Ara di Ierone

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Ara di Ierone
Autel Hiéron II.jpg
Ara di ierone
Civiltàgreca antica
Utilizzoaltare sacrificale
Stilegreco antico
Epoca466 a.C.
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneSiracusa
Dimensioni
Altezza2-3 m
Larghezza23 m
Amministrazione
PatrimonioParco archeologico della Neapolis
EnteRegione Siciliana
ResponsabileSovrintendenza di Siracusa
Visitabilerecintato
Mappa di localizzazione

Coordinate: 37°04′27.86″N 15°16′38.03″E / 37.074405°N 15.27723°E37.074405; 15.27723

L'ara di Ierone I è una grande opera monumentale nell'antico quartiere della Neapolis a Siracusa all'interno del Parco archeologico della Neapolis.

Sito[modifica | modifica wikitesto]

Ciò che rimane oggi sono quasi esclusivamente le strutture basamentali, ricavate nella parte bassa del declivio roccioso del Colle Temenite. La struttura in blocchi superiore infatti, venne asportata quasi completamente nel XVI sec per essere riutilizzata nella costruzione delle fortificazioni spagnole della città.

Nella zona dove oggi sorge questo monumento a forma di altare si doveva trovare un edificio probabilmente dedicato a Zeus Eleutherios ("liberatore") davanti al quale si celebrò un rito dopo l'espulsione (nel 466 a.C.) dell'ultimo tiranno dei Dinomenidi, Trasibulo di Siracusa. Il rito in onore di Zeus Eleutherios in occasione delle feste dette Eleutheria sembra sia consistito in giochi sportivi e nel sacrificio di 450 tori[1]. Diodoro attribuisce la costruzione dell'opera a Ierone II, dicendo che era lunga uno stadio ed era realizzata presso il teatro.

Del monumento si conserva l'immenso basamento roccioso lungo circa m 198 m e largo m 22,80[2], che per circa la sua metà settentrionale insiste su un'enorme cavità sotterranea forse di formazione naturale, usata in passato per l'estrazione della roccia, prima della costruzione dell'ara.

Alle estremità frontali del monumento vi erano due rampe simmetriche e contrapposte di accesso alla piattaforma centrale dell'ara, ove avveniva il sacrificio delle vittime. Le rampe erano precedute da un ingresso: quello di nord era fiancheggiato da due telamoni dei quali si conservano i piedi.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Diodoro, XI 72, 2
  2. ^ Guida d'Italia: Sicilia - Touring Club Italiano ISBN 88-365-0350-0

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