Musei (Italia)

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Musei
comune
(ITSC) Mùsei
Musei – Stemma Musei – Bandiera
Musei – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoAntonello Cocco (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate39°18′07.29″N 8°40′03.09″E / 39.302026°N 8.667526°E39.302026; 8.667526 (Musei)Coordinate: 39°18′07.29″N 8°40′03.09″E / 39.302026°N 8.667526°E39.302026; 8.667526 (Musei)
Altitudine119 m s.l.m.
Superficie20,27 km²
Abitanti1 533[1] (30-6-2019)
Densità75,63 ab./km²
Comuni confinantiDomusnovas, Iglesias (isola amministrativa di San Marco), Siliqua, Villamassargia
Altre informazioni
Cod. postale09010
Prefisso0781
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111043
Cod. catastaleF822
TargaSU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona C, 1 076 GG[2]
Nome abitanti(IT) museghesi
(SC) museghesus
Patronosant'Ignazio di Loyola
Giorno festivo31 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Musei
Musei
Musei – Mappa
Posizione del comune di Musei
nella provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Musei (Musei in sardo) è un comune italiano di 1 533 abitanti della provincia del Sud Sardegna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il centro è disposto nella piana del Cixerri e si colloca lungo la vecchia viabilità tra Iglesias, i centri del basso Campidano e Cagliari, nelle vicinanze del Riu s'Acqua Sassa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'area fu abitata già in epoca nuragica, punica e romana, per la presenza nel territorio di alcune rovine e di siti archeologici.

Nel medioevo appartenne al Giudicato di Cagliari e fece parte della curatoria del Sigerro (Cixerri). Alla caduta del giudicato (1258) passò sotto il dominio dei conti della Gherardesca e poi del comune di Pisa, e successivamente, dal 1324, sotto quello aragonese.

Nel 1336 il re d'Aragona Alfonso IV il Buono lo diede in feudo ad Arnaldo Massa. Nel 1350 passò ai Carroz e da questi ai Cardona, che lo ebbero a titolo di pagamento di un credito. Una discendente dei Cardona, Beatrice, lo vendette all'iglesiente Antonio Serra, ma un figlio di Beatrice lo ricomprò. Passò poi ad Adriana Carbonell e più tardi ad Elena Rossellón: da questa a Monserrato Rossellón, quindi alla Compagnia di Gesù, sotto la cui guida nacque nel XVII secolo l'odierno abitato, e che vi fece costruire la chiesa tardobarocca ed il convento di Sant'Ignazio di Loyola, intorno ai quali si raggrupparono le abitazioni. In quei tempi Musei si chiamava Villa di Prato. I gesuiti restarono nel paese fino al 1773. Ritornato alla Corona, nel 1785 venne dato in feudo ai Bon Crespi di Valdaura, marchesi di Villacidro e Palmas.

Il paese venne riscattato agli ultimi feudatari nel 1839, con l'abolizione del feudalesimo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Musei preserva nuraghi e reperti punici e romani, a testimonianza della fertilità dei terreni irrigati dalle acque del Cixerri e dei suoi affluenti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a è il campidanese comune.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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