Medioevo ellenico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Questa voce è parte della serie
Età dei metalli
Età della pietra

Età del rame

Metallurgia, Domesticazione del cavallo, ruota
Cultura del vaso campaniforme

Età del bronzo

Europa
Cultura di Unetice
Cultura dei campi di urne
Cultura di Hallstatt
Cultura Majkop
Età del bronzo scandinava
Età del bronzo atlantica
Carro, Spada nell'età del bronzo
Medio Oriente
Cultura Kura-Araxes
Cultura Trialeti

Età del ferro

Europa
Italia preistorica e protostorica
Medioevo ellenico
Cultura di La Tène
Cultura colchica
Cultura di Koban
Urartu
Asia
Achemenidi
Impero Maurya
Periodo dei regni combattenti
Periodo Yayoi
Stato Jin
Africa
Nok
Dinastia Zhou, Civiltà vedica, Storia dell'alfabeto

Storiografia

La storiografia moderna chiama Medioevo ellenico o secoli oscuri (dark age, nell'espressione inglese originaria), il periodo nella storia della Grecia antica che si apre con l'invasione dei Dori e la fine della civiltà micenea e si prolunga fino alla nascita delle poleis e all'età di Omero (circa dal XII al VIII secolo a.C.).

Le invasioni, dei Dori provenienti dai Balcani e quella dei popoli del mare che condussero alla distruzione la civiltà micenea, segnano l'inizio di un periodo di transizione, conosciuto come "submiceneo", che inizia intorno al 1150 a.C. e si prolunga fino a verso il 850 a.C.

La popolazione dorica si stanziò principalmente in Peloponneso, Epiro, Focide, Etolia e a Creta. Si ampliarono i flussi migratori verso le isole e le coste dell'Asia Minore spopolando la Grecia: vennero fondate città come Efeso e Mileto. Si ebbe una diminuzione degli scambi commerciali esterni alle mura cittadine, un ritorno alla pastorizia e la scomparsa della scrittura, dell'architettura e dell'economia di palazzo micenea: tutte le attività rinacquero a livello locale. Tutto questo comportò una radicale riforma delle istituzioni.

Un Medioevo greco[modifica | modifica sorgente]

L'espressione "secoli bui" divenne popolare con i libri The Dark Age (1971) di Anthony Snodgrass e The Greek Dark Ages (1972) di R.A. Desborough. In quest'epoca la fine del XIII secolo a.C. appariva come l'irrimediabile tracollo della civiltà micenea, che venne conosciuta come "la catastrofe". Al contrario l'VIII secolo a.C. sembrava una vera e propria epoca rinascimentale per la Grecia. Secondo Desborough, questo ritrarsi si spiegava con grandi fenomeni di invasione, mentre Snodgrass si mostrava più prudente: entrambi comunque tracciavano un quadro apocalittico del periodo: calo demografico drammatico, perdita della scrittura e delle tecniche architettoniche, povertà, ecc.

In effetti i grandi palazzi micenei furono distrutti da incendi a Micene stessa, a Tirinto, a Pylos e a Tebe. Ad eccezione di Creta, non furono più intraprese grandi costruzioni in pietra e le grandi tombe collettive furono sostituite da tombe individuali, molto più modeste, o dal rito dell'incinerazione.
La lavorazione del bronzo scomparve, a causa della mancanza di contatti con l'esterno necessari per l'importazione del rame e dello stagno, si sviluppò però la produzione del ferro.
Rimase come traccia materiale della cultura dell'epoca solo la ceramica, con lo stile definito geometrico.
La Lineare B sparì dovunque tranne che a Cipro; successivamente venne adottato l'alfabeto fenicio, che permise la trascrizione dell'apparato mitologico-religioso-culturale elaborato nel medioevo ellenico.
Infine grandi regioni si trovarono quasi del tutto spopolate, come la Laconia e la Messenia e alcune popolazioni cessarono di coltivare la terra e si dedicarono esclusivamente all'allevamento.
La società venne governata dai signori della guerra che ricompensavano i collaboratori con concessioni territoriali creando una classe sociale di nuovi proprietari terrieri (in una sorta di feudalesimo ante-litteram).
Con l'andare del tempo, però, le piccole comunità indipendenti nate in territori pianeggianti diedero vita alle future poleis, dove si svilupparono organizzazioni cittadine oligarchiche e si introdusse il concetto di democrazia.

La rivalutazione storiografica[modifica | modifica sorgente]

A partire dall'epoca di Snodgrass e di Desborough, gli storici si mostrano oggi molto più prudenti rispetto ad un quadro che non manca di richiamare l'immagine a lungo tempo vista negativamente del Medioevo occidentale. È importante evidenziare ad esempio che durante questa epoca e più precisamente attorno al 1050 a.C. si ebbe l'introduzione del ferro tra le comunità dell'Asia Minore.

I dati archeologici ed etnografici[modifica | modifica sorgente]

L'archeologia più recente ha esaminato con maggiore attenzione le vestigia lasciate dai secoli oscuri. In primo luogo sono stati esplorati le stratigrafie e le strutture dei monumenti: sono in tal modo apparse tracce di edifici templari.

Sono inoltre stati scavati luoghi situati ad una certa distanza dai grandi palazzi micenei, che restavano poco conosciuti per l'epoca achea, e sono stati messi in luce siti importanti, tra cui, di primaria importanza, l'heroon di Lefkandi, in Eubea. Si tratta di un grande edificio fondato su una costruzione in pietra, sormontata da muri in mattoni crudi e da un colonnato esterno in legno strutturale. Il complesso, lungo più di 40 m, rappresentava la sepoltura di un personaggio rilevante, che subì il rito dell'incinerazione secondo modalità molto simili a quelle descritte da Omero, ed è datato alla fine del X secolo a.C. Lo stesso heroon è circondato da una necropoli in cui la maggior parte delle tombe sono riccamente decorate.

Tra gli altri siti possono essere citati quello di Kalapodi (santuario a cielo aperto), di Isthmia, presso Corinto, di Assiros Toumba in Macedonia, di Nichoria in Messenia, ecc.

Gli studi etnografici hanno permesso di supplire alla mancanza di resti: per comprendere l'evoluzione della società greca dell'epoca sono state suggerite comparazioni con società oggi osservabili. Così l'esempio dei pastori Sarakatsani in Epiro è stato utilizzato come modello per ricostruire la società pastorale della fine del periodo, mentre la struttura gerarchica delle popolazioni della Melanesia è stata utile per illuminare le relazioni di potere mostrate dai testi omerici, mentre una conferma archeologica dovrebbe in seguito convalidare la pertinenza degli accostamenti.

L'esempio di Atene si distacca tuttavia dagli altri: secondo la mitologia greca, infatti, Atene sfuggì alla regressione post-micenea poiché era stata il luogo dove si erano rifiugiati i Neleidi, discendenti di Neleo, cacciato da Pylos, e in effetti la città conservò un'agricoltura e un'attività artistica di primo piano, di cui resta traccia nella sua ceramica protogeometrica.

Attraverso l'evoluzione della decorazione nella ceramica dipinta, si distingue quindi un periodo "protogeometrico", che ha la sua conclusione con l'emergere di Atene come centro culturale, intorno all'875 a.C., e vede lo sviluppo di un nuovo stile ceramico, conosciuto come geometrico.

Conclusioni[modifica | modifica sorgente]

I "secoli oscuri" sembrerebbero oggi un periodo di cambiamento, più che di declino: apparvero nuovi culti e nuove pratiche rituali (in particolare l'incinerazione) e anche la polis greca non sembra più essere comparsa all'improvviso nell'VIII secolo e figura già in filigrana nei testi omerici.

La seconda colonizzazione provocata dalla ricerca di luoghi più sicuri dove vivere, permise in un secondo momento alle entità cittadine sviluppatesi successivamente in Grecia, attorno alle "tenute" dei nuovi signori di fare da volano ai commerci nell'Egeo.
Crebbero le classi benestanti e gli effettivi che poterono permettersi una panoplia. La guerra tra schieramenti finì con cancellare l'era degli eroi, dove il carro da guerra segnò il passo come pure l'utilizzo del cavallo ad uso prettamente militare.

Le guerre sconosciute[modifica | modifica sorgente]

Durante il "medioevo ellenico" la guerra divenne per la Grecia una costante che caratterizzò la politica espansionistica di numerose poleis sulle rivali, come Sparta e Argo nel Peloponneso, Atene e Megara, l'affermazione di Tebe in Beozia. Scontri, di cui però, si hanno solo notizie frammentate, pervenuteci da storici come Erodoto, Pausania, Tirteo e Archiloco, che sono divenute quasi leggendarie come quelle della guerra di Troia, ma che sicuramente hanno una loro veridicità. Caratteristiche che ancora accomunavano queste battaglie erano i rituali e l'insieme di regole che le accompagnavano (MOMINA):

  • formale dichiarazione di guerra con abolizione di trattati e tregue preesistenti;
  • sacrifici e arringhe propiziatorie prima della battaglia;
  • conflitti che si svolgevano alla luce del sole e in primavera ed estate;
  • non si infieriva sull'esercito in fuga;
  • restituzione dei caduti;
  • esclusione dei civili dalla lotta;
  • partecipazione allo scontro della sola fanteria pesante.

Guerra lelantina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerra lelantina.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]