Basilica santuario Madonna delle Lacrime

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Basilica santuario
Madonna delle Lacrime
Basilica Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa (cropped).jpg
Vista aerea della cupola della basilica e del parco del santuario
StatoItalia Italia
RegioneSicilia
LocalitàSiracusa
Coordinate37°03′34.57″N 15°17′37.3″E / 37.059604°N 15.293694°E37.059604; 15.293694
Religionecattolica di rito romano
TitolareMadonna delle Lacrime
Arcidiocesi Siracusa
Consacrazione6 novembre 1994, da papa Giovanni Paolo II
ArchitettoMichel Andrault e Pierre Parat
Stile architettonicomoderno
Inizio costruzione1966
Completamento1994
Sito webwww.madonnadellelacrime.it

La basilica santuario Madonna delle Lacrime è una basilica minore e santuario mariano eretto a ricordo della miracolosa lacrimazione di un'effigie in gesso raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, posta al capezzale dei coniugi Iannuso presso la loro umile abitazione in via degli Orti a Siracusa, nel 1953.

Nel 2002 Giovanni Paolo II ha elevato il santuario alla dignità di basilica minore con il nome di "basilica santuario Madonna delle Lacrime". Nel 2019 la Conferenza Episcopale Siciliana lo ha eretto a santuario regionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'evento miracoloso si ripeté dal 29 agosto al 1º settembre 1953 per almeno 58 volte nella generale commozione di un'immensa moltitudine di fedeli, in casa dei coniugi Iannuso. Le lacrime vennero raccolte e sottoposte ad un'analisi scientifica, risultando di analoga composizione del liquido lacrimale umano[1]. La devozione che ne è seguita è stata di enormi proporzioni. La piccola effigie della Madonna delle Lacrime, prima provvisoriamente ricoverata nella vicina piazza Euripide dal 1953 al 1968[2], venne collocata all'interno del santuario nell'attuale cripta, dove rimase dal 1968 al 1994[3], per poi essere traslata all'interno del tempio superiore del Santuario in occasione della consacrazione.

Il 9 maggio 1954 il cardinale Ernesto Ruffini, arcivescovo di Palermo, con un rito solenne e alla presenza delle più alte autorità e di circa 40.000 persone, benedisse e pose la prima pietra del santuario nel terreno destinato alla sua costruzione.[4]

L'opera fu progettata nel 1957 dagli architetti francesi Michel Andrault e Pierre Parat a seguito di un bando di concorso internazionale[5], ma le opere strutturali sono dell'ingegnere Riccardo Morandi[6]. La costruzione ebbe inizio nel 1966: a causa dell'estrema modernità del progetto vi furono fin dall'inizio molte polemiche da parte della cittadinanza che reputava e reputa l'opera un "mostro di cemento armato" che andava a gravare ulteriormente su di un'area urbana già pesantemente compromessa. Proprio per questo motivo, anche il luogo di edificazione è stato ed è soggetto a polemiche e critiche[7]. Queste diatribe ne ritardarono molto la realizzazione che si concluse solo nel 1994. Durante gli scavi delle fondamenta venne ritrovata un'area abitativa del VI secolo a.C. e portato alla luce un pezzo di strada che in passato costituiva la via principale del quartiere Akradina. La costruzione fu completata dopo circa 28 anni ed il santuario venne consacrato, inaugurato e dedicato alla Madonna delle Lacrime il 6 novembre 1994 da papa Giovanni Paolo II[8].

Otto anni dopo, nel 2002, lo stesso Giovanni Paolo II lo elevò alla dignità di basilica minore[9].

Il 14 dicembre 2014, ha ospitato una solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, alla presenza del corpo di Santa Lucia, eccezionalmente in visita a Siracusa a 1710 anni dal martirio della santa patrona, avvenuto nel 304 durante la grande persecuzione voluta dall'imperatore Diocleziano.

Il 7 dicembre 2016, ha ospitato l'ordinazione episcopale di Giovanni Accolla, arcivescovo metropolita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, essendo quest'ultimo originario di Siracusa.

Nel 2019 la Conferenza Episcopale Siciliana lo ha eretto a santuario regionale. Il presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, Salvatore Gristina, arcivescovo di Catania, alla presenza dell’arcivescovo di Siracusa, Salvatore Pappalardo, che ha sostenuto l’iniziativa, ha firmato l’atto formale a Siracusa lo scorso 29 agosto, in occasione del primo giorno del 66º anniversario della Lacrimazione della Madonna a Siracusa.

Il 24 ottobre 2020, ha ospitato l'ordinazione episcopale di Francesco Lomanto, arcivescovo di Siracusa, data la capienza maggiore rispetto alla cattedrale, in modo tale da rispettare il distanziamento sociale e le altre norme per prevenire la diffusione del virus SARS-CoV-2.

Vista interna della cupola della basilica

Il santuario[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario è costituito dalla basilica (o tempio superiore) e dalla cripta (o tempio inferiore), con un corpo conico formato da costoloni in cemento armato che raggiungono un'altezza complessiva di 103 m; 94,30 m a partire dal piano di calpestio e sormontato da un coronamento in acciaio che porta una statua della Madonna in bronzo dorato, opera di Francesco Caldarella, circondata da un'aureola ad elementi circolari e raggiera. Cappelle escluse, ha un diametro di 71,40 m. Ha una capienza di 11000 posti in piedi e 6000 a sedere[10].

La basilica o tempio superiore[modifica | modifica wikitesto]

Il tempio superiore del santuario è stato consacrato da papa Giovanni Paolo II il 6 novembre 1994 durante la sua visita pastorale a Siracusa. L'altare maggiore, in marmo, custodisce il prodigioso quadretto, traslato nel tempio superiore il 5 novembre 1994, prima dell'arrivo del Papa in serata. Sopra l'altare è posto un prezioso crocifisso ligneo del 1700. L’altare, di forma quadrata, è opera dello scultore Giancarlo Marchese. La base bronzea è costituita da quattro pannelli che riproducono alcune scene del libro dell’Apocalisse. La mensa è in pietra di Modica: su di essa è inciso un versetto in greco tratto dal quinto capitolo della lettera di San Paolo agli Efesini: «Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei»[10].

Lungo la circonferenza della basilica vi sono le tre sacrestie (dietro l'altare maggiore) e 22 cappelle: a sinistra le cappelle della riproduzione della Sacra Sindone e del Santissimo Sacramento; a destra la cappella dell'Altare della Carità (in cui è anche esposta la statua raffigurante santa Lucia), di san Giuseppe, di san Pio da Pietrelcina, la cui statua era precedentemente esposta nella rispettiva cappella nella cripta del santuario e di san Giovanni Paolo II.

Interno della cripta del santuario
Giovanni Paolo II consacra il santuario.

La cripta o tempio inferiore[modifica | modifica wikitesto]

La cripta del santuario è stata consacrata e dedicata al Cuore Immacolato di Maria il 28 agosto 1968 da Giuseppe Bonfiglioli, arcivescovo di Siracusa. Il giorno seguente vi è stato traslato il prodigioso quadretto che versò lacrime nel 1953. Infine è stata inaugurata il 1º settembre successivo dal cardinale Francesco Carpino, arcivescovo di Palermo. Il 22 febbraio 1987 il quadretto miracoloso è stato trasferito presso il salone pastorale del santuario ed ivi è rimasto per sette anni durante i lavori di sopraelevazione della basilica. Il quadretto è tornato poi ad essere custodito presso l'altare maggiore dalla cripta per un'ultima volta dal 1º maggio al 4 novembre 1994, in attesa della visita pastorale di papa Giovanni Paolo II nel novembre successivo per la consacrazione del santuario.

Sul piano della cripta, sono conservati dei resti di età romana e tardo-antica costituiti da un ipogeo pagano e da un annesso vasto ambiente con pareti originariamente decorate a mosaico. In cripta vi sono varie cappelle, tra cui quella di san Corrado Confalonieri, sant'Agata, santa Lucia, san Francesco d'Assisi, san Pio da Pietrelcina e dell'iconostasi, in cui vengono celebrate le sante messe in rito bizantino.

Nella cappella di santa Lucia vi è la tomba dell'arcivescovo Calogero Lauricella, vescovo di Siracusa dal 1973 fino alla morte nel 1989.

Critiche e interpretazioni architettoniche[modifica | modifica wikitesto]

Il coronamento del santuario.

La forma architettonica del santuario è stata criticata da famosi liturgisti e urbanisti, nonché da associazionisti, giornalisti e semplici cittadini. La struttura è stata inoltre soggetta a varie interpretazioni: gli architetti si proponevano di realizzare strutturalmente il concetto di elevazione dell'umanità verso Dio. Infatti, la pianta con la sua circolarità vuole rappresentare l'umanità che protende verso Dio. Altri significati attribuiti popolarmente sono quelli di: faro, identificabile con Maria che conduce verso il porto che è Gesù; tenda, entro la quale la Madre accoglie i suoi figli per condurli al Padre; una lacrima che scende dall'alto vista nella dinamica dell'impatto a terra.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pasquale Magnano, La Madonna Piange, in Arcano Linguaggio, 1ª ed., Edizioni ASCA, 2003, p. 59.
  2. ^ Tranne nel periodo tra il 19 febbraio e il 18 marzo 1961, durante il quale l'effigie ritornò nella casa di via degli Orti a causa dei lavori alla copertura della tettoia fatiscente per le interperie.
  3. ^ Tranne nel periodo tra il 22 febbraio 1987 e il 29 aprile 1994, durante il quale l'effigie fu posta nel salone delle opere pastorali del santuario a causa dei lavori di sopraelevazione del santuario.
  4. ^ Pasquale Magnano, Il Santuario, in Arcano Linguaggio 1, 4ª edizione ampliata, Edizioni ASCA, 2003, p. 127.
  5. ^ Il 29 giugno 1955 venne pubblicato il Bando di Concorso Internazionale per il progetto del Santuario della Madonna delle Lacrime. Gli architetti francesi Andrault e Parat parteciparono al concorso con il progetto in seguito vincente contrassegnato dal motto "Corona con nove raggi bianchi su campo azzurro". Gli architetti Gillet Guillaume e Sarger René, anch'essi francesi, si aggiudicarono il 2º posto con il progetto "Turris Davidica", mentre l'architetto Erwin Schiffer di Colonia si aggiudicò il 3º posto con il progetto "314253".
  6. ^ (EN) Santuario della Madonna delle Lacrime (Syracuse, 1989) | Structurae, su Structurae. URL consultato il 20 settembre 2018.
  7. ^ Cosa c'è sotto il Santuario della Madonna delle lacrime, su lacivettapress.it.
  8. ^ Il viaggio papale a Siracusa avrebbe dovuto aver luogo dal 30 aprile al 1º maggio 1994, ma la mattina del 29 aprile circolò la notizia che il papa non sarebbe andato a Siracusa a causa di una accidentale caduta. Alle ore 10 dello stesso giorno si ebbe la notizia ufficiale: il papa era ricoverato al Policlinico Gemelli per sottoporsi ad intervento chirurgico per una frattura del femore destro con dislocazione.
  9. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  10. ^ a b Architettura e storia, su madonnadellelacrime.it. URL consultato il 17 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale il 18 febbraio 2018).
  11. ^ Sicilia di Sabbia (2011), di Massimiliano Perrotta - CinemaItaliano.info

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Turi Volanti, C'est le parasol. Guarda e... riguarda il santuario di Siracusa - Edizioni Alpha.
  • Pasquale Magnano (già rettore del santuario della Madonna delle Lacrime), Arcano Linguaggio 1 - Quarta Edizione. Storia e riflessioni sulla lacrimazione della Madonna a Siracusa, Edizioni ASCA, 2003
  • Rosaria Ricciardo, Pianto di Maria e dolore di Dio. L’evento di Siracusa, San Paolo Edizioni, 2004

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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