Assemini

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Assemini
comune
Assemini – Stemma Assemini – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Cagliari-Stemma.png Cagliari
Amministrazione
Sindaco Mario Puddu (M5S) dal 10/06/2013
Territorio
Coordinate 39°17′00″N 9°00′00″E / 39.283333°N 9°E39.283333; 9 (Assemini)Coordinate: 39°17′00″N 9°00′00″E / 39.283333°N 9°E39.283333; 9 (Assemini)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 118,17 km²
Abitanti 27 028[1] (31-01-2015)
Densità 228,72 ab./km²
Frazioni Macchiareddu, Sa Traia, San Leone, Sant'Andrea, Su Carroppu, Su Spinecu, Terrasili, Truncu Is Follas
Comuni confinanti Cagliari, Capoterra, Decimomannu, Elmas, Nuxis (CI), San Sperate, Santadi (CI), Sarroch, Sestu, Siliqua, Uta, Villa San Pietro
Altre informazioni
Cod. postale 09032
Prefisso 070
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 092003
Cod. catastale A474
Targa CA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 935 GG[2]
Nome abitanti asseminesi
Patrono san Pietro
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Assemini
Assemini
Posizione del comune di Assemini nella provincia di Cagliari
Posizione del comune di Assemini nella provincia di Cagliari
Sito istituzionale

Assemini (IPA: [as'sεmini]; Assèmini in sardo) è un comune italiano di 27 028 abitanti[1] della provincia di Cagliari, in Sardegna. È classificato secondo gli standard turistici come "Paese di antica tradizione della ceramica".

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Vista del Monte Lattias dalla gola di Gutturu Mannu.

La cittadina sorge nella pianura del rio Cixerri, del Flumini Mannu e del rio Sa Nuxedda appena a nord dello stagno di Santa Gilla.

Il territorio comunale è abbastanza vasto in confronto alla dimensione del centro abitato in quanto comprende un'isola amministrativa distaccata. L'isola è principalmente costituita da boschi incontaminati immersi nella suggestiva vallata di Gutturu Mannu (termine sardo per "grande gola") a sua volta facente parte del Parco del Sulcis: la zona è oggetto di interesse naturalistico in quanto habitat naturale di specie quali il cervo sardo e l'aquila reale e archeologico per il ritrovamento di numerosi reperti di epoca romana che fanno supporre l'esistenza di un oppidum. In seguito all'individuazione di una strada che costeggia il Flumini Mannu tuttora visibile, si ipotizza inoltre che l'antico centro abbia intrattenuto rapporti con il porto punico di Nora.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome del comune è tuttora dubbia ed estremamente controversa. Benché siano state avanzate varie ipotesi, prevale oggi la tesi che si rifà alla Carta della Sardegna , realizzata nel 1589 dal geografo e cartografo fiammingo Mercatore: in essa è individuata una "Arx Muni", cioè "villaggio fortificato"; l'indicazione si sarebbe via via corrotta in "Arse Muni" e successivamente in "Arsemini".

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma è stato concesso al comune con D.P.R. del 16 aprile 1959.

Nello stemma compare un'anfora, retta da un treppiede, da cui escono due rami ricurvi verso il basso, uno d'olivo fogliato a sinistra e uno di vite fruttato a destra, poggiata su un terrazzo erboso. La banda sottostante azzurra è un chiaro riferimento al Rio Cixerri e al Flumini Mannu, sulle cui sponde sorge il paese.

Il gonfalone è un drappo diviso in due parti, una bianca e una azzurra, con al centro lo stemma del comune, ricamato di ornamenti e dell'iscrizione Comune di Assemini in argento.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pietro
Chiesa di San Pietro (particolare). Il portale principale
  • Chiesa di San Pietro - La chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo, patrono del comune, sorge nel centro storico di Assemini. La pianta è a navata unica con cappelle laterali in stile tardo gotico. L'edificio originario risale alla prima metà dell'XI secolo. La struttura della chiesa subì mutamenti importanti quando fu ricostruita nel XVI secolo in stile gotico aragonese e nel XVIII secolo quando furono aggiunti la facciata squadrata e merlata e la parte inferiore del campanile, a base quadrata. L'ultima modifica significativa fu apportata nel Settecento quando fu aggiunta la parte superiore del campanile a base esagonale. A causa dell'incendio avvenuto nell'ottobre del 1982 seguirono diversi lavori di restauro per il tetto in legno, la pavimentazione, le aperture laterali e il presbiterio. Nel 2008 vengono ultimati i lavori di restauro.
  • Chiesa di San Giovanni - La chiesa e l'oratorio di San Giovanni Battista si trovano nel centro storico del comune. Si tratta di una costruzione preromanica eretta tra il IX e il X secolo, ha una pianta a croce inscritta in un quadrato con una cupola che si erge al centro, mentre i bracci sono voltati a botte; la facciata è realizzata in pietre calcaree. Questa chiesa di piccole dimensioni è fonte di grande interesse non solo per le sue caratteristiche strutturali, raramente riscontrabili in altre chiese italiane, ma anche per due iscrizioni greche risalenti al X-XI secolo (una probabilmente riferita al giudice di Cagliari Torchitorio e alla moglie Getite, e l'altra a Nispella, moglie di un secondo Torchitorio) e per il ritrovamento di elementi islamici (brocche battesimali, piatti decorati).
  • Chiesa di Sant'Andrea - La piccola chiesa settecentesca dedicata all'apostolo Sant'Andrea si trova alla fine della via Sardegna a pochi metri dalla S.S. 130; nata come una chiesa campestre è ora inglobata dall'espansione urbana. I primi cenni storici sono attestati in un documento della Diocesi di Cagliari del 13 maggio 1644. Dal documento del Provisor General e Giudice delle Cause Pie, si evince lo stato dei lavori sulla chiese del glorioso santo pescatore. Si fa riferimento a un certo Giuannotu Orrù (capostipite della famiglia Orrù), che per testamento della moglie Giuanangela Murtinu, ne dirige i lavori e chiede una dilazione di ulteriori sei mesi per completare l’opera poiché si trova in stato di povertà. Da un altro documento del 1669 sappiamo che la chiesa fu completata; si presenta in forme modeste e priva di decorazioni di rilievo, con una piccola aula alla quale, sulla sinistra è addossata una cappella. L'ingresso della chiesa, realizzato intorno al 1930 da parte della famiglia Scalas-Sanna, è composto da un loggiato ligneo con tettoia rivestita in coppi di laterizio tipico delle chiese rurali campidanesi, sorretto da 5 colonne in stile neoclassico. All'apice della facciata è collocata una semplice croce metallica, inserita tra i pilastrini del campanile a vela, crollato a causa del vento nel settembre del 1998. All'interno la copertura è a doppia falda, il portale è caratterizzato da un arco a tutto sesto sorretto da due piedritti monolitici che s’innalzano dalla base, la centina è lavorata a scanalature e su di questo è murato un cantonetto con un’iscrizione non identificabile. Nel 1967 la festa in onore al santo fu sospesa e la chiesa trascurata rischiò di andare in rovina; tra il 1984 ed il 1985 su interessamento della famiglia Vincis e in collaborazione con il Comune si stanziò un finanziamento per la ristrutturazione.
  • Chiesa di Santa Lucia - La chiesa dedicata alla martire siracusana si trova in prossimità del cimitero cittadino. Realizzata intorno al 1820, la costruzione della pieve originaria si attribuisce alla fede religiosa di Basilio Scalas.
  • Chiesa di San Cristoforo - Chiesa di San Cristoforo: ha pianta rettangolare e facciata a capanna con campanile a vela. Non si hanno dati certi relativi alla fondazione, i documenti più antichi consistono in alcuni ‘Atti del Consiglio Comunale’, in cui si riporta come già nel 1820 l’attuale chiesetta di San Cristoforo fosse utilizzata quale ‘bottega del chirurgo’, luogo dove gli asseminesi si recavano per le estrazioni dentarie ed altri piccoli interventi medici.
  • Chiesa della Beata Vergine del Carmine
  • Chiesa del Carmine

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La casa campidanese[modifica | modifica wikitesto]

Assemini, come altri centri del Campidano, ha conservato numerosi esemplari di case tipiche campidanesi frutto di una architettura che alcuni specialisti definiscono minore. Si tratta di ampie abitazioni, di cui si ha notizia già nel periodo giudicale le cui tecniche di costruzione e caratteristiche architettoniche hanno subito vari cambiamenti in seguito alle lunghe e diverse dominazioni della Sardegna, risentendo soprattutto di un'ancor evidente influenza spagnola i cui effetti saltano subito all'occhio, per via delle analogie estetiche (e non solo) tra le case campidanesi e le hacienda diffuse nelle ex colonie ispaniche dell'America Latina.

Queste abitazioni sono costruite con l'impiego di particolari mattoni crudi (in sardo làdiri dal latino later, argilla) e sono riconoscibili per i caratteristici cortili centrali in cui erano presenti pozzi, forni e mulini necessari alla lavorazione del grano; in particolare nelle case campidanesi di Assemini i cortili erano attrezzati ed utilizzati, già dal periodo della dominazione spagnola, per la lavorazione della ceramica: questa testimonianza fornisce un'ulteriore elemento in comune con le haciendas, anch'esse non semplici abitazioni di residenza, ma attrezzati luoghi di lavoro e punti d'incontro di artigiani.

Sui cortili si affacciano (come anche nelle haciendas) grandi loggiati archeggiati o architravati (in sardo lollas, singolare lolla) in cui venivano anticamente svolte numerose attività quotidiane tipiche della cultura agro-pastorale e, cosa ancor più importante fungeva da corridoio d'accesso a tutte le camere della casa; questo particolare elemento aveva un ruolo fondamentale all'interno del contesto architettonico e veniva considerato essenziale in un'abitazione tanto da identificare con lo stesso termine lolla questa categoria di costruzioni abitative in sardo.

La maggior parte di queste costruzioni è a due piani: il piano terra era (o è ancora) destinato ad uso abitativo; il primo piano invece era originariamente utilizzato per la conservazione dei raccolti e delle provviste che dovevano essere preservate dall'umidità; vi si accede tramite una botola dall'interno dell'abitazione principale.

All'esterno di ogni casa campidanese si trova un particolare grande portale ad arco a tutto sesto, che ha funzione di ingresso principale al cortile centrale e alla lolla.

Le case campidanesi sono considerate un patrimonio di grande valore storico e per questo tutelate dalle autorità competenti.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31-12-2010 la popolazione straniera ammontava a 499 unità pari al 1,8% della popolazione totale. Le nazionalità principali erano[4]:

Tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

Ceramica[modifica | modifica wikitesto]

Una brocca, opera di un ceramista asseminese

Assemini è considerato "paese di antica tradizione della ceramica". I primi reperti, venuti alla luce nella zona di Sant'Andrea, i cui reperti di maggiore importanza e in numero più consistente possono essere datati tra la fine del III millennio a.C. cultura di Ozieri e la fine del V secolo a.C. È molto probabile che la cospicua produzione di ceramiche (prevalentemente casseruole, scodelle, tegami e brocche nonché manufatti ornamentali) avvenisse in particolari cortili detti (in sardo) "strexiaius" (strexiu è un pluralia tantum che significa appunto stoviglie) in cui si trovavano pozzi per l'estrazione dell'argilla alcalina di cui il territorio è particolarmente ricco, vasche per la decantazione e la levigazione, il tornio, tettoie per essiccare i manufatti e forni a legna in mattoni crudi di forma cilindrica (probabilmente di derivazione orientale). Durante il Medioevo corporazioni apposite, dette Gremi, disciplinarono le attività creativa e commerciale degli strexiaius con statuti e regolamenti, onde imporre l'obbligo di non variare le forme e di non modificare i canoni fissati. Con l'avvento della dominazione spagnola che durò sino al XVIII secolo, gli strexiaius furono compresi negli ampi cortili delle case campidanesi di cui ancora oggi rimangono ben conservate numerose testimonianze.

La tradizione della ceramica, così profondamente radicata nel territorio e negli asseminesi, trova la sua espressione anche nello stemma comunale che rappresenta, tra l'altro, un'antica anfora.

In epoca moderna ad Assemini si producono stoviglie ornamentali, arricchite di motivi naturalistici (spesso ispirati a modelli molto antichi) o geometrici, in rilievo o a graffito. La destinazione d'uso di questi prodotti artistici è diversificata in quanto una parte di questi, per quanto raffinati, è destinata all'uso quotidiano (soprattutto stoviglie). Sebbene la foggia delle opere sia estremamente varia a seconda degli artisti, è possibile riscontrare nell'intera produzione numerosi elementi in comune che coinvolgono tanto i motivi decorativi quanto le tecniche di realizzazione: ciò conferisce alla produzione di ceramiche artistiche asseminesi uniformità e originalità in rapporto ad altre tradizioni.

Nel 1995 l'amministrazione comunale ha dato vita alla Mostra-mercato permanente della Ceramica Asseminese presso il "Centro Pilota per la Ceramica", uno spazio espositivo di circa 500 metri quadrati, nel quale possono essere ammirate molte opere dei più importanti ceramisti asseminesi.

Nell'estate 2007 l'amministrazione comunale, tramite il lavoro dell'Assessorato alle Attività Produttive, ha inaugurato la “Mostra permanente della ceramica d'arte” negli stabili attigui al sopra citato Centro Pilota. La mostra racchiude oltre 250 pezzi unici di valore inestimabile che, nel corso di oltre 30 anni, il comune di Assemini ha acquistato al termine delle varie edizioni del Concorso Nazionale della Ceramica tenutesi nella cittadina. Iniziative di pari livello sono riscontrabili, in ambito nazionale, in realtà come Faenza e Senigallia.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nella città sono presenti due circoli della scuola primaria (intitolati rispettivamente a Fedele Piras ed al cavaliere asseminese Dionigi Scalas), una scuola secondaria di primo grado e un Istituto superiore. La scuola media è intitolata a Giovanni Pascoli e Costantino Nivola. La scuola organizza e partecipa annualmente a manifestazioni musicali, come la Festa della Musica.

L'unica scuola superiore presente è una sede staccata dell'Istituto Tecnico Industriale Michele Giua di Cagliari, a cui è associato anche un liceo scientifico tecnologico.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Ad Assemini opera il Museo dell'Arte Etnica Internazionale, con le seguenti sezioni: maschere e mascheramenti del mondo - l'abito popolare italiano ed internazionale e la sezione gioielli e strumenti musicali popolari.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Sa panada, piatto tipico asseminese

Sa panada[modifica | modifica wikitesto]

Nella lunga e varia tradizione culinaria sarda Assemini si distingue per l'unicità e l'originalità di alcuni piatti, primo tra tutti la panada apprezzata e consumata, in alcune varianti, in tutta la Sardegna. Nella maggior parte dei casi la produzione e il consumo avvengono tuttora in ambito familiare e privato e le tecniche di preparazione tradizionali, custodite dalla memoria popolare, sono rimaste quasi invariate per secoli. La panada, chiamata in sardo sa panada (plurale panadas), è un piatto unico costituito da un contenitore di forma circolare di pasta non lievitata ripieno chiuso da ricami a treccia (tradizionalmente realizzati senza l'ausilio di utensili) e successivamente cotto al forno. La tradizione vuole che il ripieno sia di carne (d'agnello o capra) e patate o piselli, condite da zafferano, pepe, sale, olio d'oliva o strutto e pomodori secchi. la seconda ed importante variante prevede il ripieno d'anguilla e patate a testimonianza dell'antica e intensa attività di pesca del comune ormai quasi scomparsa; in tempi più recenti vengono preparate panadas anche con piselli , melanzane o altre verdure e carni,ma tutte le varianti sono opzioni personali e al di fuori della tradizione popolare.

Il pane[modifica | modifica wikitesto]

Su coccoi, un pane votivo asseminese

A differenza di quanto avviene nelle zone settentrionali dell'isola in cui il pane carasau è il tipo di pane più consumato in assoluto, ad Assemini, come nella gran parte della Sardegna meridionale si producono maggiormente altre varietà fra cui su maritzosu e su civraxiu. Nel paese un ruolo di spicco è ricoperto da su coccoi, una varietà di pane a pasta dura che viene preparato per il consumo giornaliero o per particolari occasioni e festività religiose in funzione di pani votivi.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

In giugno, nell'ultima settimana dell'anno scolastico si tiene la Festa della Musica, incontro con musicisti provenienti da varie parti del mondo.

Domenica tra il 13 e il 15 giugno (Sant'Isidoro) si tiene la Sagra della Mietitura.

Domenica tra il 23 e il 25 giugno (San Giovanni) si tiene la Sagra della Pecora.

In luglio, nell'ultima decade (San Cristoforo) ha luogo il "Matrimonio Asseminese", manifestazione in cui si celebrano matrimoni secondo i costumi locali e con la rievocazione di riti secolari, in cui i partecipanti indossano i costumi sardi tipici asseminesi e si esprimono interamente in lingua sarda.

Sempre in luglio, nell'ultima settimana a cavallo con agosto, si tiene il Festival Internazionale del Folclore Is Pariglias, che vede la partecipazione di oltre 200 artisti esteri, che rappresentano la cultura popolare dei diversi continenti e della Sardegna. Al festival, suddiviso in tre serate, assistono circa 10 000 persone, l'organizzazione è curata dalla Associazione culturale CIOFF di Assemini.

Nell'ultima decade di luglio il gruppo folk Città di Assemini organizza Ethnodanza, festival internazionale delle danze identitarie, con lo scopo di valorizzare e confrontare con altre specificità la danza tipica di Assemini "Sa Solidali", ballo al suono delle campane. In concomitanza con gli eventi internazionali si svolgono sfilate folkloristiche, mostre, seminari, laboratori didattici, esposizioni. Nella terza domenica di settembre si festeggia Sant'Andrea, nella chiesetta del Settecento, posta all'ingresso della cittadina. Alla Festività si abbina la Sagra del pesce. Entrambe le Manifestazioni sono organizzate dall'Associazione Sant'Andrea. Ogni due anni, inoltre, si svolge il Concorso Nazionale di Ceramica, suddiviso in tre categorie (ceramica tradizionale, settore innovazione e scuole d'arte).

Persone legate ad Assemini[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale comprende anche l'isola amministrativa di San Leone, avente una superficie di 60,11 k.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Assemini ospita gli stabilimenti di produzione della birra Ichnusa.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Assemini è collegata ai comuni limitrofi principalmente tramite due strade: la SS 130 scorre immediatamente a nord dell'abitato e collega il centro con Cagliari, il suo hinterland ed il Sulcis-Iglesiente, quest'ultimo raggiunto anche dalla SP2, che interseca l'abitato a est, e che consente inoltre il collegamento dell'abitato con la zona industriale di Macchiareddu e con la SS 131.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Assemini
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Assemini, Stazione di Assemini Santa Lucia e Stazione di Assemini Carmine.

L'abitato è servito da 3 fermate ferroviarie situate lungo la ferrovia Cagliari-Golfo Aranci: la principale è la stazione di Assemini, attiva dal 1871, a cui nel 2009 si sono aggiunte le fermate di Assemini Santa Lucia e Assemini Carmine. Queste ultime sono impiegate per il solo servizio ferroviario metropolitano di Cagliari, mentre dallo scalo centrale è possibile raggiungere anche le altre destinazioni regionali servite da Trenitalia.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I servizi di autolinee dell'ARST e del CTM collegano Assemini con Cagliari e coi comuni limitrofi.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

  • una delle squadre calcistiche cittadine è la A.S.D. Halley Assemini 1980, militante in Seconda Categoria regionale. Fondata nel 2011 dalla fusione di 2 squadre della città (Halley Assemini e Assemini 1980) nella stagione 2014/2015 milita nel campionato sardo di Prima Categoria.
  • Nel calcio a 5 la principale formazione cittadina è stata l'A.S.D. Assemini Calcio a 5 che nella stagione 2008-09 arrivò a disputare la serie A2 nazionale.
  • Ad Assemini ha sede il centro sportivo Ercole Cellino di proprietà del Cagliari Calcio[10].
  • Ad Assemini risiedono l'associazione "Basket Santa Lucia" ed il Gruppo Polisportivo Dilettantistico Assemini "Atletica e Triathlon".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 gennaio 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Cittadini stranieri Assemini 2011
  5. ^ Scheda dal sito Ceramica Artistica Tradizionale - visto il 3 gennaio 2012
  6. ^ http://www.mediapascoli.it/Federico%20Melis/novita.htm Scheda tratta dal sito mediapascoli.it] - visto il 3 gennaio 2012
  7. ^ Scheda dal sito http://nuke.peppinumereu.it - visto 3 gennaio 2012
  8. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto 16 dicembre 2011
  9. ^ Scheda dal sito del Quirinale - visto il 3 gennaio 2012
  10. ^ Centro Sportivo Ercole Cellino.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN239059117
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