Provincia di Siracusa
| Provincia di Siracusa ex provincia regionale | |
|---|---|
| Provincia regionale di Siracusa | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Amministrazione | |
| Capoluogo | |
| Data di istituzione | |
| Data di soppressione | 4 agosto 2015 |
| Territorio | |
| Coordinate del capoluogo | 37°05′N 15°17′E |
| Superficie | 2 124,13 km² |
| Abitanti | 403 985 (2015) |
| Densità | 190,19 ab./km² |
| Comuni | 21 comuni |
| Province confinanti | |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale |
|
| Prefisso | 0931, 095 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 089 |
| Targa | SR |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
La provincia di Siracusa (ufficialmente, dal 1986: provincia regionale di Siracusa) è stata una provincia italiana della Sicilia, comprendente 21 comuni con una popolazione di 403 985 abitanti nell'anno 2015.
In ottemperanza alla legge regionale del 24 marzo 2014, n. 8, recante il titolo "Istituzione dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane"[4] e disciplinata poi con la successiva legge regionale n. 15 del 4 agosto 2015, "Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane"[5], la provincia regionale di Siracusa è stata soppressa e sostituita dal libero consorzio comunale di Siracusa.[6]
La provincia occupava una superficie di 2109 km quadrati con una densità di popolazione di 188,8 abitanti per chilometro quadrato e confinava a nord e nord-ovest con la provincia di Catania, ad ovest con la provincia di Ragusa, mentre ad est e a sud era bagnata rispettivamente dai mari Ionio e Mediterraneo.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1812, i Borbone, nel tentativo di modernizzare la Sicilia, divisero i tre tradizionali Valli di Noto, Demone, di Mazara in 23 distretti, secondo i dettami della Costituzione promulgata quell'anno; tuttavia, queste disposizioni non saranno applicate de facto. L'11 ottobre 1817, Re Ferdinando I delle Due Sicilie varò il Real Decreto n. 932, che riformò la ripartizione territoriale del Regno delle Due Sicilie a seguito della fusione della corona napoletana con quella siciliana, raggruppando i distretti in sette valli minori, sedi di Intendenze, sulla falsariga dei departments francesi sorti durante la Rivoluzione del 1789. Tra le sedi d'Intendenza vi era pure Siracusa, che comprendeva il distretto omonimo, nonché i distretti di Noto e Modica.[7]
Il 9 dicembre 1820, con l'emanazione della Costituzione sempre da parte di Re Ferdinando I delle Due Sicilie, i sette valli vennero rinominati province. Al momento della costituzione della provincia, il capoluogo fu lasciato a Siracusa.[8] Dopo moti in Sicilia del 1837, con il Real Decreto n. 4209 del 23 agosto dello stesso anno, Noto assunse la dignità di capoluogo provinciale.[9] Il cambio di sede e denominazione ebbe intento punitivo nei confronti di Siracusa, che venne declassata a capoluogo di distretto.[10][11]
Durante la rivoluzione siciliana del 1848, la sede della provincia tornò ancora una volta a Siracusa, rimanendovi fino al maggio 1849. Con la repressione dei moti rivoluzionari e il ritorno della monarchia borbonica, la sede fu spostata nuovamente a Noto.[12] Con la conquista garibaldina del regno borbonico nell'estate del 1860, Siracusa invece restò sottoposta ad occupazione militare borbonica fino a fine luglio e il governo dittatoriale trasferì provvisoriamente a Floridia uffici pubblici e tribunale.[13]
Il 26 agosto 1860, il decreto protodittatoriale n. 170, di Agostino Depretis, intitolato "Legge che chiama in vigore in Sicilia la legge comunale e provinciale del Regno d'Italia", estese anche alla Sicilia la legge Rattazzi, che trasformò i vecchi distretti in circondari.[14] Il Regio Decreto 17 dicembre 1860, n. 4499, sull’annessione delle province siciliane al Regno di Sardegna decretò ufficialmente la soppressione della provincia.
Fu infine la legge 20 marzo 1865, n. 2248 del Governo La Marmora II a ricostituire formalmente le provincie in Sicilia sotto il Regno d'Italia, a decretare il ritorno del capoluogo a Siracusa e a ridurre Noto a semplice sede di sottoprefettura:[15]
Da quel momento, la provincia seguì le sorti dell'Italia. Dopo il primo conflitto mondiale s'instaurò il fascismo, il quale non riuscì a portare nuovo sviluppo nel territorio. Nel frattempo continuava la grande emigrazione che portò molti abitanti della provincia siracusana a trasferirsi in territori nuovi come l'Australia, le Americhe, il Nord Europa.
Il 2 gennaio 1927, avvenne per opera politica del senatore Filippo Pennavaria il distacco di 12 comuni, appartenuti un tempo alla Contea di Modica, i quali andarono a formare la nuova Provincia di Ragusa; ci furono diverse polemiche da parte dei siracusani per il distaccamento di Ispica, divenuto comune ragusano.


Nel corso della seconda guerra mondiale la provincia fu il teatro di scontri tra le truppe alleate e quelle nazi-fasciste. Nell'ambito dell'Sbarco in Sicilia, nella notte tra il 9 ed il 10 luglio 1943 gli alleati, guidati dal generale Bernard Law Montgomery sbarcarono nel tratto di costa compresa tra Capo Ognina e Punta Castellazzo (5ª, 50ª e 51ª Divisione britannica e 18ª Divisione canadese) e tra Ognina e Calabernardo (13º Corpo d'armata britannica). Con la successiva Operazione Ladbroke che riguardava la conquista del capoluogo, si giunse alla progressiva liberazione della Sicilia. Il 3 settembre 1943 viene firmato segretamente l'armistizio di Cassibile, in località Santa Teresa Longarini, nei pressi della frazione di Siracusa[16].
Nel dopoguerra, mentre si era già avviata la ricostruzione degli edifici distrutti dai bombardamenti, la provincia di Siracusa fu interessata da un progetto di investimento industriale che fece sorgere il Polo petrolchimico siracusano, edificato nella zona costiera di Priolo, Melilli, Augusta, che ebbe un grande impatto sull'economia locale, poiché favorì un grande afflusso di manodopera, ma ebbe anche effetti negativi, dovuti soprattutto al forte inquinamento industriale[17], sollevando un'importante questione ambientale rimasta irrisolta.
Lo statuto speciale del 1946 soppresse le vecchie provincie. L'ente fu ricostituito con la legge regionale n.16 del 1963. Dopo le modifiche territoriali dei primi anni del Novecento si registreranno variazioni amministrative riguardanti i Comuni. Nel 1975, Portopalo di Capo Passero, frazione di Pachino, ottenne l'autonomia comunale e, nel 1979 venne istituito il Comune di Priolo Gargallo, il cui territorio venne formato dalla già frazione di Siracusa, dalla contrada San Focà e da parte del territorio di Marina di Melilli, queste ultime, appartenenti, fino ad allora, al Comune di Melilli. Nel 1986, poi, a seguito della Legge regionale n. 9 che attuava quanto stabilito dallo Statuto della Regione Siciliana del 1946, tutte le circoscrizioni provinciali dell'isola vennero soppresse e sostituite da liberi consorzi comunali, denominati "Province Regionali". Tale mutamento amministrativo, però, non portò alcuna variazione nel territorio provinciale di Siracusa, rimanendo inalterato. Tuttavia, tale assetto territoriale potrebbe nuovamente mutare, a seguito dell'opera dei comitati cittadini sorti nelle frazioni di Belvedere e Cassibile che rivendicano l'autonomia dal capoluogo attraverso l'indizione di un referendum, sospeso dal TAR di Catania nel 2012, su ricorso del Comune di Siracusa.[18]
Il 13 dicembre 1990 la provincia fu colpita da un violento sisma denominato poi "Terremoto di Santa Lucia", così chiamato perché avvenne nel giorno dedicato a Santa Lucia.
Il terremoto procurò 17 morti e ben 15.000 famiglie senza tetto.[19] Il patrimonio edilizio fu vistosamente danneggiato e molti cittadini di Augusta, Melilli, Sortino, Carlentini, Lentini e Francofonte trovarono rifugio presso dei container per diversi anni. Il fatto che la provincia non ottenne lo stato di calamità naturale e il fatto che venne dichiarata una graduazione del sisma inferiore rispetto a quella che fu in realtà, fece passare alla storia questo terremoto con il nome di "terremoto dei silenzi", proprio a causa della sua sottovalutazione.[20][21]
Negli anni 2000 la provincia ha ottenuto due importanti riconoscimenti dall'UNESCO, sono stati infatti inserite nella lista dei Patrimoni mondiali dell'umanità, nel 2002, le Città tardo barocche del Val di Noto e ne fanno parte per la provincia siracusana i comuni di Noto e Palazzolo Acreide; mentre nel 2004 sono state dichiarate, come unico sito, la Città di Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica.[22]
Il 28 marzo 2014 è stata prevista la soppressione delle 9 province regionali, sostituite da nove "Liberi Consorzi comunali" e tre aree metropolitane in seguito all'entrata in vigore della legge approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana il 12 marzo 2014[23]. Un'ulteriore legge regionale disciplinerà compiti e funzioni di questi nuovi enti, mentre ogni provincia è, nel frattempo, retta da un commissario straordinario nominato dalla giunta regionale.[24].
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Stemma
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Lo stemma ufficiale è stato approvato con regio decreto legge dell'11 aprile 1938 e regio decreto del 21 settembre 1938. Di seguito la sua descrizione araldica:
Gonfalone
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Il gonfalone è un drappo di verde, caricato dello stemma consortile e della vecchia denominazione istituzionale, posta sopra di esso in due righe in caratteri maiuscoli gialli PROVINCIA REGIONALE SIRACUSA.
Bandiera
[modifica | modifica wikitesto]La bandiera è un vessillo bianco, caricato dello stemma consortile e della denominazione istituzionale in caratteri maiuscoli neri PROVINCIA REGIONALE DI SIRACUSA.
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Geografia antropica
[modifica | modifica wikitesto]Comuni
[modifica | modifica wikitesto]Al momento della soppressione appartenevano alla provincia di Siracusa i seguenti 21 comuni:
| Stemma | Comune | Popolazione | Superficie (km²) |
|---|---|---|---|
| Augusta | 36482 | 109,33 km² | |
| Avola | 31729 | 74,27 km² | |
| Buccheri | 2182 | 57,43 km² | |
| Buscemi | 1153 | 51 km² | |
| Canicattini Bagni | 7354 | 15 km² | |
| Carlentini | 18049 | 157 km² | |
| Cassaro | 839 | 19,38 km² | |
| Ferla | 2636 | 24,77 km² | |
| Floridia | 22655 | 73,95 km² | |
| Francofonte | 12392 | 74,2 km² | |
| Lentini | 24210 | 215,75 km² | |
| Melilli | 12897 | 163,03 km² | |
| Noto | 23799 | 550,86 km² | |
| Pachino | 22217 | 50,47 km² | |
| Palazzolo Acreide | 9061 | 86,34 km² | |
| Portopalo di Capo Passero | 3838 | 14,87 km² | |
| Priolo Gargallo | 12189 | 57,58 km² | |
| Rosolini | 21469 | 76,15 km² | |
| Siracusa | 122304 | 204 km² | |
| Solarino | 7503 | 13,01 km² | |
| Sortino | 8986 | 93,19 km² |
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]Dal 17 giugno 2008, il Presidente della Provincia diviene Nicola Bono del Popolo della Libertà, sostenuto da una coalizione di centro-destra di cui fanno parte anche l'UdC, il Movimento per le Autonomie e la lista civica Alleanza Azzurra.
Il 17 giugno 2013, Nicola Bono passa la fascia di rappresentanza al commissario straordinario, Alessandro Giacchetti, finisce così il suo mandato durato cinque anni. L'attuale commissario si occuperà dell'amministrazione pubblica della provincia fino a gennaio 2014, anno in cui entrerà in vigore la legge emanata dal governo siciliano che stabilisce la soppressione delle province regionali e inaugura i nuovi liberi consorzi comunali.[26]
Gemellaggi
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Provincia di Verona, dal 2011[27]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Decreto protodittatoriale 26 agosto 1860, n. 170, articolo 1, in materia di "Legge che chiama in vigore in Sicilia la legge comunale e provinciale del Regno d'Italia"
- ↑ Raccolta degli Atti del Governo Dittatoriale e Protodittatoriale in Sicilia (1860) (PDF), Palermo, Stabilimento Tipografico di Francesco Lao, 1861, p. 270.
- ↑ Legge 20 marzo 1865, n. 2248, articolo 1, in materia di "Unificazione amministrativa del Regno d’Italia (Legge Lanza)"
- ↑ gazzettaufficiale.it, http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/04/26/14R00164/s3.
- ↑ (PDF) Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana - 7 agosto 2015
- ↑ Approvata la legge sui Liberi Consorzi e Città Metropolitane, su riformaprovince.formez.it. URL consultato il 25 novembre 2015.
- ↑ Salvatore Santuccio, Governare la città. Territorio, amministrazione e politica a Siracusa (1817-1865), Ed. Franco Angeli, Milano, 2010
- ↑ Fara Misuraca, La Costituzione del 1820, su ilportaledelsud.org. URL consultato il 21 gennaio 2008.
- ↑ Pompilio Petitti (a cura di), Repertorio amministrativo ossia collezione di leggi, decreti, reali rescritti ecc. sull'amministrazione civile del Regno delle Due Sicilie, vol. 1, Napoli, Stabilimento Migliaccio, 1851, pp. 4-5. ISBN non esistente
- ↑ Dias, Quadro storico politico, p. 49, nota 1.
- ↑ Carmelo Gemma, Anna Maria Iozzia, Lidia Messina, Giovanni Lenzo (a cura di), Estratto dell'Archivio di Stato di Siracusa, su maas.ccr.it. URL consultato il 21 gennaio 2008.
- ↑ Cfr. (pp. 14-17) con ampia bibliografia: A. Granata, La voce della Nazione. Matteo Raeli in Parlamento (1861-1874), su www.academia.edu. URL consultato il 21 novembre 2015..
- ↑ Raccolta degli atti del governo dittatoriale e prodittatoriale in Sicilia, Palermo, 1861, pagina 135
- ↑ Raccolta degli Atti del Governo Dittatoriale e Protodittatoriale in Sicilia (1860) (PDF), Palermo, Stabilimento Tipografico di Francesco Lao, 1861, p. 270.
- ↑ Legge 20 marzo 1865, n. 2248, art. 4
- ↑ Orazio Sudano, 2003.
- ↑ Salvatore Maiorca, Siracusa anni '50, il boom!, in I Siracusani, vol. 10, novembre - dicembre 1997, p. 13.
- ↑ Isabella Di Bartolo, Il Comune va al Tar «No al referendum»[collegamento interrotto] (PDF), su assoturismo.sr.it. URL consultato il 21 gennaio 2008.
- ↑ 45 interminabili secondi, Siracusa ricorda il terremoto del 1990., su siracusainforma.com. URL consultato il 2 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2016).
- ↑ Il "Terremoto dei Silenzi", su lasvolta.net.
- ↑ Il Terremoto di Santa Lucia, su terremotodisantalucia.blogspot.it.
- ↑ UNESCO: Siti Italiani, su unesco.it (archiviato dall'url originale il 4 maggio 2016).
- ↑ dalla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana (PDF), su urps.it. URL consultato il 18 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
- ↑ Cosa cambia con i Liberi Consorzi Comunali - Sicilia - ANSA.it, su ansa.it.
- ↑ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 130 del 3 giugno 1911, su gazzettaufficiale.it, 3 giugno 1911, p. 1. URL consultato il 9 ottobre 2025.«Elenco delle ricompense conferite ai benemeriti in occasione del terremoto calabro-siculo del 28 dicembre 1908 con Regi Decreti 7 e 21 luglio, 9 agosto, 23 settembre 1910; 23 febbraio, 16 marzo, 27 maggio 1911.»
- ↑ Siracusa, Passaggio di consegne alla Provincia: Il commissario Giacchetti succede a Bono, su siracusanews.it. URL consultato il 20 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2013).
- ↑ Firmato il gemellaggio fra le Province di Siracusa e Verona[collegamento interrotto]
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Guida d'Italia - Sicilia, Touring Editore, 1989, Milano. ISBN 88-365-0350-0
- Siracusa e provincia: i siti archeologici e naturali, il mar Ionio, i monti Iblei, Milano, Touring Editore, 1999, ISBN 88-365-1253-4.
- Francesco Brancato, L'emigrazione siciliana negli ultimi cento anni, Pellegrini Editore, 1995, ISBN 88-8101-001-1.
- Salvatore Ciancio, Siracusa e provincia: topografia storica e archeologica, Catania, Dafni, 1980, SBN PAL0006319.
- Antonio Grasso, Sicilia a dimensione urbana: l'economia delle città: 1861-1991, Milano, Franco Angeli, 1996, pag.48, ISBN 88-204-8737-3.
- Melinda Miceli, Itinerari siciliani. Il lago di Lentini, Carlentini, APED - Angelo Parisi Editore, 2004, ISBN 88-88602-44-5.
- Melinda Miceli, Le gole dell'Alcantara, l'Anapo e Pantalica, il Ciane, Cavagrande del Cassibile tra storia, archeologia, natura e monumenti, Carlentini, APED - Angelo Parisi Editore, 2006, ISBN 88-88602-71-2.
- Melinda Miceli, Itinerari siciliani. Attraversando la nostra storia, Carlentini, APED - Angelo Parisi Editore, 2007, ISBN 88-88602-96-8.
- Melinda Miceli, Siracusa e le meraviglie dell'UNESCO, Ed. Edessae. ISBN 978-88-89461-12-9 Siracusa 2008.
- Melinda Miceli, Attraversando Noto barocca e l'Eloro. 2009. Mediterraneo Edizioni. Siracusa.
- (EN, IT) Melinda Miceli, Siracusa Noto Pantalica Akray Architecture and landscape. Edizioni Edessae. Sebastiano Monieri Editore. ISBN 978-88-89461-27-3. Siracusa 2010.
- Melinda Miceli, Tesori di Siracusa. Ed. Edessae. ISBN 978-88-89461-13-6. Siracusa. 2011
- Melinda Miceli, Melilli e i paesi iblei di Siracusa, Siracusa, Edizioni Edessae, 2011, ISBN 978-88-89461-14-3.
- Gabriele Morello, L'industrializzazione della provincia di Siracusa, Bologna, Edizioni Il Mulino, 1962, SBN LIA0087254.
- Leone Efisio Picone, La provincia di Siracusa: monografia economica, Catania, Tipografia Galatola, 1926, SBN CUB0504271.
- Elisa Chiara Portale, Elisa Chiara Portale, Simonetta Angiolillo, Cinzia Vismara, Le grandi isole del mediterraneo occidentale: Sicilia, Sardinia, Corsica, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2005, ISBN 88-8265-341-2.
- Francesco Renda, L'emigrazione in Sicilia: 1652-1961, Sciascia, 1989, ISBN non esistente.
- Salvatore Russo, I moti del 1837 a Siracusa e la Sicilia degli anni trenta, Siracusa, Edizioni Ediprint, 1987, SBN MIL0084203.
- Matteo Sanfilippo, Emigrazione e storia d'Italia, Pellegrini Editore, 2003, ISBN 88-8101-156-5.
- Salvatore Santuccio, Governare la città. Territorio, amministrazione e politica a Siracusa (1817-1865), Ed. Franco Angeli, Milano, 2010, ISBN 9788856830828
- Marcello Scorciapino, Siracusa e provincia. Le tradizioni religiose e popolari, i prodotti tipici ed enogastronomici, Troina, Città Aperta Edizioni, 2002, ISBN 88-8137-054-9.
- Francesco Spadola, Cenni storico-geografici della provincia di Siracusa, Ragusa, Tipografia Piccitto, 1917, SBN CUB0611880.
- Orazio Sudano, Solarino nella seconda guerra mondiale, Siracusa, Giuseppe Ramaci Editore, 2003.
- Salvatore Tringali, Territorio Siracusa, a cura di Rosanna La Rosa, Ragusa, L.C.T. Edizioni, 1993, SBN RER0018684.
- Salvatore Tringali, Siracusa e la sua Provincia, a cura di Rosanna La Rosa, Ragusa, L.C.T. Edizioni, 1993, SBN RER0014449.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Capopassero.info - Cultura Informazione e Turismo nella punta più a sud di Siracusa, su capopassero.info. URL consultato il 18 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2009).
- Provincia di Siracusa (informazioni turistiche dal sito ufficiale della Regione Siciliana), su regione.sicilia.it.
- Ente Fauna Siciliana, su entefaunasiciliana.it.
- Riserva Cava Grande del Cassibile Riserva naturale in provincia di Siracusa
- Servizio Informativo Territoriale della Provincia di Siracusa, su sit.provincia.siracusa.it.
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