Siurgus Donigala

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Siurgus Donigala
comune
(IT) Siùrgus Donigàla
(SC) Seùrgus Donigàla
Siurgus Donigala – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoAntonello Perra (lista civica) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate39°36′00″N 9°11′16.2″E / 39.600001°N 9.187832°E39.600001; 9.187832Coordinate: 39°36′00″N 9°11′16.2″E / 39.600001°N 9.187832°E39.600001; 9.187832
Altitudine452 m s.l.m.
Superficie76,39 km²
Abitanti1 942[1] (30-6-2019)
Densità25,42 ab./km²
Comuni confinantiGoni, Mandas, Nurri, Orroli, San Basilio, Senorbì, Silius, Suelli
Altre informazioni
Cod. postale09040
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111086
Cod. catastaleI765
TargaSU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Nome abitanti(IT) siurgusdonigalesi
(SC) sriughesus
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Siurgus Donigala
Siurgus Donigala
Siurgus Donigala – Mappa
Posizione del comune di Siurgus Donigala all'interno della provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Siurgus Donigala (Seurgus Donigala[3] o Sriugus Donigalla[senza fonte] in sardo) è un comune italiano di 1 942 abitanti della provincia del Sud Sardegna, nella subregione della Trexenta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Area abitata fin dall'epoca nuragica, nel medioevo appartenne al Giudicato di Cagliari e fece parte della curatoria di Siurgus, della quale Siurgus fu capoluogo prima di Mandas. Alla caduta del giudicato (1258) passò ai pisani e quindi agli aragonesi, che ne fecero un feudo, incorporato nel 1604 nel ducato di Mandas, appartenente prima ai Maza e poi ai Tellez-Giron. A questi ultimi fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale. Fino al 1927 erano presenti due differenti comuni, Siurgus (CC I764) e Donigala (CC D343). Il 23 gennaio 1927 venne firmata l'unificazione tra i due enti a firma del podestà Biddau e del segretario Aristide Loi: al comune unificato venne dato il nome di Littoria; tale nome venne contestato dalla prefettura e con un ricorso che venne vinto venne stabilito di mantenere i 2 nomi unificandoli in Siurgus Donigala con apposita firma del Re Vittorio Emanuele III, del Presidente del Consiglio Mussolini e dal Guardasigilli Rocco il 29 luglio del 1927.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Siurgus Donigala è il campidanese occidentale.

I ceri di Donigala[modifica | modifica wikitesto]

Un elemento di grande importanza storica e culturale che viene ancora oggi praticato, è indubbiamente il rito dell'offerta del cero a Santa Maria di Montserrat, il 7 e l'8 settembre, in quella che è anche la festa della Natività di Maria[5].

L'origine della festa è molto probabilmente bizantina, ed è comune alle altre offerte del cero sarde (la Festa di Sancta Maria di mezo gosto di Iglesias, la Faradda di li Candareri di Sassari, sa Essida de sos Candhaleris di Nulvi e i Candelieri di Ploaghe)[6], nonostante non si svolga in occasione della Dormizione e Assunzione di Maria, ma piuttosto per la sua Natività.

Nonostante si possa concretamente ipotizzare che l'origine della festa risalga al Medioevo, probabilmente al XIV secolo[5], i documenti più antichi fino ad oggi studiati risalgono uno al 1768 e l'altro al 1800. Il primo di essi tramanda gli acquisti di cera effettuati dalla Confraternita del Santo Rosario di Donigala, finalizzato proprio alla realizzazione dei ceri votivi[7].

Il cero ad oggi più antico risale circa al 1600, ed è quello che viene offerto alla Santa Morenita di Montserrat[8]. Vi sono poi circa una cinquantina di ceri, risalenti alle epoche successive, rigorosamente realizzati in cera vergine, offerti dagli abitanti del luogo.

Oltre a questi ceri, vi sono poi altri tre ceri offerti dalle comunità di Dolianova, di Nurri e di Orroli: ciascuno di questi ceri è simbolo di legame fra la comunità offerente e il centro di Donigala[9].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Siurgus Donigala, su Google Maps. URL consultato il 9 febbraio 2021.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b Marco Pani, Siurgus Donigala, in Giovanni Gavino Fois, Fabio Manuel Serra (a cura di), Ceri e Candelieri di Sardegna Storia e Tradizione, Iglesias, Associazione dei Candelieri "Beata Vergine Assunta" - Cooperativa Tipografica Editoriale "Nicolò Canelles" di Iglesias, 2021, p. 266, ISBN 978-88-90-2354-9-8.
  6. ^ Giovanni Gavino Fois, Pisa e la Sardegna. L'offerta dei ceri nell'Isola in età pisana, in Giovanni Gavino Fois, Fabio Manuel Serra (a cura di), Ceri e Candelieri di Sardegna. Storia e Tradizione, Iglesias, Associazione dei Candelieri "Beata Vergine Assunta" - Cooperativa Tipografica Editoriale "Nicolò Canelles", 2021, p. 86, ISBN 978-88-90-2354-9-8.
  7. ^ Marco Pani, Siurgus Donigala, in Giovanni Gavino Fois, Fabio Manuel Serra (a cura di), Ceri e Candelieri di Sardegna. Storia e Tradizione, Iglesias, Associazione dei Candelieri "Beata Vergine Assunta" - Cooperativa Tipografica Editoriale "Nicolò Canelles" di Iglesias, 2021, p. 273, ISBN 978-88-90-2354-9-8.
  8. ^ Marco Pani, Siurgus Donigala, in Giovanni Gavino Fois, Fabio Manuel Serra (a cura di), Ceri e Candelieri di Sardegna. Storia e Tradizione, Iglesias, Associazione dei Candelieri "Beata Vergine Assunta" - Cooperativa Tipografica Editoriale "Nicolò Canelles" di Iglesias, 2021, p. 274, ISBN 978-88-90-2354-9-8.
  9. ^ Marco Pani, Siurgus Donigala, in Giovanni Gavino Fois, Fabio Manuel Serra (a cura di), Ceri e Candelieri di Sardegna. Storia e Tradizione, Iglesias, Associazione dei Candelieri "Beata Vergine Assunta" - Cooperativa Tipografica Editoriale "Nicolò Canelles" di Iglesias, 2021, pp. 290 - 300, ISBN 978-88-90-2354-9-8.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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