Nuragus

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Nuragus
comune
Nuragus – Stemma
Nuragus – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Sud Sardegna
Amministrazione
Sindaco Giovanni Daga (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate 39°47′N 9°02′E / 39.783333°N 9.033333°E39.783333; 9.033333 (Nuragus)Coordinate: 39°47′N 9°02′E / 39.783333°N 9.033333°E39.783333; 9.033333 (Nuragus)
Altitudine 359 m s.l.m.
Superficie 19,9 km²
Abitanti 916[1] (30-11-2015)
Densità 46,03 ab./km²
Frazioni Lixius
Comuni confinanti Genoni, Gesturi, Isili, Laconi (OR), Nurallao
Altre informazioni
Cod. postale 08030
Prefisso 0782
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 092115
Cod. catastale F981
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Nuraghesi
Patrono santa Maria Maddalena
Giorno festivo 22 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nuragus
Nuragus
Sito istituzionale

Nuragus è un comune italiano di 916 abitanti della provincia del Sud Sardegna, situato a circa 74 chilometri a nord di Cagliari.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del Comune di Nuragus misura circa 1900 ettari, compresi la Marmilla ai rilievi collinari e montuosi di Laconi, Nurallao ed Isili. Per maggior parte pianeggiante, comprende anche una piccola porzione delle pendici orientali della Giara di Gesturi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È impresa ardua riuscire a conoscere l'epoca in cui ebbe origine il paese di Nuragus, questo a causa della mancanza di documenti. In assenza di prove certe occorre fare ricorso alla tradizione, sempre viva presso i nuraghesi, che vuole il paese formato dai superstiti della città romana di Valentia, capoluogo dei Valentini, ricordata nell'itinerario di Tolomeo, che, secondo alcuni scrittori, venne distrutta dai Vandali nell'VIII secolo. Più verosimile sembra l'ipotesi che in seguito alla distruzione di Valentia, si formarono tante piccole ville e tra queste quella di Nuragus, dove i superstiti si localizzarono nelle vicinanze del nuraghe Santu Stevuni, creando così il primo nucleo del paese, che mantiene ancora la denominazione di Su Pinnatzu. In seguito il paese si espanse e assorbì le popolazioni delle ville vicine che scomparvero. Queste ipotesi sono avvalorate dalle numerose rovine presenti nella campagna nuraghese, in particolare presso Coni, Ruinas, e Sant'Elia. Una testimonianza sulla vetustà del paese ci viene data da un decreto di Papa Onorio III (1216-1227) a mezzo del quale venivano concessi all'Arcivescovo di Oristano Torgotorio Demuro (1224-1253) dei privilegi per varie parrocchie, tra le quali quella di Nuragus con la chiesa di Santo Stefano (11 luglio 1224). Per quanto riguarda il nome "Nuragus" sembra plausibile l'ipotesi del Casalis che lo vuole ricavato dalla molteplicità di nuraghi esistenti nel territorio, ne sono stati censiti una cinquantina da un gruppo di archeologi in appena 1900 ettari.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la contenuta estensione, l'agro di Nuragus, testimonia una ricchezza di reperti archeologi, primi tra essi i suoi molteplici nuraghi (circa 50), un pozzo sacro, le domus de Janas e la tomba megalittica di Ajodda.

Nuraghe Santu Millanu
Nuraghe Santu Millanu

Il nuraghe Santu Millanu è tuttora una presenza caratterizzante il paesaggio della campagna nuraghese, è situato nella zona di Coni, in un'area ricca di emergenze archeologiche. Deve il suo nome alla chiesetta che fino alla metà del XIX secolo era situata a pochi metri, intitolata appunto a santu Millanu (san Gemiliano). Per le dimensioni e per lo stato di conservazione è senza dubbio il nuraghe più importante che si può trovare nelle campagne di Nuragus. Il nuraghe consta di una torre centrale (che conserva un buon elevato) e di un rifascio retto-curvilineo con quattro torri angolari, tutte ancora individuabili sul terreno. Attorno, ma principalmente lungo il lato meridionale, sono visibili tracce del villaggio di capanne nuragiche con sovrapposizione di ambienti di epoca romana. Molti materiali archeologici mobili risalgono infatti proprio a quest'ultima.

Nuraghe Valenza (De Bangius)

Il nuraghe Valenza è uno dei pochi esempi di pentalobato individuati dagli studiosi, certo l'area è stata intensamente abitata dall'epoca nuragica a quella punica e romana, come i reperti archeologici abbondantissimi stanno a testimoniare.

Pozzo sacro di Coni

Monumento nuragico a carattere religioso di notevole importanza è il pozzo sacro di Coni, posto nell'ideale triangolo formato dai nuraghi Valenza e Santu Millanu. È un pozzo di piccole dimensioni, ma di fattura raffinata nel taglio e nella posa dei blocchi basaltici ben squadrati che formano la tholos ed i gradini. Al suo interno fu ritrovata una statuetta bronzea di figura femminile con gonna svasata, nota come "Matriarca in preghiera". All'esterno il lastricato reca evidenti tracce di restauri e integrazioni antiche. Riportiamo un passo della descrizione che Antonio Taramelli fece su questo monumento:

"Anche alla fonte di Coni, dove sgorgava un tenue filo di acqua limpida, non priva forse di qualità o di attributi salutiferi, accorreva devotamente la gente del piano valentino, degli attigui altipiani, accolta all'ombra della bella mole nuragica di Santu Millanu.

Costume tradizionale di Nuragus

Anche qui il sacerdote o la sacerdotessa, scendendo dalla stretta scaletta alla penombra misteriosa del pozzo, attingeva il liquido elemento, prezioso nel suo valore nutritivo e fecondatore, ma ancora più prezioso, come lo attestava la squisitezza del lavoro architettonico, per un valore soprannaturale, ad esso attribuito dalla mente dell'antico popolo, ancora immerso nell'immaginosa esplicazione delle forze e dei misteri della vita. Anche qui a questa fonte, sgorgante dalle viscere della terra ed investita, nella fantasia dei primitivi abitatori, di virtù emananti da potenze sotterranee soprannaturali, si saranno forse compiute quelle cerimonie di giudizi con la prova dell'acqua che, secondo l'attestazione degli scrittori di età romana, erano gli infallibili e sovrumani detentori di controversie supreme che in altro modo non potevano essere risolte."

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli edifici di culto si segnalano la chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena e l'antica chiesa di Sant'Elia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Gennaio
  • Festa sant'Antonio Abate.
  • Festa san Sebastiano.
Aprile
  • Mostra - mercato ovini razza sarda.
Maggio
  • Festa sant'Isidoro.
  • Rassegna eno-gastronomica "Il Nuragus a Nuragus" .
Luglio
  • 5-6-7 luglio Festa sant'Elia Profeta.
  • 21-22 luglio Festa santa Maria Maddalena.
Agosto
  • Totus Impari - Manifestazione per gli emigrati.
Ottobre
  • San Francesco

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nuragus è nota per essere il luogo d'origine dell'omonimo vitigno, un tempo coltivato in quantità ed esportato soprattutto nel Campidano ma anche in Francia dove veniva utilizzato come base per il "taglio" di alcuni champagne.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2015.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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