Tonnara di Santa Panagia

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Tonnara di Santa Panagia
Santa Panagia.jpg
La tonnara vista dall'alto
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSicilia
LocalitàSiracusa
IndirizzoSanta Panagia
Coordinate37°06′25.93″N 15°16′37.63″E / 37.107203°N 15.27712°E37.107203; 15.27712Coordinate: 37°06′25.93″N 15°16′37.63″E / 37.107203°N 15.27712°E37.107203; 15.27712
Informazioni generali
CondizioniIn abbandono
Costruzione1100
Ricostruzione1700 circa
Realizzazione
ProprietarioComune di Siracusa

La Tonnara di Santa Panagia è un edificio situato a nord di Siracusa, nell'omonimo promontorio, sede della tonnara di ritorno in funzione fino al 1970 circa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia della tonnara inizia nel 1100 e, dopo un lungo periodo di silenzio, passa sotto l'autorità giuridica della Camera Reginale di Siracusa, in epoca spagnola. Viene infine ceduta a vari proprietari privati, per la prima volta nel 1655.

I ruderi degli stabilimenti esistenti si possono far risalire al Settecento, probabilmente ricostruiti su un precedente impianto a seguito del terremoto del 1693. Nel 1778 Vivant Denon cita la tonnara col nome di Santa Buonacia passandoci vicino per osservare i resti delle mura dionigiane[1]. La tonnara rimase in funzione sino agli anni cinquanta quando divenne pressoché inattiva a causa dell'introduzione della pesca al tonno con "reti volanti", nonché per l'elevata concentrazione di industrie e raffinerie chimiche nell'area. Dopo il 1961, la tonnara cadde in disuso: tuttavia sono attestate almeno altre due calate di reti da pesca tra il 1965 e il 1970, con lo scopo di non perdere la licenza quinquennale rilasciata dalla Capitaneria di Porto[2].

Si stima che la tonnara impiegasse mediamente 30 pescatori, salendo oltre le 40 unità nei periodi di maggiore pescato. Oltre al personale dedito alla pesca del tonno, la comunità della tonnara di Santa Panagia era composta anche da un cappellano della chiesa adiacente dedicata a Santa Lucia e dai gestori di una piccola bottega di generi alimentari[2].

Il sito[modifica | modifica wikitesto]

In corrispondenza dell'ingresso del sito sorge una casa cantoniera, oggi abbandonata, che in precedenza ospitava la Stazione di Santa Panagia, la cui presenza permetteva sia ai lavoratori di raggiungere la tonnara, sia di intraprendere attività commerciali verso Catania.

Accanto alla tonnara vi è l'oratorio di Santa Panagia, una piccola chiesa rupestre con affreschi ormai illeggibili, dedicata al culto della Madonna. Dopo anni di totale abbandono, un'associazione ambientalista avrà la gestione del sito per migliorarne la fruizione e la conoscenza.[3]

Attualmente la tonnara versa in gravi condizioni di degrado, tuttavia è stato predisposto un progetto della Regione Siciliana con i fondi di Agenda 2000 per la ristrutturazione e la trasformazione del sito in sede museale dedicata al rapporto tra uomo e mare. Dopo una lunga sospensione per problemi amministrativi nel settembre 2014 sono stati consegnati i lavori per il restauro e la trasformazione del sito[4].

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dominique Vivant Denon Voyage en Sicilie, 1778
  2. ^ a b Fabio Morreale, Tonnare di ritorno: Santa Panagia e le altre, Siracusa, Siracusa, Natura Sicula, 2009, ISBN 978-1100000992.
  3. ^ Natura Sicula adotta la chiesa rupestre di Santa Panagia
  4. ^ Tonnara, consegnati i lavori di restauro.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annalena Lippi Guidi, Tonnare. Tonnaroti e malfaraggi della Sicilia Sud-orientale, Zangarastampa, Siracusa 1993, ISBN
  • Fabio Morreale, Tonnare di ritorno: Santa Panagia e le altre, Siracusa, Siracusa, Natura Sicula, 2009, ISBN 978-1100000992.
  • Fabio Salerno, Uomini, tonni e tonnare di Sicilia, Morrone, Siracusa 2009, ISBN 9788895936239

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