Barumini

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Barumini
comune
(ITSC) Barùmini
Barumini – Stemma Barumini – Bandiera
Barumini – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoEmanuele Lilliu (lista civica[1]) dal 31-05-2015
Territorio
Coordinate39°42′13.51″N 9°00′13.1″E / 39.703753°N 9.003639°E39.703753; 9.003639 (Barumini)Coordinate: 39°42′13.51″N 9°00′13.1″E / 39.703753°N 9.003639°E39.703753; 9.003639 (Barumini)
Altitudine202 m s.l.m.
Superficie26,4 km²
Abitanti1 127[3] (30-4-2017)
Densità42,69 ab./km²
Comuni confinantiGergei, Gesturi, Las Plassas, Tuili, Villanovafranca
Altre informazioni
Cod. postale09021
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111005
Cod. catastaleA681
TargaSU[2]
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) baruminesi
(SC) baruminesus
Patronosan Sebastiano
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Barumini
Barumini
Barumini – Mappa
Posizione del comune di Barumini
nella provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Barumini è un comune italiano di 1.127 abitanti della provincia del Sud Sardegna, nella sub-regione storica della Marmilla.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Su Nuraxi

Abitato sin dal periodo nuragico, come testimoniato dall'importantissimo sito di Su Nuraxi. Nel medioevo Barumini appartenne al giudicato di Arborea e fece parte della curatoria della Marmilla, della quale fu capoluogo.

Successivamente, in seguito alla battaglia di Sanluri, passò alla corona d'Aragona a partire dal 1409. Nel 1541 fu incorporato nella baronia di Las Plassas, data in feudo ad Azore Zapata. Agli Zapata fu riscattato nel 1839.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Parrocchia della Beata Vergine Immacolata
Chiesa di San Giovanni

L'intero territorio comunale riserva ulteriori motivi di interesse, a cominciare dalla presenze di rilevanti ed antiche chiese quali:

  • la chiesa dell'Immacolata Concezione o della Beata Vergine Immacolata, (XVI secolo), costruita in forme tardogotiche riconoscibili all'esterno nel campanile a canna quadrata e all'interno nel presbiterio e in alcune cappelle con volte a crociera
  • la chiesa di San Francesco, (XVII secolo), attigua al convento eretto nel 1609 dai frati francescani, ha struttura semplice con un'unica navata e due cappelle sulla sinistra
  • la chiesa di San Giovanni, (XIII secolo), costituita da due navate separate da archi su pilastri, con due absidi, di stile provenzale
  • la chiesa di Santa Lucia, (XVI secolo), minuscola e graziosa chiesa campestre circondata da un loggiato con colonne in pietra reggenti nove archi a sesto acuto; all'interno vi si conserva un pregevole pulpito ligneo
  • la chiesa di San Nicola, (XI-XII secolo), posta su una collina alla periferia del paese
  • la chiesa di Santa Tecla, (riedificata nell'Ottocento).

Su Nuraxi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Su Nuraxi.

Nel suo territorio è situato Su Nuraxi, il complesso nuragico più importante della Sardegna, riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità (iscrizione nel 1997).

Palazzo Zapata e Su Nuraxi'e Cresia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Zapata
Palazzo Zapata, interno

Nel centro storico di Barumini si può ammirare palazzo Zapata, antica sede che i Marchesi, nei primi del Seicento, fecero costruire nel punto più alto del paese.

Durante recenti lavori di restauro del palazzo si è scoperto che il palazzo Zapata fu edificato sopra i resti ben conservati di un insediamento nuragico che l'archeologo Giovanni Lilliu, in quanto situato in prossimità della chiesa parrocchiale, ha denominato Nuraxi 'e Cresia.

Grazie ad un progetto di restauro architettonico di grande impatto scenografico e di forte suggestione elaborato dall'architetto Pietro Reali, sia il palazzo marchesale che il sottostante nuraghe, opportunamente riportato alla luce, sono diventati sede di un complesso museale (suddiviso nelle sezioni archeologia, storia ed etnografia) inaugurato il 29 luglio 2006.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Barumini è il campidanese occidentale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Sagre e feste[modifica | modifica wikitesto]

  • San Sebastiano Patrono, 20 gennaio
  • Mostra degli ovini, Ultimi sabato e domenica di aprile
  • Sant'Isidoro, 15 maggio
  • Santa Lucia, Terza domenica di luglio
  • San Francesco d'Assisi e Sant'Ignazio, 16-17-18 settembre

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 16 aprile 2000 Carlo Fadda lista civica di centro Sindaco [5]
16 aprile 2000 8 maggio 2005 Carlo Serra lista civica "Città Nuova" Sindaco [6]
8 maggio 2005 30 maggio 2010 Emanuele Lilliu lista civica Sindaco [7]
30 maggio 2010 31 maggio 2015 Emanuele Lilliu lista civica "Impegno e Lealtà" Sindaco [8]
31 maggio 2015 - Emanuele Lilliu lista civica "Per Barumini Impegno e Lealtà" Sindaco [9]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • Calcio - La Polisportiva Libertas Barumini 1960 milita nel girone B sardo di 1ª Categoria. È nata nel 1960. I colori sociali sono il giallo ed il rosso.
  • Pallavolo - La Polisportiva Insieme Pallavolo Barumini disputa i campionati giovanili.

Barumini è stata sede di partenza della 3ª tappa del Giro d'Italia 2007 (Barumini-Cagliari di 181 km), vinta da Alessandro Petacchi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio storico delle elezioni - Comunali del 31 maggio 2015, su Interno.it, Ministero dell'Interno. URL consultato il 15 giugno 2016.
  2. ^ Sigla provvisoria definita dal Consiglio di Stato con parere n° 1264 del 30 maggio 2017, in attesa di recepimento nella tabella allegata al Regolamento del codice della strada
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Comunali 23/04/1995, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  6. ^ Comunali 16/04/2000, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  7. ^ Comunali 08/05/2005, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  8. ^ Comunali 30/05/2010, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  9. ^ Comunali 31/05/2015, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN246149833 · LCCN (ENnr90022557 · GND (DE4207832-5
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