Gaetano Baccani

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La lapide in piazza Santa Maria Novella
Il Torrino nel giardino Torrigiani.

Gaetano Maria Antonio Alessandro Gaspero Baccani (Firenze, 6 maggio 1792Firenze, 18 giugno 1867) è stato un architetto italiano, uno dei più importanti architetti toscani del XIX secolo.

Nato da Carlo di Domenico Baccani e da Colomba di Jacopo Danzi, si formò all'Accademia di Belle Arti sotto Gaspare Maria Paoletti, e ne divenne professore nel 1818, e poi Maestro dal 1849 fino alla fine della sua vita. A questa carica si aggiunse quella prestigiosa di Architetto dell'Opera del Duomo (la stessa già ricoperta da Arnolfo di Cambio, Giotto, Francesco Talenti, Bernardo Buontalenti e molti altri) dal 1824 al 1860.

Nella sua opera promosse lo stile neoclassico, tipico della Restaurazione, realizzando alcuni edifici di grande pregio. A Firenze progettò il Palazzo Borghese (1821), il Palazzo dei Canonici in Piazza del Duomo (1825-1830), il sepolcro e gli apparati funebri per la Granduchessa Maria Anna Carolina di Sassonia in San Lorenzo (1832-1833), la facciata e il vestibolo del Teatro della Pergola (1855), i restauri neorimascimetali di San Lorenzo (1858-1860) e numerosi palazzi privati, tra i quali spiccano il Casino Salviati in Borgo Pinti (1834), il Palazzo Capponi in Via Giusti (1825), eccetera.

A Frosini, presso Chiusdino, disegnò per la famiglia Feroni la chiesa della Madonna del Buonconsiglio, compresi i ricchi arredi interni.

La sua attività fu prolifica anche nello stile neogotico. Sempre a Firenze realizzò in questo stile, tra l'altro, il Torrino del Giardino Torrigiani (1820-1824), la ristrutturazione interna della Cattedrale di Santa Maria del Fiore (durante i cui lavori rimosse quasi completamente il coro ottagonale capolavoro di Baccio Bandinelli e le parti restanti delle due cantorie di Donatello e di Luca della Robbia), la costruzione del campanile della Basilica di Santa Croce (progettato nel 1842 e realizzato dal 1847 al 1865) e l'ampliamento del Cimitero delle Porte Sante presso San Miniato al Monte (1859-1864), iniziato da Niccolò Matas.

Una lapide in piazza Santa Maria Novella ricorda il palazzo dove visse e morì.

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