Villasimius

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Villasimius
comune
(IT) Villasimìus
(SC) Crabonàxa
Villasimius – Stemma Villasimius – Bandiera
Villasimius – Veduta
Scorcio del centro abitato
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoGianluca Dessì (lista civica) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate39°08′32″N 9°31′14″E / 39.142222°N 9.520556°E39.142222; 9.520556 (Villasimius)Coordinate: 39°08′32″N 9°31′14″E / 39.142222°N 9.520556°E39.142222; 9.520556 (Villasimius)
Altitudine49 m s.l.m.
Superficie57,97[1] km²
Abitanti3 732[2] (30-6-2018)
Densità64,38 ab./km²
Comuni confinantiCastiadas, Maracalagonis (CA), Sinnai (CA, isola amministrativa di Solanas)
Altre informazioni
Cod. postale09049
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111105
Cod. catastaleB738
TargaSU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona C, 963 GG[3]
Nome abitanti(IT) villasimiesi
(SC) crabonaxaius
PatronoSan Raffaele
Giorno festivo24 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villasimius
Villasimius
Villasimius – Mappa
Posizione del comune di Villasimius all'interno della provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Villasimìus (IPA: [villasiˈmius][4], Crabonaxa in sardo) è un comune italiano di 3 732 abitanti[2] della provincia del Sud Sardegna, località turistica.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Villasimius si estende dalla catena montuosa dei Sette Fratelli (a nord-ovest) sino alle coste del promontorio di Capo Carbonara (sud-est).

La spiaggia di Porto Giunco e lo stagno di Notteri.

Le montagne occupano il lato occidentale del territorio; il monte Minni Minni ha un'altitudine di circa 700 metri. A ovest del promontorio di capo Carbonara sono presenti la spiaggia di Campulongu e il porto turistico, mentre nel versante orientale si trovano lo stagno di Notteri e le spiagge di Simius e porto Giunco.

A Villasimius appartengono anche due isole: l'isola dei Cavoli e l'isola di Serpentara. Il centro urbano di Villasimius è collocato a circa 1,5 km dalla spiaggia Simius.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Villasimius gode del tipico clima mediterraneo, con inverni miti ed estati calde. I valori estremi estivi superano di poco i 40 °C, mentre quelli invernali si attestano a 10 gradi circa. A causa della latitudine e della presenza del mare, è veramente raro che nevichi se non sui sistemi montuosi che circondano il territorio (600 metri di altitudine). Il promontorio di Villasimius, capo Carbonara, risulta essere il punto più arido d'Italia con la sua media pluviometrica annua di 237,8 mm nel trentennio 1971-2000[5].

Per le barriere collinari che si estendono a ovest e per lo sbocco sul mare da sud a est, Villasimius è esposta maggiormente alla forza dei venti, soprattutto del maestrale che qualche volta riesce a raggiungere delle raffiche di 100 km/h.

CAPO CARBONARA[6] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 14,114,315,717,321,125,428,930,026,922,618,415,414,618,028,122,620,8
T. min. mediaC) 9,69,410,211,515,118,821,722,920,517,013,511,010,012,321,117,015,1
Precipitazioni (mm) 2226,318,117,313,64,32,66,835,932,434,124,472,749,013,7102,4237,8
Giorni di pioggia 543431013454131021237
Eliofania assoluta (ore al giorno) 4,85,86,77,38,710,411,010,38,16,75,04,14,97,610,66,67,4
Vento (direzione-m/s) W
9
W
9
W
9
NE
8
NE
8
NE
7
W
7
NE
7
NE
8
NE
8
W
8
W
8
8,78,3788

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Villasimius, in uso dal 1862, deriva dall'antico nome del borgo Simius[7]. Secondo il linguista Massimo Pittau sull'etimologia di quest'ultimo termine vi sono due teorie[7], entrambe riconducibili al latino semus (scemato, scomparso): la prima ipotesi potrebbe correlarsi al fatto che come altri centri costieri della Sardegna meridionale il villaggio fu abbandonato in seguito alle frequenti razzie dei saraceni in epoca medievale[7]. La seconda richiama invece l'aspetto idrografico dell'area e farebbe riferimento alla siccità dei corsi d'acqua locali, in secca per buona parte dell'anno[7].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nuraghe Cuccureddus

Per la sua posizione strategica il territorio fu abitato fin da tempi remotissimi, come testimoniato dalle domus de janas, risalenti al periodo prenuragico, e dai resti di nuraghi, edificati nel corso del II millennio a.C..

I fenici, che frequentarono questa zona a partire dal VII secolo a.C. circa, vi costruirono un santuario, forse dedicato alla dea Astarte[8], che fu in seguito distrutto e incendiato dagli invasori punici intorno al 540 a.C.. Della successiva dominazione romana rimangono alcune tracce tra cui le terme, delle monete e una statua[9].

Durante il medioevo, il villaggio di Carbonara (il nome compare fin da documenti del XIII secolo) appartenne al giudicato di Cagliari e fece parte della curatoria del Campidano. Alla caduta del giudicato (1258) passò sotto il controllo di Gherardo della Gherardesca e dei suoi eredi[10]. Intorno al 1324 il territorio passò sotto il dominio aragonese, e fu infeudato alla potente famiglia dei Carroz[11], a cui appartenne per diverso tempo finché andò decadendo e spopolandosi per le continue incursioni barbaresche, fino a restare del tutto disabitata. Sono vestigia del periodo spagnolo alcune torri di avvistamento e una fortezza costiera (Fortezza Vecchia) (sec. XVI - XVII).

Fra il 1821 e il 1822  il Marchese di Quirra , ultimo feudatario succeduto ai Carroz  e proprietario del Salto di Simius fece dono di alcuni possedimenti terrieri a diverse famiglie nobiliari, fra i quali gli Incani. Il Generale Antonio Incani vi fece costruire la chiesa di San Pietro e un primo nucleo di abitazioni popolando la zona chiamando a raccolta alcuni coloni dai vicini paesi di Sinnai, Maracalagonis, Settimo, Selargius e Quartu. Con l’ausilio dei coloni e dei forzati Incani fece coltivare i terreni e costruire altre case, nasceva cosi il primo impianto di quello che il 3 maggio del 1845 diventava Carbonara, frazione del comune di Sinnai.

«Nel 1821-22 fattesi dal marchese di Cirra o Quirra alcune concessioni ad alcuni signori cagliaritani, uno tra essi, il cavaliere Incani sotto gli auspici del conte Roero presidente del regno, edificatavi una chiesetta vi chiamava alcuni coloni, e vi accoglieva quegli altri che non aveano stanza, e che vagavano cercando fortuna. Si attese a fabbricarvi delle case, e capanne. Continuando l’affluenza la popolazione in tanto crebbe, che dopo dodici anni vi si numeravano 550 anime in famiglie 130.»

(Vittorio Angius, XIX secolo, Dizionario Angius-Casalis)

Nel 1848 iniziarono le lunghe trattative per ottenere l’autonomia, fatto che accadde nel 1853 quando il Regio decreto del 25 luglio firmato da Vittorio Emanuele II° e Cavour istituiva la borgata di Carbonara in comune autonomo. Il 17 agosto 1862 il consiglio comunale scelse di cambiare il nome da Carbonara in Villasimius.

Originariamente le risorse economiche di Carbonara-Villasimius erano essenzialmente legate all'agricoltura e alla pastorizia (non alla pesca, nonostante il mare) e all'intenso sfruttamento del carbone di legna, da cui proviene il toponimo originario; inoltre dal 1875 agli anni '50 anche l'estrazione di granito. Il turismo per villeggiatura estiva ha inizio dagli anni '50, ma solo dopo gli anni '60 si sviluppa come attività principale, facendo del luogo uno dei più frequentati della Sardegna e del Mediterraneo. Nel 1998 (DM del 15.09.1998, modificato con DM del 03.08.1999 - G.U. n. 229 del 29.09.1999) nel territorio di Villasimius è stata istituita l'Area Marina protetta di Capo Carbonara.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Parrocchia di San Raffaele Arcangelo
  • Chiesa di Santa Maria

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Insediamento fenicio e romano di Cuccureddus
  • Edificio termale di S.Maria
  • Necropoli di Cruccuris
  • Necropoli di Accu Is Traias
  • Nuraghe Baccu de Gattus
  • Domus de Janas (spiaggia del riso)
  • Nuraghe Cuccureddus
  • Nuraghe Giardoni
  • Nuraghe Cixilianu
  • Tomba dei giganti Giardoni

Spiagge[modifica | modifica wikitesto]

Empty stony beach - panoramio.jpg
  • Spiaggia di Cava Usai
  • Spiaggia di Notteri
  • Spiaggia di Porto Giunco
  • Spiaggia Timi Ama
  • Spiaggia di Campulongu
  • Spiaggia di Campus
  • Spiaggia di Punta Molentis
  • Spiaggia di Proceddus
  • Spiaggia di Simius
  • Spiaggia di Cala Caterina
  • Spiaggia di Santo Stefano
  • Spiaggia di Porto Luna
  • Spiaggia di Is Traias
  • Spiaggia di Piscadeddus
  • Spiaggia di Porto Sa Ruxi
  • Spiaggia del Riso

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2020 gli stranieri residenti nel comune di Villasimius sono 195[13], pari al 5% della popolazione totale. Tra le nazionalità più rappresentate troviamo:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Tunisia Tunisia 53
2 Romania Romania 31
3 Cina Cina 13
4 Regno Unito Regno Unito 11

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Villasimius è il campidanese occidentale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo archeologico di Villasimius: è composto da quattro sale: sala del mare, sala del territorio, sala del santuario di Cuccureddus e sala del relitto dell'isola dei Cavoli.
  • Museo del mare di Villasimius: situato all'interno di Casa Todde conserva più di 200 pezzi donati da un privato.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Uno delle più importanti ricette di Villasimius è la costedda (sa costedda in sardo), una tipica focaccia locale a base di pomodori freschi o cipolle. Questo tipo di focaccia è poco conosciuta, se non addirittura assente, negli altri territori sardi. L'origine della costedda è sconosciuta, ma è possibile che sia stata diffusa dalle donne villasimiesi agli inizi del Novecento.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Villasimius è collegata dalla SP 17 a Cagliari e dalla SP 19 a Muravera. Il servizio pubblico regionale ARST potenzia il numero di mezzi durante il periodo estivo. Il porto turistico di Villasimius è operativo per tutto l'anno accentando imbarcazioni fino ai trenta metri di lunghezza.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Villasimius è gemellata con:

Tra la fine degli anni cinquanta e gli inizi degli anni sessanta, l'antica e rinomata tradizione dei cavatori e dei maestri scalpellini di Villasimius portò numerosi suoi esponenti a emigrare in alcune località del Piemonte centrale e subalpino, in particolare i comuni di Bussoleno in provincia di Torino e Bagnolo Piemonte in provincia di Cuneo. Questo spinse a muoversi interi nuclei familiari, tanto che tutt'oggi molte famiglie tengono stretti legami affettivi con relativi residenti in queste località. L'amministrazione locale ha quindi proposto e messo agli atti il gemellaggio con queste due località nell'anno 2011.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio è l'A.S.D. Villasimius che milita nel girone A sardo di 1ª Categoria. I colori sociali sono il giallo, il bianco e il blu.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati di riferimento alla superficie
  2. ^ a b Dato Istat al 30 giugno 2019, su demo.istat.it. URL consultato il 5 novembre 2019.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana, su dipionline.it.
  5. ^ meteoAM.it - Climatologia - Home page
  6. ^ dati stazione Capo Carbonara
  7. ^ a b c d Massimo Pittau, Toponimi della Sardegna meridionale - Significato e origine, su pittau.it. URL consultato il 1º agosto 2018.
  8. ^ SardegnaCultura.it, Villasimius, Porto fenicio di Cuccureddus
  9. ^ Comunas, Storia di Villasimius
  10. ^ Sandro Petrucci, Re in Sardegna a Pisa cittadini p.160
  11. ^ Villasimius in età aragonese, su VillasimiusWeb (archiviato dall'url originale il 19 marzo 2017).
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Cittadini stranieri Villasimius 2019, su tuttitalia.it. URL consultato il 20 luglio 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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