Geografia antropica di Siracusa

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Storia dell'urbanistica di Siracusa[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Antropizzazione del territorio siracusano.

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Una mappa dell'antica Siracusa

Sin dalla prima colonizzazione greca, la città si è sviluppata inizialmente sull'isola di Ortigia dove è ancora riconoscibile la suddivisione rettilinea delle strade. La medesima disposizione si svilupperà nella terraferma con lo sviluppo della zona monumentale della Neapolis, le poche tracce riscontrate durante gli scavi hanno permesso di identificare anche le arterie principali. In corrispondenza dell'attuale viale Luigi Cadorna è stata individuata la via maestra che conduceva verso Catania.[1]

La dominazione romana ha mantenuto pressoché intatta la composizione urbanistica, salvo riscontrare l'avvio di una contrazione della popolazione che con le invasioni barbariche e le successive dominazioni. La città quindi si contrarrà divenendo la sola Ortigia il centro abitato su cui si concentreranno le vicende urbanistiche. La dominazione araba inciderà poi sull'urbanistica di alcuni rioni di Ortigia, di chiaro impianto musulmano.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Ortigia con i suoi caratteristici vicoli ripresa dall'alto
Porta Ligny, entrata di Ortigia, demolita sul finire del XIX secolo

Analizzando la storia urbanistica di Siracusa, partendo dall'età medievale fino ai giorni nostri, si può notare come sia mutata radicalmente l'antropizzazione del territorio: dopo la conquista araba la città venne del tutto privata di egemonia e la sua popolazione ne risentì drasticamente - un processo comunque già iniziato in epoca romana e nella successiva epoca bizantina -, la sola parte rimasta abitata fu l'isola di Ortigia, e tale rimase per tutto il I millennio d.C. tanto che Ortigia prese il nome di Siracusa: essa sola rappresentava la città. Ma la sua popolazione era molto esigua, si parla nel totale di soli 15.000 abitanti (e il numero scende ancora nei primi secoli del medioevo). L'isola al suo interno era divisa in 7 quartieri, ciascuno rientrante in una delle 7 chiese parrocchiali della città.[2] L'ambiente, se si considera che la superficie dell'isola sfiora appena 1 km², era molto angusto e divenne sempre più chiuso in quanto le varie dominazioni innalzarono poderose fortificazioni che se da un lato tenevano lontano il nemico, dall'altro soffocavano la popolazione in una sorta di labirinto racchiuso. Ancora alle porte dell'Unità d'Italia i siracusani dell'epoca raccontano di come accolsero con gioia la demolizione di quelle mura che per secoli li avevano tenuti lontani dalla terraferma, ovvero dalle antiche città-quartiere di Syrakousai, la pentapolis.

«Siracusa, nel tempo della mia adolescenza, cominciava ad uscire da quello stato di torpore e di abbandono nel quale era caduta dopo la condanna iniqua dei Borbone, ma era rimasta con i bastioni che la cingevano e talmente colossali da soffocarla, con le sue porte ed i suoi ponti sui canali che la isolavano completamente. Era una delle cittadelle più importanti del Regno delle Due Sicilie, e rimaneva stretta, pigiata come una città mussulmana nel dedalo delle sue viuzze dove solo emergevano le chiese ed i vecchi palazzi baronali. Sembrava che ancora pesasse la tetra aria di morte del 1837. Mio padre sentiva in cuore suo il peso delle fortificazioni spagnole per lui simbolo di una esosa tirannide, ed anelava alla liberazione ed alla luce. E difatti gioì quando il piccone si sferrò sui baluardi ed un nuovo quartiere sorse sulla loro area, con vie larghe ed ariose.
Ma nella furia demolitrice non furono ahimè risparmiate le belle porte ricche di marmi e di stemmi che nel loro primo barocco spagnolo palesavano la mano sapiente di un artista. È un rimpianto, purtroppo, che oggi ritorna spontaneo alla memoria...»

(Enrico Mauceri, Memoria dei moti del 1837 in Siracusa, 1939, p. 1059.)

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Saranno l'Unità d'Italia e il mutato ruolo economico della città a imporre l'espansione urbanistica dei primi del Novecento nel quartiere della Borgata. In questo periodo si inserisce anche la costruzione della cintura ferroviaria che persisterà per circa un secolo, sino alla costruzione del tunnel che ne permetterà lo smantellamento e la ricucitura urbanistica.

Una nuova fase urbanistica, questa volta priva di qualsivoglia pianificazione, si è verificata nel dopoguerra, con lo spopolamento dell'Isola e l'espansione disordinata verso nord. Questa fase si è protratta sino agli anni '80 del Novecento, determinando guasti urbanistici noti. Infine un'ondata di speculazione edilizia ha permesso negli anni '90 e sino ai primi anni 2000, un'espansione nei quartieri della Pizzuta e nuovi insediamenti in contrada Tremilia.

In fine si è riscontrata un'invenzione di tendenza dagli anni '90, con la rivalutazione di Ortigia e la riqualificazione dell'isola con modalità turistiche. Esigenza che oggi si è spostata nel quartiere umbertino.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Le principali contrade di Siracusa sono:

  • Fontane Bianche e Ognina
Distante solo 15 km da Siracusa, Fontane Bianche è il più grande e popoloso luogo di villeggiatura e turismo presente sul tessuto urbano. Così come l'Arenella, è sorta negli anni '50 del secolo scorso.
Varcati i confini del più popoloso quartiere balneare siracusano, si accede immediatamente a Ognina, borgo marinaro.
  • Isola
È la porta d'ingresso della Penisola della Maddalena[3] che fronteggia l'isola di Ortigia assieme al Porto grande e la terraferma. La penisola raccoglie anche i rioni Plemmirio e Terrauzza e segnala i propri limiti con la presenza dei fari Capo Murro di Porco (ove si trova la punta estrema della penisola), Carrozzieri e Massolivieri.
  • Plemmirio e Terrauzza
Entrambe le contrade sono situate nel cuore della Penisola della Maddalena e nel versante opposto a quello dell'Isola. L'area del Plemmirio, per molte parti non ancora antropizzata, ha mantenuto una sua integrità, per questa ragione è sorta da pochi anni la già citata area marina protetta.
  • Santa Teresa Longarini Scalo
Area localizzata a sud di Siracusa tra la città, la frazione di Cassibile e l'Arenella, il cui nome deriva dalla presenza dell'omonimo scalo ferroviario.
  • Targia
Sita a nord della città, appena alle porte del centro urbano, in passato è stato feudo della famiglia nobiliare degli Arezzo della Targia. È stato anche un luogo di coltivazioni abitato da contadini per poi venire definitivamente abbandonato nel periodo di industrializzazione dell'area limitrofa. L'area può vantare l'area archeologica di Stentinello, un antico insediamento preistorico, la Penisola Magnisi e l'attigua Tonnara di Santa Panagia.
In zona è presente anche una stazione ferroviaria di recente edificazione, costruzione scaturita dalla chiusura al traffico ferroviario della cintura di ferro e con la contemporanea realizzazione del tunnel sotterraneo che permette ai treni in arrivo e in partenza dalla stazione aretusea di non attraversare più la città bensì di bypassarla.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1977 al 2018 il territorio comunale è stato suddiviso in nove circoscrizioni: Ortigia, Santa Lucia, Acradina, Grottasanta, Tiche, Neapolis, Epipoli, Cassibile e Belvedere.

Nel periodo compreso tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008 l'assessorato comunale al decentramento aveva manifestato l'intenzione di ridurre da 9 a 4 le circoscrizioni cittadine (le quali avrebbero preso il nome di municipalità). Il progetto era stato deliberato dal Consiglio comunale il 15 febbraio 2011, ma non venne mai realizzato.[4]
Queste sarebbero dovute essere le nuove municipalità di Siracusa:

I municipalità Siracusa Sud+Centro storico: Neapolis[5](Gelone, Pantanelli, Zona umbertina); Santa Lucia;[5] Ortigia[5]

II municipalità Siracusa Nord: Acradina[5] (Bosco Minniti, Tisia, Zecchino); Epipoli[5] (Pizzuta, Targia, Villaggio Miano); Grottasanta[5] (Mazzarona, Tunisi); Tiche[5] (Santa Panagia, Scala Greca)

III municipalità Frazione di Belvedere: Belvedere[6] (Canalicchio, Tivoli, Tremilia, Villaggio Santa Lucia)

IV municipalità Frazione di Cassibile: Cassibile[5] (Arenella, Fontane Bianche e Ognina, Isola, Plemmirio e Terrauzza, Santa Teresa Longarini Scalo)

La legge regionale n. 11 del 2015 ha soppresso, con l'eccezione delle città di Palermo, Catania e Messina, le circoscrizioni in tutta la Sicilia, le quali sarebbero state attive fino alla scadenza del proprio mandato, che per quanto riguarda Siracusa è coincisa con le elezioni amministrative del 2018.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ SIRACUSA, su www.treccani.it. URL consultato il 31 marzo 2016.
  2. ^ Siracusa: Turba, contrada dimenticata, su ilmegafono.org. URL consultato il 22 novembre 2016..
  3. ^ Il nome deriva dalla presenza della omonima chiesa dedicata per l'appunto alla Madonna Maddalena
  4. ^ Siracusa, sì al decentramento dei quartieri, su siracusa.blogsicilia.it. URL consultato il 22 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 14 marzo 2016). Testo " Sport Sicilia " ignorato (aiuto); Testo " News Province siciliane - Siracusa " ignorato (aiuto)
  5. ^ a b c d e f g h Attuale circoscrizione di Siracusa
  6. ^ Attuale Circoscrizione di Siracusa

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]