Via dei Sepolcri

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Via dei Sepolcri
Strada sepolcrare
Via dei Sepolcri - Siracusa.jpg
La Via dei Sepolcri
UtilizzoCulto degli Eroi, Ipogei bizantini
Epocagreca, bizantina
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneSiracusa
Amministrazione
ResponsabileComune di Siracusa
Mappa di localizzazione

Coordinate: 37°04′35.04″N 15°16′26.04″E / 37.0764°N 15.2739°E37.0764; 15.2739

Interno della Via dei Sepolcri

La Via dei Sepolcri è una suggestiva strada lunga 150 metri che conduce alla cima del Colle Temenite, situata all'interno del Parco archeologico della Neapolis di Siracusa, attraversandola si notano le alte pareti rocciose che la circondano da entrambi i lati e le edicole votive che vi sono state scavate lungo tutto il tragitto.

Il culto degli Eroi[modifica | modifica wikitesto]

Siracusa avendo un'importante tradizione greca conosceva e praticava il culto degli Eroi; gli Eroi erano in epoca antica delle persone considerate dei "Semidei", più forti dei mortali quasi vicini dall'essere paragonati agli dei.[1] Poi in epoca greca successiva quando si parlava di "Eroe" si intendeva dire un "defunto" che si era particolarmente distinto in vita e per questo da morto meritava di essere "eroicizzato", ovvero di essere onorato e venerato come si veneravano gli eroi mortali. Tutto ciò era molto importante per la religione greca.[1] Di grande pregio è considerato un incavo trovato verso la fine della Via dei Sepolcri e che rappresenta il culto dei Dioscuri a cavallo e Trittolemo sul carro tirato da serpenti.[2]

La Via è in salita e curva prima verso ovest e poi verso nord. Essa conduce nel punto più alto del Colle siracusano. Si pensa che in passato rappresentasse anche uno degli ingressi al Teatro Greco di Siracusa, data la sua vicinanza con il terrazzo del Colle e il Ninfeo degli attori dionisiaci.

Il letterato e poeta veronese, Girolamo Orti[3], nel suo viaggio in Sicilia nel 1823 così descrisse l'antica Via siracusana:

«Più oltre fra i sentieri d'erbe odorose mirasi un antico splendido avanzo di acquedotto incavato nel monte, e che si estendeva per più miglia; indi una strada sepolcrare. I monumenti di questa, ben diversi da quelli della Via Appia, Flamminia fuori di Roma, consistono in una serie progressiva di stanze ad ambi i lati, le quali contengono moltiformi sepolcri sculti nel sasso vivo con fori ed incavi all'ingresso per tirarvi le imposte delle porte: non vi mancano grezze iscrizioni; pare che alcuno non avesse coperchio, ed è curioso vedervi accanto ad alcun altro un sedile.»

(Girolamo Orti, Raccolta accresciuta de viaggi, Volume 2, 1834)

Nella Via dei Sepolcri si trovano anche degli Ipogei di epoca bizantina, chiara testimonianza che rivela come il sito venne utilizzato anche in epoche successive a quella siceliota. Anche i profondi segni lasciati dai carri che si recavano ai mulini ad acqua d'epoca spagnola testimoniano la frequentazione della strada in diverse epoche.[4]

Salita la Via dei Sepolcri si spunta sulla cima del rilievo montuoso detto Colle Temenite. Qui sono stati individuati i resti del Santuario di Apollo Temenite (termine greco "Temenos" che significa "Recinto sacro") che dà il suo nome all'intero Colle.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Walter Burkert, La religione greca di epoca arcaica e classica, Editoriale Jaca Book, 2003
  2. ^ a b Teatro Greco - Galleria Roma, su galleriaroma.it.
  3. ^ Girolamo Orti Manara in Dizionario Biografico – Treccani
  4. ^ Touring Editore, Sicilia, 1989

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