Nurallao

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Nurallao
comune
(IT) Nurallào
(SC) Nuràdda
Nurallao – Stemma Nurallao – Bandiera
Nurallao – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoRita Aida Porru (lista civica) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate39°47′27.7″N 9°04′49.03″E / 39.791028°N 9.080286°E39.791028; 9.080286 (Nurallao)Coordinate: 39°47′27.7″N 9°04′49.03″E / 39.791028°N 9.080286°E39.791028; 9.080286 (Nurallao)
Altitudine390[1] m s.l.m.
Superficie34,76 km²
Abitanti1 213[2] (30-6-2019)
Densità34,9 ab./km²
Comuni confinantiIsili, Laconi (OR), Nuragus
Altre informazioni
Cod. postale09058
Prefisso0782
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111046
Cod. catastaleF982
TargaSU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) nurallaesi
(SC) nuraddesus
Patronosan Pietro
Giorno festivo29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Nurallao
Nurallao
Nurallao – Mappa
Posizione del comune di Nurallao
nella provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Nurallao (Nuràdda in sardo[3]) è un comune italiano di 1 213 abitanti della provincia del Sud Sardegna.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

I vocaboli italiani Mora "mucchio" (che si trova nel famoso episodio dantesco di Manfredi: sotto la guardia della grave mora; Purgatorio, III 129), morena "mucchio di detriti rocciosi", morra "gioco del mucchio delle dita" e quelli latini murus "muro", e moenia "mura fino al presente sono praticamente privi d'etimologia. accettando un'ipotesi del famoso linguista A. Ernout[4]. Il prof Massimo Pittau ha ritenuto che tutti questi vocaboli derivino dall'etrusco, in cui trovano i seguenti chiari riscontri: mura, murani, murina, muru. Ebbene a tutti questi vocaboli etruschi corrispondono i seguenti vocaboli paleosardi o nuragici: mura, murra, nura, nurra, nei quali si constata un facile e comune scambio delle consonanti nasali. Più precisamente mura è la denominazione con cui in tutto l'altipiano di Abbasanta sono chiamati i nuraghi; murra=morra; nura e nurra=mucchio, cumulo. Tutti questi vocaboli paleosardi in effetti si riducono a uno solo avente il significato di "mucchio". E questo costituisce la base originaria del vocabolo "nurake" e anche "nuraghe", "nurraghe", "nuraxi" e anche "muraghe"[5].

Il toponimo Nurallào, pronunziato effettivamente Nuradda, trova riscontro nel nome dei Nuraghi: Nuraddèi di Guasila, Nuraddèo di Suni, Nuragaddu di Porto Torres e soprattutto nell'appellativo muradda (Bortigali e Dualchi. Nurallao deriva quindi, quasi certamente, la sua denominazione dall'antico vocabolo nuragico-etrusco nura, mura, "mucchio", e il suo originario significato effettivo potrà essere stato "muraglia", forse da qualche muro difensivo di cui il villaggio sarà stato in antico munito. L'origine nuragica sia del toponimo sia del centro abitato viene infatti confermata dall'esistenza, nel suo territorio di numerosi nuraghi. Nel territorio però sono stati fatti anche numerosi ritrovamenti di epoca romana[6] e anche iscrizioni[7]. La più antica documentazione del toponimo finora rintracciata si trova nell'atto di pace fra Eleonora d'Arborea e Giovanni d'Aragona del 1388 (Codex Diplomaticus Sardiniae I 838/1): Nuradau. Questa forma, assieme con quella ufficiale attuale Nurallào persuadono che in origine il toponimo suonasse esattamente Nurallà/Nuraddà, cui si è aggiunta una vocale paragogica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Di notevole importanza è la tomba megalitica di "Aiodda" nell'omonima località, recentemente portata alla luce dagli scavi, una delle più grandi del Mediterraneo. Il monumento inoltre ha restituito diversi Menhir, monili e reperti diversi di notevole valore.

L'importanza di questa zona fu ben intuita da Antonio Taramelli, che con la sua indagine la toccò in una ricognizione territoriale e archeologica di 100 anni fa. Nel secolo scorso si datano i primi rinvenimenti a "Nuradda", in una zona celebre per i suoi depositi di bronzo, essenziali per la comprensione della metallotecnica nuragica. A Nurallao, nei primi anni sessanta furono rinvenuti in località "sa conca de sa figu" importantissimi reperti, in particolare due bronzetti rappresentanti un Sardus Pater e una Dea, oltre una quantità notevole di stagno e piombo che unitamente a un edificio circolare che ha restituito i materiali, fanno parlare di una fonderia. Sono presenti numerosi nuraghi: Poiolu, Nieddiu, Tramalizu, Frumiga, Pranu de is faas (pranu 'e sciasa), per citarne alcuni. In località Nieddiu, nei pressi del nuraghe, si trova un pozzo sacro che, se la presenza di rinforzi edilizi in calce ne suggeriscono fasi edilizie di epoca punico-romana, risale nella sua originaria edificazione al periodo nuragico.

Le testimonianze puniche si manifestano diffusamente su tutto il territorio, in particolare a "sa Bidda Becia ('idda 'ecia", il vecchio paese). Nurallao era vicinissimo al presidio militare romano di Valentia di controllo della strada interna fra Caralis, l'odierna Cagliari, e Olbia. Sono presenti dei resti del I/III secolo d.C. fra i quali una necropoli. Si sa da fonti onomastiche che la parte di popolazione locale era numericamente superiore a quella di parte romana. Ma quest'ultima aveva la ricchezza e le armi. Sono, inoltre, presenti tracce di insediamenti punici e romani. Tra Nurallao e Isili, nel sito appellato Bidda Becia, si trovano i resti di abitazioni, strade, pozzi, ecc., di un villaggio dell'epoca romana. D'altronde la ricchezza di testimonianze varie, relative all'antichità, è dimostrata dalla febbrile attività e dallo scempio operato dai tombaroli e dagli scavi clandestini in genere.

Il nome Nurallao appare già nel 1206. Si tratta di un atto notarile siglato tra Guglielmo di Massa, giudice di Cagliari, e Ugo di Basso, giudice di Arborea. In esso si stabiliscono confini e limiti territoriali tra i due giudicati, e tra i vari nomi di paesi compare quello di Nuredei. Per avere dati più precisi, come già detto, bisogna arrivare al 1388. Nell'atto di pace tra Eleonora d'Arborea e Giovanni I d'Aragona, tra i vari rappresentanti dei diversi villaggi che aderiscono al trattato, compare, fra gli altri, un certo Gunnario Porcu "majore ville de Nuradau", accompagnato da altri notabili del luogo. Con la conquista aragonese dell'Isola, avviene la prima distribuzione dei feudi a favore di quei sudditi aragonesi particolarmente distintisi nelle operazioni di conquista. Non si conosce il nome del primo feudatario di Nurallao. Sta di fatto che, alla data 6 febbraio 1423, Nurallao è devoluto al Regio Patrimonio, essendo deceduto senza successione il feudatario, certo Pedro Dejnar. Nel 1425 il feudo di Nurallao viene attribuito a Luigi D'Aragoll. Da costui, forse per successione ereditaria, passa alla famiglia Castelvi e da questa agli Aymerich, marchesi di Laconi. Questi lo possiedono fino al 1838, data in cui il paese, dopo la dissoluzione dei feudi, diviene Comune libero, amministrato da un sindaco e da un consiglio, eletti dal popolo[senza fonte].

Nella "Storia documentata della popolazione della Sardegna", del Corridore, Nurallao risulta avere 725 abitanti, nel 1678. Dal 1688 al 1751 la popolazione scende alle 459 unità e non supera le 593 unità. Nel 1824 gli abitanti sono 198 e nel 1848, invece, 925. Dal 1822 al 1859 Nurallao fa parte della provincia di Isili, nella prefettura di Oristano e sotto il mandamento di Laconi. Secondo Padre Vittorio Angius, precedentemente il paese era compreso nella Parte Valenza, antico dipartimento del Giudicato di Arborea.

Ai sensi della Legge Regionale n. 9 del 12 luglio 2001, che ha previsto l'istituzione delle nuove province sarde, il comune di Nurallao, che era in provincia di Nuoro, avrebbe dovuto essere aggregato alla neonata provincia del Medio Campidano; con successiva Legge Regionale n. 10 del 13 ottobre 2003 si stabilì invece che passasse a quella di Cagliari, di cui fece parte fino alla successiva riforma del 2016.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla chiesa parrocchiale di San Pietro, è presente la chiesa campestre della Madonna della Strada, progettata dall'ingegnere Paolo Onnis e costruita grazie al contributo dell'intera popolazione nurallaese.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti all'interno del suo territorio alcuni nuraghi e una tomba megalitica sita nel terreno di un proprietario privato di Nurallao ma in località "Aiodda" per l'80% in agro del Comune di Nuragus.

Parchi[modifica | modifica wikitesto]

Di particolare interesse anche il parco de "Funtana is arinus", che offre ai visitatori un importante bosco e una serie di cascate, particolarmente suggestive soprattutto nel periodo invernale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante di sardo parlata a Nurallao è il campidanese occidentale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Nurallao

Il territorio comunale è attraversato dalla ferrovia Isili-Sorgono dell'ARST, in uso dal 1997 esclusivamente per fini turistici legati al servizio Trenino Verde. Nella periferia sud-orientale dell'abitato è posta la stazione di Nurallao, la principale del comune che comprende anche lo scalo ferroviario di Cignoni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 14° Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni, su Istat.it. URL consultato il 18 marzo 2015.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 448.
  4. ^ A. Ernout. Les èlem. ètr. p. 23
  5. ^ M. Pittau, Problemi in lingua sarda, Sassari 1975, Ed. Dessì, pp. 85-107
  6. ^ R.J. Rowland, I ritrovamenti romani in Sardegna, Roma 1981, p. 76
  7. ^ Sotgiu G., Iscrizioni latine della Sardegna, 1-11, Padova 1961, 1968, nn.178, 179, 46 lre
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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