Armungia

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Armungia
comune
(IT) Armùngia
(SC) Armùngia, Armùnja
Armungia – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoDonatella Dessì (lista civica) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate39°31′18.67″N 9°22′52.35″E / 39.521853°N 9.381208°E39.521853; 9.381208 (Armungia)Coordinate: 39°31′18.67″N 9°22′52.35″E / 39.521853°N 9.381208°E39.521853; 9.381208 (Armungia)
Altitudine366 m s.l.m.
Superficie54,75 km²
Abitanti476[2] (30-4-2017)
Densità8,69 ab./km²
Comuni confinantiBallao, San Nicolò Gerrei, Villaputzu, Villasalto
Altre informazioni
Cod. postale09040
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111002
Cod. catastaleA419
TargaSU[1]
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona C, 1 221 GG[3]
Nome abitanti(IT) armungesi
(SC) armunjesus
PatronoMaria Immacolata
Giorno festivoterza domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Armungia
Armungia
Armungia – Mappa
Posizione del comune di Armungia
nella provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Armungia (Armùngia o Armùnja in sardo) è un comune italiano di 476 abitanti[2] della provincia del Sud Sardegna in Sardegna. Sorge su un colle di 366 metri sul livello del mare nella subregione del Gerrei.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenne al Giudicato di Cagliari e fece parte della curatoria del Gerrei. Alla fine del XIII secolo passò ai pisani e poi agli aragonesi. Nel 1681 fu incorporato nella contea di Villasalto, feudo della famiglia Zatrillas, e un ventennio più tardi nel marchesato di Villaclara, feudo prima degli Zatrillas e poi dei Vivaldi Pasqua. Restò feudo di quest'ultima famiglia fino al 1839, quando venne riscattato.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • il nuraghe Armungia, situato nella piazza principale del paese, vicino al Museo Civico, risale, secondo l'archeologo Giovanni Lilliu, all'età del bronzo medio, 1500 - 1400 a.C. circa. La sua struttura è costituita da un'unica torre a forma tronco-conica. Come materiale di costruzione sono state utilizzate delle pietre di origine scistosa, dalle dimensioni decrescenti man mano che si va verso l'alto. Sulla sommità dell'edificio troviamo una falsa volta cupoliforme con un'apertura superiore di circa due metri.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il nuraghe Armungia costituisce, assieme al museo etnografico Sa Domu de is Ainas, alla casa natale di Emilio Lussu e alla "Bottega del fabbro", il sistema museale del paese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Linetta Serri lista civica Sindaco [5]
27 aprile 1997 13 maggio 2001 Linetta Serri liste civiche di centro-sinistra Sindaco [6]
13 maggio 2001 28 maggio 2006 Antonio Quartu liste civiche di centro-destra Sindaco [7]
28 maggio 2006 15 maggio 2011 Antonio Quartu lista civica Sindaco [8]
15 maggio 2011 5 giugno 2016 Antonio Quartu lista civica "Armungia Noa" Sindaco [9]
5 giugno 2016 - Donatella Dessì lista civica "Armungia Noa" Sindaco [10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sigla provvisoria definita dal Consiglio di Stato con parere n° 1264 del 30 maggio 2017, in attesa di recepimento nella tabella allegata al Regolamento del codice della strada
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Comunali 06/06/1993, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  6. ^ Comunali 27/04/1997, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  7. ^ Comunali 13/05/2001, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  8. ^ Comunali 28/05/2006, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  9. ^ Comunali 15/05/2011, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.
  10. ^ Comunali 05/06/2016, Ministero dell'interno. URL consultato il 24 novembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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