Colonia (insediamento)

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Il termine colonia deriva dal latino colonia, cioè "terra da coltivare". La denominazione di una colonia romana veniva fatta, talvolta premettendovi la parola colonia, utilizzando il nome di chi le aveva fondate o ne aveva promosso la costruzione, di solito un console o un imperatore. Ad esempio Colonia Augusta Nemausus (Nîmes), Colonia Julia Paterna Narbo Martius (Narbonne), Colonia Augusta Agrippinensis (Colonia), Colonia Ulpia Traiana (Xanten).

Oggi per colonia si intende un insieme di persone che si trasferiscono, spontaneamente o per iniziativa della madrepatria, in un altro luogo dove rimangono uniti in una comunità, dotata di una propria identità culturale (e spesso anche linguistica) e caratterizzata da legami di appartenenza e di solidarietà tra gli individui che la compongono. Politicamente per Colonia si intende un territorio dipendente da un altro (es. l'India era una colonia britannica)

L'occupazione dal Cinquecento ad oggi dei territori americani, africani, asiatici ha indotto la nascita di un'architettura coloniale, ben rappresentata dal Colonial style seguito dagli inglesi nel Nordamerica e dal Mission style adottato dagli spagnoli e dai portoghesi in Sudamerica.[1]

Il termine colònia viene utilizzato anche per indicare comunità di animali con cooperazione stretta, come per le formiche, oppure cloni di microorganismi su un supporto solido, specialmente in coltura.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le muse, De Agostini, Novara, 1965, Vol. III, pag.363

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