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Ginnasio romano

Coordinate: 37°04′01.92″N 15°16′50.16″E
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Ginnasio romano
Resti della cavea marmorea
Civiltàromana
Utilizzoincerto (tempio?)
EpocaI secolo d.C.
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Comune Siracusa
Dimensioni
Superficie7 114 
Scavi
Data scoperta1864
ArcheologoFrancesco Saverio Cavallari
Amministrazione
EnteRegione Siciliana
Visitabileno
Sito webparchiarcheologici.regione.sicilia.it/siracusa-eloro-villa-tellaro-akrai/biglietti/ginnasio-romano-2/
Mappa di localizzazione
Map

Il ginnasio romano è un complesso monumentale di epoca romana edificato lungo la via Elorina di Siracusa. Databile alla seconda metà del I secolo d.C, il sito include un teatro, un quadriportico e un tempio; nonostante ciò, gli scavi archeologici non hanno ancora permesso di accettarne la specifica destinazione d'uso.

Fotografia del sito di Giorgio Sommer, erroneamente definito come Bagno di Diana.

Il monumento venne scoperto nel 1864 dall'archeologo Francesco Saverio Cavallari in un'area paludosa, invasa dalle acque per effetto della risalita del livello marino. Poco dopo la scoperta fu erroneamente definito come Bagno di Venere o Bagno di Diana.

Ad esso si accedeva tramite un quadriportico (m. 60×50) sopraelevato rispetto al piano interno, dotato di colonne doriche in pietra calcarea sul lato settentrionale forse pertinenti a una fase più antica dell'edificio. Nell'ingresso principale al quadriportico sono ancora visibili tre basamenti di statue; altre, invece, sono state rinvenute in successive campagne di scavo e rappresentano tutte personaggi maschili togati, con l'eccezione di un'unica statua femminile riferibile all'età tardo-flavia.

Resti architettonici

All'interno vi sono i resti di un piccolo tempio su podio di tipo italico (m. 17,5×17,5) il cui alzato, a seconda dei frammenti architettonici ritrovati, era di ordine corinzio. L'edificio, che conserva una delle due scalette laterali di accesso, custodisce all'interno un vano a volta con un pozzo, mentre all'esterno un secondo pozzo e un altare. Infine, alle spalle del tempio, si apre una cavea teatrale (diametro di m. 18,90) con i gradini originariamente rivestiti in marmo.

Identificazione

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Statue di togati rinvenute nel 1864, oggi conservate al Museo Archeologico Paolo Orsi

Tutt'oggi la destinazione d'uso dell'edificio è incerta. L'ipotesi più accreditata lo vede come un santuario delle divinità orientali, probabilmente dedicato a Serapide come menzionato da un passo di Cicerone:

(latino)
«Leontinis, misera in civitate atque inani, tamen istius in gymnasio statua deiecta est. Nam quid ego de Syracusanis loquar? Quod non est proprium Syracusanorum, sed et illorum et commune conventus illius ac prope totius procinciae. Quanta illuc moltitudo, quanta vis hominum convenisse dicebatur tum cum statuae sunt illius deiectae et eversae! At quo loco! Celeberrimo ac religiosissimo, ante ipsum Serapium, in primo aditu vestibuloque templi. Quod nisi Metellus hoc tam graviter egisset atque illam rem imperio edictoque prohibuisset, vestigium statuarum istius in tota sicilia nullum esset relictum.»
(italiano)
«I leontini, benché fosse la loro città mi sarei spogliata, nondimeno gettarono in terra la statua di costui che si vedeva nel ginnasio. E che dirò io dei siracusani, dato che questa vendetta fu loro comune con tutti i cittadini romani residenti nella loro città e con quasi tutte le provincie? Quanta folla, quanto affluenza di popolo - mi dicevano - si era radunata qui quando statue di Verre furono abbattute e rovinate? E dove? Nel luogo più frequentato il più sacro, davanti a Serapide e nel vestibolo del Tempio. E se Metello non avesse avuto a male, e comandato con la sua autorità che ciò non si facesse, in tutta la Sicilia non sarebbe rimasta traccia delle statue di Verre.»

Tale ipotesi troverebbe conferma nelle somiglianze col Tempio di Iside a Pompei, dal rinvenimento di statue di magistrati romani (collegabili a quelle citate da Cicerone) e da una dedica di età repubblicana menzionante un tale Papinio, cittadino romano che aveva restaurato a sue spese un edificio che sembra essere proprio il Serapeo.

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