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Buscemi

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Buscemi
comune
Buscemi – Stemma Buscemi – Bandiera
Buscemi – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
ProvinciaProvincia di Siracusa-Stemma.png Siracusa
Amministrazione
SindacoRossella La Pira (Liberamente insieme per Buscemi) dal 10-6-2018
Territorio
Coordinate37°05′N 14°52′E / 37.083333°N 14.866667°E37.083333; 14.866667 (Buscemi)Coordinate: 37°05′N 14°52′E / 37.083333°N 14.866667°E37.083333; 14.866667 (Buscemi)
Altitudine761 m s.l.m.
Superficie52,05 km²
Abitanti1 025[1] (30-11-2017)
Densità19,69 ab./km²
Comuni confinantiBuccheri, Cassaro, Ferla, Giarratana (RG), Modica (RG), Palazzolo Acreide
Altre informazioni
Cod. postale96010
Prefisso0931
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT089004
Cod. catastaleB287
TargaSR
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantibuscemesi
PatronoMadonna del bosco
Giorno festivoUltima domenica di agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Buscemi
Buscemi
Buscemi – Mappa
Posizione del comune di Buscemi nella provincia di Siracusa
Sito istituzionale

Buscemi (pronuncia /buʃˈʃɛmi/[2]; Buscema in Siciliano, Buxema in latino; Qalʾat ʾabi Šāma in arabo, pronunciato [qal.ʕɑt ʕaˌbi ʃaːˈmɑ]) è un comune italiano di 1 025 abitanti della provincia di Siracusa in Sicilia.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome odierno viene fatta risalire all'antico arabo Qalʾat ʾabi Šāma, locuzione così riportata nel 1154 dal geografo hammudita Muhammad al-Idrisi[3]. La traduzione che viene solitamente data dell'originale nome arabo di Buscemi è “Castello di quel dal neo” cioè "Castello dell'uomo con il neo".

Il termine qalʾat (قَلْعَة) significa castello o fortezza, il che denota la grande importanza strategica e militare che Buscemi possedeva in passato e che mantiene tuttora attraverso un'ottima visuale della Valle dell'Anapo. Questo riferimento arabo ad una fortificazione, che viene a mancare già nel nome latino Buxema, lo ritroviamo invece ancora oggi in molte altre città siciliane come Caltagirone, Calatafimi, Calascibetta. Anche il vicino paese di Cassaro trova la sua identità nella parola latina castrum, diventando poi qaṣr (قَصْر) in arabo.

Per quanto riguarda ʾabi, probabilmente si tratta di una corruzione di ʾabū (أبو), parola che svolge la funzione di kunya cioè di un onorifico arabo che potrebbe essere reso semplicisticamente in italiano attraverso "padre di". Viene usato quando si vuole denotare il particolare rispetto che si vuole esprimere nei confronti di una persona importante, in questo caso un figlio primogenito o anche una primogenita. È possibile però che in assenza di figli il kunya venga inventato e molto spesso si tratta di un nome derivante da un personaggio storico popolare, anche se a volte può anche trattarsi del nome del rispettivo padre. In ultima analisi potrebbe però indicare anche un soprannome, volto a sottolineare le particolarità fisiche di un soggetto. Bisogna anche aggiungere che il passaggio alla pronuncia semplificata “bu” dipende dal fatto che in molti dialetti è comune elidere la occlusiva glottidale sorda [ʔ] posta all'inizio di ʾabū (resa graficamente dal simbolo ʾ ).

Šāma (شَامَة) è invece l'oggetto a cui si fa riferimento e significa molto semplicemente neo. Quindi ʾAbi Šāma potrebbe essere il nome di una persona specifica, caratterizzata dalla presenza di un neo in qualche parte del corpo, oppure potrebbe anche fare riferimento al nome di un'antica famiglia araba.

Secondo altri l'uomo dal neo sarebbe invece un riferimento al profeta Maometto. Al riguardo si narra che egli avesse sulla schiena questo grande neo che venne individuato come il Sigillo dei profeti (Arabo: ختم النبوه, Khatam an-Nabiyyin) cioè il simbolo che secondo i musulmani dimostrava il suo destino da profeta; infatti secondo un'interpretazione tratta dalla Bibbia l'Ultimo profeta si sarebbe contraddistinto da questo segno portato sulla spalla[4].

Nel tempo i tentativi di trascrivere Buscemi in caratteri latini sono stati diversi. Troviamo ad esempio Abu Xamah o Abuxama (dove la x deriva probabilmente dall'influenza del greco bizantino e quindi si tratta di un tentativo di riprodurre graficamente il suono di una consonante fricativa postalveolare sorda [ʃ]) oppure ancora Abisama. La versione latinizzata Buxema e Bussema del periodo normanno è però quella più vicina alla forma odierna.

Buscemi è inoltre un cognome molto diffuso in Sicilia, specie in quella orientale[5]. Tra i più famosi personaggi con questo cognome c'è l'attore Steve Buscemi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Buscemi si trova 50 chilometri ad Ovest di Siracusa, 45 a Nord di Ragusa e 70 a Sud di Catania. Il paese sorge sul versante meridionale del Monte Vignitti (788 m s.l.m.), situato nella parte centrale dei Monti Iblei, fra il rilievo di contrada Contessa ed il fiume Anapo ed è circondato dai luoghi storici dell'antica Akrai, di Casmene e dalla Necropoli di Pantalica. I comuni più vicini da raggiungere sono Buccheri e Palazzolo Acreide che distano entrambi meno di dieci chilometri. È il tredicesimo comune della provincia per estensione del territorio con 51 km², nonostante il centro abitato si estenda solo per poco più di 1 km².

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia del paese ha origine nell'Età del bronzo, di cui Paolo Orsi individuò alcuni insediamenti. Sempre l'archeologo di Rovereto rinvenne il sito dell'antica Casmene (Κασμέναι, Kasménai). Fu Tucidide a parlare della fondazione della colonia greca, risalente al 644 a.C.:

«Acre e Casmene furono fondate dai Siracusani: Acre settant'anni dopo Siracusa, Casmene vent'anni circa dopo Acre. Anche la colonizzazione più antica di Camarina si deve attribuire ai Siracusani, circa centotrentacinque anni dopo che si fondò Siracusa; ne furono nominati ecisti Dascone e Menecolo.»

(Tucidide, La guerra del Peloponneso, Libro VI 5)

Si rifà molto probabilmente al periodo bizantino il primo insediamento protourbano del luogo, sullo stesso sito in cui sorge attualmente il centro abitato. Restano di questo periodo la chiesa rupestre di san Pietro e un'ulteriore chiesa rupestre adibita nell'ultimo secolo a frantoio. Le prime fonti storiche che parlano di una rocca si hanno durante il periodo della dominazione araba. La traccia più significativa fu data dal geografo Idrisi nel suo Libro di Ruggero in cui accenna a un Forte dedicato a quello con il neo che attesta quindi l'esistenza del castrum già prima del 1154. Durante il periodo normanno tale forte venne ricostruito da Riccardo Montalto sui ruderi del fortino musulmano dopo il 1313[6]. Durante il devastante terremoto del 1693, Buscemi venne rasa completamente al suolo risultando uno dei paesi più colpiti con la scomparsa del 41% degli abitanti[7]. Con la ricostruzione del centro abitato, spostato rispetto al precedente sito, si ha la nascita della Buscemi contemporanea con gli esempi di architettura barocca religiosa e civile.

Alcune famiglie che detennero il possesso di Buscemi furono i Ventimiglia e i Requesens o Requisenz: di questi ultimi restano le rovine del castello all'entrata del paese.

Nel 1777 visitò il paese il pittore e architetto francese Jean Houel, il quale lasciò una precisa descrizione nel suo Voyage:

«Sono stato a Buscemi e ho trovato solo delle grotte scavate nella roccia, ma non ci sono costruzioni antiche, tutto è stato distrutto. Questo paese, come quasi tutti quelli che in Sicilia sono posti su alte montagne, non sembra ricco. Cercando qualche cosa di interessante, entrai nella chiesa del Carmine; è la più povera che abbia visto in Sicilia e tutto evoca l'immagine della miseria che regna nel paese. C'è sull'altare maggiore un quadro copiato da Non si sa quale maestro; non è male, ma il soggetto non è né nobile, né grazioso: raffigura Sant'Anna che pettina la vergine ancora bambina. Questo momento della vita della madre di Dio non è certamente poetico; il pittore ha messo nella mano di Sant'Anna un pettine doppio, con i denti nei due lati. Questo pettine per metà affonda nei capelli che Sant'Anna sparpaglia con le dita dell'altra mano. Manca solo che la vergine pianga, come fanno solitamente i bambini quando li si pettina; ma il pittore ha immaginato che la vergine, a quell'età, era già troppo virtuosa perché le si potesse dare quel carattere di impazienza[8]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa della Natività di Maria Santissima: è la chiesa madre del paese. Completata nel 1769, come si evince dalla facciata è di chiaro stampo barocco. Costituita da tre navate separate da colonne semplici che ricordano l'ordine dorico i cui capitelli sono invece un misto di ionico e corinzio. Le navate laterali sono riempite da altari sovrastati da dipinti di buona fatturazione. Uno di questi altari contiene il corpo imbalsamato di san Pio, proveniente dalle Catacombe di San Callisto di Roma;
  • Chiesa di san Giacomo: è una chiesa tardo barocca la cui pianta è ellittica con atrio ovale e abside rettangolare. Dopo l'unità d'Italia fu tra i beni ecclesiastici acquisiti al demanio comunale. Non più utilizzata quindi a scopo religioso, oggi fa parte del complesso municipale del comune viene per tanto utilizzata come sala conferenze, iniziative culturali e mostre.
  • Chiesa di sant'Antonio da Padova: fu ricostruita dopo il terremoto del 1693 dopo aver subito il crollo di una parte della struttura. Pare che la facciata dovesse essere a tre ordini, ma ne fu ricostruito solo il primo. Dal Boscarino è stata definita un esempio particolare nel panorama barocco siciliano per il movimento dato alla facciata. L'interno, che ricalca probabilmente l'impianto architettonico seicentesco, custodisce una statua lignea settecentesca dell'Addolorata di grande intensità plastica, e alcune tombe di componenti della famiglia Requesenz. Questa chiesa era infatti la chiesa votiva della famiglia Requisenz.
  • Chiesa di san Sebastiano: ricostruita completamente dopo il terremoto del 1693, si trova inserita al centro del paese allineata con la chiesa di san Giacomo e rialzata per ottenere un effetto di slancio. Il terrazzino antestante è chiuso da un cancello in ferro battuto guardato da due leoni in pietra. Nonostante i lavori di consolidamento, la chiesa rimane chiusa al pubblico.
  • Santuario della Madonna del bosco: ricostruita dopo il terremoto nello stesso luogo, si tratta dell'unica chiesa esterna al paese rimasta dopo il sisma. La chiesa costituita solo da una navata possiede all'interno l'affresco della Madonna del Bosco, che vuole la leggenda fosse stato rinvenuto miracolosamente da due frati sordo muti. Recentemente l'affresco ha subito vari restauri, che l'hanno portato alla forma originale dopo aver rimosso parecchi strati aggiunti nel tempo.
  • Chiesa del Carmine: costruita nel XVI secolo insieme all'annesso convento delle suore domenicane presenta una facciata semplice e incompleta, che ricorda quasi lo stile romanico. L'interno è costituito da un'unica navata in cui sono conservate un'importante testimonianza scultorea della bottega del Gagini raffigurante l'Annunciazione, composta da due statue marmoree poste su due basamenti scolpiti, delle tele di Paolo Tanasi e un'ottima tela di san Biagio.
  • Chiesa rupestre di san Pietro: rappresenta uno dei pochi monumenti bizantini presenti della Sicilia orientale. Paolo Orsi lo esplorò e descrisse nel 1899. Si trova a quattro chilometri da Buscemi nel vallone denominato Cava di Santa Rosalia. Nel 1855 Vito Amico annota la presenza di "molte sacre immagini in greco stile" e un'antichissima immagine di san Marco oltre a quella recentemente individuata come quella di santa Sofia. Di queste immagini oggi sono rimaste pochissime tracce. La chiesa è costituita da un vano rettangolare sorretto da quattro grossi pilastri, ricavati dalla roccia, di cui i primi due sagomati, nella parte superiore, a forma di capitello di ispirazione dorica. Il vano per la celebrazione dei riti religiosi è ricavato sul lato destro, rialzato da due gradini, con un altare e una cattedra ricavati sempre dalla viva roccia.
Buscemi (destra) e ruderi del "Castello" (sinistra)
  • Ruderi del castello della famiglia Requisenz e del convento dei Cappuccini: di probabile fondazione araba, si erge sulla sommità del colle denominato Monte dal quale si domina uno stupendo paesaggio della valle dell'Anapo, affiancato dai ruderi del convento di San Francesco, costruito dopo il terremoto del 1693 e che attualmente vengono denominati genericamente come castello o in dialetto buscemese "castedu".
  • Casmene: fu una colonia siracusana nell'immediato entroterra, in una posizione strategica per il controllo della Sicilia centrale, e utilizzata come avamposto militare sulla via interna che da Siracusa portava a Selinunte. È stata riportata alla luce agli inizi del XX secolo da Paolo Orsi. Posizionata su Monte Casale si trova a 830 m sul livello del mare, nei pressi di Monte Lauro.
  • Museo dedicato ai "Luoghi del Lavoro Contadino": si tratta di un museo articolato attraverso un percorso etno-antropologico che coinvolge tutto il centro abitato, proprio per questo Buscemi ha acquisito la definizione di "Paese museo", da considerare un esempio particolare in Europa. Oltre a far visitare le vie del paese si visitano soprattutto i luoghi tipici della vita contadina del XX secolo, che sono: la casa del massaro, il palmento, la bottega del fabbro, la casa del bracciante, la bottega del calderaio, la bottega del falegname, la bottega del calzolaio e del concia brocche. In più ci sono le sezioni: ciclo del grano, scalpellini, arte popolare, il laboratorio didattico relativo al ciclo del grano, il Centro di documentazione della vita popolare iblea e il mulino ad acqua "Santa Lucia", presente nel territorio di Palazzolo Acreide.
Stemma di Buscemi dal 1985
Il vecchio stemma

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

Stemma odierno[modifica | modifica wikitesto]

Il seguente stemma del comune è stato adottato dal 1985[9], dopo deliberazione comunale. Descrizione dello stemma: nel primo, d'argento, al castello di rosso, aperto del campo, murato di nero, fondato sulla partizione; nel secondo, di verde, alla banda diminuita, d'azzurro. Ornamenti esteriori da comune.

Stemma vecchio[modifica | modifica wikitesto]

Il precedente stemma era costituito da un monte all'italiana di tre colli verde e una mezza luna rossa; lo stesso era poi attraversato da una banda azzurra su fondo argento.

Il vecchio gonfalone di Buscemi

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

Blasonatura del Gonfalone: drappo partito di bianco e d'azzurro riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con l'iscrizione centrata in argento: Comune di Buscemi. Le parti di metallo ed i cordoni sono argentati. L'asta verticale è ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'argento.

Partizione del Campo: Troncato

Colori: Argento, azzurro, nero, rosso, verde[10]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]


Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 luglio 1987 30 giugno 1992 Gaetano Giucastro Partito Socialista Italiano Sindaco [12]
30 giugno 1992 10 febbraio 1994 Sebastiano Carbè Partito Socialista Italiano Sindaco [12]
29 giugno 1994 25 maggio 1998 Giuseppe D'Angelo Centro Cristiano Democratico Sindaco [12]
25 maggio 1998 27 maggio 2003 Sebastiano Carbè lista civica Sindaco [12]
27 maggio 2003 17 giugno 2008 Sebastiano Carbè centro Sindaco [12]
17 giugno 2008 12 giugno 2013 Giuseppe Giansiracusa lista civica Sindaco [12]
12 giugno 2013 10 giugno 2018 Sebastiano Carbè lista civica Sindaco [12]
10 giugno 2018 "in carica" Rossella La Pira lista civica Sindaco [12]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017.
  2. ^ Luciano Canepari, Buscemi, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  3. ^ “La delizia di chi desidera attraversare la terra”, altrimenti noto come Tabula Rogeriana”.
  4. ^ Bibbia, Libro di Daniele capitolo 9,24: "per sigillare la visione e la profezia e consacrare il più sacro dei luoghi"
  5. ^ G. Rohlfs: Dizionario storico dei cognomi nella Sicilia orientale, Palermo, 1984, p.55
  6. ^ F. San Martino DE SPUCCHES, La storia dei feudi e dei titoli nobiliari di Sicilia dalle loro origini ai nostri giorni, Palermo 1924-1941, vol I pag 438
  7. ^ Salvatore Nicolosi. Apocalisse in Sicilia, Il terremoto del 1693. Catania, Tringale
  8. ^ Jean Houël Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari. (1782-1787)
  9. ^ Tratto dallo statuto comunale: Il Comune ha uno stemma ed un gonfalone approvato con deliberazione del consiglio comunale n. 26 del 30 gennaio 1985, riconosciuto con D.P.C.M. n. 2644 del 22 giugno 1985:
  10. ^ Statuto del Comune di Buscemi, da Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 11 del 6 marzo 1993
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  13. ^ Statistiche Buscemi, su www.comuni-italiani.it. URL consultato il 28 febbraio 2018.
  14. ^ Statistiche Buscemi
  15. ^ Ballate d'amore
  16. ^ Aurelio Caliri – artista e sognatore – di Salvo Zappulla | VDBD – Viadellebelledonne

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Distefano, Stemmi e famiglie notabili dei centri urbani del Val di Noto, Quaderni del Mediterraneo, nº 5, 1998, pp. 109–158.
  • Salvatore Distefano, Buscemi — Storia di un Castello Medievale di Sicilia, in Ricerche, anno 7, 1–2, 2003, pp. 133–172.
  • Salvatore Distefano, Buscemi: il castello dei conti Ventimiglia tra Storia ed Archeologia, III Congresso Nazionale di Archeologia Medievale, Salerno 2–5 ottobre 2003, pp. 496–503.
  • Salvatore Distefano, Il «fortilicium» dei conti Ventimiglia signori di Buscemi e Gulfora, I Siracusani, nº 52, 2004, pp. 30–32.
  • Salvatore Distefano, Buscemi (SR) — L'Oratorio della Benedicente, ricerche e studi per una storia della Chiesa Acrense in età Bizantina e Medievale, in Ricerche, anno 13, nº 1, 2009, pp. 127–171.
  • Salvatore Distefano, Buscemi (Siracusa): La chiesa rupestre e il complesso cimiteriale di cava S. Giorgio, in Archivio Storico Siracusano, s. III, n. XIX, 2005, pp. 19–42.
  • Distefano Salvatore, Notiziario della Buona Cucina,Manuale dell'Arte di Convitarea Palazzolo Acreide dalle origini all'Unita d'Italia,Canicattini Bagni 2011
  • Santino Alessandro Cugno, Arianna Maria Giliberto, Il "paese-museo" di Buscemi in provincia di Siracusa, in Nuova Museologia, 31, 2014, pp. 19–25.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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