Provincia di Siracusa (Regno delle Due Sicilie)

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Provincia di Siracusa
Provincia di Noto
Coat of Arms of the Province of Noto, Kingdom of the Two Sicilies.svg
Informazioni generali
Nome ufficialeProvincia di Siracusa
(1818-1837)
Provincia di Noto
(1837-1861)
CapoluogoSiracusa
(1818-1837)
Noto
(1837-1861)
11.270 abitanti (1840)
Dipendente daRegno delle Due Sicilie
Suddiviso in3 distretti
21 circondari
32 comuni
Amministrazione
Organi deliberativiConsiglio d'intendenza
Consiglio Provinciale
Evoluzione storica
Inizio1º gennaio 1818 con Pietro Landolina, marchese di S. Alfano
CausaReal Decreto dell'11 ottobre 1817 del Regno delle Due Sicilie
Fine1860-61
CausaOccupazione garibaldina e annessione al Regno di Sardegna
Preceduto da Succeduto da
Val di Noto Provincia di Siracusa
(Regno d'Italia)
Cartografia
Provincia di Noto Two Sicilies map.png

La provincia di Siracusa, successivamente provincia di Noto, fu la XX provincia del Regno delle Due Sicilie, istituita nel 1817. Dal 1837 il capoluogo passò alla città di Noto, per cui la provincia assunse la denominazione di provincia di Noto[1]. Costituiva la parte sud-orientale dell'antico Val di Noto[2].

La città di Siracusa si vide nuovamente capoluogo durante la rivoluzione siciliana del 1848, fino all'anno successivo. Il definitivo ritorno della sede governativa lo si ebbe solo durante il Regno d'Italia nel 1865 con la legge Lanza.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Istituzione della provincia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1810 i Borbone, nel tentativo di modernizzare la Sicilia, divisero i tre tradizionali Valli (Val di Noto, Val Demone, Vallo di Mazara) in 23 distretti. L'11 ottobre 1817 Ferdinando I delle Due Sicilie varò una legge che riformò la ripartizione territoriale del Regno delle Due Sicilie a seguito della fusione della corona napoletana con quella siciliana, raggruppando i distretti in sette valli minori, sedi di "Intendenze", sulla falsariga dei departments francesi sorti durante la rivoluzione. Tra le sedi d'Intendenza vi era pure Siracusa, che comprendeva il distretto omonimo, nonché i distretti di Noto e Modica[3].

Il 9 dicembre 1820, con l'emanazione della Costituzione da parte di Ferdinando I delle Due Sicilie, i sette valli vennero rinominate province. Al momento della costituzione della provincia, il capoluogo fu stabilito a Siracusa. Nacque così la provincia di Siracusa[4].

Noto capoluogo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo moti in Sicilia del 1837, con il real decreto del 23 agosto 1837, però, divenne capoluogo Noto[5]. Il cambio di sede e denominazione ebbe intento punitivo nei confronti di Siracusa, che venne declassata a capoluogo di distretto[6]. Questa modifica creò la provincia di Noto. S'instaurò una sorta di sfida tra le due cittadine. La città netina divenne inoltre sede arcivescovile, per decreto di papa Gregorio XVI nel 1844; quindi la Diocesi di Noto prese parte dei territori della Diocesi di Siracusa[7]. A Siracusa rimasero le principali cariche commerciali e militari del territorio[8].

Durante la rivoluzione siciliana del 1848 la sede della provincia tornò ancora una volta a Siracusa fino al maggio 1849. Con la repressione dei moti rivoluzionari e il ritorno della monarchia borbonica, la sede fu spostata nuovamente a Noto.[9]

Con la conquista garibaldina del regno borbonico nel 1860, la provincia venne affidata il 18 giugno a un governatore nella persona di Nicolò Cusa, cui poi successero altri funzionari. Siracusa invece restò sottoposta ad occupazione militare borbonica fino a fine luglio e il governo dittatoriale trasferì provvisoriamente a Floridia uffici pubblici e tribunale[10].

Il ritorno a Siracusa[modifica | modifica wikitesto]

Fu infine la legge nº2248 del 20 marzo 1865 del Governo La Marmora II a decretare il ritorno del capoluogo a Siracusa, e a ridurre Noto a semplice sede di sottoprefettura.[11]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

La provincia era suddivisa in successivi livelli amministrativi gerarchicamente dipendenti dal precedente. Al livello immediatamente successivo alla provincia individuiamo i distretti che, a loro volta, erano suddivisi in circondari. I circondari erano costituiti dai comuni, l'unità di base della struttura politico-amministrativa dello Stato moderno, ai quali potevano far capo i villaggi, centri a carattere prevalentemente rurale.

La provincia comprendeva tre distretti, suddivisi complessivamente in 21 circondari e 32 comuni.[12] istituiti nel 1812 con la Costituzione del Regno di Sicilia[13][14]:

Distretto Circondari Comuni abitanti
Distretto di Noto 6 8 51.397
Distretto di Siracusa 7 13 69.818
Distretto di Modica 7 11 116.599
Totale 20 32 237.814

Appartenevano al distretto di Noto i circondari dei comuni di Noto, Pachino, Palazzolo, Ferla, Avola e Buccheri. Il distretto di Siracusa constava dei circondari di Siracusa, Floridia, Sortino, Lentini, Agosta (Augusta), Scordia e Melilli. Al distretto di Modica infine facevano capo i circondari di Modica, Ragusa, Scicli, Spaccaforno (Ispica), Vittoria, Comiso e Chiaramonte[15].

La popolazione nel 1844 risultava di 243.554 abitanti[15]; nel 1848 era aumentata a 250.870 abitanti[2]

La popolazione nel 1860 risultava di 253.656 abitanti, rispettivamente di 54.598 nel distretto di Noto, 123.214 in quello di Modica e 75.844 in quello di Siracusa. La città più popolata era Modica con 29.799 abitanti, seguita da Siracusa con 19.590[16].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Salvatore Santuccio, Governare la città. Territorio, amministrazione e politica a Siracusa (1817-1865), Ed. Franco Angeli, Milano, 2010 , ISBN 9788856830828
  2. ^ a b Dizionario corografico universale dell'Italia. Regno di Sicilia, p. 184.
  3. ^ Salvatore Santuccio, Governare la città. Territorio, amministrazione e politica a Siracusa (1817-1865), Ed. Franco Angeli, Milano, 2010
  4. ^ Fara Misuraca, La Costituzione del 1820, su ilportaledelsud.org. URL consultato il 21 gennaio 2008.
  5. ^ Pompilio Petitti (a cura di), Repertorio amministrativo ossia collezione di leggi, decreti, reali rescritti ecc. sull'amministrazione civile del Regno delle Due Sicilie, vol. 1, Napoli, Stabilimento Migliaccio, 1851, pp. 4-5. ISBN non esistente
  6. ^ Dias, Quadro storico politico, p. 49, nota 1.
  7. ^ Siracusa sotto la mala signoria degli ultimi Borboni (Google eBook)
  8. ^ Chindemi, Siracusa dal 1826 al 1860, 1869, p. 316.
  9. ^ Cfr. (pp. 14-17) con ampia bibliografia: A. Granata, La voce della Nazione. Matteo Raeli in Parlamento (1861-1874), su www.academia.edu. URL consultato il 21 novembre 2015..
  10. ^ Raccolta degli atti del governo dittatoriale e prodittatoriale in Sicilia, Palermo, 1861, pagina 135
  11. ^ Art.4 della Legge Lanza. Augusto - Automazione Gazzetta Ufficiale Storica
  12. ^ Gabriello De Sanctis (a cura di), Dizionario statistico de' paesi del regno delle Due Sicilie, Napoli, 1840. ISBN non esistente
  13. ^ Costituzione del regno di Sicilia stabilita dal parlamento dell'anno 1812, Napoli, Stamperia De Marco, 1848, pp. 153-157. ISBN non esistente
  14. ^ Carta Amministrativa del Regno delle Due Sicilie, Foglio 22, Provincia di Noto (1859)[collegamento interrotto]
  15. ^ a b Zuccagni-Orlandini, p. 553.
  16. ^ Raccolta degli atti del governo dittatoriale e prodittatoriale in Sicilia, Palermo, 1861, pagina 292

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]