Carnevale

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Carnevale
Una tipica maschera carnevalesca di foggia veneziana
Tipo di festa internazionale
Periodo precedente il Mercoledì delle ceneri
Celebrata in paesi di tradizione cattolica
Feste correlate Quaresima
Tradizioni profane sfilate di maschere, veglioni e balli in maschera, sfilate di carri allegorici
Tradizioni culinarie dolci carnevaleschi

Il carnevale[1] è una festa che si celebra nei Paesi di tradizione cattolica. I festeggiamenti si svolgono spesso in pubbliche parate in cui dominano elementi giocosi e fantasiosi; in particolare, l'elemento distintivo e caratterizzante del carnevale è l'uso del mascheramento.

La parola carnevale deriva dal latino carnem levare ("eliminare la carne"), forse influenzata anche dal latino vale (quasi fosse "carne, addio!")[2], poiché indicava il banchetto che si teneva l'ultimo giorno di Carnevale (Martedì grasso), subito prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima.[3][1] Secondo un'altra ipotesi[4][5] carnevale sarebbe la contrazione di carrus navalis, "carro navale", la nave allegorica su ruote che apre tuttora la festa, che nell'iconografia cristiana rappresenta l'unico mezzo per raggiungere la redenzione.

I festeggiamenti maggiori avvengono il Giovedì grasso e il Martedì grasso, ossia l'ultimo giovedì e l'ultimo martedì prima dell'inizio della Quaresima. In particolare il Martedì grasso è il giorno di chiusura dei festeggiamenti carnevaleschi, dato che la Quaresima inizia con il Mercoledì delle ceneri.

Origine e significato[modifica | modifica wikitesto]

Data del Martedì grasso
Anno Martedì grasso
2000 7 marzo
2001 27 febbraio
2002 12 febbraio
2003 4 marzo
2004 24 febbraio
2005 8 febbraio
2006 28 febbraio
2007 20 febbraio
2008 5 febbraio
2009 24 febbraio
2010 16 febbraio
2011 8 marzo
2012 21 febbraio
2013 12 febbraio
2014 4 marzo
2015 17 febbraio
2016 9 febbraio
2017 26 febbraio
2018 11 febbraio
2019 3 marzo
2020 23 febbraio

I caratteri della celebrazione del carnevale hanno origini in festività molto antiche, come per esempio le dionisiache greche (le antesterie) o i saturnali romani. Durante le feste dionisiache e saturnali si realizzava un temporaneo scioglimento dagli obblighi sociali e dalle gerarchie per lasciar posto al rovesciamento dell'ordine, allo scherzo e anche alla dissolutezza.

Da un punto di vista storico e religioso il carnevale rappresentò, dunque, un periodo di festa ma soprattutto di rinnovamento simbolico, durante il quale il caos sostituiva l'ordine costituito, che però una volta esaurito il periodo festivo, riemergeva nuovo o rinnovato e garantito per un ciclo valido fino all'inizio del carnevale seguente.[6] Il ciclo preso in considerazione è, in pratica, quello dell'anno solare.

Nel mondo antico, romano, la festa in onore della dea egizia Iside, importata anche nell'impero Romano, comporta la presenza di gruppi mascherati, come attesta lo scrittore Lucio Apuleio nelle Metamorfosi (libro XI). Presso i Romani la fine del vecchio anno era rappresentata da un uomo coperto di pelli di capra, portato in processione, colpito con bacchette e chiamato Mamurio Veturio[7]. Durante le antesterie passava il carro di colui che doveva restaurare il cosmo dopo il ritorno al caos primordiale.[8] In Babilonia poco dopo l'equinozio primaverile veniva riattualizzato il processo originario di fondazione del cosmo, descritto miticamente dalla lotta del dio salvatore Marduk con il drago Tiamat che si concludeva con la vittoria del primo.

Durante queste cerimonie si svolgeva una processione nella quale erano allegoricamente rappresentate le forze del caos che contrastavano la ri-creazione dell'universo, cioè il mito della morte e risurrezione di Marduk, il salvatore. Nel corteo c'era anche una nave a ruote su cui il dio Luna e il dio Sole percorrevano la grande via della festa - simbolo della parte superiore dello Zodiaco - verso il santuario di Babilonia, simbolo della terra. Questo periodo, che si sarebbe concluso con il rinnovamento del cosmo, veniva vissuto con una libertà sfrenata e un capovolgimento dell'ordine sociale e morale.[9]

Il noto storico delle religioni Mircea Eliade scrive nel saggio Il Mito dell'Eterno Ritorno: "Ogni Nuovo Anno è una ripresa del tempo al suo inizio, cioè una ripetizione della cosmogonia. I combattimenti rituali fra due gruppi di figuranti, la presenza dei morti, i saturnali e le orge, sono elementi che denotano che alla fine dell’anno e nell’attesa del Nuovo Anno si ripetono i momenti mitici del passaggio dal Caos alla Cosmogonia"[10]. Più oltre Eliade afferma che "allora i morti potranno ritornare, poiché tutte le barriere tra morti e vivi sono rotte (il caos primordiale non è riattualizzato?) e ritorneranno giacché in questo momento paradossale il tempo sarà annullato ed essi potranno di nuovo essere contemporanei dei vivi".[11] Le cerimonie carnevalesche, diffuse presso i popoli Indoeuropei, mesopotamici, nonché di altre civiltà, hanno perciò anche una valenza purificatoria e dimostrano il "bisogno profondo di rigenerarsi periodicamente abolendo il tempo trascorso e riattualizzando la cosmogonia".[12]

Eliade scrive che "l'orgia è anch'essa una regressione nell' oscuro, una restaurazione del caos primordiale; in quanto tale, precede ogni creazione, ogni manifestazione di forme organizzate".[13] L'autore aggiunge poi che "sul livello cosmologico l'orgia corrisponde al Caos o alla pienezza finale; nella prospettiva temporale, l'orgia corrisponde al Grande Tempo, all'istante eterno, alla non - durata. La presenza dell'orgia nei cerimoniali che segnano divisioni periodiche del tempo tradisce una volontà di abolizione integrale del passato mediante l'abolizione della Creazione. La confusione delle forme è illustrata dallo sconvolgimento delle condizioni sociali (nei Saturnali lo schiavo è promosso padrone, il padrone serve gli schiavi; in Mesopotamia si deponeva e si umiliava il re, ecc.), dalla sospensione di tutte le norme, ecc.

Lo scatenarsi della licenza, la violazione di tutti i divieti, la coincidenza di tutti i contrari, ad altro non mirano che alla dissoluzione del mondo - la comunità è l'immagine del mondo - e alla restaurazione dell'illud tempus primordiale ("quel tempo", il Grande Tempo mitico e a - storico delle origini; N.d.A.), che è evidentemente il momento mitico del principio (caos) e della fine (diluvio universale o ekpyrosis, apocalisse). Il significato cosmologico dell'orgia carnascialesca di fine d'anno è confermato dal fatto che al Caos segue sempre una nuova creazione del Cosmo"[14].

Il carnevale si inquadra quindi in un ciclico dinamismo di significato mitico: è la circolazione degli spiriti tra cielo, terra e inferi. Il Carnevale riconduce a una dimensione metafisica che riguarda l’uomo e il suo destino. In primavera, quando la terra comincia a manifestare la propria energia, il Carnevale segna un passaggio aperto tra gli inferi e la terra abitata dai vivi (anche Arlecchino ha una chiara origine infera). Le anime, per non diventare pericolose, devono essere onorate e per questo si prestano loro dei corpi provvisori: essi sono le maschere che hanno quindi spesso un significato apotropaico, in quanto chi le indossa assume le caratteristiche dell'essere " soprannaturale " rappresentato.

Oinochoe raffigurante la sfilata di un gufo armato durante la celebrazione delle Antesterie (410–390 a.C.).

Queste forze soprannaturali creano un nuovo regno della fecondità della Terra e giungono a fraternizzare allegramente tra i viventi. “Le maschere che incarnano gli antenati, le anime dei morti che visitano cerimonialmente i vivi (Giappone, mondo germanico, ecc.), sono anche il segno che le frontiere sono state annientate e sostituite in seguito alla confusione di tutte le modalità. In questo intervallo paradossale fra due tempi (= fra due Cosmi), diventa possibile la comunicazione tra vivi e morti, cioè fra forme realizzate e il preformale, il larvale.”[15]

Alla fine il tempo e l'ordine del cosmo, sconvolti nella tradizione carnevalesca, vengono ricostituiti (nuova Creazione) con un rituale di carattere purificatorio[16] comprendente un "processo", una "condanna", la lettura di un "testamento" e un "funerale" del carnevale[17] il quale spesso comporta il bruciamento del "Re carnevale" rappresentato da un fantoccio (altre volte l'immagine - simbolo del carnevale è annegata o decapitata).

Tale cerimonia avviene in molte località italiane, europee ed extraeuropee (sulla morte rituale del carnevale si veda anche Il ramo d'oro di James George Frazer[18]). “La ripetizione simbolica della cosmogonia, che segue all’annientamento simbolico del mondo vecchio, rigenera il tempo nella sua totalità[19]. È interessante altresì notare che vari significati cosmologici del Carnevale erano presenti anche nel Samhain celtico.

Nel XV e XVI secolo, a Firenze i Medici organizzavano grandi mascherate su carri chiamate "trionfi" e accompagnate da canti carnascialeschi, cioè canzoni a ballo di cui anche Lorenzo il Magnifico fu autore. Celebre è Il trionfo di Bacco e Arianna scritto proprio dal Magnifico. Nella Roma del governo papalino si svolgevano invece la corsa dei barberi (cavalli da corsa) e la "gara dei moccoletti" accesi che i partecipanti cercavano di spegnersi reciprocamente.

Le prime testimonianze dell'uso del vocabolo "carnevale" (detto anche "carnevalo") vengono dai testi del giullare Matazone da Caligano alla fine del XIII secolo e del novelliere Giovanni Sercambi verso il 1400.[20] Il Carnevale non termina ovunque il Martedì grasso: fanno eccezione il Carnevale di Viareggio, il Carnevale di Ovodda[21], il carnevale di Poggio Mirteto, il Carnevale di Bientina, il carnevale di Borgosesia e il Carnevalone di Chivasso. Anche il Carnevale di Foiano della Chiana[22] termina la domenica dopo le Ceneri. In diversi Carnevali il martedì grasso si rappresenta, spesso con un falò, la "morte di Carnevale".

La festività per la Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente nei paesi cattolici, il Carnevale ha inizio con la Domenica di settuagesima (la prima delle nove che precedono la Settimana santa secondo il calendario gregoriano;[senza fonte] finisce il martedì precedente il mercoledì delle ceneri che segna l'inizio della quaresima. Il momento culminante si ha dal giovedì grasso fino al martedì, ultimo giorno di carnevale (Martedì grasso). Questo periodo, essendo collegato con la Pasqua (festa mobile), non ha ricorrenza annuale fissa ma variabile. In realtà la Pasqua cattolica può cadere dal 22 marzo al 25 aprile (calcolo della Pasqua) e intercorrono 46 giorni tra il Mercoledì delle ceneri e Pasqua. Ne deriva che in anni non bisestili martedì grasso cade dal 3 febbraio al 9 marzo. Per questo motivo i principali eventi si concentrano in genere tra i mesi di febbraio e marzo.

Per la Chiesa cattolica il Tempo di carnevale è detto anche Tempo di settuagesima. Esso considera il carnevale (settuagesima) come un momento per riflettere e riconciliarsi con Dio. Si celebrano le Sante Quarantore (o carnevale sacro), che si concludono, con qualche ora di anticipo, la sera dell'ultima domenica di carnevale. La Chiesa cattolica ha però, durante il corso della storia, condannato il carnevale in quanto contrario ai dettami di rigore imposto dall'istituzione stessa. Secondo antiche tradizioni il carnevale durava l'intero periodo invernale, dal giorno di commemorazione dei defunti sino al primo giorno di Quaresima e il travestimento serviva non a nascondere la propria identità sebbene a rimandarne a un'altra[senza fonte]. L'antica tradizione riporta anche alla celebrazione del ricordo della strage degli innocenti allorquando un bambino nominato episcopellus esercitava il suo effimero potere semel in anno sino al giorno del 28 dicembre, dì indicato per il ricordo della strage di infanti ordinata da Erode[senza fonte].

Il carnevale in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Maschere carnevalesche delle regioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Maschere regionali italiane.

Il Carnevale nelle regioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

Maschera del Carnevale di Venezia

Soprattutto il Carnevale di Venezia e il Carnevale di Viareggio, ma anche il Carnevale di Acireale e il Carnevale di Ivrea hanno una fama che travalica i confini nazionali e sono in grado di attrarre turisti sia dall'Italia che dall'estero[23]. In quasi ogni centro, però, si festeggia il carnevale in modo più o meno spettacolare e in ogni regione ci sono manifestazioni che escono dall'ambito strettamente locale richiamando visitatori dall'intera regione o anche da quelle confinanti.

Carro allegorico del Carnevale di Viareggio
Carnevale di Venezia

Nel 1797, con l'occupazione francese di Napoleone e con quella successiva austriaca, nel centro storico la lunghissima tradizione del Carnevale veneziano fu interrotta per timore di ribellioni e disordini da parte della popolazione. Solamente nei centri maggiori della Laguna di Venezia, come Burano e Murano, i festeggiamenti di Carnevale proseguirono il loro corso, anche se in tono minore, conservando un certo vigore ed allegria. Quasi due secoli, nel 1979, la secolare tradizione del Carnevale di Venezia risorse e nel giro di poche edizioni il Carnevale di Venezia è tornato a ricalcare con grande successo le orme dell'antica manifestazione. Nei vari anni, il Carnevale è spesso dedicato ad un tema di fondo, al quale ispirarsi per le feste e gli eventi culturali di contorno. L'attuale Carnevale di Venezia è diventato un grande e spettacolare evento turistico, che richiama migliaia di visitatori da tutto il mondo

Carnevale di Viareggio

Il Carnevale di Viareggio ha origine nel 1873 ed è uno dei più importanti e maggiormente apprezzati carnevali a livello internazionale. A caratterizzarlo sono i carri allegorici più o meno grandi che sfilano nelle domeniche fra gennaio e febbraio e sui quali troneggiano enormi caricature in cartapesta di uomini famosi nel campo della politica, della cultura o dello spettacolo, i cui tratti caratteristici, specialmente quelli somatici, vengono sottolineati con satira e ironia.

Carro infiorato del Carnevale di Acireale
Carnevale di Acireale

Il Carnevale di Acireale è uno dei più antichi dei Sicilia e si svolge ogni anno nella città di Acireale, in provincia di Catania. Tra le sue caratteristiche vi è la sfilata di carri allegorici; in alcuni di essi si utilizzano migliaia di fiori freschi disposti uno a fianco all'altro e perciò sono detti carri infiorati. I carri danno il loro spettacolo anche di notte, attraverso migliaia di lampadine e luci, movimenti spettacolari e scenografie in continua evoluzione durante le esibizioni. I carri infiorati sono tipici anche di diversi carnevali della Costa Azzurra e della Liguria.

Battaglia delle Arance allo Storico Carnevale di Ivrea
Carnevale di Ivrea

Lo Storico Carnevale di Ivrea, famoso per il suo momento culminante della Battaglia delle Arance, è considerato uno tra i più antichi e particolari al mondo[24], seguendo un cerimoniale più volte modificatosi nel corso dei secoli. L'intero carnevale rappresenta, sotto forma di allegoria, la rivolta dei cittadini per la libertà dal tiranno della città, probabilmente Ranieri di Biandrate, ucciso dalla Mugnaia su cui si apprestava a esercitare lo ius primae noctis. Fu quell'evento a innescare la guerra civile rappresentata dalla battaglia tra il popolo e le truppe reali che viene rievocata durante il carnevale, dove le squadre di Aranceri a piedi (ossia il popolo) difendono le loro piazze dagli aranceri su carri (ossia l'esercito) a colpi di arance a rappresentare le frecce, mentre tra le vie della città sfila il corteo della Mugnaia che lancia dolci e regali alla popolazione.

Il Carnevale nel rito ambrosiano[modifica | modifica wikitesto]

Dove si osserva il rito ambrosiano, ovvero nella maggior parte delle chiese dell'arcidiocesi di Milano e in alcune delle diocesi vicine, il Carnevale finisce con la prima domenica di quaresima; l'ultimo giorno di carnevale è il sabato, 4 giorni dopo rispetto al martedì in cui termina dove si osserva il rito romano.

La tradizione vuole che il vescovo sant'Ambrogio fosse impegnato in un pellegrinaggio e avesse annunciato il proprio ritorno per carnevale, per celebrare i primi riti della quaresima in città. La popolazione di Milano lo aspettò prolungando il carnevale sino al suo arrivo, posticipando il rito delle Ceneri che nell'arcidiocesi milanese si svolge la prima domenica di quaresima. In realtà la differenza è dovuta al fatto che anticamente la quaresima iniziava dappertutto di domenica, i giorni dal mercoledì delle Ceneri alla domenica successiva furono introdotti nel rito romano per portare a quaranta i giorni di digiuno effettivo, tenendo conto che le domeniche non erano mai stati giorni di digiuno. Questo carnevale, presente con diverse tradizioni anche in altre parti dell'Italia, prende il nome di carnevalone.

I principali carnevali italiani[modifica | modifica wikitesto]

Lachera di Rocca Grimalda
Spilla del 1885 con Meneghino e Cecca, le maschere del Carnevale Ambrosiano
Carnevale di Bagolino
Carnevale di Cento
Carnevale di Ascoli Piceno
  • Umbria
    • Giornate del Bartoccio, a Perugia
  • Lazio
Festa della Radeca al Carnevale storico di Frosinone
Carro del Carnevale di Manfredonia
Sartiglia di Oristano
Scene del carnevale di Ulassai

Carnevali nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Europa[modifica | modifica wikitesto]

Germania: Carnevale di Monaco di Baviera

Albania[modifica | modifica wikitesto]

Austria[modifica | modifica wikitesto]

Croazia[modifica | modifica wikitesto]

Danimarca[modifica | modifica wikitesto]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

Italia: Carnevale di Venezia

Germania[modifica | modifica wikitesto]

Italia

Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

Svizzera: Carnevale di Bellinzona

Regno Unito[modifica | modifica wikitesto]

Non essendo un paese di tradizione cattolica, il Carnevale vi è celebrato sporadicamente ed è stato introdotto di recente, come ad esempio il Carnevale di Notting Hill, Londra (Regno Unito), festa che per di più non si celebra nel periodo di Carnevale, ma in Agosto.

Russia[modifica | modifica wikitesto]

Non essendo un paese di tradizione cattolica, ma ortodossa, non vi si celebra il Carnevale, al quale però corrisponde la festa di Maslenitsa, legata al digiuno ecclesiastico nella Chiesa ortodossa, corrispondente in parte a quello cattolico.

Slovenia[modifica | modifica wikitesto]

Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Brasile: Carnevale di Recife

Svizzera[modifica | modifica wikitesto]

Brasile: Carnevale di Rio

Ungheria[modifica | modifica wikitesto]

America[modifica | modifica wikitesto]

Argentina[modifica | modifica wikitesto]

Brasile[modifica | modifica wikitesto]

Colombia[modifica | modifica wikitesto]

2007 Carnevale di New Orleans

Cuba[modifica | modifica wikitesto]

Panama[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Trinidad e Tobago[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il Devoto-Oli. Vocabolario della lingua italiana, Le Monnier.
  2. ^ Dizionario etimologico
  3. ^ Chiara Frugoni, Medioevo sul naso, editori riuniti, 2001, p. 78-83
  4. ^ [1]
  5. ^ [2]
  6. ^ Universo, De Agostini, Novara, 1966, Vol.III, pag.113
  7. ^ Giovanni Lido, De mensibus, 4,49
  8. ^ Alfredo Cattabiani,Calendario, Oscar Mondadori, 2009, p. 145
  9. ^ Alfredo Cattabiani, Calendario, Oscar Mondadori, 2009, pag. 146-147
  10. ^ Eliade, Le Mythe de l'éternel retour (Il Mito dell'Eterno Ritorno), p. 69, ed. Gallimard, folio essais.
  11. ^ Eliade, Il Mito dell'Eterno Ritorno, p. 78
  12. ^ Eliade, Il Mito dell'Eterno Ritorno, p. 91
  13. ^ Eliade, Trattato di Storia delle Religioni. La rigenerazione del tempo, pp. 362, ed. Universale Bollati Boringhieri, 2009
  14. ^ Eliade, Trattato di Storia delle Religioni. La rigenerazione del tempo, pp. 363, ed. Universale Bollati Boringhieri, 2009
  15. ^ Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, ed. Universale Bollati Boringhieri, 2009, pag. 362
  16. ^ Dizionario Enciclopedico Italiano Treccani, vol. II, pag. 807.
  17. ^ Grande Dizionario Enciclopedico UTET, vol. IV, pagg. 106-107.
  18. ^ Il seppellimento del carnevale. James George Frazer, Il ramo d'oro, ed. Bollati Boringhieri, 2012, pag. 361-368. Nell'edizione Newton Compton, collana Mammut, cap. XXVIII.
  19. ^ Mircea Eliade,Trattato di Storia delle Religioni, ed. Universale Bollati Boringhieri, 2009, pag. 365
  20. ^ Dizionario Etimologico della Lingua Italiana di Manlio Cortelazzo e Paolo Zolli, ed. Zanichelli.
  21. ^ Sardegna Cultura - Grandi eventi - Carnevale - Ovodda
  22. ^ Carnevale di Foiano - Carnevale di Foiano
  23. ^ Si riportano le fonti in lingue straniere che considerano questi quattro carnevali come i più noti all'estero (tutti i testi sono consultabili su Google Libri):
    • Claudia Cerulli, Carnevale Italiano - Italian Carnival, Long Bridge Publishing, 2010 (capitolo "Famous carnivals"): Venezia, Viareggio, Ivrea, Acireale;
    • Celia Woolfrey, Martin Dunford, Ros Belford, Tim Jepson, The Rough Guide to Italy (Google eBook), Rough Guides UK, 2013 (capitolo "Festivals"): Venezia, Viareggio, Acireale;
    • Autori vari, Eyewitness Travel Family Guide Italy (Google eBook), Dorling Kindersley Ltd, 01 mag 2014, (pagina 14): Venezia, Viareggio, Acireale, Ivrea;
    • Robert Charles Davis, Garry Marvin, Venice, the Tourist Maze, University of California Press, 2004 (pagina 247): Venezia, Viareggio, Ivrea;
    • Charles L. Killinger, Culture and Customs of Italy, Greenwood Publishing Group, 2005 (pagina 94): Venezia, Viareggio;
    • Pat Bulhosen, Francesca Logi, Loredana Riu, Compact Oxford Italian Dictionary, Oxford University Press, 2013 (pagina 10): Venezia, Viareggio;
    • Paula Hardy, Alison Bing, Abigail Blasi, Lonely Planet Reiseführer Italien, Lonely Planet, 2014 (pagina 31): Venezia, Viareggio, Oristano;
    • Autori vari, Italienisch für Dummies, John Wiley & Sons, 2011 (pagina 231): Venezia, Viareggio, Ivrea, Putignano;
    • Monika Pelz, Italien, Langenscheidt, 2010 (pagina 32): Venezia, Viareggio.
  24. ^ Frugoni Chiara, Medioevo sul naso, editori riuniti, 2001, p. 78
  25. ^ Piero Gualtierotti, Re Gnocco: storia illustrata del carnevale di Castel Goffredo, Castel Goffredo, 1978.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Corvino, Su le Maschere in Medioevo, De Agostini, II-III (2009).
  • Giovanni Ciappelli, Carnevale e Quaresima: comportamenti sociali e cultura a Firenze nel Cinquecento, Roma, Ed. Storia e Letteratura, 1997. ISBN 8890013877
  • Mario Colangeli, Anna Fraschetti, Carnevale: i luoghi, le maschere, i riti e i protagonisti di una pazza, inquietante festa popolare, Lato side, 1982.
  • Maria Chiabò, Federico Doglio (a cura di), Il Carnevale: dalla tradizione arcaica alla traduzione colta del Rinascimento, convegno di studi, Roma 31 maggio/4 giugno 1989, Centro studi sul teatro medievale e rinascimentale, Union Printing Editrice, 1990.
  • Alessandro Ademollo, Il carnevale di Roma nei secoli XVII e XVIII.: Appunti storici con note e documenti, A. Sommaruga, 1883.
  • Filippo Clementi, Il carnevale romano nelle cronache contemporanee: con illustrazioni riprodotte de stame e quari dell'epoca, Settii, 1899.
  • Mikhail Mikhaĭlovich Bakhtin, L'opera di Rabelais e la cultura populare: riso, carnevale e festa nella tradizione medievale e rinascimentale, Einaudi, 1995. ISBN 88-06-13803-0
  • Mircea Eliade, Il Mito dell'Eterno Ritorno, Gallimard, 1969.
  • Mircea Eliade, Trattato di Storia delle Religioni, Universale Bollati Boringhieri, 2008.
  • Alfredo Cattabiani, Calendario, Oscar Mondadori, 2008.
  • James Frazer, Il Ramo d'oro, ed. Newton Compton.
  • Piero Gualtierotti, Re Gnocco: storia illustrata del carnevale di Castel Goffredo, Castel Goffredo, 1978.ISBN non esistente

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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