Provincia di Siracusa

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Provincia di Siracusa
ex provincia regionale
Provincia regionale di Siracusa
Provincia di Siracusa – Stemma
Provincia di Siracusa – Bandiera
Provincia di Siracusa – Veduta
Provincia di Siracusa – Veduta
L'ex-chiesa di Santa Maria della Concezione, sede della Provincia.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Amministrazione
CapoluogoSiracusa-Stemma.svg Siracusa
Data di istituzione1865
Data di soppressione4 agosto 2015
Territorio
Coordinate
del capoluogo
37°05′N 15°17′E / 37.083333°N 15.283333°E37.083333; 15.283333 (Provincia di Siracusa)
Superficie2 124,13 km²
Abitanti403 179 (30-6-2016)
Densità189,81 ab./km²
Comuni21 comuni
Province confinantiCatania, Ragusa
Altre informazioni
Cod. postale96100, 96010-96019
Prefisso0931, 095
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT089
TargaSR
Cartografia
Provincia di Siracusa – Localizzazione
Provincia di Siracusa – Localizzazione
Provincia di Siracusa – Mappa
Provincia di Siracusa – Mappa
Sito istituzionale

La provincia di Siracusa (pruvincia di Saragusa in siciliano), successivamente provincia regionale di Siracusa è stata una provincia italiana della Sicilia, comprendeva 21 comuni con una popolazione nell'anno 2015 di 403.985 abitanti.

In ottemperanza alla legge regionale del 24 marzo 2014, n. 8, recante il titolo "Istituzione dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane"[1] e disciplinata poi con la successiva legge regionale n. 15 del 4 agosto 2015, "Disposizioni in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane"[2], la provincia regionale di Siracusa è stata soppressa e sostituita dal libero consorzio comunale di Siracusa[3].

La provincia occupava una superficie di 2.109 km quadrati con una densità di popolazione di 188,8 abitanti per chilometro quadrato e confinava a nord e nord-ovest con la provincia di Catania, ad ovest con la provincia di Ragusa, mentre ad est e a sud era bagnata rispettivamente dai mari Ionio e Mediterraneo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La provincia di Siracusa ebbe il proprio immediato antecedente dell'omonima provincia borbonica. Essa venne costituita il 9 dicembre 1820, quando, con l'emanazione della Costituzione da parte di Ferdinando I delle Due Sicilie, i sette valli costituiti tre anni prima vennero rinominate province. Nacque così la provincia di Siracusa[4]. Nel 1837, però, a causa dei moti del 1837[5], il Governo borbonico declassò Siracusa a capoluogo di distretto mentre il capoluogo della provincia venne spostato a Noto.[6] Tale provvedimento punitivo nei confronti della città aretusea durerà fino alla nascita del Regno d'Italia.

Nel 1865, a seguito dell'Unità d'Italia, Siracusa ritornò ad essere il capoluogo della provincia[7]:

«Il Capo-luogo della Provincia di Noto è restituito alla Città di Siracusa, della quale assumerà il nome la Provincia stessa.»

(G. Lanza, S. Jacini, Legge Lanza, art. 4, a nome del re Vittorio Emanuele II di Savoia, dat. a Torino, 20 marzo 1865.)

La provincia seguì in seguito le sorti dell'Italia. Dopo il primo conflitto mondiale s'instaurò il fascismo, il quale non riuscì a portare nuovo sviluppo nel territorio. Nel frattempo continuava la grande emigrazione che portò molti abitanti della provincia siracusana a trasferirsi in territori nuovi come l'Australia, le Americhe, il Nord Europa.

Il 2 gennaio 1927, avvenne per opera politica del senatore Filippo Pennavaria il distacco di 12 comuni, appartenuti un tempo alla Contea di Modica, i quali andarono a formare la nuova Provincia di Ragusa; ci furono diverse polemiche da parte dei siracusani per il distaccamento di Ispica, divenuto comune ragusano.

Soldati inglesi nel siracusano, presso l'aeroporto che il governo britannico improvvisò a Cassibile nel corso delle operazioni belliche del 1943.
I componenti della Decima Mas ad Augusta

Nel corso della seconda guerra mondiale la provincia fu il teatro di scontri tra le truppe alleate e quelle nazi-fasciste. Nell'ambito dell'Sbarco in Sicilia, nella notte tra il 9 ed il 10 luglio 1943 gli alleati, guidati dal generale Bernard Law Montgomery sbarcarono nel tratto di costa compresa tra Capo Ognina e Punta Castellazzo (5ª, 50ª e 51ª Divisione britannica e 18ª Divisione canadese) e tra Ognina e Calabernardo (13º Corpo d'armata britannica). Con la successiva Operazione Ladbroke che riguardava la conquista del capoluogo, si giunse alla progressiva liberazione della Sicilia. Il 3 settembre 1943 viene firmato segretamente l'armistizio di Cassibile, in località Santa Teresa Longarini, nei pressi della frazione di Siracusa[8].

Nel dopoguerra, mentre si era già avviata la ricostruzione degli edifici distrutti dai bombardamenti, la provincia di Siracusa fu interessata da un progetto di investimento industriale che fece sorgere il Polo petrolchimico siracusano, edificato nella zona costiera di Priolo, Melilli, Augusta, che ebbe un grande impatto sull'economia locale, poiché favorì un grande afflusso di manodopera, ma ebbe anche effetti negativi, dovuti soprattutto al forte inquinamento industriale[9], sollevando un'importante questione ambientale rimasta irrisolta.

Lo statuto speciale del 1946 soppresse le vecchie provincie. L'ente fu ricostituito con la legge regionale n.16 del 1963. Dopo le modifiche territoriali dei primi anni del Novecento si registreranno variazioni amministrative riguardanti i Comuni. Nel 1975, Portopalo di Capo Passero, frazione di Pachino, ottenne l'autonomia comunale e, nel 1979 venne istituito il Comune di Priolo Gargallo, il cui territorio venne formato dalla già frazione di Siracusa, dalla contrada San Focà e da parte del territorio di Marina di Melilli, queste ultime, appartenenti, fino ad allora, al Comune di Melilli. Nel 1986, poi, a seguito della Legge regionale n. 9 che attuava quanto stabilito dallo Statuto della Regione Siciliana del 1946, tutte le circoscrizioni provinciali dell'isola vennero soppresse e sostituite da liberi consorzi comunali, denominati "Province Regionali". Tale mutamento amministrativo, però, non portò alcuna variazione nel territorio provinciale di Siracusa, rimanendo inalterato. Tuttavia, tale assetto territoriale potrebbe nuovamente mutare, a seguito dell'opera dei comitati cittadini sorti nelle frazioni di Belvedere e Cassibile che rivendicano l'autonomia dal capoluogo attraverso l'indizione di un referendum, sospeso dal TAR di Catania nel 2012, su ricorso del Comune di Siracusa.[10]

Il 13 dicembre 1990 la provincia fu colpita da un violento sisma denominato poi "Terremoto di Santa Lucia", così chiamato perché avvenne nel giorno dedicato a Santa Lucia.

Il terremoto procurò 17 morti e ben 15.000 famiglie senza tetto.[11] Il patrimonio edilizio fu vistosamente danneggiato e molti cittadini di Augusta, Melilli, Sortino, Carlentini, Lentini e Francofonte trovarono rifugio presso dei container per diversi anni. Il fatto che la provincia non ottenne lo stato di calamità naturale e il fatto che venne dichiarata una graduazione del sisma inferiore rispetto a quella che fu in realtà, fece passare alla storia questo terremoto con il nome di "terremoto dei silenzi", proprio a causa della sua sottovalutazione.[12][13]

Negli anni 2000 la provincia ha ottenuto due importanti riconoscimenti dall'UNESCO, sono stati infatti inserite nella lista dei Patrimoni mondiali dell'umanità, nel 2002, le Città tardo barocche del Val di Noto e ne fanno parte per la provincia siracusana i comuni di Noto e Palazzolo Acreide; mentre nel 2004 sono state dichiarate, come unico sito, la Città di Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica.[14]

Il 28 marzo 2014 è stata prevista la soppressione delle 9 province regionali, sostituite da nove "Liberi Consorzi comunali" e tre aree metropolitane in seguito all'entrata in vigore della legge approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana il 12 marzo 2014[15]. Un'ulteriore legge regionale disciplinerà compiti e funzioni di questi nuovi enti, mentre ogni provincia è, nel frattempo, retta da un commissario straordinario nominato dalla giunta regionale.[16].

Stemma provinciale[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della provincia
Stemma della provincia

Descrizione araldica dello stemma:

«Di verde tagliato in trasversale da un filetto d'argento, accostato a destra dal diritto della moneta d'argento Demarateion raffigurante la leggenda Συρακοσιον; a sinistra il verso della stessa moneta, sopra la vittoria volante nell'atto di incoronare i cavalli, sotto un leone corrente»

(Comuni-italiani.it)

Lo stemma ufficiale è stato approvato con regio decreto legge dell'11 aprile 1938 e regio decreto del 21 settembre 1938.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Provincia di Siracusa.

Dal 17 giugno 2008, il Presidente della Provincia diviene Nicola Bono del Popolo della Libertà, sostenuto da una coalizione di centro-destra di cui fanno parte anche l'UdC, il Movimento per le Autonomie e la lista civica Alleanza Azzurra.

Il 17 giugno 2013, Nicola Bono passa la fascia di rappresentanza al commissario straordinario, Alessandro Giacchetti, finisce così il suo mandato durato cinque anni. L'attuale commissario si occuperà dell'amministrazione pubblica della provincia fino a gennaio 2014, anno in cui entrerà in vigore la legge emanata dal governo siciliano che stabilisce la soppressione delle province regionali e inaugura i nuovi liberi consorzi comunali.[17]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone provinciale

Al momento della soppressione appartenevano alla provincia di Siracusa i seguenti 21 comuni:

Stemma Comune Popolazione Superficie
(km²)
Stemma Augusta 36482 109,33 km²
Stemma Avola 31729 74,27 km²
Stemma Buccheri 2182 57,43 km²
Stemma Buscemi 1153 51 km²
Stemma Canicattini Bagni 7354 15 km²
Stemma Carlentini 18049 157 km²
Stemma Cassaro 839 19,38 km²
Stemma Ferla 2636 24,77 km²
Stemma Floridia 22655 73,95 km²
Stemma Francofonte 12392 74,2 km²
Stemma Lentini 24210 215,75 km²
Stemma Melilli 12897 163,03 km²
Stemma Noto 23799 550,86 km²
Stemma Pachino 22217 50,47 km²
Stemma Palazzolo Acreide 9061 86,34 km²
Stemma Portopalo di Capo Passero 3838 14,87 km²
Stemma Priolo Gargallo 12189 57,58 km²
Stemma Rosolini 21469 76,15 km²
Stemma Siracusa 122304 204 km²
Stemma Solarino 7503 13,01 km²
Stemma Sortino 8986 93,19 km²

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/04/26/14R00164/s3
  2. ^ (PDF) Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana - 7 agosto 2015
  3. ^ Approvata la legge sui Liberi Consorzi e Città Metropolitane, su riformaprovince.formez.it. URL consultato il 25 novembre 2015.
  4. ^ Fara Misuraca, La Costituzione del 1820, su ilportaledelsud.org. URL consultato il 21 gennaio 2008.
  5. ^ Annalena Lippi Guidi, Siracusa al tempo di Ferdinando II di Borbone, in I Siracusani, vol. 14, luglio - agosto 1998, p. 46.
  6. ^ Carmelo Gemma, Anna Maria Iozzia, Lidia Messina, Giovanni Lenzo (a cura di), Estratto dell'Archivio di Stato di Siracusa, su maas.ccr.it. URL consultato il 21 gennaio 2008.
  7. ^ Legge 20 marzo 1865, n. 2248, art. 4
  8. ^ Orazio Sudano, 2003.
  9. ^ Salvatore Maiorca, Siracusa anni '50, il boom!, in I Siracusani, vol. 10, novembre - dicembre 1997, p. 13.
  10. ^ Isabella Di Bartolo, Il Comune va al Tar «No al referendum» (PDF) [collegamento interrotto], su assoturismo.sr.it. URL consultato il 21 gennaio 2008.
  11. ^ 45 interminabili secondi, Siracusa ricorda il terremoto del 1990.
  12. ^ Il "Terremoto dei Silenzi"
  13. ^ Il Terremoto di Santa Lucia, su terremotodisantalucia.blogspot.it.
  14. ^ UNESCO: Siti Italiani Archiviato il 4 maggio 2016 in Internet Archive.
  15. ^ dalla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana (PDF), su urps.it. URL consultato il 18 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  16. ^ Cosa cambia con i Liberi Consorzi Comunali - Sicilia - ANSA.it
  17. ^ Siracusa, Passaggio di consegne alla Provincia: Il commissario Giacchetti succede a Bono, su siracusanews.it. URL consultato il 20 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 24 giugno 2013).
  18. ^ Firmato il gemellaggio fra le Province di Siracusa e Verona[collegamento interrotto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Guida d'Italia - Sicilia, Touring Editore, 1989, Milano. ISBN 88-365-0350-0
  • Siracusa e provincia: i siti archeologici e naturali, il mar Ionio, i monti Iblei, Milano, Touring Editore, 1999, ISBN 88-365-1253-4.
  • Francesco Brancato, L'emigrazione siciliana negli ultimi cento anni, Pellegrini Editore, 1995, ISBN 88-8101-001-1.
  • Salvatore Ciancio, Siracusa e provincia: topografia storica e archeologica, Catania, Dafni, 1980, SBN IT\ICCU\PAL\0006319.
  • Antonio Grasso, Sicilia a dimensione urbana: l'economia delle città: 1861-1991, Milano, Franco Angeli, 1996, pag.48, ISBN 88-204-8737-3.
  • Melinda Miceli, Itinerari siciliani. Il lago di Lentini, Carlentini, APED - Angelo Parisi Editore, 2004, ISBN 88-88602-44-5.
  • Melinda Miceli, Le gole dell'Alcantara, l'Anapo e Pantalica, il Ciane, Cavagrande del Cassibile tra storia, archeologia, natura e monumenti, Carlentini, APED - Angelo Parisi Editore, 2006, ISBN 88-88602-71-2.
  • Melinda Miceli, Itinerari siciliani. Attraversando la nostra storia, Carlentini, APED - Angelo Parisi Editore, 2007, ISBN 88-88602-96-8.
  • Melinda Miceli, Siracusa e le meraviglie dell'UNESCO, Ed. Edessae. ISBN 978-88-89461-12-9 Siracusa 2008.
  • Melinda Miceli, Attraversando Noto barocca e l'Eloro. 2009. Mediterraneo Edizioni. Siracusa.
  • (ENIT) Melinda Miceli, Siracusa Noto Pantalica Akray Architecture and landscape. Edizioni Edessae. Sebastiano Monieri Editore. ISBN 978-88-89461-27-3. Siracusa 2010.
  • Melinda Miceli, Tesori di Siracusa. Ed. Edessae. ISBN 978-88-89461-13-6. Siracusa. 2011
  • Melinda Miceli, Melilli e i paesi iblei di Siracusa, Siracusa, Edizioni Edessae, 2011, ISBN 978-88-89461-14-3.
  • Gabriele Morello, L'industrializzazione della provincia di Siracusa, Bologna, Edizioni Il Mulino, 1962, SBN IT\ICCU\LIA\0087254.
  • Leone Efisio Picone, La provincia di Siracusa: monografia economica, Catania, Tipografia Galatola, 1926, SBN IT\ICCU\CUB\0504271.
  • Elisa Chiara Portale, Elisa Chiara Portale, Simonetta Angiolillo, Cinzia Vismara, Le grandi isole del mediterraneo occidentale: Sicilia, Sardinia, Corsica, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2005, ISBN 88-8265-341-2.
  • Francesco Renda, L'emigrazione in Sicilia: 1652-1961, Sciascia, 1989, ISBN non esistente.
  • Salvatore Russo, I moti del 1837 a Siracusa e la Sicilia degli anni trenta, Siracusa, Edizioni Ediprint, 1987, SBN IT\ICCU\MIL\0084203.
  • Matteo Sanfilippo, Emigrazione e storia d'Italia, Pellegrini Editore, 2003, ISBN 88-8101-156-5.
  • Salvatore Santuccio, Governare la città. Territorio, amministrazione e politica a Siracusa (1817-1865), Ed. Franco Angeli, Milano, 2010, ISBN 9788856830828
  • Marcello Scorciapino, Siracusa e provincia. Le tradizioni religiose e popolari, i prodotti tipici ed enogastronomici, Troina, Città Aperta Edizioni, 2002, ISBN 88-8137-054-9.
  • Francesco Spadola, Cenni storico-geografici della provincia di Siracusa, Ragusa, Tipografia Piccitto, 1917, SBN IT\ICCU\CUB\0611880.
  • Orazio Sudano, Solarino nella seconda guerra mondiale, Siracusa, Giuseppe Ramaci Editore, 2003.
  • Salvatore Tringali, Territorio Siracusa, a cura di Rosanna La Rosa, Ragusa, L.C.T. Edizioni, 1993, SBN IT\ICCU\RER\0018684.
  • Salvatore Tringali, Siracusa e la sua Provincia, a cura di Rosanna La Rosa, Ragusa, L.C.T. Edizioni, 1993, SBN IT\ICCU\RER\0014449.

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