Siracusa

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Siracusa
comune
Siracusa – Stemma Siracusa – Bandiera
Siracusa – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Siracusa-Stemma.png Siracusa
Amministrazione
Sindaco Giancarlo Garozzo (PD) dal 24-6-2013
Territorio
Coordinate 37°05′N 15°17′E / 37.083333°N 15.283333°E37.083333; 15.283333 (Siracusa)Coordinate: 37°05′N 15°17′E / 37.083333°N 15.283333°E37.083333; 15.283333 (Siracusa)
Altitudine 17 m s.l.m.
Superficie 207,78 km²
Abitanti 122 316[1] (31-8-2015)
Densità 588,68 ab./km²
Frazioni Arenella, Belvedere, Cassibile, Fontane Bianche, Penisola della Maddalena (Isola, Plemmirio, Terrauzza), Ognina, Santa Teresa Longarini Scalo, Targia
Comuni confinanti Avola, Canicattini Bagni, Floridia, Melilli, Noto, Palazzolo Acreide, Priolo Gargallo, Solarino
Altre informazioni
Cod. postale 96100
Prefisso 0931
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 089017
Cod. catastale I754
Targa SR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti siracusani
Patrono Santa Lucia da Siracusa
Giorno festivo 13 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Siracusa
Siracusa
Posizione del comune di Siracusa nella sua provincia
Posizione del comune di Siracusa nella sua provincia
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall’UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica
(EN) Syracuse and the Rocky Necropolis of Pantalica
Blue Hour Piazza Duomo 5 - Syracuse - Unesco World Heritage.jpg
Tipo Architettonico
Criterio C (ii) (iii) (iv) (vi)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 2005
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Siracusa (IPA: [siraˈkuːza], Sarausa in siciliano) è un comune italiano di 122 316 abitanti,[1] capoluogo della provincia omonima in Sicilia.

Posta sulla costa sud-orientale dell'isola, Siracusa ha una storia millenaria: la sua fondazione avvenne intorno all'anno 734-733 a.C., ad opera dei Corinzi. Divenne la principale polis della Sicilia greca e vasta metropoli dell'evo classico.[N 1] Primeggiò per potenza e ricchezza con Atene, rivestendo un ruolo fondamentale per lo sviluppo della cultura nel mondo antico. Fu patria di grandi artisti e filosofi, dando i natali a colui che viene definito il più grande scienziato dell'antichità: Archimede.[2] La città ospitò al suo interno influenti personalità dell'antica Grecia; celebri sono i viaggi di Platone a Siracusa, scelta dal filosofo ateniese per attuare il modello dello Stato ideale.[3]

Fu conquistata dall'antica Roma nel 212 a.C. Cicerone nel I secolo a.C. la descriveva ancora come la «più grande e la più bella città greca».[4][N 2] Siracusa è inoltre nota per essere la città natale di Santa Lucia, il cui martirio avvenne il 13 dicembre del 304.[5]

Importante centro dell'Impero bizantino, ne divenne la capitale durante il VI secolo. La conquista araba, avvenuta nell'anno 878, segnò la fine dell'egemonia di Siracusa.

Dopo il violento terremoto del 1693, il centro storico della città assunse lo stile Barocco che tutt'oggi lo contraddistingue. In epoca moderna fu una delle tappe principali del Grand Tour europeo. Durante la Seconda guerra mondiale, nell'anno 1943, venne firmato a Cassibile, all'epoca borgo di Siracusa, l'armistizio che sanciva la cessazione delle ostilità tra il Regno d'Italia e le forze alleate degli anglo-americani.

La città di Siracusa, caratterizzata da ingenti ricchezze storiche, architettoniche e paesaggistiche, è stata dichiarata nel 2005, congiuntamente alla Necropoli Rupestre di Pantalica, patrimonio dell'umanità Unesco.

Odiernamente rappresenta il quarto comune più popoloso della Sicilia, preceduto da Palermo, Catania e Messina. È sede di rilevanti progetti socioculturali nazionali e internazionali.[N 3]

Nel 2009 ha ospitato il forum del G8 sull'ambiente dal quale è scaturita la carta di Siracusa sulla biodiversità, adottata al G8 dell'Aquila.[6] Nel 2015 Siracusa è stata selezionata dal progetto del Cnr, divenendo la prima città d'Italia ad assumere il titolo di smart city 2.0.[N 4]

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Tiche: Scoglio Due Fratelli, posto sulla costa nord-orientale della città
Profonde insenature naturali nella costa di Siracusa

Siracusa sorge nel lato sud-orientale della Sicilia. La sua geografia è molto variegata, comprende al suo interno fiumi e colline rocciose, e confina per lo più con il mare, che la circonda in quasi ogni suo lato. Ciò conferisce al paesaggio la conformazione tipica delle località che sorgono sulla costa: promontori, baie, isole e penisole. Il litorale siracusano presenta numerose scogliere e diverse spiagge sabbiose.

Siracusa si sviluppa in parte sull'isola di Ortigia e in parte sulla terraferma. Tenendo inoltre presente che l'intera città è situata all'interno dell'isola di Sicilia, e proprio per questa sua peculiarità geografica, Siracusa è spesso appellata come « isola nell'isola »[7]

La posizione geografica ha reso celebre Siracusa per i suoi tramonti: spesso descritti e decantati nella letteratura.[N 5]

La conformazione della costa determina la vasta insenatura naturale dentro la quale si sviluppa il porto Grande. A circa 1200 metri di distanza dalla punta meridionale dell'isola aretusea,[N 6] sorge il promontorio della penisola della Maddalena, la cui punta più estrema è rappresentata dalla scogliera di Capo Murro di Porco, di fronte alla quale si estende l'area marina protetta del Plemmirio.[8] La penisola era detta anche isola (nome odierno dato ad una sua contrada) poiché un tempo lo stretto lembo di terra che oggi la collega alla terraferma, era sott'acqua.[9]

A nord della città si configura il promontorio di Santa Panagia,[10] dove un tempo sorgeva il terzo porto di Siracusa: Trogilo.[11]

« Tre porti erano aperti a tutte le navi dell'universo: il Trogilo a settentrione, a mattino il Porto marmoreo, a mezzogiorno il Porto maggiore, il Sicanium sinus di Virgilio, vasto cotanto che in esso si azzuffarono più di cento navi. »
(Davide Bertolotti, L'Italia descritta e dipinta, vol. 2, p. 306.)
La spiaggia di Cala Rossa sul lungomare di levante nell'isola di Ortigia, cinta dagli scogli

La città si affaccia sul mar Mediterraneo centrale,[12] attorniata dal bacino del mar Ionio.[N 7]

Siracusa dà inoltre il suo nome alla scarpata siciliana, detta «Scarparta di Malta e Siracusa»[13] o «Scarpata Ibleo-Maltese»,[13] la quale si sviluppa a est di Siracusa, nello Ionio, fino a Malta.[N 8][14]

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

L'orografia di Siracusa è formata da sommità moderate: la maggiore di queste è data dall'altopiano dell'Epipoli, facente parte geologicamente delle propaggini orientali dei monti Iblei. Alle pendici dell'Epipoli, situate tra Akradina e Neapolis, si innalza il colle Temenite.

All'interno della città la balza dell'Akradina, anch'essa appartenente al sistema ibleo, conferisce al paesaggio urbano ampie e frastagliate pareti di roccia calcarea, conosciuta come pietra bianca di Siracusa,[N 9] alternando cavità naturali e artificiali, le quali costituiscono un'importante zona archeologica della città.

In questa balza si sviluppa la latomia dei Cappuccini: la più vasta tra le latomie siracusane. Le latomie sono una caratteristica principale della città di Siracusa, ne possiede numerose. Esse sono state intagliate fin dall'epoca greca; Cicerone ne lasciò ampia descrizione, definendole come « opera grandiosa, magnifica, dei re e dei tiranni ».[16]

Nel lato nord della città proseguono le propaggini iblee, formando paesaggi rocciosi e grotte, come avviene a Scala Greca; quartiere che prende il nome da una latomia d'epoca greca che sorgeva nei pressi dell'ingresso nord, e principale, della polis: detto Hexapylo. Oltre i resti della scala sorge la cava di Santa Panagia, scavata da un torrente di acque meteoriche, rappresenta l'unica cava degli Iblei a contatto con il mare.

Il territorio ibleo è interessato dalla presenza di numerose grotte: in contrada Grotta Perciata, al limite del territorio comunale, si trova una delle grotte carsiche più importanti della Sicilia, per la quale è stata istituita una riserva protetta: la riserva naturale integrale Grotta Monello. Essa è situata tra valli fluviali e versanti scocesi, spesso proibitivi.[17] Al suo interno si sviluppano notevoli stalattiti e stalagmiti delle più svariate forme.[17][N 10]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Il fiume Ciane circondato dalle piante di papiro. Il nome deriva dal greco antico, Cyanos: azzurro
Il fiume Anapo nel punto in cui sfocia sul mar Ionio, nei pressi dei Pantanelli

I fiumi che attraversano l'area della città sono l'Anapo e il Ciane.[N 11] Sono questi due fiumi antichissimi, già noti alla letteratura d'epoca greca, la quale in generale donò ai corsi d'acqua di Siracusa una storia ricca di miti e leggende. I due fiumi sfociano affiancati nel mar Ionio,[N 12] presso i Pantanelli, pianura alluvionale, dove si trova la riserva naturale delle saline di Siracusa: saline non più in uso da diversi anni.[18]

Vi è infine un altro importante fiume che interessa l'area di Siracusa: il fiume Cassibile, il quale, pur scorrendo al di fuori del territorio di competenza comunale, ha però la sua foce presso la contrada di Fontane Bianche.[19]

Nell'area paludosa, sita ad ovest della città, dove sorgevano le paludi Lisimelie,[N 13][20] con i lavori di bonifica del XX secolo, sono sorti i canali artificiali di Mammaiabica, Scandurra, Pismotta e Regina.[21] Di fronte ai Pantanelli, sull'isola di Ortigia, si trova la rinomata fonte Aretusa, composta da acqua dolce, che sgorga da una grotta posta davanti al mare; fonte scaturita dalle falde acquifere di Siracusa.[22]

Sul colle Temenite sorge la grotta del Ninfeo, al cui interno sgorga una piccola cascata - la quale dà origine a un laghetto - che giunge in loco tramite l'acquedotto Galermi, noto per essere il più antico acquedotto della Sicilia, costruito dal tiranno Gelone nel 480 a.C., ancor oggi trasporta in città le acque dell'Anapo.[23]

Nel lato nord di Siracusa, tra Scala Greca e la Targia, si sviluppa un'altra sorgente d'acqua dolce, chiamata fonte Acqua della Colomba, la quale si mescola con l'acqua salata del mare, dando vita a un particolare ecosistema marino.[24]

Flora e fauna[modifica | modifica wikitesto]

Il papiro di Siracusa

Siracusa rappresenta l'unica città in Europa al cui interno cresce spontanea la pianta del papiro.[N 14] Questa pianta, originaria del Nordafrica, cresce nell'ambiente siracusano fin dalla tarda epoca greca.[N 15] Essa venne riscoperta nel Settecento dall'erudito Saverio Landolina.[25] Dalla pianta si ricava la carta di papiro, usata per la scrittura fin dall'antichità. In città ha sede l'Istituto Internazionale del Papiro - ente fondatore del museo del papiro di Siracusa[26] - il quale è divenuto un importante punto di riferimento nella papirologia: ad esso vengono affidati i papiri dell'antico Egitto, grazie alla collaborazione del museo egizio del Cairo, per essere studiati e curati.[27]

La macchia mediterranea caratterizza la flora e la fauna di Siracusa: palme, uliveti e fico d'india crescono in abbondanza, così come gli agrumeti: il limone di Siracusa è noto a livello internazionale.[28] Altre specie vegetali sono endemiche solo di questo determinato habitat, caratterizzato dalla roccia calcarea, come la ortica rupestre Guss., il trachelio siciliano, i perpetuini degli Iblei.[29]

Di particolare interesse risulta la flora fluviale: la pianta più caratteristica è senza dubbio il raro cyperus papyrus, studiato e rinomato nella letteratura. Inoltre grazie alla presenza del mare, a Siracusa si è sviluppata una delle più importanti concentrazioni di palma nana (quasi un chilometro quadrato), tra le più estese nel Mediterraneo.[N 16][30] In città, presso la zona archeologica, si può altresì ammirare uno dei più imponenti esemplari secolari di ficus delle pagode in Italia, che qui ha trovato l'habitat ideale per prosperare.[31]

Siracusa riveste un ruolo primario nella ricettività dell'avifauna migratoria. Il suo territorio vanta la presenza di specie rare nel resto d'Europa, come il falco laniaro[32] e la trota macrostigma, autoctona della Sicilia sud-orientale.[33]

La variegata conformazione del territorio consente inoltre la presenza di altri tipi di faune, come quella cavernicola (o spelea),[34] d'acqua dolce e soprattutto quella marina: il Plemmirio rappresenta un importante osservatorio per lo stazionamento dei cetacei (balenottere, delfini, capodogli e altri giganti del mare).[35]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Siracusa.
Siracusa vista dal mare con l'Etna alle spalle
« A Siracusa i venti dominanti sono il mezzogiorno e il greco: le burrasche sono accompagnate da forti venti di greco-levante e di scirocco-levante che durano quattro o cinque giorni. Si attribuisce comunemente il cattivo tempo all'accumularsi delle nubi intorno all'Etna. »
(Società italiana di fisica, Il Nuovo cimento, vol. 21-22, 1866, p. 89.)

Il clima di Siracusa è quello tipico delle aree mediterranee costiere e quindi piovoso e mite in inverno, caldo ma ventilato e siccitoso in estate. In particolar modo, il clima di Siracusa è noto per essere dominato dal vento di scirocco.[36]

Secondo un'ipotesi il toponimo di questa città trarrebbe la propria origine dall'intenso vento di sud-est (che a sua volta prende il nome dalla Siria)[37] che soffia sul territorio: Siraco (o Syraka) deriverebbe dal « termine arabo-magrebino Suloq = vento di mezzogiorno, scirocco »,[N 17] ma la radice di tale toponimo è stata definita controversa e l'ipotesi rigettata.[38]

Il mare e le correnti fanno prevalere spesso un clima umido. Le temperature massime si attestano nei mesi invernali sui 16 °C e nei mesi estivi sui 35 °C; mentre le minime sono rispettivamente 7 °C e 20 °C.
Le precipitazioni medie annue sono pari a circa 500 mm distribuite su 60 giorni. In autunno possono presentarsi episodi alluvionali.[39]

La neve è un fenomeno raro a Siracusa, si è però verificata durante qualche episodio eccezionale.[N 18][40] D'estate invece si possono toccare facilmente temperature molto elevate.[N 19]

SIRACUSA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 14,8 15,3 17,1 19,7 23,7 28,2 31,3 31,2 28,1 24,0 19,6 16,3 15,5 20,2 30,2 23,9 22,4
T. min. mediaC) 7,3 7,5 8,7 10,7 13,9 17,8 20,7 21,2 19,2 16,0 12,1 9,0 7,9 11,1 19,9 15,8 13,7
Precipitazioni (mm) 75 52 44 30 16 5 3 7 44 78 94 78 205 90 15 216 526
Giorni di pioggia 9 7 6 4 3 1 1 1 4 7 8 9 25 13 3 19 60

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Siracusa.
Origini del nome

Approfondimento: Origini del nome di Siracusa

Moneta di Siracusa, risalente al V secolo a.C., recante la legenda: ΣΥRAKOΣION (custodita al Bode-Museum di Berlino)

Le origini del nome di Siracusa sono estremamente incerte. È sulla monetazione dell'antica città che questo toponimo si attesta per la prima volta, fin dal VI secolo a.C. Tra le ipotesi più note vi è la derivazione:

(GRC)

« μεγαλοπόλιες ὦ Συράκοσαι,
βαθυπολέμου τέμενος Ἄρεος,
ἀνδρῶν ἵππων τε σιδαροχαρμᾶν δαιμόνιαι τροφοί,
ὔμμιν τόδε τᾶν λιπαρᾶν ἀπὸ Θηβᾶν φέρων μέλος ἔρχομαι ἀγγελίαν τετραορίας ἐλελίχθονος »

(IT)

« O bella figlia di cittadi altere,
Possente Siracusa
Tempio al signor di bellicose schiere;
O divina nutrice
Di generose menti,
Ed alati destrier nel campo ardenti,
A te con l'aurea musa,
Fedele annunziatrice
Della quadriga, onde si scuote il suolo,
Dalla fertile Tebe oggi men volo. »

(Pindaro, Pitica II, ΙΕΡΩΝΙ ΣΥΡΑΚΟΣΙῼ, ΑΡΜΑΤΙ,[47] vv. 1-11.)

Antica Siracusa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Siracusa (città antica).

Gli scavi archeologici sul territorio hanno stabilito che la zona dove sorse Siracusa venne abitata, senza soluzione di continuità, fin dalle epoche più remote dell'uomo: tra queste antiche civiltà si segnala quella di Stentinello, che prende il nome dal sito costiero di Siracusa; i suoi reperti risalgono al 6000 a.C.

Le origini della città sono d'incerta datazione: secondo la tradizione tucididea fu nel 733 a.C. che un gruppo di Corinzi, guidato dall'ecista Archia, giunse sull'isola di Ortigia e scacciandone i Siculi vi si insediò, fondando la polis di Syrakousai.

Epoca greca[modifica | modifica wikitesto]

La colonia corinzia crebbe in tempi rapidi e assoggettò i territori geograficamente vicini ad essa. Dopo aver fondato a sua volta delle colonie — Acre, Casmene, Eloro, Kamarina — fu consegnata dai propri cittadini, come conseguenza dello scontro sociale tra Gamoroi e killichirioi, al dinomenide Gelone, tiranno di Gela, che lasciò la sua polis d'origine e si stabilì con la sua corte a Siracusa, inaugurando nel 485 a.C. il principio della tirannide siracusana.

I funerali di Timoleonte, generale corinzio, tenne il governo della polis dal 344 al 335 a.C. (Giuseppe Sciuti, XIX sec.)

Nell'arco della sua secolare storia Syrakousai ebbe una lunga serie di tiranni, ai quali si alternavano fragili momenti di potere popolare, per lo più assoggettato all'oligarchia.

Tra i numerosi tiranni che governarono la polis, cinque, più di tutti gli altri, si distinsero nel panorama del mondo antico per ingegno, fama e potere: oltre al già citato Gelone, lunga vita ebbero i governi assolutistici di Ierone I, Dionigi I, di Agatocle e Ierone II.

Costoro dominarono grande parte della Sicilia, spingendo la presenza siracusana all'interno della Magna Grecia, ed estesero l'influenza della polis sull'ampio scenario del Mediterraneo, colonizzando o creando degli strategici approdi commerciali (come l'operato dei Dionigi in Adriatico, sia dal lato dell'Italia che da quello dei Balcani, durante l'età dionigiana), o ancora assoggettando le città che incontravano nel loro cammino per sottrarle al nemico (esempio di ciò fu Agatocle con la sua spedizione in Africa[48]).

La Siracusa greca fu la principale rivale della capitale fenicia Cartagine, la quale occupando con il suo operato bellico e commerciale la parte occidentale dell'isola (chiamata eparchia punica) diede vita alle guerre greco-puniche.

La leggenda della spada di Damocle, ambientata nella Siracusa d'età dionigiana

Queste due influenti metropoli, in un susseguirsi di trattati di pace e scoppi di nuove battaglie, animarono con fare cruento l'intera storia della Sicilia greca.

Oltre ai forti contrasti interni con le altre poleis siceliote e con i Barbari — si segnala ad esempio la guerra contro Akragas e il conflitto contro la Syntèleia di Ducezio, re dei Siculi —, Syrakousai ricevette l'ambiziosa offensiva esterna da parte di Atene. La capitale attica allestì una poderosa spedizione diretta sulla Sicilia, nel contesto bellico della guerra del Peloponneso, con l'intento di conquistare la rinomata città costiera che con la sua politica espansiva minava gli interessi ateniesi sull'Occidente. Durante l'avvenimento bellico si distinse il generale siracusano Ermocrate — che in seguito condurrà egli stesso i soldati Siracusani in Asia Minore, al fianco di Sparta, nella fase finale della medesima guerra.

La corte di Siracusa fu una celebre sede mecenatica. Ospitò i nomi più conosciuti del mondo greco, tra i quali Eschilo, Pindaro, Ibico, Senofonte, Platone; quest'ultimo non si limitò a soggiornare nella pentapolis, ma fu coinvolto — così come l'Accademia di Atene — nel pieno della storia politica di Syrakousai, compiendo diversi viaggi e divenendo confidente di Dione, che a sua volta fu il principale avversario politico del tiranno Dionigi II.[49]

Oltre ad essere una meta mecenatica per chi proveniva dall'esterno, Siracusa fu la patria natia di un ingente numero di personalità elargite al mondo delle arti, della filosofia e della scienza. Tra costoro spiccano i nomi di Iceta e Ecfanto, pitagorici, asserirono le prime teorie sulla rotazione dell'asse terrestre.[N 20]

L'uccisione di Archimede durante l'assedio romano di Siracusa (Thomas Degeorge, XIX sec.)

Epicarmo, che Platone definì «l'archegeta della commedia»[50]; Tisia e Corace, considerati i fondatori della retorica;[51] Teocrito, definito l'inventore della poesia bucolica;[52] Archimede, matematico, inventore, scienziato[N 21], si pose alla guida di Siracusa quando questa venne assediata dai Romani nel 212 a.C..

Dopo un tempo lunghissimo, avvenne la capitolazione, ad opera del console Marco Claudio Marcello.

Durante la foga della conquista, un soldato romano uccise Archimede. Tutte le ricchezze di Siracusa, accumulate in secoli di dominio e prosperità, vennero depredate e trasportate a Roma. Fu un punto di svolta importante nella cultura del Mediterraneo.

Epoca romana e bizantina[modifica | modifica wikitesto]

Busto dell'imperatore romano Nerva, I secolo d.C., riscoperto nel quartiere di Akradina

Pur avendo perso la propria autonomia, Syracusae rimase per l'intera epoca romana il principale centro egemone della Sicilia; venne istituita la provincia Siracusana e la città fu designata capitale della Sicilia romana. Nel corso dei secoli caratterizzati dal dominio romano sul mediterraneo, giusero a Siracusa ingenti personalità: Scipione l'Africano preparò da qui l'esercito che avrebbe affrontato Annibale;[53] Cicerone, giungendovi per contrastare il mal governo del pretore Verre, descrisse minuziosamente la città, descrivendola come «la più bella e la più grande città greca»[54]; l'imperatore romano, Augusto, intitolò alla città la stanza speciale della sua casa: uno studiolo che soleva chiamare «la sua Siracusa», come testimonia Svetonio.[N 22]

Con l'avvento del cristianesimo nacquero in città imponenti catacombe. Qui giuse presto il messaggio apostolico, poiché il suo porto fu il ritrovo delle «navi che dall'Oriente e dall'Africa erano dirette a Roma, o da Roma ad Alessandria o a Cartagine»; lo stesso percorso marinaro intrapreso dai primi missionari.[N 23] La tradizione vuole che il primo vescovo di Siracusa fu Marciano, mandato dall'apostolo Pietro, mentre gli Atti degli apostoli affermano che qui sostò per tre giorni Paolo di Tarso, nell'anno 61.[55] Durante l'impero di Diocleziano, il 13 dicembre del 304, avvenne il martirio di Lucia da Siracusa.[56]

Con le invasioni barbariche decadde l'impero romano d'Occidente, e nel V secolo la città entrò a far parte dell'impero romano d'Oriente, in seguito noto come impero dei Bizantini. Per un disegno politico voluto dall'imperatore Costante II, Siracusa divenne capitale dell'impero dal 663 al 668, fino all'assassinio di Costante, avvenuto in una località della città chiamata da Teofane «le terme di Dafne».[57]

La città venne infine presa di mira dagli Arabi: dopo un primo assalto, respinto, nell'827, Siracusa cadde in maniera definita durante il secondo cruento scontro, terminato il 21 maggio dell'878.

Ogni sorta di fortificazione venne distrutta, la città fu data alle fiamme, copioso il bottino depredato dai conquistatori al suo interno: gli Annali musulmani descrivono le ricchezze della Siracusa bizantina come le più ingenti mai rinvenute dagli Arabi durante le loro conquiste.[58] I suoi abitanti vennero fatti schiavi e imprigionati nelle carceri di Palermo, la capitale araba. La Cronoca araba di Cambridge attesta che vennero dopo sette anni riscattati.[59]

Epoca medievale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Siracusa in epoca medievale.

Il periodo arabo di Siracusa rimane permeato dal silenzio delle antiche fonti, in particolar modo i primi anni che seguirono alla violenta conquista. Una damnatio memoriae voluta prima dagli arabi, per cancellare il forte ruolo giocato da Siracusa nell'antichità classica,[60] e poi dai successivi conquistatori, per cancellare le tracce, soprattutto architettoniche, del periodo islamico attraversato dalla città.[61]

Il castello Maniace occupa la punta più estrema dell'isola di Ortigia. Per Federico II di Svevia, suo edificatore, questo castello doveva rappresentare la porta d'Europa[N 24]

Tuttavia giungono in aiuto alcune testimonianze scritte, risalenti pressappoco al periodo in questione, che danno la certezza che Siracusa venne presto reintrodotta nei circuiti commerciali dell'isola, così come rifiorì nuovamente il suo centro abitato. Il geografo Muhammad al-Idrisi (XI-XII secolo) nel Nuzhat al-Mushtaq, altrimenti noto come libro di Ruggero, descrive la città di Siracusa in entusiastici termini:

« Siracusa è delle città celeberrime e de' più nobili paesi. Cittadini e foresi d'ogni banda cavalcano alla volta di lei; a lei s'indirizzano i mercatanti viaggiatori di tutte le regioni. Sta sul mare che la bagna da tutti i lati, se non che avvi una porta a settentrione, donde si entra e si esce. Superfluo sarebbe descrivere largamente questo luogo sì famoso [...][N 25] »

Durante i decenni arabi, Bisanzio, con a capo l'imperatore Michele IV, provò a riconquistare Siracusa. Fu spedito in Sicilia il generale bizantino Giorgio Maniace, che nel 1040 riuscì a prendere la città. Suoi maggiori compagni d'armi erano i guerrieri Italici ed i Normanni, guidati da Harald Hardrade di Norvegia, Guglielmo Braccio di Ferro — soprannome datogli per aver trafitto con la spada l'emiro di Siracusa[62] —, Drogone d'Altavilla, Arduino di Melfi e Stefano il Calafato, cognato dell'imperatore, posto a capo della flotta.[63]

Il duomo di Siracusa ha seguito la millenaria storia della città: dà principio fu Tempio di Atena (di cui permangono la struttura e le colonne), venne poi convertito in chiesa cristiana e ristrutturato nelle varie epoche

Dopo numerose vittorie nacquero però delle gravi discordie interne all'esercito. Maniace dovette abbandonare la Sicilia, i Normanni si dichiararono contro i Bizantini. Si formarono nuovi equilibri che portarono ad una ripresa del dominio arabo su Siracusa. Nel 1061, in un contesto di guerra civile interna,[N 26] cominciò la conquista normanna per l'intera Sicilia.

Nel 1086, il suo emiro Ibn ‘Abbād, chiamato dalle cronache del tempo con il nome di Benavert,[64] dopo aver concentrato su di sé le ultime speranze dei musulmani di Sicilia,[65] si scontrò in una battaglia navale, avvenuta all'interno del Porto Grande, con il conte normanno Roberto il Guiscardo, il quale ebbe la meglio. Siracusa cadde. Il poeta arabo-siculo Ibn Hamdis, testimone dell'epoca, descrisse così l'avvento normanno in città:

« O stupore, i diavoli (gli infedeli) si sono insediati nelle ardenti costellazioni celesti e Siracusa è diventata loro una salda dimora, lì dove van visitando fra i rovi gli avelli[66] »

Con l'avvento normanno Siracusa divenne una contea, governata da un proprio conte, nella figura di Giordano d'Altavilla, nipote di Ruggero d'Altavilla; divenuto Gran conte di Sicilia.

I Normanni confermarono tuttavia quel che già gli Arabi avevano stabilito al tempo della loro conquista: capitale della Sicilia rimase Palermo, mentre Siracusa, con il passare dei secoli, perse sempre più egemonia.[67]

Le regine di Siracusa: Bianca di Navarra, che donò il proprio stemma ai siracusani, e Isabella di Castiglia, governante della Camera reginale dal 1470 al 1504

Ristretta e abitata nella sola isola di Ortigia, i Siracusani videro il sesseguirsi di altre dominazioni, alcune del tutto estranee al resto della Sicilia, come il caso della contesa tra le repubbliche marinare di Genova e Pisa, entrambe desiderose di insediarsi a Siracusa e di annoverarla tra i loro feudi. A riportare la città sotto il controllo del governo di Sicilia fu il re Federico II di Svevia, che nel 1234 la dichiarò sua urbs fidelissima.[68]

Seguirono gli Angioini e la rivolta dei Vespri Siciliani, durante i quali la città si dichiarò libero comune,[N 27] fino all'avvento degli Aragonesi.

L'Ariete di bronzo (III sec. a.C.) sottratto dalla città per volere della regina Maria Enríquez, che lo donò a colui che punì la rivolta dei Siracusani nel 1448: Giovanni Ventimiglia

Nel 1302 Siracusa divenne sede delle regine del Regno di Sicilia, e da queste venne per lungo tempo governata,[69] posta a capo di 9 comuni della Sicilia orientale[N 28] tramite l'istituzione della Camera Reginale («come uno Stato dentro lo Stato»[70]): la sua prima regina fu Eleonora d'Angiò mentre Germana de Foix, figlia del re di Francia Luigi XII, ne fu l'ultima, poiché dopo di lei, nel 1536, la Camera venne abolita e la città passò sotto il potere diretto del re Carlo V.[71]

Con una delle sue regine, Bianca I di Navarra, chiamata dalla storiografia siciliana “la regina Bianca”, Siracusa si ritrovò assediata dall'esercito del gran giustiziere di Sicilia, Bernardo Cabrera, che voleva impadronirsi dell'isola, sottraendola alla regina.

Bianca, riparatasi su di una torre in città, venne difesa dai Siracusani, i quali riuscirono a sconfiggere l'esercito del Cabrera. La regina donò loro, in segno di riconoscimento, il suo stemma: la torre merlata che i Siracusani impressero all'interno della figura dell'aquila, a simboleggiare la fortezza rappresentata dalla città, dando così origine allo stemma comunale che tutt'oggi rimane immutato.[72]

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Siracusa in epoca moderna.
La famiglia del Re Francesco I di Borbone, l'ultimo a destra è Leopoldo, futuro conte di Siracusa

Nel 1492, con l'editto spagnolo, per il quale tutti gli ebrei vennero cacciati dalla Sicilia, scomparì anche la comunità ebraica di Siracusa, una delle più antiche d'Europa. Nel 1678 la città fu dichiarata piazza d'armi, dal vicerè spagnolo Francisco de Benavides, il quale fece insediare un comandante militare all'interno del castello Maniace.[73] Il gravoso peso militare portò a un lento spopolamento della città.[74]

Dopo il disastroso terremoto del 1693, la città dovette essere ricostruita, il che fu fatto adottando lo stile Barocco, che in Siracusa ebbe notevole fioritura.

Con il Trattato di Utrecht, nel 1713, la Spagna rinunciò alla Sicilia, che passò ai Savoia, i quali vi dovettero rinunciare per via del Trattato dell'Aia. Furono sostituiti dagli austriaci, e Siracusa divenne piazzaforte finale degli Asburgo.[N 29][75]

Nel 1734 iniziò l'epoca Borbonica. Nel 1798 approdò al porto di Siracusa l'ammiraglio britannico Orazio Nelson, diretto in Egitto per affrontare Napoleone Bonaparte. I siracusani riempirono di provviste Nelson e le sue navi.[76]

« Miei cari amici, grazie al vostro operato abbiamo ottenuto viveri e acqua e certo, poiché abbiamo bevuto alla fonte di Aretusa, ho tutte le ragioni di credere che riporteremo la vittoria. »
(Orazio Nelson scrive agli Hamilton, da Siracusa. Gilbert Sinoué (trad. Giuliano Corà), Lady Hamilton.)

Dopo la vittoria su Napoleone, Nelson tornò a Siracusa, nel 1800, ricevendo una medaglia d'oro e la cittadinanza onoraria.[77][N 30]

«Veduta di Siracusa», Jakob Philipp Hackert, 1791

Negli anni del Grand tour, prima forma di turismo, Siracusa giocò un importante ruolo nelle opere letterali dei viaggiatori europei.[78] Giunsero influenti artisti che lasciarono memoria visiva e scritta della città, come Brydone, Houël, Schinkel, Yorck von Wartenburg, Maupassant, August von Platen (di cui permane la tomba nel cimitero acattolico presso la villa Landolina).[79] Tra costoro non si può annoverare Goethe, il quale evitò Siracusa affermando: «di questa magnifica città non è rimasto di grandioso che il nome»,[80] curiosamente la sua “non visita” è rimasta per il secolo successivo, oggetto di discussione.[N 31]

Gli ultimi decenni borbonici furono per Siracusa di estrema sofferenza: nel 1837 in città scoppiò un'epidemia di colera. Dei rivoluzionari siracusani nel frattempo si ribellarono al governo borbonico, re Ferdinando II di Borbone fece quindi declassare la città, togliendole il titolo di capoluogo e assegnandolo a Noto. Durante il 1848, anno conosciuto come primavera dei popoli, per via dei moti rivoluzionati scoppiati in tutta Europa, Siracusa chiese ed ottenne dal nuovo governo, con a capo Ruggero Settimo, di poter riacquistare il titolo di capoluogo. Tuttavia fu un cambio effimero, poiché durò ben poco.

Il 28 luglio del 1860 i garibaldini fecero capitolare la fortezza di Siracusa - si segnala in quei frangenti, tra gli altri, la presenza in città del noto sociologo russo Kovalevskij.[81] Precedentemente, il 3 giugno dello stesso anno, era avvenuto un carteggio tra il Comitato di Siracusa[N 32] e Garibaldi:

« Siracusa è degna della comune attenzione: quest'antica repubblica, la città delle antiche memorie, sovra ogni altra di Sicilia, attira le generali simpatie. »
(Giuseppe Garibaldi in Archivio storico per la Sicilia orientale, vol. 56, 1960, p. 172.)

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Siracusa in epoca contemporanea.
Dal XIX secolo alla seconda guerra mondiale
Locandina della prima rappresentazione classica a Siracusa (opera di Leopoldo Metlicovitz)

Con l'unità d'Italia la città riacquistò nel 1865 il titolo di capoluogo, non senza un acceso dibattito con la fazione netina,[82] poiché il perdurare della particolare situazione d'età borbonica era divenuta oramai una vexata quaestio tra le due città.[83][N 33]

Sul finire del XIX e l'inizio del XX secolo, la città fu meta di insigne personalità; si citano, tra gli altri, Oscar Wilde, Richard Strauss,[84] Otto Weininger,[N 34] André Gide, Guglielmo II di Germania,[N 35] Sigmund Freud,[N 36] Gabriele D'Annunzio,[N 37] Ernst Jünger,[85] a conferma del vivo interesse che la città continuava a suscitare in ambito culturale.

Nell'aprile del 1914 venne portato in scena il primo ciclo di rappresentazioni classiche che si tennero al teatro greco di Siracusa: un decennio dopo sarebbe nato l'istituto nazionale del dramma antico.

Firma dell'armistizio. Da sinistra a destra: i generali Smith, Castellano e Eisenhower

Nella guerra coloniale italiana e nel regime fascista di Benito Mussolini, Siracusa assunse un ruolo importante, essendo la sua posizione geografica predisposta alla rotta tra l'Italia e l'Africa.[86] Il re Vittorio Emanuele III visitò la città diverse volte, fino al 1942.

Truppe britanniche per le vie di Siracusa, tra edifici bombardati

Durante la seconda guerra mondiale Siracusa subì numerosi bombardamenti.[N 38] A largo della città, nel 1941, avvenne inoltre l'affondamento del transatlantico Conte Rosso, che causò un grave numero di vittime.[87]

Siracusa venne occupata dagli Alleati il 9 luglio del 1943, tramite l'operazione Ladbroke. In un primo momento la città fu sede dell'AMGOT, il governo militare alleato.[88]

Il 3 settembre 1943, si firmò segretamente nei pressi di Cassibile, l'armistizio tra l'Italia e gli Alleati. In seguito venne costruito il Syracuse War Cemetery, per i caduti inglesi.[89] Finita la guerra, la città conobbe un periodo di ricostruzione e nuove speranze.

Dal dopoguerra al XXI secolo

Il 1953 fu un anno importante per Siracusa, poiché avvenne al suo interno la lacrimazione di un'effigie mariana, evento che la chiesa ha dichiarato miracoloso[N 39][N 40] Nel 1954 giunse a Siracusa, ufficialmente in vacanza, Winston Churchill.

Tra la fine degli anni '50 e la fine degli anni '70, nacque e si sviluppò, nel lato periferico nord della città, il polo petrolchimico siracusano, che venne annoverato tra i più vasti poli petrolchimici d'Europa.[90] Ciò non fu senza ripercussioni sociali: per quanto riguarda i territori di Siracusa, l'industria interessò la baia di Santa Panagia, la contrada Targia e il borgo di Priolo Gargallo, che divenendo un centro industriale, chiese ed ottenne l'indipendenza da Siracusa nel 1979.[91] Le industrie giunsero a lambire l'entrata nord della città. Oltre alla ricchezza economica, il polo portò al deturpamento e all'inquinamento dell'ambiente circostante.[92]

Il pontile Isab all'interno della baia di Santa Panagia, con l'omonima tonnara

Nel 1985 la principessa Diana Spencer e Carlo, principe di Galles, visitarono la città.[93] Nel 1990 un violento terremoto, detto di Santa Lucia poiché accadde il 13 dicembre, provocò ingenti danni alla città e parecchie polemiche per il silenzio istituzionale che seguì.[94]

Nel novembre del 1994 papa Giovanni Paolo II venne in città per inaugurare il santuario della Madonna delle Lacrime, e per l'occasione tenne un discorso alla cittadinanza, radunatasi presso la balza di Akradina:

« Saluto in voi, cittadini di Siracusa, gli eredi di questo glorioso passato e i custodi di un patrimonio di civiltà che occorre far fruttificare anche nel nostro tempo. A voi il compito di interpretare con sensibilità moderna il messaggio sempre attuale della classicità. »
(Papa Giovanni Paolo II, 5 novembre 1994, Alla cittadinanza di Siracusa.[95])

Nel 2005 l'UNESCO ha inserito Siracusa tra i Patrimonio dell'umanità, per l'occasione venne in visita il presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2009 presso il Castello Maniace, si svolse il G8 per l'ambiente. Nel 2014 la città presentò, facendosi capofila del Sud Est siciliano, la sua candidatura a capitale europea della cultura, con il tema di « frontiera d'Oriente », ma fu esclusa dalla fase finale.[96]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma del Comune
Gonfalone del Comune

La descrizione dello Stemma del Comune di Siracusa, citata nel terzo articolo dello Statuto Comunale:[97]

« Di verde all'aquila al naturale, al volo abbassato e con l'ala sinistra chiusa, cimata di corona regia, caricata nel petto di un castello d'oro, torricellato, afferrante con gli artigli d'oro i fulmini di Giove dello stesso. Sotto lo scudo una lista d'azzurro con la scritta S.P.Q.S. »
(Decreto dell'8 dicembre 1942[98])

Il motto posto sotto lo scudo, su di una lista di colore azzurro, reca la scritta S.P.Q.S, che in lingua latina significa Senatus PopulusQue Syracusanus, tradotto in italiano: Il Senato e il Popolo Siracusano.[99]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Siracusa dal luglio del 2005, insieme alla necropoli rupestre di Pantalica, è entrata a far parte della lista dei World Heritage.[100] I criteri di tale inserimento sono stati:

  • Criterio II: I siti ed i monumenti di Siracusa/Pantalica formano un "Insieme", che costituisce una raccolta unica quale straordinaria testimonianza delle culture del mediterraneo attraverso i secoli e nello stesso spazio.
  • Criterio III: "L'insieme" Siracusa/Pantalica offre, attraverso la sua straordinaria diversità culturale, una eccezionale testimonianza dello sviluppo della civilizzazione di oltre 3 millenni.
  • Criterio IV: Il gruppo di monumenti e siti archeologici situati a Siracusa (tra il centro di Ortigia e i vestigi localizzati in tutta la zona urbana) sono il più grande esempio dell'eccezionale creazione architettonica che raggruppa diversi aspetti culturali (Greco, Romano, Barocco).
  • Criterio VI: L'antica Siracusa era collegata direttamente ad eventi, idee e lavori letterari di eccezionale importanza universale.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Siracusa.

Siracusa ha un vasto patrimonio architettonico religioso, che affonda le sue radici nell'epoca preistorica.[101] La religione dell'antica Grecia fece sì che sorgessero in città imponenti aree votive, come l'Ara di Ierone, e imponenti templi, di cui il più significativo e ben conservato è rappresentato dal tempio di Atena, convertito in chiesa con l'avvento del cristianesimo.

La maggior parte del patrimonio religioso è costituito da chiese, monasteri e conventi cristiani, di antica, o antichissima, e recente edificazione. Tra le più notabili e vetuste strutture si menzionano la chiesa di San Giovanni alle catacombe, con la più remota cripta di San Marciano, la chiesa di Santa Lucia alla Badia e la Santa Lucia al Sepolcro, con la rotonda di Santa lucia, tutte e tre dedicate alla Santa patrona della città. E ancora la chiesa di San Nicolò ai Cordari, la chiesa di San Martino, la chiesa di San Giovannello alla Giudecca, la Chiesa dello Spirito Santo e numerose altre strutture, alcune rappresentate persino da anfratti naturali, come le grotte, meritevoli di attenzione.[N 41]

Tra le recenti edificazioni spiccano il Pantheon di Siracusa e il santuario della Madonna delle Lacrime; sorto per ricordare l'evento mariano miracoloso del '53. Il santuario, dalla forma piramidale, rappresenta la chiesa più alta dalla città, visibile da elevata distanza.

La più vasta area cimiteriale è rappresentata dal complesso sistema catacombale - tra i più vasti al mondo - risalente all'epoca tardo romana. Nel XIX secolo sorse il cimitero monumentale della città, e a fianco vi venne costruito nel XX secolo il Syracuse War Cemetery, appartenente al Commonwealth delle nazioni, per le spoglie dei soldati inglesi.

In città trovano sede anche strutture di altre religioni. Il monumento più notevole è il miqweh di Siracusa, risalente all'epoca bizantina, descritto spesso come il più grande e antico bagno rituale ebraico d'Europa.[102]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo delle poste sullo sfondo del porto marmoreo
Piazza Archimede: il palazzo del Banco di Sicilia sullo sfondo della fontana di Diana
Piazza Duomo: sul lato destro antichi palazzi nobiliari, sullo sfondo di un'opera moderna
Via Minerva: storici edifici alle spalle del Duomo

Le architetture civili di Siracusa sono molteplici e si dividono principalmente in palazzi e ville.

La quasi totalità dei palazzi nobiliari antichi si trova nell'isola di Ortigia, poiché in epoca medievale e rinascimentale la città era racchiusa solamente al suo interno.[N 42]

Tra i più antichi edifici vi sono la trecentesca sede della Camera Reginale e il trecentesco palazzo Montalto, in stile gotico chiaramontano. Di notevole pregio sono il palazzo del Vermexio (o palazzo del Senato ), in stile barocco, odiernamente sede del comune di Siracusa,[103] il palazzo Arcivescovile, sede della curia vescovile siracusana, il palazzo della Sovrintendenza ai Beni Culturali della Provincia di Siracusa, in stile liberty,[103] ubicati all'interno di Piazza del Duomo. In stile rococò sono il palazzo Impellizzeri, sede dell'archivio di Stato di Siracusa,[104] e il palazzo Borgia del Casale, appartenuto al ramo siracusano dei Borgia.[103] Numerosi altri edifici compongono il patrimonio architettonico siracusano: i palazzi Gargallo,[105] il cui proprietario fu Tommaso Gargallo (fondatore di Priolo Gargallo), Beneventano del Bosco, Greco, Bonanno, Steri Magno e così via, appartenuti tutti alle famiglie nobiliari di Siracusa.[105]

L'ottocentesco palazzo dell'Antico Mercato e dell'Orologio, o della Banca d'Italia, sito in piazza Archimede, congiuntamente ad altri notabili edifici. I contemporanei palazzi delle poste e dell'hotel Des Etrangers. Le ville Politi, Landolina, Reimann e diversi altri edifici, tutti di grande pregio.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Bastione San Giovannello, epoca spagnola, 1500
Sala del castello Maniace, XIII secolo

Siracusa ha un importante patrimonio architettonico militare, legato alla sua millenaria storia. Dà principio sorse il castello Eurialo (ubicato nell'odierna frazione di Belvedere), per volere di Dionigi I: poderosa costruzione militare alla quale mise mano persino Archimede, come afferma Plutarco.[106] Il castello rappresentava il punto di congiunzione della vasta cinta muraria, anch'essa d'epoca dionigiana, che circondava interamente la città; ancor oggi rimangono visibili notevoli tratti delle mura e delle porte d'entrata: sia a sud che a nord.

Il castello Maniace, in stile gotico, sorse nella prima metà del Duecento, progettato da Federico II di Svevia, rivestì un importante ruolo nella vita militare della città: adibito a prigione e usato per contrastare le incursioni piratesche. Con l'avanzare dell'epoca medievale, la città, ristretta nella sola isola di Ortigia, venne sempre più fortificata. Nel 1500, con il dominio degli spagnoli, vennero distrutti gran parte dei monumenti per riutilizzare la pietra, intagliata in epoca greca, e costruire poderosi bastioni e muraglie che mutarono definitivamente l'aspetto della città.

Numerosi i forti e le torri d'avvistamento che sorsero in territorio urbano. La caserma Spagnola, la piazza d'armi di Montedoro, il carcere Borbonico; molti dei quali distrutti a fine dell'800.

In epoca contemporanea sono sorte la caserma Abela, destinata alle forze militari risiedenti in città, e l'idroscalo di Siracusa, odiernamente sede del 34º Gruppo Radar dell'Aeronautica Militare. Di rilevanza storico-culturale sono inoltre i tanti bunker costruiti durante la seconda guerra mondiale. Appartenente sempre agli anni dell'ultimo conflitto bellico è la batteria Lamba Doria, che occupa 48 mila m² nella parte meridionale della Penisola della Maddalena.[107]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Scavi archeologici di Siracusa.
« Quale delle città decadute, o scomparse, del mondo antico ha conservato, dopo Atene e Roma, una così vasta fama come Siracusa? C'è un uomo in Europa o in America, tra i meno colti delle classi non affatto ignoranti, il quale nel naufragio delle memorie scolastiche non ritrovi quel nome, e legati con quello altri ricordi confusi d'uomini grandi, di grandi fatti, d'opere meravigliose dell'ingegno umano? Non credo che ci sia al mondo altra grande città decaduta che abbia dinnanzi a sé una così meravigliosa immagine del suo grande passato. »
(Edmondo De Amicis, Viaggio in Sicilia (a cura di Luigi Veronelli), 1994, p. 40.)
Il teatro greco di Siracusa e l'anfiteatro romano di Siracusa all'interno del parco archeologico della Neapolis

Il patrimonio archeologico di Siracusa si trova distribuito per tutto il suolo urbano e extraurbano. Lungo tutto il percorso del siracusano si ritrovano importanti resti archeologici.

Nella lunga lista si annoverano numerose necropoli, come quella di Stentinello, dalla quale provengono le più antiche ceramiche (6000 a.C.), di Thapsos, di Ognina, del Plemmirio. Mentre all'epoca greca e a quella romana appartengono le colossali e monumentali testimonianze archeologiche: le alte latomie, che ovunque segnano la città, ne sono un importante esempio.

Siracusa possiede una delle più vaste aree archeologiche del Mediterraneo, rappresentata dal parco archeologico della Neapolis, al cui interno si trovano molti dei monumenti più significativi e storicamente evocativi della città: il teatro greco, la grotta del Ninfeo, la Via dei Sepolcri, l'Orecchio di Dionisio, l'acquedotto Galermi, l'Ara di Ierone, l'anfiteatro romano, l'arco trionfale di Augusto, la presunta tomba di Archimede e così via. Non mancano al suo interno nemmeno testimonianze archeologiche medievali, come i resti dei mulini di Galerme.

Il patrimonio archeologico di Siracusa prosegue, lasciando la Neapolis, verso tutto le direzioni: dal Foro siracusano al Ginnasio romano; dai resti del tempio di Zeus Olimpico al terrazzo roccioso di Scala Greca; dall'antica Epipoli, con i colossali resti del Castello Eurialo e le mura dionigiane, alle strade greche e latomie costiere della Targia.

Aree verdi[modifica | modifica wikitesto]

La latomia dell'Orecchio di Dionisio (così chimata da Caravaggio) all'interno della Neapolis
La baia di Ognina: sito archeologico e naturalistico

Giardini pubblici, vaste aree archeologiche e antiche ville, costituiscono il verde urbano. Numerosi i siti naturali da visitare, tuttavia dove la vegetazione maggiormente si concentra è all'interno delle già citate millenarie latomie, le quali abbracciano, tra gli altri siti, l'intero parco archeologico della Neapolis: importante polmone verde.

« Un'eterna primavera vi regna, le erbe vi crescono come arbusti, gli arbusti diventano alberi [...] Acacie, lauri, mirti, melagrani, ulivi, aranci, fichi sono meravigliosamente rigogliosi. [...] Le lonicere, le viti e la mesta glicina dai grappoli lilla, i convolvoli d'ogni colore e i gelsomini si arrampicano sui tronchi e si slanciano da un ramo all'altro. »
(La vegetazione delle latomie siracusane descritta da Luigi Vittorio Bertarelli, Insoliti viaggi, stampa 2004, p. 88.)

La città mantiene inoltre uno stretto contatto con la propria costa; essendo quasi totalmente circondata dal mare e avendo al suo interno diversi corsi d'acqua dolce, Siracusa conserva e rende usufruibili ai visitatori i propri luoghi marittimi e fluviali, per cui sorgono diverse strutture d'accoglienza immerse nella biodiversità di quest'area.

Riserve naturali protette[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del territotio comunale ricadono le seguenti aree naturali protette, visitabili:

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« Although the biggest city in the world was Pataliputra (Patna) on the Ganges, Syracuse was the largest in Europe. »

(IT)

« Sebbene la più grande città nel mondo fosse Pataliputra (Patna) sul Gange, Siracusa fu la maggiore in Europa. »

(Michael Grant, The Civilizations of Europe, 1965, p. 23.)

Nella sua millenaria storia, Siracusa ha attraversato periodi di grande popolamento e periodi di forte spopolamento. In età greca si ebbe la massima espansione della città. Gli storici si dividono nell'attribuire una cifra esatta sul numero di abitanti dell'antica metropoli, si va dai 250.000 abitanti all'oltre un 1.000.000.[108] In ogni caso la storiografia si dice certa che Siracusa non ebbe rivali, se non la stessa Atene,[109] nel rappresentare per l'epoca, la maggiore città europea.[110]

Dominazioni, guerre e carestie mutarono il volto della città, riducendola nel medioevo ai 15.000 abitanti. Il suo centro abitato si concentrò nella sola isola di Ortigia.[111] Una forte ripresa demografica avvenne dal secondo dopoguerra in avanti. Odiernamente la città conta una popolazione di oltre 120.000 abitanti.

Il grafico si riferisce alla sola epoca moderna.

Abitanti censiti[112]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Alla data del 31 dicembre 2015 a Siracusa risultano residenti 5.207 cittadini stranieri, pari al 4,3% della popolazione.[113] Le comunità nazionali più numerose sono le seguenti (dati aggiornati al 2014):

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Nell'antichità, grazie all'attivo movimento commerciale, la parlata siracusana rappresentava una delle lingue franche nel mediterraneo, inquadrata all'interno dei dialetti greci.[114] In seguito il dialetto si arricchì di nuove influenze culturali giunte dall'esterno.[115]

In base ai moderni studi effettuati sulla lingua siciliana, il dialetto siracusano rientra nelle seguenti due categorie:

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: festa di Santa Lucia a Siracusa.
La statua di Santa Lucia il giorno della processione, sull'uscio del Duomo di Siracusa

La festività siracusana popolare più nota a livello nazionale e internazionale è la festa di Santa Lucia, la quale comincia il 13 dicembre, giorno in cui si svolge la processione con la statua della Santa per le vie della città. La statua venne fabbricata nel 1500 e viene portata a spalla dai devoti.

La festività termina sette giorni dopo, con l'Ottava di Santa Lucia, quando il simulacro d'argento viene riposto all'interno del Duomo.

Negli ultimi tempi, per l'occasione giunge dalla Svezia una giovane, scelta nel proprio paese d'origine, e vestita di bianco rappresenta Lucia da Siracusa, partecipando alla processione con i siracusani.[116] Tale tradizione sveva nasce nel 1927 ed è alla base del gemellaggio tra Siracusa e Stoccolma.[117]

La festività per Santa Lucia si ripete nella prima domenica del mese di maggio, tale celebrazione prende il nome di Santa Lucia delle quaglie.[118]

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore)
Dato riferito alla provincia
Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2012 88ª posizione (- 7)[119] 98ª posizione (- 8)[120]
2013 89ª posizione (- 1)[121] 94ª posizione (+ 4)[122]
2014 83ª posizione (+ 6)[123] 92ª posizione (+ 2)[124]
2015 90ª posizione (- 7)[125]
Ecosostenibilità

Nel 2014 la città, entrata a far parte del sistema delle smart city, affiancata dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche), si è prestata ad un progetto di ricerca internazionale atto a monitorare costantemente l'ecosistema urbano, definito anche metabolismo urbano.[126] Il progetto è ancora in fase di svolgimento.[127]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Il promontorio di Ortigia: dall'alto sulla destra la Piazza Federico di Svevia, sede decentrata della facoltà di architettura

Biblioteche e università[modifica | modifica wikitesto]

La città dispone di diverse biblioteche, tra queste la più antica risale al 1780, denominata biblioteca arcivescovile alagoniana, istituita dal vescovo Gian Battista Alagona, ospita un patrimonio cartaceo di 60.000 libri. La maggiore è rappresentata dalla biblioteca comunale della città, istituita nel 1867, ospita circa 70.000 volumi.[128]

Siracusa non dispone di un proprio ateneo, tuttavia sono presenti le sedi decentrate delle facoltà di architettura,[129] e dei beni culturali della facoltà di lettere e filosofia (Università degli Studi di Catania), e il corso di laurea in scienze infermieristiche della facoltà di medicina (Università degli Studi di Messina).[130]

Sono presenti inoltre le sedi decentrate delle università telematiche Pegaso, Niccolò Cusano e la sede dell'università telematica del Mediterraneo.

Palazzo Greco, sede dell'INDA
Ex Chiesa di S. Francesco di Paola, sede dell'Istituto superiore internazionale di scienze criminali

Sono altresì presenti diverse accademie e istituti nazionali e internazionali di cui la città è sede centrale.

Accademie[modifica | modifica wikitesto]

Istituti e centri[modifica | modifica wikitesto]

Internazionali
Centri di studi internazionali
  • Mediterranean center for arts and sciences (MCAS)
  • Centro internazionale di studi sul barocco (CISB)[136]
  • The Hub Siracusa (denominato anche The Hub Sicilia),[137] facente parte dell'Euro-South Hub[138]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Sala del museo del papiro
La sala del Medagliere all'interno del museo archeologico Paolo Orsi
Siracusa: papiro del XIX secolo

Stampa e media[modifica | modifica wikitesto]

Periodici ed edizioni quotidiane
  • Libertà
  • Aretuseo
  • Giornale di Siracusa

Con la diffusione di Internet molti giornali, dapprima solo cartacei, sono oggi on-line: Siracusa2000.com, Siracusanews.it, Siracusatimes.it, Livesicilia.it, Giornalesiracusa.com.

Le emittenti televise che hanno sede a Siracusa sono di caratura locale e coprono il territorio provinciale: Teleuno Tris, Tvs C, Tris New, Siracusa Live Tv - Tvs, TeleSudEst, Telestar, Canale otto, TeleMondoCentrale, Video Siracusa (ora Blu TV), Video 66, Tele Marte (ora diventata tv satellitare), Tele Stampa Sud / 7 Gold.

Le radio: FM Italia, Radio Marte Siracusa, Radio Amore Italia, FM Classic, Radio Sicilia.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Film girati nella provincia di Siracusa.

La città ha rappresentato, e tutt'oggi rappresenta, un set cinematografico a cielo aperto per numerose pellicole. Ciò ha condotto in città molteplici personalità del mondo del cinema come Vittorio de Sica, Mario Monicelli, Nino Manfredi, il duo Franco e Ciccio, i fratelli Taviani, Walter Chiari, Monica Bellucci, Giuseppe Tornatore e numerosi altri.

Tra i titoli più significativi vi sono: Casanova '70; Rosolino Paternò soldato; Secondo Ponzio Pilato; La più bella coppia del mondo; Il viaggio; Anni di piombo; Kaos; L'uomo delle stelle; Sicilia!; Malèna; Nati stanchi; Lettere dalla Sicilia; Il Commissario Montalbano; Il figlio della luna; Caravaggio.

La storia della città è stata inoltre il soggetto o l'ispirazione per svariate pellicole cinematografiche, come il film muto Damon and Pythias, seguito dal remake Damon and Pythias (film 1914), i peplum L'assedio di Siracusa, Il tiranno di Siracusa, La sfida dei giganti (ultima pellicola dove Reg Park veste i panni di Ercole) e il film d'animazione Sinbad - La leggenda dei sette mari (ultimo film della DreamWorks con animazione tradizionale).

A Siracusa si tengono due festival del cinema, con circuiti nazionali e internazionali, di cadenza annuale: l'Ares International Film e Media Festival, giunto alla sua settima edizione, e l'Ortigia Film Festival, giunto all'ottava edizione, i quali hanno visto la partecipazione di artisti come Margareth Madè, Nino Frassica, Mario Venuti, Krzysztof Zanussi, Pietro Marcello. Ai festival si è aggiunto anche il “premio Tonino Accolla”, contest in onore del noto doppiatore siracusano (la voce italiana di Eddie Murphy, Jim Carrey, Ben Stiller, Tim Curry e molti altri).[144]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Rappresentazione classica al teatro greco di Siracusa

Siracusa è stata una delle prime città al mondo in cui si è sviluppata la forma d'arte teatrale. Mentre ad Atene si è soliti accostare l'arte drammatica, la nascita dell'arte comica viene attribuita alla polis di Siracusa, per via delle parole di Platone, il quale nel Teeteto (Plato, Teet., 152 e) definisce il siracusano Epicarmo «archegeta della commedia» (o anche «principe della commedia»), paragonandolo ad Omero - che egli definisce «archegeta della tragedia» -,[145] quelle di Alcimo in Ad Aminta, e per via del suo teatro greco; uno dei più vasti e importanti teatri dell'antichità. Nel suo palcoscenico hanno recitato Eschilo, Formide, Antifonte e atri grandi nomi.[146]

Odiernamente si rivivono i fasti del teatro greco mettendo in scena le rappresentazioni classiche, organizzate ogni anno dall'INDA.

Logge del teatro comunale di Siracusa

In epoca moderna sono sorti gli edifici teatrali al chiuso, come il teatro comunale di Siracusa (XIX secolo)[147] e il teatro Vasquez.[148]

All'interno della latomia dei Cappuccini si trova il Teatro di Verdura, sul cui palco hanno recitato attori famosi come Vittorio Gasmann, Elena Zareschi, Annibale Ninchi e tanti altri.

In città ha sede un teatro dei pupi, denominato Piccolo Teatro dei Pupi di Siracusa, presso il quale si porta in scena la tradizione siciliana dell'Opera dei Pupi: dichiarata patrimonio orale e immateriale dell'umanità.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Monete di Siracusa, IV sec. a.C.; entrambe esibiscono il volto di Aretusa. Luogo di conservazione: Lione e il Louvre
La Venere Landolina di Siracusa: copia romana (II secolo) di un originale greco. Custodita all'interno del museo archeologico Paolo Orsi
Il palazzo Beneventano del Bosco, edificazione in stile barocco e rococò

Siracusa è città che l'Unesco ha dichiarato patrimonio dell'umanità concentrandosi sui suoi beni architettonici (criterio IV), i quali attraverso i millenni sono divenuti un dei più rilevanti esempi dell'evoluzione culturale nel Mediterraneo.[149]

Il suo cammino nella storia dell'arte è stato quindi estremamente attivo e variegato. Dall'epoca greca giunge una delle forme d'arte più apprezzate di Siracusa: la sua monetazione. La critica è concorde nel definire le monete qui forgiate tra le più belle del mondo.[150]

« Le monete di Siracusa meritano di essere considerate tra le più belle del mondo. »
(Sonia Laconi, Genesi storica e spirito monetario tra lingua immagine e propaganda, 2002, p. 16.)

Esse sono oggi sparse in giro per il mondo, ma una parte delle stesse rimane custodita a Siracusa. La filatelia moderna ha celebrato la zecca aretusea emettendo la serie denominata Siracusana, così come ha fatto la lira italiana, ponendo in circolazione la banconota di stato con il volto di Aretusa.

Quando la città venne conquistata dai Romani, questi rimasero meravigliati dallo stato culturale e artistico raggiunto dai greci di Siracusa; gli studiosi ritengono infatti che l'importazione dei tesori siracusani comportò l'inizio della luxuria tra i Romani.[151] La cattura di Siracusa rappresentò un punto cruciale per l'avvicinamento della cultura latina a quella greca (dapprima avversa ai Romani).[151]

Il componimento architettonico della città ben rappresenta la storia dei popoli che si susseguirono: una forte impronta avvenne sotto il dominio spagnolo, poiché dopo il violento terremoto del 1693, gran parte della città venne ricostruita adottando l'elaborato stile barocco, motivo per cui Siracusa, insieme ad altre città del Val di Noto, viene presa ad esempio per la definizione di barocco siciliano, ospitando anche un centro di studi internazionali sul barocco.[152]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina siracusana e Cucina siciliana.

Antica Siracusa[modifica | modifica wikitesto]

Banchetti e simposi dei Siracusani sono presenti in numerose opere della classicità
(GRC)

« Συρακοσίαν δέ, ὦ φίλε, τράπεζαν καὶ Σικελικὴν ποικιλίαν ὄψου, ὡς ἔοικας, οὐκ αἰνεῖς »

(IT)

« A quanto pare, non lodi la tavola siracusana e la ricchezza di cibo della Sicilia »

(Platone, La Repubblica, 404 d, in Erasmo da Rotterdam, Adagi, p. 1069.)

Le prime testimonianze scritte sulla cucina di Siracusa risalgono all'epoca greca. Grazie al suo ruolo egemone nel Mediterraneo, la città fu pioniera nel far conoscere le abitudini alimentari siciliane all'estero.

L'antica cucina siracusana, data la notorietà, attirò su di sé critiche ed elogi: Archestrato nel suo trattato la definì eccessivamente elaborata e pesante.[153] Platone giudicò negativamente la sontuosità dei banchetti siracusani e il cibarsi due volte al giorno, motivo, per il filosofo, di dissolutezza.[N 43] Aristofane comparò la mensa dei Siracusani ai banchetti dei Sibariti[154] (polis nota per l'eccessiva dolce vita).[155]

D'altro canto, la cucina siracusana venne molto apprezzata dagli antichi greci: le nobili famiglie chiamavano cuochi sicelioti alle loro mense, e la città di Siracusa diede i natali a Miteco Siculo, il quale scrisse il primo libro di cucina del mondo occidentale (V sec. a.C.),[156] e a Labdaco, che i cuochi greci consideravano loro maestro nell'arte culinaria.[157]

La bevanda più esportata da Siracusa fu il vino: «gli antichi siracusani preparavano le uve — a tenore delli precetti prescritti da Esiodo — e come ne tiravano il vino Pollio, è la medesima oggi da tutti comunemente praticata per fare li buoni moscati».[158]

Una leggenda d'epoca greca vuole che Pollio fosse un sovrano argivo, il primo re di Siracusa, che diede il proprio nome a questo vino,[159] apostrofato spesso come il vino più antico d'Italia.[160]

Con la dominazione romana, il vino, il miele e il grano siracusano, vennero su larga scala esportati a Roma. Nelle mense di Augusto si potevano trovare vino e olio provenienti da Siracusa.[161]

Nei secoli successivi la cucina siracusana subì le medesime influenze delle culture straniere che dominarono il resto della Sicilia.

Moderna Siracusa[modifica | modifica wikitesto]

Odiernamente la cucina siracusana rientra nella costituita dieta mediterranea, dichiarata patrimonio immateriale dell'umanità.

dolci e paste di mandorla di Siracusa

Tra i suoi alimenti più noti vi sono le olive, il pesce, diversi prodotti PAT e IGP come il limone di Siracusa, l'arancia rossa di Sicilia, la patata novella di Siracusa, l'olio d'oliva dei Monti Iblei, l'anguria di Siracusa, la fragola di Cassibile.

La tradizione siracusana vanta diversi primi e secondi piatti, tra i più tipici vi sono la pasta fritta alla Siracusana e gli spaghetti alla bottarga di tonno, la zuppa di pesce alla Siracusana, il tonno alla ghiotta e numerosi altri piatti originari del territorio.

Nel siracusano si usa preparare l'impanata (pizza chiusa ripiena di patate), il pizzolo, gli arancini al ragù qui assumono la classica forma a cilindro.

Alcuni dei dolci più peculiari di Siracusa sono i totò (biscotti al cioccolato ricoperti di glassa), la giuggiulena, la cuccìa, la cotognata, la granita di mandorla, quella siracusana ha trovato menzione nell'opera de il garofano rosso di Elio Vittorini,[162] e poi ancora la versione siracusana della cassata siciliana, preparata con del pan di Spagna, e le paste di mandorla.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

In città si susseguono durante l'anno numerosi eventi, di diversa natura (artistica, culturale, sportiva), il cui richiamo risulta essere di livello nazionale e internazionale.

Persone legate a Siracusa[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le voci sui singoli soggetti sono elencate nella Categoria:Persone legate a Siracusa

Siracusa ha dato i natali a ingenti personalità, ed è stata altresì meta e ispirazione per molteplici personaggi che ad essa hanno legato il proprio nome.

« la città che fu culla di raffinatezza e di genialità, nella cui trimillenaria storia si rinvengono le radici della civiltà mediterranea. »
(Serafino Privitera, Storia di Siracusa antica e moderna, vol. II, p. 1)

In età antica[modifica | modifica wikitesto]

« Datemi una leva e vi solleverò il mondo! »
(Archimede[174])

Essendo tra le principali culle della civiltà odierna, numerosi sono i soggetti elargiti al mondo della filosofia, arte, scienza, religione, letteratura, politica. Il suo figlio più celebre è Archimede; fisico, astronomo, inventore, matematico, uno dei massimi scienziati dell'umanità, morto nel tentativo di difendere la città dalla conquista di Roma.

Una lunga schiera di tiranni ha retto il governo della città per diversi secoli; tra questi maggiore rilevanza storica hanno avuto i Dinomenidi, l'ascesa e la caduta dei Dionisii, Timoleonte, fino a giungere ai basileus Agatocle e all'ultimo grande tiranno della Siracusa greca, Gerone II.

Patria di sperimentazioni e di scoperte, ad essa conducono i nomi di Epicarmo, Formide, Iceta, Ecafanto, Corace, Tisia, Teocrito, Sofrone, Sosifane, Miteco Siculo, Eukleidas, Eumenes, Cimone (gli ultimi tre sono i maestri incisori siracusani), Mosco , Flavio Vopisco (autore di numerose vite di imperatori romani), Scopas, Giulio Firmico Materno e numerose altre figure il cui contributo si trova impresso in antichi documenti.

Busti di Platone e Cicerone; entrambi legati alla storia di Siracusa

Rinomata sede di mecenatismo, Siracusa ha attirato per millenni tra le sue mura, fisiche o teoriche, i più grandi personaggi del mondo antico: da Pindaro, Empedocle, Euripide a Platone, Senofonte, Lisia, Timeo. Principale centro di diffusione per l'ellenismo, la città, imparentata con la dinastia tolemaica, macedone ed epirota, mantenne vivo interesse culturale anche sotto il dominio di Roma: pretori, consoli, giuristi, storici e persino imperatori, ebbero legami significativi con la città di Siracusa; tra tutti, si menziona in particolare Cicerone.

Statue di San Marciano e Santa Lucia, collocate sul piano superiore del Duomo siracusano

Importante centro per la diffusione del Cristianesimo, Siracusa è stata la città natia e meta di religiosi, martiri, santi e papi. Abbracciando con i suoi personaggi storici il lato cattolico e ortodosso della religione. Lucia da Siracusa è la sua figlia più illustre. Seguono Marciano di Siracusa, Bassiano di Lodi, Giuseppe l'Innografo, Metodio I (patriarca di Costantinopoli), Zosimo, Stefano III (94° papa della chiesa cattolica), Gregorio Asbesta (legato al Grande Scisma), i monaci Simeone e Teodosio (deportato durante la conquista araba di Siracusa a Palermo, insieme all'arcivescovo Sofronio).

In età medievale e moderna[modifica | modifica wikitesto]

Silente per lunghi tratti dell'epoca medievale, avvessata e portata sotto il dominio di svariati imperi, la città ricorda soprattutto i nomi dei suoi conquistatori; tra tutti Federico II di Svevia (che scelse Siracusa come sua sede svariate volte).

Il nobile Tommaso Gargallo ritratto da Giuseppe Patania

Si annoverano, tra gli altri, l'ultimo emiro arabo Benavert, il poeta Ibn Hamdis, e in epoca tardo-medievale e moderna i pittori Mario Minniti, Caravaggio (ospite in città del suo allievo Minniti) e Antonio Madiona, lo scacchista medievale Paolo Boi, Ottavio e Costantino Gaetani, Vincenzo Mirabella, Giuseppe Maria Capodieci, l'archeologo Saverio Landolina, i nobili Lucia Migliaccio, Tommaso Gargallo, Claudio Mario Arezzo e numerosi altri, e ancora lo scultore Gaetano Zumbo, i patrioti Mario Adorno e Gaetano Abela, il garibaldino glottologo Corrado Avolio.

Gli autori dell'architettura siracusana: Giovanni Vermexio, Luciano Alì, Rosario Gagliardi, Raffaello Politi. Si annoverano inoltre diverse personalità straniere, giunte in città durante i decenni del Grand Tour.[175]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Una mappa dell'antica Siracusa

Sin dalla prima colonizzazione greca, la città si è sviluppata inizialmente sull'isola di Ortigia dove è ancora riconoscibile la suddivisione rettilinea delle strade. La medesima disposizione si svilupperà nella terraferma con lo sviluppo della zona monumentale della Neapolis, le poche tracce riscontrate durante gli scavi hanno permesso di identificare anche le arterie principali. In corrispondenza dell'attuale viale Luigi Cadorna è stata individuata la via maestra che conduceva verso Catania.[176]

La dominazione romana ha mantenuto pressoché intatta la composizione urbanistica, salvo riscontrare l'avvio di una contrazione della popolazione che con le invasioni barbariche e le successive dominazioni. La città quindi si contrarrà divenendo la sola Ortigia il centro abitato su cui si concentreranno le vicende urbanistiche.

La dominazione araba inciderà poi sull'urbanistica di alcuni rioni di Ortigia, di chiaro impianto musulmano. Le successive dominazioni imporranno alla città la costruzione di imponenti fortificazioni che caratterizzeranno il paesaggio dell'isola sino allo smantellamento post unitario.

Sarà l'Unità d'Italia e il mutato ruolo economico della città a imporre l'espansione urbanistica dei primi del novecento nel quartiere della borgata. In questo periodo si inserisce anche la costruzione della cintura ferroviaria che persisterà per circa un secolo, sino alla costruzione del,tunnel che ne permetterà lo smantellamento e la ricucitura urbanistica.

Una nuova fase urbanistica, questa volta priva di qualsivoglia pianificazione, si è verificata nel dopoguerra, con lo spopolamento dell'Isola e l'espansione disordinata verso nord. Questa fase si è protratta sino agli anni 80 del novecento, determinando guasti urbanistici noti. Infine un'ondata di speculazione edilizia ha permesso negli anni 90 e sino ai primi anni 2000, un'espansione nei quartieri della Pizzuta e nuovi insediamenti in contrada Tremilia.

In fine si è riscontrata un'invenzione di tendenza dagli anni 90, con la rivalutazione di Ortigia e la riqualificazione dell'isola con modalità turistiche. Esigenza che oggi si è spostata nel quartiere umbertino.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Le principali contrade di Siracusa sono:

  • Fontane Bianche e Ognina
Distante solo 15 km da Siracusa, Fontane Bianche è il più grande e popoloso luogo di villeggiatura e turismo presente sul tessuto urbano. Così come l'Arenella, è sorta negli anni 50 del secolo scorso.
Varcati i confini del più popoloso quartiere balneare siracusano, si accede immediatamente a Ognina, borgo marinaro.
  • Isola
È la porta d'ingresso della Penisola della Maddalena[177] che fronteggia l'isola di Ortigia assieme al Porto grande e la terraferma. La penisola raccoglie anche i rioni Plemmirio e Terrauzza e segnala i propri limiti con la presenza dei fari Capo Murro di Porco (ove si trova la punta estrema della penisola), Carrozzieri e Massolivieri.
  • Plemmirio e Terrauzza
Entrambe le contrade sono situate nel cuore della Penisola della Maddalena e nel versante opposto a quello dell'Isola. L'area del Plemmirio, per molte parti non ancora antropizzata, ha mantenuto una sua integrità, per questa ragione è sorta da pochi anni la già citata area marina protetta.
  • Santa Teresa Longarini Scalo
Area localizzata a sud di Siracusa tra la città, la frazione di Cassibile e l'Arenella, il cui nome deriva dalla presenza dell'omonimo scalo ferroviario.
  • Targia
Sita a nord della città, appena alle porte del centro urbano, in passato è stato feudo della famiglia nobiliare degli Arezzo della Targia. È stato anche un luogo di coltivazioni abitato da contadini per poi venire definitivamente abbandonato nel periodo di industrializzazione dell'area limitrofa. L'area può vantare l'area archeologica di Stentinello, un antico insediamento preistorico, la Penisola Magnisi e l'attigua Tonnara di Santa Panagia.
In zona è presente anche una stazione ferroviaria di recente edificazione, costruzione scaturita dalla chiusura al traffico ferroviario della cintura di ferro e con la contemporanea realizzazione del tunnel sotterraneo che permette ai treni in arrivo e in partenza dalla stazione aretusea di non attraversare più la città bensì di bypassarla.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo compreso tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008 l'assessorato comunale al decentramento ha manifestato l'intenzione di ridurre da 9 a 4 le circoscrizioni cittadine (le quali prenderanno il nome di municipalità)[178] Il progetto è stato deliberato dal Consiglio comunale il 15 febbraio 2011.[179]
Un altro cambiamento urbanistico, apportato dal nuovo PRG, è relativo agli storici quartieri Ortigia e Santa Lucia ai quali va aggiunta l'area umbertina: essi infatti si sono uniti per dare vita a un centro storico unificato che dunque non si racchiude più solamente nell'isola ma anche nella terraferma.

Queste le nuove municipalità di Siracusa:

I municipalità Siracusa Sud+Centro storico: Neapolis[180](Gelone, Pantanelli, Zona umbertina); Santa Lucia;[180] Ortigia[180]

II municipalità Siracusa Nord: Acradina[180] (Bosco Minniti, Tisia, Zecchino); Epipoli[180] (Pizzuta, Targia, Villaggio Miano); Grottasanta[180] (Mazzarona, Tunisi); Tiche[180] (Santa Panagia, Scala Greca)

III municipalità Frazione di Belvedere: Belvedere[181] (Canalicchio, Tivoli, Tremilia, Villaggio Santa Lucia)

IV municipalità Frazione di Cassibile: Cassibile[180] (Arenella, Fontane Bianche e Ognina, Isola, Plemmirio e Terrauzza, Santa Teresa Longarini Scalo)

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Settore primario[modifica | modifica wikitesto]

Il settore primario, ovvero quello comprendente l'allevamento, l'agricoltura, la pesca, è attualmente in crisi, a causa di una poco efficace politica amministrativa non solo a livello locale, ma anche a più alti livelli (regionale, nazionale, europeo) i quali sembrano trovare difficoltà nel preservare la qualità dell'offerta e non penalizzare il settore territoriale rispetto ad un più ampio e complesso scenario globalizzato.
Il territorio siracusano è per natura dotato di molte risorse primarie quali frutta, grano, mare pescoso, ma tali risorse non sono adeguatamente sfruttate. Fa eccezione il limone di Siracusa; esso infatti è uno dei 6 limoni italiani con il riconoscimento IGP,[182] copre 1/4 della produzione totale nazionale e con i suoi 5.300 ettari coltivati è il primo distretto limonicolo d'Italia.[183] Notevole è anche la produzione d'arance rosse. Nella provincia siracusana cresce infatti la rara specie di arancia rossa di Sicilia, nel terriotorio si coltivano il Tarocco, il Moro e il Sanguinello. In base ai dati della società consortile dell'Unacoa, nella produzione dell'anno 2000, delle totali 4.450 tonnellate di arance commercializzate, 2.500 di esse risultarono provenire da Siracusa e Catania. Le due zone realizzarono infatti il 56% delle aree vocate a tale coltivazione in ambito nazionale.[184]
Si producono inoltre vari altri prodotti alimentari come i formaggi siciliani, ortaggi, come la patata novella di Siracusa, esportata sia in Italia che all'estero, e l'olio extravergine d'oliva.[185][186]
In zona si trovano allevamenti di molluschi e crostacei, come (cozze e vongole) e una vasta varietà di pesci.[187]
Il Nero d'Avola è il vino più venduto prodotto nel siracusano; originario di Avola, il suo vigneto è oggi famoso in tutto il mondo vinicolo.[188] Da segnalare anche la produzione del Moscato di Siracusa, che alcuni considerano essere il vino più antico d'Italia.[189]
L'Artigianato è composto da piccole realtà, importanti per la buona fattura dei loro prodotti.[190] Oggi il settore dell'artigianato è in via di declino poiché sempre più si preferisce affidarsi all'ausilio dei macchinari da fabbriche. Resistono comunque pregiati lavori prodotti a mano come la trasformazione dell'argilla, il cucito dei tessuti, l'intreccio di ceste e canestri, la lavorazione del ferro battuto. Altri lavori artigianali sono poi tipici del territorio siracusano, come la fabbricazione di pupi siciliani, la lavorazione della carta da papiro,[191] e le costruzioni di barche in legno dei maestri d'ascia, chiamati dai siracusani calafatari.[192] Mestiere oramai scomparso è invece quello del cordaro; i fabbricatori di corde e funi.[193]

Settore secondario[modifica | modifica wikitesto]

Nel siracusano vi è un Polo Petrolchimico, tra i più grandi d'Europa.[194]
Attualmente attiva, tale industria serve alla raffinazione del petrolio; per questo motivo attraccano nel mare circostante navi petroliere provenienti da più parti del Mediterraneo.
L'industria, negli scorsi decenni molto ampliata, portò notevoli cambi economici, infatti la popolazione siracusana nel 1961 risultava avere avuto nel reddito un incremento del 12% (rispetto all'8% nazionale).[2] Ma le conseguenze ambientali di tale polo furono molto gravi. Infatti ha causato l'inquinamento dell'ambiente sottostante e dell'aria respirata dalla popolazione che vi abita nelle vicinanze e l'aumento di malattie e mortalità.[195]
In ambito del rispetto ambientale tra industria e natura, è da segnalare la costituzione di una industria futuristica nel siracusano, precisamente nella rada di Augusta, che utilizzerà come materia prima energetica le alghe.[196]
Questa industria rientra nel progetto finanziato dalla Commissione europea,[197] dal titolo “BioWALK4Biofuels”, il progetto italiano punta a sviluppare un sistema innovativo per il trattamento di residui organici per la produzione di biometano in cui le microalghe sono utilizzate come un catalizzatore.[198]
Un altro reparto in via di sviluppo è l'impianto dei pannelli solari: sono stati inaugurati di recente due centrali fotovoltaiche chiamate "Tivoli" e "Italia",[199] le quali si aggiungono alla già funzionante centrale solare termodinamica Archimede, installata nel 2010 a Priolo; ha la caratteristica di essere la prima centrale solare al mondo ad utilizzare la tecnologia dei sali fusi integrata con un impianto a ciclo combinato. Essa è capace infatti di funzionare anche di notte, ovvero quando i raggi del sole non la irradiano.[200]

Il restante tessuto industriale di Siracusa, è composto da poche fabbriche, ma valevoli nel loro settore: meccanica, plastica, dolciaria ed altri indirizzi.

Settore terziario[modifica | modifica wikitesto]

La città vista da Ortigia.

Il turismo è una delle voci sulle quali punta l'economia della città. Negli ultimi anni si stanno sviluppando varie tipologie di risorse ricettive.

Nel 2014 è stato inaugurato il sistema tecnologico Cnr Smart Cities Living Lab Siracusa,[201] in collaborazione con il CNR, l'Anci, la Sovrintendenza di Siracusa e il Comune. La città è la prima in Italia a dotarsi di questo sistema denominato internazionalmente smart city. Ciò la rende un laboratorio avanzato nell'utilizzo delle tecnologie digitali, favorendo così l'accesso contemporaneo al settore terziario.[202]

Mercati e fiere[modifica | modifica wikitesto]

Il mercato principale della città di Siracusa si trova, in via Emanuele De Benedictis e dintorni limitrofe; seguito dal mercatino di via Giarre sito nel più moderno e popolare quartiere di Santa Panagia e dalla fiera del mercoledì di piazza Marcello Sgarlata (rione Bosco Minniti).

Si svolgono inoltre diverse fiere legate soprattutto a festività religiose: la più importante è quella relativa ai festeggiamenti di Santa Lucia che si svolge ogni anno dall'11 al 20 dicembre. Tutti i fine settimana, presso l'area dei Pantanelli si svolge la piccola fiera delle piante e ogni domenica mattina il Mercatino dell'usato nella grande Piazza Santa Lucia, nel quartiere Borgata, dove è possibile curiosare tra mobili antichi e oggetti o libri introvabili. Nella stessa piazza, sempre ogni domenica mattina, si possono acquistare prodotti biologici della campagna cosiddetti della filiera corta, cioè dal produttore al consumatore.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città è interessata da tre strade statali e da due autostradali:

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Strade statali[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Siracusa è una stazione di testa e capolinea ferroviario con un traffico di treni a lunga percorrenza verso Genova, Napoli, Milano e Roma oltre a treni regionali per Catania, Gela, Messina e Modica.

Verso sud la ferrovia è a binario singolo e non elettrificata.

Nel 2012 Trenitalia ha riattivato 8 treni notte uno dei quali serve la Stazione di Siracusa, il Siracusa-Genova-Milano.[203]

Percorsi ferroviari:

Regionali
Intercity
  • Milano-Siracusa
  • Roma Termini-Siracusa

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Porto Grande di Siracusa (Sicilia).jpg
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Il Porto Grande visto al di sopra del Foro Italico

La città possiede due porti, denominati "Il Porto Grande" e "Il Porto Piccolo, ma la formazione stessa della costa siracusana, forma da sé un terzo porto naturale; i cui confini sono la punta d'Ortigia da un lato, e la punta dell'Isola dell'altro lato.[204]

Porto Piccolo[modifica | modifica wikitesto]

Il Porto Piccolo di Siracusa, denominato Lakkios o porto marmoreo, così chiamato per la presenza di banchine di marmo, può essere utilizzato solo da barche da pesca e da diporto. È situato presso il Palazzo delle Poste, si estende da Punta Scogliera e si protende in mare, per circa 300 metri con direzione NE, un molo frangiflutto è posto a difesa del porto.

Il Molo

Sorge vicino al porto piccolo ed è denominato Molo di Santa Lucia; lì vi possono ormeggiare le navi da diporto.

Porto Grande[modifica | modifica wikitesto]

Il Porto di Siracusa è stato uno storico e vivace nodo marittimo, sia commerciale che strategico, specialmente dall'epoca delle colonie italiane in Africa fino agli anni ottanta. Successivamente fino ai nostri giorni i traffici di merci, prevalentemente rinfuse di grano, fertilizzanti, cemento e rottami di ferro sono notevolmente diminuito, principalmente a causa della concorrenza degli altri nuovi porti (Porto di Catania e Porto di Augusta). Oggi le sue banchine sono luogo di attracco di navi da crociera e grandi yacht da diporto.

Moli

Il Porto Grande ha due moli denominati: Molo Sant'Antonio e Molo Zanagora.

Rada di Santa Panagia[modifica | modifica wikitesto]

Situata presso la Tonnara nell'ultimo tratto del quartiere siracusano Santa Panagia, dal quale la Rada prende il nome.
Si tratta di un lungo pontile dove attraccano le navi petroliere. La zona è spesso soggetta ad esercitazioni della Guardia Costiera, la quale svolge manovre di sicurezza nel circondario del pontile.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Siracusa possiede in città un Idroscalo, che nel periodo compreso tra settembre 2007 e la primavera 2008 è stato attivo con un collegamento aereo per idrovolanti verso l'idroscalo di Enna.
E a 6 km a Sud Ovest della città si trova l'aviosuperficie Rinaura, dotata di aerei che possono svolgere attività di volo da diporto o sportivo.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La principale mobilità urbana è data dagli autobus dell'AST (Azienda Siciliana Trasporti), i quali collegano tutti i comuni della Provincia di Siracusa. Il mezzo pubblico collega inoltre le città della Sicilia. Poi vi è il pullman, che offre servizio verso le altre Regioni d'Italia e viaggi verso mete internazionali.[205]
Di recente è attivo anche il servizio Go-Bike, per una mobilità più sostenibile facendo utilizzo della bicicletta. A tale uso è stata edificata una pista ciclabile che attraversa il lato nord della città.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Siracusa.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La città di Siracusa è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sport a Siracusa.
Il Siracusa calcio
Attività di canottaggio a Siracusa, nei pressi del Ponte Umbertino

La città di Siracusa ha una tradizione legata a diversi tipi di sport. Tra gli avvenimenti sportivi più importanti avvenuti in città è da annoverare il passaggio della torcia olimpica diretta nella capitale d'Italia durante le Olimpiadi di Roma nel 1960;
Il 18 agosto di quell'anno la nave scuola Amerigo Vespucci giunse a Siracusa, arrivava dalla Grecia, da dove aveva prelevato il fuoco olimpico, fece tappa nei pressi della Fonte Aretusa, qui, dopo la cerimonia d'arrivo, venne consegnata la fiaccola olimpica al primo tedoforo italiano, che fu il siracusano Concetto Lo Bello, il quale aprì la staffetta che dalla Sicilia sarebbe giunta fino a Roma.[211]

Squadre e atleti[modifica | modifica wikitesto]

Le squadre

Di seguito le maggiori squadre che rappresentano il capoluogo nei rispettivi sport:

Titoli vinti

Di seguito i titoli vinti dalle singole squadre del capoluogo nei rispettivi sport:

Personaggi sportivi illustri[modifica | modifica wikitesto]

Personalità sportive legate a Siracusa

L'arbitro Concetto Lo Bello, detiene il record del maggior numero di partite arbitrate in Serie A (328). L'arbitro Rosario Lo Bello, figlio d'arte di Concetto Lo Bello, anch'egli divenne uno dei direttori di gara più noti degli anni ottanta; ad entrambi è stato dato il Premio Giovanni Mauro come miglior arbitro, rispettivamente nel 1962 e nel 1985. L'apneista Enzo Maiorca, più volte detentore del record di immersione in apnea. Le sue figlie, Patrizia e Rossana, divennero anch'esse famose, raggiungendo dei record mondiali di apnea. L'allenatore della Nazionale di pallanuoto maschile dell'Italia, conosciuta anche come settebello, Alessandro Campagna, ha vinto diverse medaglie nei campionati internazionali. Il pallanuotista Valentino Gallo, vincitore di un oro ai campionati mondiali e di due argenti agli europei e alle Olimpiadi di Londra 2012. Il pallanuotista Paolo Caldarella, giocatore del Circolo Canottieri Ortigia, fu vincitore di diverse medaglie. La pallanuotista Anikó Pelle, ungherese di nascita ma con cittadinanza italiana, vincitrice di diverse medaglie. Il canottiere Carlo Grande, due volte campione del mondo di canottaggio (due senza e otto pesi leggeri). Lo schermidore nella specialità del fioretto, Stefano Barrera, ha vinto due ori mondiali a squadra e dieci campionati italiani a squadra. il pattinatore Giuseppe Cantarella, più volte campione mondiale e italiano di pattinaggio e commissario tecnico della nazionale. Il pugile Vincenzo Rossitto, è stato campione intercontinentale IBF nel 2005 ed è il campione intercontinentale WBC dei pesi massimi leggeri. l'atleta nel salto con l'asta, Giuseppe Gibilisco, campione del mondo a Parigi 2003 e bronzo olimpico ad Atene 2004. La golfista Ludovica Farina, è vice campionessa italiana di golf e campionessa agli assoluti a squadre, è stata attualmente convocata per disputare gli internazionali di Spagna.[212] La canoista Irene Burgo è campionessa italiana di velocità in canoa e campionessa europea junior nel 2010, attualmente è fra le 22 convocate per partecipare ai mondiali di Duisburg.[213]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Il principale impianto sportivo di Siracusa è il centro polivalente situato in zona Tisia. Attorno alla struttura portante del palasport Concetto Lo Bello, vi sono situati diversi impianti sportivi destinati a svariate attività: una piscina, un campo da basket e pallamano, una pista per il pattinaggio di velocità e un campo da tennis.
Un po' più lontano sorge il campo scuola Pippo Di Natale, struttura adibita all'atletica. Lo stadio "Nicola De Simone" è invece il principale impianto calcistico della città. Altri impianti sportivi sono: Il centro sportivo ERG; il centro sportivo Fortuna; il campo sportivo Franco Bianchino; centro sportivo Pantanelli; il polivalente Giorgio Di Bari.
La città dispone inoltre del Circuito di Siracusa adibito all'automobilismo e al motociclismo. Localizzato a sud di Siracusa in passato ha ospitato anche gare di Formula Uno. Sono attualmente in corso i lavori per renderlo nuovamente operativo ed aperto al pubblico.[214] Essendo l'ippica una disciplina molto praticata sul territorio siracusano, è stato costruito nei pressi di Cassibile l'Ippodromo del Mediterraneo dove si svolgono regolarmente corse di cavalli sia a livello nazionale che internazionale.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Note esplicative
  1. ^ Syrakousai divenne una potente pentapolis: formata da cinque città - mentre per Cicerone fu tetrapolis (egli non conta l'Epipolai in Ad Verrem II, 4, 1 19 ss.) -, il suo territorio urbano ed extraurbano pare che formasse la più vasta area metropolitana del mondo antico: i numeri variano parecchio nelle fonti storiche; molti storici moderni hanno asserito l'enorme cifra di un milione e settecentomila abitanti. Cfr. Pozzi, 1870, p. 255; Tweedie, 1904, p. 293; Crow, 1965, p. 29; Privitera, 1984, p. 19; Vittorini, 2002, p. 22; Latina (a cura di Prandi, Amistadi), 2011, p.92.
    « Lo era Siracusa, quella Siracusa cotanto famosa che ai tempi antichi conteneva nella sua Pentapoli più popolazione che non ne abbia oggigiorno l'intera Sicilia. »
    (Bertolotti, Gli Arabi in Italia, 1838, p. 28.)
  2. ^ Nel IV secolo, secondo il testo di Ausonio, intitolato Ordo urbium nobilium, Syracusae occupava ancora il 13º posto tra le città più importanti dell'Impero romano. Mentre nell' Expositio totius mundi et gentium, redatto anch'esso intorno al IV secolo, Siracusa e Catania, citate congiuntamente, venivano definite come civitates splendidae. Cfr. Le grandi isole del Mediterraneo occidentale: Sicilia, Sardinia, Corsica (a cura di Portale, Angiolillo, Vismara), 2005, p. 30; Kókalos'0, vol. 34-35, 1988, p. 445.
  3. ^ Come l'INDA, l'ISISC, l'I.I.C.E. (Istituto Italiano per la Civiltà Egizia) e l'Istituto Internazionale del Papiro, l'AICE (Associazione Internazionale delle Città Educative) e diversi altri progetti.
  4. ^ Benvenuti a Siracusa città smart 2.0, su www.lastampa.it. URL consultato il 6 novembre 2015.. Precedentemente, nel 2012, aveva già partecipato al progetto statunitense dell'IBM Smarter Cities Challenge, venendo selezionata insieme ad altre 32 città nel mondo. Siracusa, Italy - IBM Smarter Cities Challenge: Smarter City, su smartercitieschallenge.org. URL consultato l'11 novembre 2015..
  5. ^ Giosuè Carducci sui tramonti siracusani si espresse in tali termini: « Bello come un tramonto di Siracusa ». Concetto riaffermato da Edmondo De Amicis (Carducci cit. in De Amicis, p. 109) il quale sui tramonti siracusani aggiunse: « Rimasi in contemplazione di quella infinita bellezza ». Edmondo De Amicis, Ricordo d'un viaggio in Sicilia, 1908, p. 109.
  6. ^ Appellativo con cui è conosciuta Siracusa per antonomasia: deriva dall'antica fonte di Aretusa e dalla sua personificazione in epoca greca. Vd. Dufour, Raymond, Siracusa tra due secoli: le metamorfosi dello spazio, 1998; Finocchiaro Chimirri, Il sorriso di Aretusa, 1988.
  7. ^
    « Per contrapposto Siracusa è veramente un punto dominante in mar Ionio: sorveglia il canale di Malta e guarda contemporaneamente lo stretto di Messina; e colla cittadella di questo nome e la forte posizione dello Stretto costituirebbe un sistema collegato di difesa dei più formidabili. »
    (Ministero della Marina, Studi per la compilazione di un piano organico della marina italiano, esequiti per ordine del Ministero della marina, 1863, p. 449.)
  8. ^ Si tratta non di un unico blocco ma di un sistema di faglie tettoniche: i calcari iblei-maltesi a est si troncano e danno vita alla scarpata. La Sicilia sud-orientale (il cosiddetto Plateau Ibleo) sorge dove passa da 10 milioni di anni il punto di incontro tra la placca africana e la placca euroasiatica. Cit. Missione a Malta: ricerche e studi sulla preistoria dell'arcipelago maltese (a cura di Fradkin Anati, Emmanuel Anati), 1988, p. 60.
  9. ^
    « soprattutto il calcare tenero, dal caratteristico colore bianco tendente al giallognolo, proveniente dalle cave del siracusano e per motivo denominato nel gergo costruttivo come "pietra bianca di Siracusa" »
    (Costruire sostenible il Mediterraneo, (a cura di Monti, Ronzoni, Roda, 2001, p. 261.)
  10. ^ Le immagini delle stalattiti e stalagmiti della Grotta Monello: I; II; III.
  11. ^ L'Anapo nasce al di fuori del territorio aretuseo, mentre il Ciane nasce dalle sorgenti di testa Pisima (la principale, detta fonte Ciane, e Pisimotta, più piccola, situate a Cozzo del Pantano, a pochi chilometri dal mare. Vd. Politi, Siracusa pei viaggiatori, 1835, p. 19.
  12. ^ Fino al secolo scorso, Ciane era solo un affluente dell'Anapo, ma i grandi lavori di bonifica dell'area hanno formato per Ciane una foce a parte. Per cui il suo alveo è in parte naturale e in parte artificiale. Cfr. Parlamento del Regno d'Italia, Atti parlamentari del Senato, vol. 9, 1919, p. 357.
  13. ^ È per la sua caratteristica paludosa e lagunare che questa zona è stata chiamata "i Pantanelli". Ed è proprio qui che sarebbe sorta nella preistoria la palude chiamata Syraka dalla quale avrebbe preso il nome l'intera città di Siracusa.
  14. ^ I punti in cui lo si può trovare sono: nel fiume Anapo, lungo le rive del Ciane, dove vi cresce la più estesa colonia di papiri in Europa, e all'interno della fonte Aretusa. Il suo limite nord è rappresentato dal breve corso d'acqua del Fiumefreddo, situato a est, sulla costa della provincia di Catania. Vd. Corrado Basile, Anna Di Natale, Istituto italiano per la civiltà egizia, Atti del II Convegno nazionale di egittologia e papirologia: Siracusa, 1-3 dicembre 1995, 1996.
  15. ^ Tale affermazione deriva dagli studi del DNA condotti dal museo del Papiro di Siracusa. Un'antica ipotesi vuole che essa venne donata dal faraone greco Tolomeo II al re Gerone II, suo alleato. Cfr. Georges Vallet, Laura Vallet Mascoli, Siracusa antica: immagini e immagine, 1993, p. 66.
  16. ^ Il palmeto è qui spontaneo e trova a Capo Murro di Porco il limite settentrionale del suo areale. Cfr. Caratterizzazione naturalistica P.ta Arenella (PDF), su plemmirio.eu..
  17. ^ Cit. Italico Libero Troja, La disfatta degli ateniesi: l'origine del declino dei greci in Sicilia, 2004, p. 36. Vd. anche citazione di Holm:
    « Io derivo la parola Siracusa, dal semitico, da quella radice che denota mattina, oriente e dalla quale deriva anche scirocco. »
    (Adolf Holm, Storia della Sicilia nell'antichità, 1896-1901, n. a p. 251.)
  18. ^ Nell'ondata di freddo e nevicata del febbraio 1956 e durante il rigido inverno del 1986-1987. Nel 1999 si verificò la caduta di sedimenti di ghiaccio, precipitazione comunemente chiamata neve tonda. Il 31 dicembre 2014 la città si risvegliò ricoperta da una coltre bianca e dal cielo continuarono a cadere fiocchi di neve di media dimensione. Naturalmente per permettere l'arrivo della neve sulla costa siracusana, le temperature di quei giorni d'inverno dovettero essere molto inferiori alla media; sullo 0 °C o non superiori ai 3-4 °C.
  19. ^ Secondo i dati meteorologici Siracusa ha detenuto fino al 1998 il record della temperatura massima più alta mai registrata in Italia, toccando, nel 2 luglio di quell'anno, i +46.4 °C. "Battuta" l'anno successivo Il 10 agosto 1999 da Catenanuova (Enna) dove la stazione meteo ha misurato una temperatura massima pari a +48.5 °C facendola così diventare la città più calda d'Europa.
  20. ^ Il primo stabilì che «la terra si muove secondo un circolo», mentre il secondo asserì la teoria della rotazione della terra attorno al suo asse: da occidente a oriente; (Galileo Galilei, Scienza e religione: scritti copernicani, ed. 2009, p. 50; L. Heiberg, Matematiche, scienze naturali e medicina nell'antichità classica, 1924, p. 26).
  21. ^ Tra le sue tante e fondamentali scoperte si menzionano l'introduzione del Pi-symbol.svg (Pi greco); la leva che si applica al principio di equilibrio dei momenti; il principio di Archimede sul galleggiamento dei corpi, fino a giungere alle misteriose macchine che Archimede usò durante l'assedio romano. Vd. es. M. Geymonat, Il grande Archimede, 2008.
  22. ^ Svetonio, Augustus, 72:
    (LATINO)

    « Si quando quid secreto aut sine interpellatione agere proposuisset, erat illi locus in edito singularis, quem Syracusas et technophnon vocabat [...] »

    (IT)

    « Se in qualsiasi momento aveva in mente di fare qualcosa in privato o senza interruzione, aveva un posto nel piano superiore, che chiamava "la sua Siracusa" o "laboratorio" »

    Il perché Augusto chiamava così il suo studio privato, nel quale si chiudeva in completa solitudine, rimane un mistero per gli studiosi: alcuni hanno ipotizzato che venisse così chiamato perché posto nella parte alta della casa da dove si vedeva il mare; o perché, essendo un laboratorio, gli portava alla mente il genio di Archimede (cfr. Il greco ed i grecismi di Augusto - La vita privata in Maia, vo. 11, 1959, p. 129). Vd. anche Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Riscoperta di Roma antica, 1999, p. 32.
  23. ^ come afferma lo storico Lanzoni, il quale aggiunge che «gli uomini apostolici e i primi missionari del cristianesimo devono aver fatto lo stesso cammnino ed essersi fermati per qualche tempo nella regione di quel porto». Cit. Lanzoni, Le diocesi d'Italia, 1927, pp. 613.614.
  24. ^ Federico II di Svezia, imperatore del Sacro romano impero e re di Sicilia, detto lo stupor mundis, progettò il castello sopra il forte fabbricato dal generale bizantino Maniace, e in ricordo di quest'ultimo lo appellò.
    « L'impressione di dominio e potenza che castel Maniace suscitava, specialmente per chi arrivava a Siracusa via mare, era senza dubbio enorme [...] Siracusa, con la città gemella di Augusta, venne progettata come bastione occidentale, porta di ingresso ai territori europei dell'imperatore per chi provenisse da Oriente e capolinea dei traffici. »

    Il castel Maniace di Siracusa. Nuova ipotesi di interpretazione di un monumento svevo, su www.persee.fr. M. Ferdinando, Mélanges de l'Ecole française de Rome, vol. 10, 1998, n. 2, pp. 691-700.

  25. ^ Testo in G. Fasoli, Scritti di Storia Medievale, 1974, pp. 405-406; vd. anche Archivio storico siracusano, 1978, p. 6, dove viene descritta l'Epistola ad Petrum Panormitanum Ecclesie Thesaurarium di Al-Idrisi, il quale descrive Siracusa come «optima et pulcherrima parte Sicilie»; testo latino, p. 176, consultabile in Epistola ad Petrum Panormitanum Ecclesie Thesaurarium, su www.alim.dfll.univr.it. URL consultato il 16 ottobre 2016..
  26. ^ L'emiro di Siracusa, Ibn al-Thumna - divenuto il più potente dell'isola - per contrastare suo cognato, l'emiro di Castrogiovanni, Ibn al-Hawwas, chiamò in aiuto i guerrieri Normanni stanziati nel Sud Italia, ma la fragile alleanza tra il popolo nordico e l'arabo, durò ben poco
  27. ^ Il governatore angioino, Clemon de Remis, attuò un severo regime, per cui il popolo si ribellò e si autogovernò, eleggendo come propri governatori Luigi Callari e Calcerano Selvaggi, affiancati da sei rettori: Leandro Mulotta, Galatino Oliva, Perrello De Modica, Enrico Manuello, Corrado d'Arizzi e Guglielmo Danieli. Cfr. Privitera, 1879, p. 41; Gatto, 1992, p. 218.
  28. ^ Archivi d'Italia e rassegna internazionale degli archivi, 1956, p. 101:
    « ...fu assegnata come dotario delle Regine siciliane, le quali la ressero mediante un governatore o un luogotenente Nove comuni ne formarono la compagine territoriale. Fin dall'inizio Siracusa ne fu la capitale e in essa risiedevano, oltre al governatore, la Magna Curia, i tribunali, i magistrati speciali »
  29. ^
    « Aveva un peso decisivo [...] in questa situazione Siracusa che già in una relazione piemontese del 1712 era giudicata come la migliore piazzaforte di Sicilia »
    (Barbera, Da Antonello a Paladino, 1996, p. 29.)
  30. ^ È stato notato dalla critica storica moderna che senza l'approvvigionamento fornitogli Nelson non avrebbe potuto vincere l'importante scontro. Per cui i siracusani ebbero ruolo cruciale in quel contesto. Cfr. Villari, Storia politica d'Italia, vol. 6-7, p. 75.
  31. ^ Sono state fatte diverse congetture sul perché Goethe volle evitare Siracusa: si è ipotizzato che avesse paura di un'epidemia di peste scoppiata in quel periodo, o che la evitò perché influenzato negativamente dal giudizio poco entusiastico del suo mentore, Hermann von Riedesel. Qualunque fosse stato il motivo, Siracusa non fece parte dell'itinerario siciliano trascritto sul diario dello scrittore tedesco; diario che in seguito Goethe stesso bruciò. Cfr. Studi germanici, ed. 125-127, 2005, pp. 7,8, 251; E. Kanceff, Tedeschi a Siracusa nel Novecento in Siracusa nell'occhio del viaggiatore, 1998, pp. 329, 333, 390; Sicilia archeologica, ed. 75-77, 1991, p. 89.
  32. ^ Scriveva il Comitato di Siracusa al generale dei Mille:
    « la vetusta città di Siracusa ha mostrato che non vuole altro confine che il mare e le Alpi. »
    (Doc. X. Testo originale in Archivio di Stato di Siracusa, Pacco cit., doc. 15; G. Parlato, Siracusa dal 1830 al 1880, Catania 1919, pp. 134-135; B. Martinez La Restia, p. 171.)
  33. ^ L'approvazione giungeva dopo cinque anni dalla prima richiesta: già il 18 e 20 maggio del 1861 alla camera dei deputati era giunta la «Petizione della Città di Siracusa per la reintegrazione a capoluogo di Provincia». In quei frangenti si trovò l'opposizione dell'on. Matteo Raeli che in quanto netino difendeva il titolo di capoluogo per Noto (scrisse anche un libro a favore della sua causa: Anecdota Netina, che ebbe grande eco a livello nazionale). Mentre la difesa per la città aretusea fu presa dal sen. Luigi Greco Cassia; il siracusano si mostrò abile nella retorica quanto il suo collega netino. A causa del forte contrasto in sede politica, il trasferimento venne rinviato fino al 1865, quando fu deciso in maniera definitiva che Noto doveva restituire il titolo a Siracusa. Cfr., tra gli altri, Santuccio, Governare la città: territorio, amministrazione e politica a Siracusa (1817-1865), 2010; Il pungolo: giornale della sera, Milano 1863, p. 629.
  34. ^ Weininger soggiornando in città scrisse:
    « Siracusa è il luogo più singolare della terra. Qui non potrei che nascere o morire – vivere mai »
    (Otto Weininger, Lettere ad Arthur Gerber, agosto 1903.)
    Leonardo Sciascia contestò la frase di Weininger affermando che
    « Siracusa non solo è una città in cui si può vivere, ma da vivere [...] da scoprire »
    (Sciascia, Opere, 1984.1989, p. 664.)
  35. ^ Società siciliana per la storia patria, Archivio storico per la Sicilia, vol. 50, 1930, p. 320:
    « [...] le opere dì difesa di Siracusa, cioè di quel castello che fu la chiave di volta di tutte le difese ideate ed attuate da Dioniso I, dove l'Imperatore Guglielmo II di Germania si recò più volte a meditare sul suo folle sogno di dominio, e i cui sistemi prese a modello nell'ultima guerra mondiale. »
  36. ^ Freud nel 1910 visitò due volte Siracusa:
    « Siracusa è stata ancora stupenda, ma il mio talento edonistico è appagato. Ho visto talmente tante cose belle, grandiose, uniche. »
    (Sigmund Freud, Siracusa 19 settembre 1910.)
    Celebre rimarrà inoltre il sogno che egli fece poco tempo dopo aver visitato la città; oggetto dei suoi studi sulla psicoanalisi. Cfr. Sulle tracce della psicologia italiana. Storia e autobiografia (a cura di Cesa-Bianchi, Porro, Cristini), 2008, p. 138; Sigmund Freud, L'interpretazione dei sogni.
  37. ^ D'Annunzio nel suo viaggio in Sicilia rimase particolarmente colpito dalla classicità di Siracusa, esaltandola in diversi suoi scritti. Cfr. Mario Verdone, Drammaturgia e arte totale: l'avanguardia internazionale : autori, teorie, opere, 2005, pp. 36-37.
  38. ^ Fino all'occupazione alleata, la città venne bombardata dalle forze Alleate. Dopo l'occupazione furono le forze dell'Asse a borbardarla. Alcuni giorni dopo l'armistizio, cessarono i bombardamenti sulla città. Cfr. Marco Gasparini,Claudio Razeto, 1943. Diario dell'anno che sconvolse l'Italia, 2015.
  39. ^ Anche medici e analisti, dopo aver accuratamente analizzato le lacrime, le dichiararono umane, confermando l'avvenimento di una vera lacrimazione. Gregorio Penco, Storia della Chiesa in Italia nell'età contemporanea: 19451965, 1986, p. 103.
  40. ^ Papa Pio XII nel convegno mariano di Sicilia disse: « Comprenderanno gli uomini l'arcano linguaggio di quelle lacrime? » Radiomessaggio al Congresso Mariano Regionale della Sicilia - Domenica, 17 ottobre 1954, su w2.vatican.va. URL consultato il 28 novembre 2016.. Padre Pio consegnava ai fedeli delle immaginette mariane, invitandoli ad andare in pellegrinaggio alla Madonnina di Siracusa. Siracusa, Domani la benedizione della teca con le reliquie di Padre Pio, su www.siracusanews.it. URL consultato il 28 novembre 2016.
  41. ^ Notevoli cavità religiose sono la cosiddetta Grotta Santa, da cui prende il nome l'omonimo quartiere, e l'oratorio di Santa Panagia, sito in una cava naturale lambita dal mare. Per approfonire la storia religiosa della città, vd: Consolo Langher, Siracusa e la Sicilia greca: tra età arcaica ed alto ellenismo, 1996; Greco, Pagani e cristiani a Siracusa, 1999.
  42. ^ La parte della città di più recente edificazione ospita invece principalmente edifici di carattere amministrativo e governativo, come l'ospedale, il tribunale e così via.
  43. ^ Platone, Lettera VII, 326b:
    « Così pensavo, quando per la prima volta venni in Sicilia. Giunto, non mi piacque affatto quella vita cosiddetta beata che vi si conduceva, piena di banchetti italioti e siracusani, quel riempirsi due volte al giorno... »
    (in Opere complete, cit., vol. VII, p. 28)
  44. ^ Il Giorno del pi greco è diffuso in tutto il mondo ( Il 14 marzo è il Pi Greco Day, anche su Marte si festeggia il “re dei numeri”, lastampa.it.), anche Siracusa, patria del genio matematico, dal 2011 dedica la settimana archimedea presso il Tecnoparco di Archimede ( "Pi Greco day", anche l'Italia celebra Archimede: enigmi e matematica tra mostre e concerti, su www.repubblica.it. URL consultato il 22 marzo 2016.)
Note bibliografiche
  1. ^ a b Dato Istat
  2. ^ a b Vd. es. Odifreddi, La repubblica dei numeri , 2002; Coyne, Heller, Un Universo comprensibile: Interazione tra Scienza e Teologia, 2009.
  3. ^ Vd. bibliografia su Platone e i suoi viaggi a Siracusa: Zamperini, Platone, 2003; Kriyananda, Il tunnel del tempo, 2014.
  4. ^ Marco Tullio Cicerone, In Verrem, II, 4, 117.
  5. ^ Elena Montanaro, Lucia di Siracusa: tra passato e presente, 2006.
  6. ^ Council of Europe, Biodiversity and Climate Change: Reports and Guidance Developed Under the Bern Convention, vol. 2, 2012, p. 393; Biodiversity Monitoring and Conservation: Bridging the Gap Between Global Commitment and Local Action (a cura di Collen, Pettorelli, Baillie, Durant John Wiley & Sons), 2013.
  7. ^ Le Città immaginate, vol. 1 (a cura di Demuro, Quirico, Palazzo dell'arte, Milano, 1987, p. 152; Touring Editore, Siracusa e provincia: i siti archeologici e naturali, il mar Ionio, i monti Iblei, 1999, p. 117. Vd. inoltre Siracusa e il mare, su plemmirio.eu. URL consultato il 12 novembre 2015..
  8. ^ Umberto Bosco, Lessico universale italiano, vol. 12, 1968, p. 508.
  9. ^ Società paleontologica italiana, Bollettino di paletnologia italiana, vol. 16-17, 1890, p. 115.
  10. ^ Ferdinando Milone, Sicilia: la natura e l'uomo, 1960, p. 82.
  11. ^ Arcuri di Marco, I Porti della Sicilia, 1961, p. 170.
  12. ^ AA. VV., La Sicilia e il Mediterraneo in un riscontro interdisciplinare, , p. 122; Mario Attilio Levi, La città antica: morfologia e biografia della aggregazione urbana nell'antichità, 1989, pp. 311-319.
  13. ^ a b Éditions de l'Université de Provence, Géologie Méditerranéenne, vol. 21, 1994, p. 70.
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  15. ^ classificazione sismica dei comuni italiani
  16. ^ Verrine, II 5: traduzione italiana in Georges Vallet, Laura Vallet Mascoli, Siracusa antica: immagini e immagine, 1993, p. 32.)
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  21. ^ Società di studi geografici, Rivista geografica italiana, vol. 82, 1975, p. 42.
  22. ^ Luigi Baldacci, Descrizione geologica dell'isola di Sicilia, 1886, p. 388.
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  • Santi Correnti. Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Sicilia. Newton Compton, 2000. ISBN 88-8289-117-8
  • Tesori dell'Ortigia, a cura di E. Mocchetti. Supplemento a Bell'Italia (agosto-settembre). Milano, Giorgio Mondadori, 1994, pp104–105.
  • F. Coarelli, M. Torelli, Sicilia, Guide Archeologiche Laterza, pp. 209–306, Bari 2000. ISBN 88-420-2407-4
  • Cronache del teatro siracusano di Giuseppe Guarraci
  • Tra miti e leggende la Storia di Siracusa di Giuseppe Guarraci
  • I ragazzi di Ortigia di Giuseppe Guarraci
  • I racconti di Ortigia di Giuseppe Guarraci
  • Profili di uomini del Teatro siracusano di Giuseppe Guarraci
  • Teatro Comunale di Siracusa di Giuseppe Guarraci
  • Siracusa Teatro Contributo alla storia del teatro siciliano di Giuseppe Guarraci
  • Pupi e pupari a Siracusa 1875-1975 con una introduzione di Giovanni Calendoli di Giuseppe Guarraci
  • Ernesto Puzzo e l'opera dei pupi nel siracusano di Giuseppe Guarraci
  • Siracusa: identità e storia: 1861-1915 di Istituto di studi siracusani, editore A. Lombardi, 1998
  • Memorie patrie per lo ristoro di Siracusa, vol. 1 (Google eBook), di Tommaso Gargallo, Stamperia Reale, 1791
  • Vincenzo Cabianca, Vent'anni di utopia urbanistica a Siracusa, Roma, La Casa del Nespolo, 2013. ISBN 978-88-909062-0-6
  • M.A. Mastelloni, Cave e materiali utilizzati in alcuni monumenti di Siracusa, in Arquelogía de la Construcción IV, Le cave nel mondo antico: sistemi di sfruttamento e processi produttivi, Conv Int. Padova 22-24/11/2012, Merida 2014, pp. 223–245

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