Colonizzazione greca

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Il Mediterraneo intorno al IV secolo a.C. Gli insediamenti greci sono indicati in rosso.

La colonizzazione greca è il termine con cui si definiscono due ondate colonizzatrici da parte dei popoli greci prima nel IX secolo a.C. e poi tra l'VIII e il V secolo a.C..

La prima colonizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Cause[modifica | modifica wikitesto]

La prima colonizzazione greca fu causata dall'invasione dei Dori intorno all'XI secolo a.C..[senza fonte] Si tratta di un evento di cui non si hanno testimonianze dirette, a causa della scomparsa delle fonti scritte nella cosiddetta età pre-arcaica o medioevo ellenico.

Dopo la caduta della civiltà micenea ci fu un primo spostamento verso le coste dell'Asia Minore da parte di alcune popolazioni; durante l'XI secolo a.C. gruppi di coloni arrivarono nell'Attica stabilendosi poi nella parte centrale della costa anatolica e sulle isole prospicienti di Samo e Chio: quest'area prese il nome di Ionia. A Nord si stabilirono coloni di stirpe eolica (provenienti dalla Tessaglia e Beozia) dal quale la regione prese il nome di Eolide. Infine i Dori si stanziarono nella parte meridionale delle coste e nelle isole di Coo e Rodi, nella regione che prese il nome di Doride d'Asia, da distinguere dalla tradizionale Doride situata in Grecia.

Conseguenze politiche[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla prima colonizzazione (terminata a metà del IX secolo a.C.), le zone antistanti il Mar Egeo (coste della Penisola ellenica e della Penisola Anatolica), si poterono distinguere tre distinte fasce di colonizzazione:

  • la fascia ionica, dove si stabilirono gli Ioni. È una fascia centrale, che comprende le città di Mileto ed Efeso in Asia Minore e di Atene in Grecia, note per essere state la culla della filosofia, oltre all'isola dell'Eubea e alla penisola dell'Attica.
  • la fascia eolica, patria degli Eoli. È la regione più settentrionale, che comprende la Beozia, la Tessaglia e la parte settentrionale della fascia costiera dell’Anatolia sul mare Egeo con l'isola di Lesbo, patria dei poeti Saffo e Alceo.

La seconda colonizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La seconda colonizzazione avvenne per motivi diversi, dall'VIII al V secolo a.C.. I cittadini liberi (il demos) reclamavano maggiore autonomia e, con l'arricchimento che portarono loro i commerci e gli altri beni mobili, decisero di avventurarsi a colonizzare nuove terre. Inoltre, la Grecia era un paese povero di risorse come fiumi, campi coltivabili, dato il territorio scosceso e tutto ciò contribuì alla scarsità di materie prime, che portò alle migrazioni. Furono colonizzate l'Italia meridionale e insulare (importanti le colonie di Zancle, l'odierna Messina, Crotone, Trapani, Taranto, Katané, Agrigento, Neapolis, Paestum, Reghion, Locri, Metaponto e molte altre), la Francia (Massalia e Nicea) e parte delle coste spagnole e del Maghreb. Furono fondate molte colonie anche sul Mar Nero, tra cui Bisanzio e Trebisonda.

Le caratteristiche delle colonie[modifica | modifica wikitesto]

Le nuove colonie greche si caratterizzavano per il forte legame con la madrepatria: erano a tutti gli effetti delle città greche, nei costumi, nell'organizzazione, nell'urbanistica e nella lingua. Ogni colonia greca conservava una notevole autonomia culturale e, quando possibile, la imponeva nei territori colonizzati. Anche quando le colonie greche venivano assoggettate da altre popolazioni, tendevano a mantenere una propria autonomia culturale e politica nei confronti dei dominatori. Un'altra caratteristica che funge da tratto identitario delle diverse colonie greche è la lingua. Seppure differenziata in molti dialetti, la lingua greca ha una grammatica di base comune per tutti i greci. Col passare dei secoli il dialetto greco 'attico', quello maggiormente utilizzato dagli scrittori, diventa la lingua ufficiale dei popoli greci.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]