Alessio (Albania)

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Alessio
comune
(SQ) Lezhë
Alessio – Stemma Alessio – Bandiera
Alessio – Veduta
Panorama dal suo omonimo castello.
Localizzazione
StatoAlbania Albania
PrefetturaAlessio
Amministrazione
SindacoFran Frrokaj (PD)
Territorio
Coordinate41°47′N 19°38′E / 41.783333°N 19.633333°E41.783333; 19.633333 (Alessio)Coordinate: 41°47′N 19°38′E / 41.783333°N 19.633333°E41.783333; 19.633333 (Alessio)
Altitudine10 m s.l.m.
Abitanti29 000 (2010)
Altre informazioni
LingueAlbanese
Cod. postale4501/2[1]
Prefisso0215
Fuso orarioUTC+1
TargaLE fino al 16/02/2011
Nome abitanti(SQ) Lezhjan
PatronoSan Nicola di Bari
Giorno festivo15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Albania
Alessio
Alessio
Sito istituzionale

Alessio[2][3] (in albanese: Lezhë [ˈlɛʒə] o Lezha, turco: Leş) è un comune albanese, situato nel nord-ovest dell'Albania, ed è capoluogo dell'omonima prefettura.

In seguito alla riforma amministrativa del 2015, sono stati accorpati ad Alessio i comuni di Balldren i Ri, Blinisht, Dajç, Kallmet, Kolsh, San Giovanni di Medua, Shënkoll, Ungrej e Zejmen.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La città nacque come colonia greca con il nome di Lissos (Λισσός). Dopo la conquista romana il suo nome fu latinizzato in Lissus. In albanese divenne Lezha e poi Lezhë. In ghego le forme Lesha e Lesh sono comuni. Il nome italiano di Alessio fu dato alla città dai veneziani.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città è situata nella parte più stretta della pianura costiera albanese a soli 3 km dalla costa adriatica, circa 50 km a nord della capitale Tirana e sulle rive di un piccolo fiume secondario del Drin. A ovest della città si trova la zona umida di Kune-Vain con l'estuario del Drin. Appena a ovest della città si trova la riserva naturale di Kune-Vain-Tale, che inizia tra Alessio e nella città portuale nord-ovest San Giovanni di Medua, è di oltre dieci chilometri lungo la costa adriatica. Kune-Vain-Tale è una zona umida caratterizzata da numerose lagune e paludi.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla sua posizione geografica con un ampio tocco con il mare e il rilievo generalmente basso, Alessio ha prevalente clima temperato di tipo mediterraneo. Il distretto di Alessio è caratterizzato da estati calde e secche, inverni miti e umidi nella parte inferiore e nella città, mentre gli inverni umidi e freddi nella zona montuosa. La temperatura media annuale per il distretto è 15 °C, temperatura media del gennaio 7 °C, mentre la media per il luglio 24-25°. La temperatura massima registrata ad Alessio è di 39 °C (a 1973/07/18) e la temperatura minima ha raggiunto il record di 10 °C (il 1963/1/24). La piovosità media è 1700 mm all'anno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Colonie greche in Adriatico (in rosso quelle siracusane)

Alessio fu fondata come colonia di Siracusa, insieme alle colonie di Issa, l'attuale Lissa, Ankón, l'attuale Ancona, ed Adrìa, l'attuale Adria, dal tiranno Dionisio I di Siracusa attorno al 385 a.C.[4].

La sua fondazione, come quella delle altre colonie elencate, fu motivata dal desiderio di dominare la rotta diretta verso i ricchi mercati della Pianura Padana; in particolare, Lissos ebbe anche la funzione di controllare l'importante accesso alla valle del fiume Drin, uno delle poche vie di pentrazione dell'interno illirico[5].

Nel 385 a.C. Verso il 335-330 a.C. fu terminata la costruzione della fortezza, che fece di Alessio una delle città più protette dell'Illiria. Nel 213-197 viene attaccata da Filippo I di Macedonia, mentre nel II secolo a.C. divenne residenza del re Genzio.

Fu possedimento poi dei Dukagjin i quali poi la cedettero nel 1393 ai Veneziani, i quali la inclusero nell'Albania Veneta. Per frenare l'avanzata turca verso i suoi possedimenti adriatici, il governo della Serenissima giunse ad un accordo con i principi albanesi guidati Giorgio Castriota Scanderbeg. Il 2 marzo 1444 Scanderbeg organizzò ad Alessio il primo incontro di tutti i principati albanesi che si riunirono nella cosiddetta Lega di Alessio per combattere la minaccia turca. Il 17 gennaio 1468 morì ad Alessio proprio Scanderbeg, che vi si trovava per il secondo incontro dei principati albanesi, uniti nella guerra contro gli ottomani. Fu sepolto nella chiesa di San Nicola, dove oggi si trova il suo memoriale.

Nel 1606 nacque in un paese vicino ad Alessio Frang Bardhi, autore del primo vocabolario albanese-latino.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il principale monumento della città è la tomba di Skanderbeg, più volte saccheggiata è ospitata all'interno dei resti di una chiesa in rovina. La tomba è costituita da una semplice lastra in pietra con la copia di spada ed elmo (gli originali si trovano in un museo di Vienna). Nei pressi della chiesa vi sono resti di costruzioni di epoca romana.

Castello di Alessio
Tomba di Castriota

Sovrasta la città la fortezza dalla quale si ha un'ottima vista sulla città e sulla costa, dove si possono ammirare le rovine di epoca antica e ottomano. L'aspetto attuale della fortezza si deve alla ristrutturazione del 1515-1521, che è stata commissionata dal sultano Solimano il Magnifico. Durante degli scavi nel 1966 è stata scoperta una moschea. La ripida collina offre una vista panoramica della città, pianure, montagne e la costa adriatica. Nel 2004 è stata intrapresa una squadra albanese-austriaca di archeologi nei nuovi scavi al castello e nella bassa città. Nel 2006 è stato seguito un finanziato da una campagna di scavo dell'Istituto Archeologico Germanico.

Il sistema delle lagune e aree umide di Kune-Vain-Tale è una riserva naturale costituita da 1087 ettari di paludi, 187 ettari di bosco e 557 ettari di spiaggia sabbiosa. Vi sono state censite 135 specie di uccelli e 58 specie di pesci. Già in epoca comunista è stato allestito un hotel all'interno di una costruzione che in passato era una palazzina di caccia fatta costruire da Galeazzo Ciano.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante le ridotte dimensioni, Alessio è sempre stata un importante mercato nella regione. Le fabbriche costruite in epoca comunista sono ormai inattive, così come il piccolo porto di San Giovanni di Medua (Shëngjin), situato 5 km a ovest della città, e divenuto più rilevante come località balneare che per l'attività portuale. A partire dal 2005, ad Alessio s'è grandemente sviluppato il turismo grazie alla bellezza della costa e alla stabilità politica albanese.

Traffico[modifica | modifica wikitesto]

La città di Alessio è attraversata dalla SH 1. Tutte le strade che portano da nord-ovest al centro dell'Albania passano da Alessio. Da alcuni anni ad Alessio la strada con Fushë-Kruja collega Tirana; tuttavia, giudicata poco sicura in termini di incidenti stradali. La superstrada che collega Scutari è stata completata nel 2005.

Diocesi[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi di Alessio (in latino: Dioecesis Alexiensis) è una sede della Chiesa cattolica suffraganea dell'arcidiocesi di Scutari-Pult. Nel 2012 contava 92.000 battezzati su 121.700 abitanti. È retta dal vescovo Ottavio Vitale, R.C.I. La diocesi comprende la città di Alessio, dove si trova la cattedrale di San Nicola. Il territorio è suddiviso in 13 parrocchie.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale è il KS Beselidhja Lezha, fondato nel 1930. Disputa le sue gare interne allo stadio Besëlidhja.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lezha Online notiziario, su lezha.eu. URL consultato il 2 aprile 2010.
  2. ^ Grande atlante d'Europa e d'Italia, Istituto geografico de Agostini, Novara 1994, p. 187.
  3. ^ Cfr. a p. 341 in Istituto idrografico della Marina, Portolano del Mediterraneo, volume 6, Adriatico Orientale (edizione 1994, nuova tiratura febbraio 2002), Genova. (Pubblicazione annessa alla cartografia ufficiale dello Stato - legge 2 febbraio 1960, n. 68).
  4. ^ Lorenzo Braccesi, Grecità adriatica: un capitolo della colonizzazione greca in Occidente, Pàtron, 1977.
  5. ^ Lorenzo Braccesi, Grecità adriatica: un capitolo della colonizzazione greca in Occidente, Pàtron, 1977

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