedrale gotica dietro gli alberi. L'anno successivo, a testimonianza del suo riconoscimento pittorico, Schinkel fu ammesso come membro alla Reale Accademia Prussiana delle Arti. Tra il 1813 e il 1814 realizzò sei dipinti su tavola per il produttore di seta Jean Paul Humbert, per una sala nella sua casa berlinese in Brüderstraße 29: fu la sua più grande commissione come pittore.

Schinkel raggiunse inoltre grande notorietà come scenografo, contribuendo in modo decisivo alla riforma del teatro berlinese. Le sue scenografie per il Flauto Magico di Wolfgang Amadeus Mozart, nel 1816, furono particolarmente apprezzate e talmente innovative da essere utilizzate anche in produzioni teatrali moderne.[31] Per il Teatro Nazionale sul Gendarmenmarkt, realizzò scenografie per ben 42 opere, fino al 1832.

Come pittore, il suo capolavoro fu però il ciclo di progetti per il programma murale dell'Altes Museum di Berlino. In quest'opera monumentale, alla quale lavorò dal 1823 fino alla morte, Schinkel cercò una sintesi tra gli stili gotico e classico, unendo elementi formali e simbolici in una visione artistica coerente e idealizzata. L’ultimo suo dipinto di grande formato, Uno sguardo sulla Grecia in fiore (1825), rappresenta un’idealizzazione dell’architettura antica, esprimendo in forma pittorica la sua visione romantica e neoclassica della storia.

Parallelamente, Schinkel si dedicò all’architettura d’interni e al design di mobili per palazzi reali e tenute di campagna, molti dei quali furono realizzati dal falegname di corte Karl Wanschaff. Alcuni arredi originali sono oggi ben conservati, ad esempio nel Castello di Charlottenhof e nel Nuovo Padiglione. I suoi mobili da giardino in ghisa, basati su progetti originali, vengono prodotti ancora oggi. Nel tentativo di conciliare qualità artistica ed efficienza economica, Schinkel utilizzò il legno-bronzo, un materiale innovativo creato da Carl August Mencke (1776–1841), per realizzare lampadari, candelabri, decorazioni murali e ornamenti per mobili, come foglie e rosette. L’azienda di Mencke si dimostrò perfettamente in grado di soddisfare gli elevati standard estetici e funzionali richiesti da Schinkel.

Tempio di Pomona a Potsdam
Palazzo Klein-Glienicke a Berlino
Nuovo padiglione a Berlino-Charlottenburg
Castello di Charlottenhof a Potsdam
Istituto commerciale di Berlino-Mitte (1829)
Monumento a Kreuzberg a Berlino-Kreuzberg
Ponte del castello di Berlino
Schinkelwache a Dresda
Castello di Babelsberg a Potsdam
  • 1800, Tempio di Pomona sul Pfingstberg a Potsdam
  • 1802, Casa dell'amministratore e caseificio nel podere Bärwinkel presso Neuhardenberg[32]
  • 1800–1803, Ricostruzione della tenuta, dell'ufficio amministrativo, della scuola e della chiesa nel villaggio incendiato di Quilitz (oggi Neuhardenberg)[33]
  • 1802, Castello di Buckow (ristrutturazione)
  • 1806, Castello di Owinsk, provincia di Posnania (insieme a Ludwig Catel)
  • 1806, Castello di Rosenau (Coburg) (inclusa l'architettura d'interni conservata)
  • 1810, Luogo di sepoltura per la regina Luisa a Berlino
  • 1810, Castello di Ehrenburg, Coburgo (ristrutturazione completa)
  • 1814, Chiesa dei Giovanniti a Sonnenburg (Słońsk), ristrutturazione[34]
  • 1814–1817, Chiesa di villaggio a Glienicke (Heiligengrabe) (Ostprignitz), chiesa ottagonale
  • 1815, Cappella di San Pietro ad Alexisbad, costruita come padiglione da tè ducale
  • 1815, Chiesa parrocchiale di San Martino a Nienhagen (Schwanebeck)
  • 1816, Chiesa evangelica a Stuhm (pol. Sztum; Prussia Occidentale), secondo i progetti di Schinkel, direzione lavori 1816–1818 Salomo Sachs
  • 1817, Monastero di Chorin, restauro e ristrutturazione della chiesa e degli edifici circostanti presso Eberswalde, Brandeburgo
  • 1817, Chiesa della Croce a Joachimsthal (Barnim)
  • 1817, Caserma dell'Escadron scolastico, ex carcere militare a Berlino
  • 1818, Chiesa evangelica a Mewe (pol. Gniew; Prussia Occidentale), secondo i progetti di Schinkel, direzione lavori 1818–1823 Salomo Sachs
  • 1818, Neue Wache sul viale Unter den Linden a Berlino-Mitte
  • 1818, Teatro di prosa (Berlino) al Gendarmenmarkt a Berlino-Mitte
  • 1818, Monumento nazionale per le guerre di liberazione a Berlino-Kreuzberg
  • 1819, Ponte del Castello a Berlino-Mitte
  • 1819–1821, Chiesa evangelica (Ozimek), tedesco Malapane
  • 1819–1821, San Pietro (Büderich)
  • circa 1819–1822, Castello di Seifersdorf – ristrutturazione del castello rinascimentale secondo i progetti di Schinkel in stile neogotico
  • 1820–1822, Chiesa evangelica a Wesel-Büderich
  • 1821, Castello di Tegel a Berlino-Tegel (ristrutturazione completa per Wilhelm von Humboldt)
  • 1821–1824, Chiesa evangelica a Bischmisheim, chiesa ottagonale a Bischmisheim, oggi quartiere di Saarbrücken
  • 1822, Castello di Neuhardenberg (ristrutturazione completa per Karl August von Hardenberg)
  • 1822–1823, Chiesa evangelica a Heilsberg, oggi chiesa ortodossa polacca dei Santi Pietro e Paolo
  • 1823, Luisenkirche a Berlino-Charlottenburg
  • 1823, Municipio di Oels in Bassa Slesia (ricostruzione dopo un incendio)
  • 1823, Palazzo municipale (Düsseldorf) (facciata) nella città vecchia di Düsseldorf
  • 1824, Castello di caccia di Antonin, provincia di Posnania
  • 1824, Altes Museum a Berlino-Mitte, presso Lustgarten, originariamente chiamato “Museo Reale”
  • 1824, Friedrichswerdersche Kirche a Berlino-Mitte
  • 1824, Porta di Potsdam a Berlino
  • 1824, Villa Finkenherd del chirurgo e oculista Carl Ferdinand von Graefe nel Tiergarten di Berlino, distrutta durante la Seconda guerra mondiale
  • 1824, Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena a Voigtsdorf presso Habelschwerdt
  • 1825, Nuovo padiglione a Berlino-Charlottenburg (inclusa ricostruzione degli interni)
  • 1825, Castello di Glienicke a Berlino-Zehlendorf (ristrutturazione completa)
  • 1825, Teatro di Aquisgrana ad Aachen (revisione di un progetto di Johann Peter Cremer)
  • 1826, Vecchio faro, Capo Arkona su Rügen, attribuzione incerta
  • 1826, Chiesa di villaggio a Straupitz (Spreewald)
  • 1827, Elisenbrunnen ad Aachen
  • 1828, Casa della società presso il giardino del monastero a Magdeburgo, eseguito da Friedrich Wilhelm Wolff secondo progetti di Schinkel
  • 1828–1831, Nuovo Packhof, Isola dei Musei, Berlino; ultimo edificio demolito nel 1938
  • 1829, Casa Feilner a Berlino
  • 1829, Castello di Charlottenhof a Potsdam (inclusi interni conservati)
  • 1829, Ampliamento dell'Istituto industriale in Klosterstraße a Berlino-Mitte, distrutto nella Seconda guerra mondiale
  • 1830, Chiesa di San Nicola nella Piazza del Mercato Vecchio a Potsdam
  • 1831, Guardia principale della città vecchia nella Piazza del Teatro a Dresda
  • 1831, Chiesa cattolica (nuova costruzione) a Kupferberg/Bassa Slesia
  • 1831, Chiesa di Alexander Newski (cappella) a Peterhof
  • 1831, Accademia di Architettura a Berlino-Mitte, originariamente chiamata “Scuola generale di architettura”
  • 1832, Municipio a Kolberg
  • 1832, Chiesa Immanuel a Prester, oggi quartiere di Magdeburgo
  • 1832, Prigione a Insterburg, Prussia Orientale; oggi Tschernjachowsk, Oblast di Kaliningrad, Federazione Russa
  • 1832, Chiesa di San Giovanni a Berlino
  • 1833, Terme Romane a Potsdam, Parco Sanssouci
  • 1833, Palazzo Redern in Pariser Platz a Berlino-Mitte (demolito nel 1906 per la costruzione dell'Hotel Adlon)
  • 1833, Chiesa di San Giovanni a Zittau, revisione dei precedenti progetti staticamente difettosi, ristrutturazione in stile neoclassico (prima barocco), in particolare della facciata ovest con le sue due torri esistenti e degli interni, eseguita da Carl August Schramm
  • 1834, Castello di Babelsberg a Potsdam
  • 1834, le cosiddette Chiese suburbane berlinesi, tra cui la Elisabethkirche
  • 1834, Progetti per la Jenisch-Haus ad Amburgo, nella realizzazione fortemente modificati da Franz Gustav Forsmann. Le modifiche sono tali che l'edificio esistente non può più essere considerato opera di Schinkel.
  • 1835, Chiesa a Sternberg (Neumark)
  • 1835, nuova Osservatorio di Berlino
  • 1835, Castello a Sittnow presso Vandsberg, oggi Sypniewo
  • 1835, Castello di Stolzenfels sul Reno (presso Coblenza)
  • 1835, Alte Nazarethkirche a Berlino
  • 1836, Facciata dell’edificio principale dell’Università di Lipsia
  • 1836, Torre centrale del Castello di caccia di Granitz, Rügen
  • 1836, Chiesa del Redentore a Kunnerwitz
  • 1837, Ginnasio accademico di Danzica in Winterplatz (prima Buttermarkt, oggi targ maslany)
  • 1837, Chiesa del Sacro Cuore (Glisno), consacrata il 17 settembre. Donata dall’imprenditore ebreo prussiano Israel Moses Henoch.
  • 1837, Chiesa di San Giuseppe a Rogoziniec (Rogsen), Voivodato di Lubusz, Polonia
  • 1838, Chiesa della città vecchia a Königsberg
  • 1838, Castello di Kamenz, provincia della Slesia
  • 1840, Chiesa a Trebschen (Bassa Slesia)
  • 1840, Chiesa dei Salisburghesi a Gumbinnen, Prussia Orientale; oggi Gussew, Oblast' di Kaliningrad, Federazione Russa
  • 1840, Villa Vogelsang a Essen

Architetture di piccole dimensioni

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Baldacchino in ghisa sopra la pietra commemorativa di Gustavo Adolfo a Lützen, il luogo in cui il re di Svezia cadde in battaglia, progettato da Karl Friedrich Schinkel
Antica città su una montagna, intorno al 1806
  • intorno al 1800: Paesaggio con due bambini al bagno
  • intorno al 1806: Antica città su una montagna
  • 1809: Rovine del monastero gotico e gruppi di alberi
  • 1813: Cattedrale gotica sull'acqua
  • 1813: Il mattino
  • 1813: Vista del Monte Bianco
  • intorno al 1813: Paesaggio con pellegrino
  • intorno al 1814: Il mezzogiorno
  • 1815: Chiesa gotica su una roccia in riva al mare
  • 1815: Città medievale su un fiume
  • 1817: Veduta di un paesaggio italiano
  • 1817: Riva della Sprea vicino a Stralau
  • 1818: La Porta della Roccia
  • 1820: Castello sul fiume
  • intorno al 1820: chiesa gotica su una roccia in riva al mare
  • 1821: Il Rugard a Rügen
  • 1823: Paesaggio ideale greco con pastori che riposano
  • 1825: Uno sguardo al periodo di massimo splendore della Grecia
  1. Friedrich Gilly 1772–1800 und die Privatgesellschaft junger Architekten (Ausstellungskatalog). Berlin 1984, S. 255.
  2. ISBN 3-932526-00-7.
  3. H. R. [= Hella Reelfs]: Friedrich Gilly als Lehrer. Die „Privatgesellschaft junger Architekten“. In: Friedrich Gilly 1772–1800 und die Privatgesellschaft junger Architekten. Berlin Museum, Berlin 1984, ISBN 3-299-21208-7, p. 174.
  4. Eckart Rüsch, Baukonstruktion zwischen Innovation und Scheitern. Verona, Langhans, Gilly und die Bohlendächer um 1800, Petersberg, Imhof Verlag, 1997, p. 276, ISBN 3-932526-00-7.
  5. ISBN 3-422-06656-X.
  6. Eckart Rüsch: Die Baugeschichte von Quilitz (Neuhardenberg) 1793–1814. Märkische Landbaukunst und Frühwerke Karl Friedrich Schinkels. Michael Imhof Verlag, Petersberg 1997 (= Studien zur Geschichte von Neuhardenberg, Band 1, Hrsg. Heimatverein Neuhardenberg e. V.), ISBN 3-932526-18-X.
  7. Lettera a Carl Gotthard Graß, in: Gottfried Riemann (Hrsg.), Karl Friedrich Schinkel: Reisen nach Italien. Tagebücher, Briefe, Zeichnungen, Aquarelle, Berlin 1979, p. 165.
  8. Paul Ortwin Rave: Karl Friedrich Schinkel. Lebenswerk. Berlin III. Berlin 1962, p. 259.
  9. Vorwort zur geplanten Schrift Das architektonische Lehrbuch. München 1979, Nachdruck 2000, Karl Friedrich Schinkel, Lebenswerk, S. 114.
  10. Jörg Trempler: Schinkels Motive. Berlin 2007, pp. 159–160.
  11. Johann Wolfgang von Goethe, Goethe’s sämmtliche Werke. Vollständige, neugeordnete Ausgabe. J.G. Cotta, Stuttgart / Tübingen 1850–1851, Band 21, p. 267.
  12. Kurt W. Forster: Warum Schinkel kein architektonisches Lehrbuch geschrieben hat, als Einleitung in: Jörg Trempler, Schinkels Motive. Berlin 2007, pp. 7–31.
  13. Die Baukunst nach den Grundsätzen der Alten (Tafeln): Fünfzig Kupfertafeln zu der Baukunst nach den Grundsätzen der Alten. Berlin 1809 (Zitierlink der Universitätsbibliothek Heidelberg)
  14. Brief des Ministers. In: Gottfried Riemann (Hrsg.), Karl Friedrich Schinkel: Reisen nach Italien. Tagebücher, Briefe, Zeichnungen, Aquarelle. Berlin 1979, pp. 639–641.
  15. Eckart Rüsch: Karl Friedrich Schinkels Reiseaufenthalt 1824 in Baden-Baden. In: Die Ortenau, Jg. 77, 1997, pp. 389–400; ub.uni-freiburg.de
  16. Schinkel (Karl Friedrich). In: Allgemeine deutsche Real-Encyclopädie für die gebildeten Stände (Conversations-Lexikon). 7. Auflage. Brockhaus, Leipzig 1827. 9. Band: R–Schu, S. 769–771. 3. Nachdruck 1831, p. 769.
  17. Das Manuskript des Artikels findet sich in Schinkels schriftlichem Nachlass, siehe Ausstellungskatalog Karl Friedrich Schinkel. Geschichte und Poesie. München 2012, ISBN 978-3-7774-5421-4, Kat. Nr. 14 (S. 44): Lebenslauf Schinkels (eigenhändig verfasst), 1825/27
  18. Christine Löser: Karl Friedrich Schinkel bei der Oberbaudeputation. Berlin 1994, p. 48.
  19. Heinz Ohff: Karl Friedrich Schinkel oder Die Schönheit in Preußen. Piper, München 1997, S. 241.
  20. Till Kinzel: Eine Spurensuche zur Quelle des Grabspruchs für Karl Friedrich Schinkel auf dem Dorotheenstädtischen Friedhof zu Berlin. Mit Seitenblicken auf Kant, Klopstock und Mörlin. In: Forschungen zur brandenburgischen und preußischen Geschichte, N.F. 31, 2021, ISBN 978-0-341-54669-6, S. 43–51 (Zehnseitige Abschrift. academia.edu; abgerufen am 4. Juni 2023; hier S. 1).
  21. Joseph von Egle: Schinkel’s Grabmal, in: Allgemeine Bauzeitung (Vienna), Jg. 9, 1844, pp. 11–13, (Digitalizzazione su anno.onb.ac.at, accesso il 4 giugno 2023)
  22. Schinkel und die Gewerbeförderung in: Der Tagesspiegel. 6. settembre 2012. Citazione: Nach der Rückkehr plante Beuth die Erweiterung des bereits 1821 von ihm eingerichteten Gewerbeinstituts in der Klosterstraße. Beuth und Schinkel entwarfen gemeinsam einen für Preußen revolutionären Bau, dessen drei Geschosse von gusseisernen Stützen getragen wurden, während die Fassade zur Klosterstraße, so mächtig sie wirken mochte, durch große Fenster zwischen Mauerwerksstreifen bereits aufgelöst wurde. 1829 war das Haus fertig, in dem künftige Unternehmer auf ihre Selbstständigkeit vorbereitet werden sollten (…)
  23. Wolfgang Büchel: Karl Friedrich Schinkel, 1998, p. 116.
  24. Hans-Joachim Kunst: Gotikrezeption bei Kaspar David Friedrich und Karl Friedrich Schinkel. In: Melanie Ehler, Matthias Müller (Hrsg.): Schinkel und seine Schüler. Helms, Schwerin 2004, p. 29.
  25. Hans-Joachim Kunst: Gotikrezeption bei Kaspar David Friedrich und Karl Friedrich Schinkel. In: Melanie Ehler, Matthias Müller (Hrsg.): Schinkel und seine Schüler. Helms, Schwerin 2004, p. 28.
  26. 1 2 3 Biraghi, p. 27.
  27. Goerd Peschken: Das architektonische Lehrbuch. 1979, S. 36.
  28. Klaus Jan Philipp: Sommernachtsträume – Karl Friedrich Schinkels und Leo von Klenzes Entwürfe für ein Schloß in Athen. In: Susan M. Peik (Hrsg.): Karl Friedrich Schinkel. Stuttgart 2001, S. 100 ff.
  29. Brief an Weyer vom 17. April 1839.
  30. Mario Zadow: Karl Friedrich Schinkel. Leben und Werk. Berlin 1980, S. 194.
  31. Ad esempio, leggermente modificato nella produzione del Flauto Magico della Staatsoper Unter den Linden di Berlino di August Everding.
  32. ISBN 978-3-422-02421-2.
  33. ISBN 3-932526-18-X.
  34. Systematischer Katalog, vol. 4.
  • Marco Biraghi, Storia dell'architettura contemporanea, collana Piccola biblioteca Einaudi, vol. 1, Torino, Einaudi, 2008, ISBN 978-88-06-18697-5.
  • W. Bromel, Hinse, W., Mantenere la fiamma - Architetti nel focus, Bologna, Boleto Editore, 2002.
  • (DE) J. Geist, Karl Friedrich Schinkel - Die Bauakademie, Frankfurt am Main, 1993.
  • Giuffré, M. (a cura di), The Time of Schinkel and the Age of Neoclassicism between Palermo and Berlin, collana Biblioteca del Cenide, Cannitello, 2006.
  • (DE) Paul Ortwin Rave, Karl Friedrich Schinkel, Monaco di Baviera, Deutscher Kunstverlag, 1981.
  • (IT) Paul Ortwin Rave, Karl Friedrich Schinkel, traduzione di Elisabetta Gottardo, Milano, Electa, 1989.
  • Chr. Segers-Glocke, Karl Friedrich Schinkel - Die einstigen Berliner Vorstadtkirchen St. Johannes, Nazareth, St. Elisabeth und St. Paul, in Große Baudenkmäler, n. 331, 1981.
  • Gian Paolo Semino (a cura di), Schinkel, Bologna, Zanichelli, 1993.
  • (DE) H. G. Pundt, Schinkels Berlin, Frankfurt, 1981.
  • Karl Friedrich Schinkel, 1781-1841, 3. Romantik-Konferenz, in Wissenschaftliche Zeitschrift der Ernst Moritz-Arndt-Universität Greifswald, XXXI, n. 2-3, 1982.
  • (IT) Martin Steffens, K. F. Schinkel 1781–1841. Un artista al servizio della bellezza, Köln, Taschen, 2004 [2003].

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