Samassi

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Samassi
comune
Samassi – Stemma Samassi – Bandiera
Samassi – Veduta
Chiesa di San Gemiliano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoEnrico Pusceddu (lista civica) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate39°29′N 8°54′E / 39.483333°N 8.9°E39.483333; 8.9 (Samassi)Coordinate: 39°29′N 8°54′E / 39.483333°N 8.9°E39.483333; 8.9 (Samassi)
Altitudine56 m s.l.m.
Superficie42,04 km²
Abitanti5 101[1] (30-11-2017)
Densità121,34 ab./km²
Comuni confinantiFurtei, Sanluri, Serramanna, Serrenti
Altre informazioni
Cod. postale09030
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111059
Cod. catastaleH738
TargaSU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) samassesi
(SC) samassesus
Patronosan Gemiliano da Cagliari
Giorno festivo16 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Samassi
Samassi
Samassi – Mappa
Posizione del comune di Samassi
nella provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Samassi è un comune italiano di 5 101[2] abitanti della provincia del Sud Sardegna. Dista circa 38 km da Cagliari, è attraversata dal fiume Mannu, e dalla linea ferroviaria Cagliari-Golfo Aranci.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anticamente, in periodo medievale, il territorio di Samassi faceva parte della curatoria di Nuraminis, nel Giudicato di Cagliari.

Samassi manifesta sin dalle sue origini una spiccata propensione per l’agricoltura, favorita fino all’ultimo dopoguerra, oltre che dalla presenza del fiume, anche dalla vicinanza dell’imponente Stagno di Sanluri che, ora prosciugato, garantiva fino a quel tempo al paese un clima mitigato assai propizio alle colture ed agli ulivi.

Primi insediamenti umani ritrovati a Samassi risalgono al neolitico recente, intorno al 3500 a.C., ma ancora in gran parte sconosciuta appare quella storia millenaria che i numerosi reperti archeologici che qua e là riaffiorano nelle sue campagne testimoniano. Nel suo territorio sono stati trovati reperti risalenti a periodo prenuragico come asce, teste di mazza, fusoliere e oggetti di ossidiana utili alla caccia e alle attività domestiche. Sono tanti infatti i ritrovamenti casuali fatti soprattutto in regione Palaziu appartenenti alla cultura Bunnannaro o a quella Monte Claro. Di particolare risonanza fu il ritrovamento, in località Sa Mandara, di due idoli raffiguranti la Dea Madre, probabilmente appartenenti alla cultura di San Michele di Ozieri, ora esposti al Museo Archeologico di Cagliari.

La località Palamuras, secondo la tradizione paesana, sarebbe stata sede di un vasto insediamento sui resti di una più antica civiltà prenuragica. In località Stani sono chiaramente visibili sul terreno gli avanzi di un nuraghe, nel quale sono stati rinvenuti un pugnale di rame e una torretta nuragica in arenaria bianca. Altro nuraghe meritevole di attenzione è quello tuttora esistente in località Sa Uga. Sono infatti evidenti due filari di arenaria sbozzata, nonostante i mezzi agricoli abbiano modificato notevolmente la struttura superficiale del terreno.

Nelle località Palamuras, Stani, Staineddu, Palatziu, Sa Uga, Santa Maria, Perda Mois sono stati ritrovati numerosi resti di villaggi e sepolcreti che documentano ampiamente il passaggio ed il soggiorno della civiltà romana. Samassi quindi diventa in epoca romana una fra le più importanti comunità rurali del Campidano visto che l’intera zona agricola samassese permetteva di acquisire ingenti quantitativi di grano e cereali.

Fatto storico di particolare importanza è l'inondazione del 17 novembre 1898 rimasta nella memoria popolare con la denominazione "S'Annu 'e s'unda" (L'anno dell'onda). L'esondazione arrecò gravissimi danni al paese, ma fortunatamente non ci fu neanche una vittima tra gli abitanti. Questo fatto accrebbe la devozione San Geminiano dei samassesi, che in tale data istituirono una festa votiva denominata "Santu Millaneddu".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Tra i luoghi di interesse del comune vanno citate la chiesa di San Giuseppe Patriarca, la chiesa di Santa Margherita di Antiochia, la chiesa campestre di Sant'Isidoro e Sant'Anna, infine la chiesa di San Geminiano (nei cui dintorni è stata ritrovata una delle poche necropoli vandaliche della Sardegna), dell'XI secolo e intitolata al santo, la cui festa ricorre il 16 settembre (santu Millanu).

Da segnalare inoltre la Chiesa Parrocchiale della Beata Vergine di Monserrato, realizzata in blocchi di Tufo in stile gotico-aragonese, risalente alla fine del 1500.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Samassi è il campidanese occidentale.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Carnevale samassese[modifica | modifica wikitesto]

Tra le manifestazioni locali il Carnevale samassese (giunto nel 2018 alla 65ª edizione) è uno dei maggiori del Campidano.

I festeggiamenti popolari in occasione del Carnevale sono a Samassi ben radicati nella tradizione, documentata storicamente sin dalla metà del XIX secolo. Nell’immediato secondo dopoguerra si sviluppa il moderno Carnevale samassese che sin dagli inizi abbinerà alle maschere tradizionali di adulti e ragazzi (is mascareddas) e alle fritture dei dolci tradizionali (parafrittus e tzippuas), il corso mascherato che, dai primi semplici carrelli agricoli gremiti di bambini in costume, si imporrà in pochi anni come uno dei principali carnevali in Sardegna per la presenza dei grandi carri in cartapesta di 5-6 metri di altezza e per la capacità dei gruppi e delle maschere di strappare il sorriso e la risata al pubblico.

I festeggiamenti, che durano da una settimana a 10 giorni, si concludono per tradizione il giorno di martedì grasso che rappresenta così l’ultimo giorno di festa prima della Quaresima.[4]

Festa di Sant'Antonio Abate[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 gennaio si svolge la festa in onore di Sant'Antonio Abate, una processione si snoda per le vie del paese poi al rientro in parrocchia si svolge la messa, e al termine di essa dopo che suonano le campane in ogni rione vengono accesi i tradizionali falò, con musiche e danze fino a tarda notte.

S'Incontru[modifica | modifica wikitesto]

È il culmine dei riti religiosi della Settimana Santa. Di chiara tradizione spagnola, la cerimonia ricorda l’incontro tra il Cristo risorto e la Madonna, raffigurati da due simulacri lignei trasportati a spalla dai fedeli. Momento rituale particolarmente suggestivo proprio perché al di là delle connotazioni religiose mette l’accento sulla gioia della madre che ritrova il figlio perduto.

La cerimonia prende il via intorno alle 10:30 con due processioni che percorrono separatamente il paese, ciascuna recante una delle due statue. Alle 11 le due processioni convergono nella piazza principale del paese e si fermano a distanza per alcuni minuti. L’attesa vuole ricordare lo stupore della Vergine al riconoscere il suo Figlio.

La statua della Vergine, che indossa un velo di pizzo nero, viene abbassata per tre volte a rappresentare un inchino. La terza volta il velo nero viene sostituito con uno bianco a rappresentare il passaggio dalla morte alla vita.

È il momento culminante de s’incontru, festeggiato dallo scoppio di una raffica di granate nel cielo. Le due statue vengono allora affiancate e le due processioni riunificate in una sola, che si avvia lentamente in direzione della Chiesa Parrocchiale dove la festa si concluderà con la Messa Pasquale.[5]

Sagra del carciofo[modifica | modifica wikitesto]

Annualmente si tiene la Sagra del carciofo (prima edizione nel 1987), durante la quale si tengono la fiera agroalimentare del Medio Campidano, una marcialonga, l'apertura delle antiche case campidanesi e delle chiese per farle visitare ai forestieri, infine una mostra intitolata "in di de festa" sull'abbigliamento samassese nel corso dei secoli organizzata dal gruppo folk "Sant'Isidoro". Ogni anno la Sagra del Carciofo offre numerosi luoghi d'incontro tra produttori, venditori e consumatori, proponendo convegni, esposizioni, degustazioni e mercati in cui poter conoscere le peculiarità del carciofo in tutte le sue varianti.[4]

Festa di Sant'Isidoro[modifica | modifica wikitesto]

Il primo sabato e la prima domenica dopo il 15 maggio, nell'oasi di Sant'Isidoro, si celebra la festa di Sant'Isidoro patrono degli agricoltori. È la festa degli agricoltori, che sfilavano per le vie del paese in processione - un tempo con i carri tirati dai buoi e oggi coi moderni trattori - per attirare la benevolenza del santo sugli imminenti raccolti. Dal 2000 grazie all’iniziativa di un Comitato di privati è stata ricostruita, in modo fedele all’originale, una nuova statua policroma, e i festeggiamenti si concludono nell’Oasi di S.Isidoro. Nel piazzale della nuova chiesetta si alternano e si affiancano i rituali religiosi, la degustazione di piatti tipici, gli intrattenimenti con danze e musiche tradizionali.

Festa di Santa Margherita[modifica | modifica wikitesto]

Il 19, 20 e 21 luglio nell'omonima chiesetta si svolge la festa votiva in onore di Santa Margherita di Antiochia, le cui origini risalgono al XV secolo. Durante i festeggiamenti in suo onore, che culminano il 20 luglio, data di fine della mietitura, era tradizione colorare il quartiere di bandierine. Quelle stradine, oggi percorse nei giorni della festa solo dai fedeli che si recano alle messe, si animavano allora di bancarelle, tra l’aromatica fragranza del basilico che ancora viene offerto alla santa in numerosi cespi.[5]

La festa di San Geminiano "sa festa manna"[modifica | modifica wikitesto]

San Geminiano Martire, in campidanese Santu Millanu è il patrono di Samassi, la cui festa è la più sentita del paese. San Geminiano si festeggia tre volte l'anno:

  • Due domeniche dopo la Pasqua, col nome di Santu Millaneddu de su Beranu
  • Il 16 settembre, per la celebrazione patronale, che prevede quattro giorni di festa (dal 14 al 17, la festa dei riti religiosi inizia l'8 è dura 10 giorni). Dall'8 fino al 16 si celebrano le novene in onore del santo, con le varie messe ed il santo rosario tutti i giorni. Il 14 una processione si snoda nel paese, dalla parrocchia fino all'antica chiesetta portando in processione le reliquie del santo. Il 15 viene portato in processione il santo dalla chiesetta verso la parrocchia salutato da is arrepicus dalle millenarie campane e da is fuettus, e, per un giorno il rione San Geminiano rimane “orfano” del suo santo. Il 16 è il culmine della festa, il rione San Geminiano si sveglia di buon mattino per addobbare con bandierine, tappeti antichi e fiori tutta la piazza, le stradine e la secolare chiesetta.
Costume tradizionale

La sera, il santo parte dalla parrocchia salutato dal suono delle campane, passando per le vie del paese e non può mancare il passaggio vicino al fiume Mannu per proseguire verso la chiesetta. Arrivati alla chiesetta il santo viene accolto dalle antiche campane che suonano a festa, dai fuochi artificiali, da un tappeto di fiori sa ramadura in tutta la piazza, dagli abitanti del rione, dal tutto il paese, dai gruppi folk e dalla banda musicale. È così che il rione si rianima con il ritorno del suo santo che rimane nella sua chiesa per 365 giorni l'anno . Per i samassesi questa viene chiamata sa festa manna (la festa grande), nel quale in passato era l'unico giorno di festa dell'anno agrario, tutti gli agricoltori si riposavano godendosi la festa, partecipando ai riti religiosi e civili, per iniziare il giorno dopo il nuovo anno agrario con il duro lavoro nei campi e augurandosi un buon raccolto.

  • Il 17 novembre con il nome di Santu Millaneddu de s'ann' è s'unda

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese basa la sua economia sull'agricoltura ed è fra i centri agricoli più produttivi del medio Campidano. Fra le colture più ricorrenti vi sono il frumento, la vite, il pomodoro da industria e l'orticoltura in generale. La coltura prevalente è tuttavia il carciofo. Modesta è la presenza dell'industria manifatturiera, conserviera e artigianale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Samassi è collegata ai comuni limitrofi principalmente tramite le strade statali SS 196 diramazione e 293, oltre che dalle strade provinciali 56 e 60.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di Samassi-Serrenti
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Samassi-Serrenti.

Samassi è servita dal 1871 dalla stazione di Samassi-Serrenti: situata lungo la Dorsale Sarda è gestita da RFI ed è servita dai treni di Trenitalia.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1993 16 novembre 1997 Ennio Cabiddu Eterogenea Sindaco [6]
16 novembre 1997 26 maggio 2002 Marco Muscas lista civica di centro-sinistra Sindaco [7]
26 maggio 2002 27 maggio 2007 Marco Muscas lista civica di centro-sinistra Sindaco [8]
27 maggio 2007 10 giugno 2012 Ennio Cabiddu lista civica Sindaco [9]
10 giugno 2012 11 giugno 2017 Enrico Pusceddu lista civica "Samassi Cambi@" Sindaco [10]
11 giugno 2017 - Enrico Pusceddu lista civica "Samassi Cambi@ 2.0" Sindaco [11]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'U.S.D. Samassi 1968 Calcio che milita nel girone A sardo di Promozione. È nata il 20 luglio 1968, ed i suoi colori sociali sono il celeste ed il bianco.

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1972 opera l'Associazione Sportiva Dilettantistica di Atletica Leggera - US Acli Mariano Scano Samassi

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2017
  2. ^ Popolazione residente al 28 febbraio 2017, su demo.istat.it. URL consultato il 14 aprile 2018.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b Comune di Samassi, Comune di Samassi: Eventi culturali, su www.comune.samassi.ca.it. URL consultato il 14 aprile 2018.
  5. ^ a b Comune di Samassi, Comune di Samassi: Feste religiose, su www.comune.samassi.ca.it. URL consultato il 14 aprile 2018.
  6. ^ Comunali 21/11/1993, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  7. ^ Comunali 16/11/1997, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  8. ^ Comunali 26/05/2002, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  9. ^ Comunali 27/05/2007, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  10. ^ Comunali 10/06/2012, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  11. ^ Comunali 11/06/2017, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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