Cheremule

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Cheremule
comune
Cheremule – Stemma
Cheremule – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaProvincia di Sassari-Stemma.svg Sassari
Amministrazione
SindacoSalvatore Masia (lista civica) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate40°30′20″N 8°43′29″E / 40.505556°N 8.724722°E40.505556; 8.724722 (Cheremule)Coordinate: 40°30′20″N 8°43′29″E / 40.505556°N 8.724722°E40.505556; 8.724722 (Cheremule)
Altitudine540 m s.l.m.
Superficie24,25 km²
Abitanti424[1] (30-6-2017)
Densità17,48 ab./km²
Comuni confinantiBorutta, Cossoine, Giave, Thiesi, Torralba
Altre informazioni
Cod. postale07040
Prefisso079
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT090024
Cod. catastaleC600
TargaSS
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticheremulesi
Patronosan Gabriele
Giorno festivo29 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cheremule
Cheremule
Cheremule – Mappa
Posizione del comune di Cheremule nella provincia di Sassari
Sito istituzionale

Cheremule (Cherèmule in sardo[2]) è un comune di 424 abitanti della provincia di Sassari, nella regione storica del Meilogu.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato è contornato dal verde; particolarmente significativo è il bosco di Su Tippiri che si estende dalle pendici del paese fino alla strada provinciale per Thiesi e non da meno è la pineta del monte Cuccuruddu.

Dal nome del paese ha preso nome la cheremulite, particolare pietra lavica utilizzata negli anni 60-70 in edilizia per il suo potere isolante estratta dall'antico vulcano di monte Cuccuruddu, alto 676 metri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio fu abitato già in epoca neolitica per la presenza di diversi siti archeologici, e in epoca nuragica per la presenza di alcuni nuraghi.

In epoca medievale appartenne al Giudicato di Torres e fece parte della curatoria di Caputabbas. Alla caduta del giudicato (1259) passò ai Doria, e intorno alla metà del XIV secolo divenne un feudo sotto gli aragonesi. Nel 1636 fu incorporato nel marchesato di Montemaggiore, concesso ai Canaveda. Da questi passò successivamente ai Manca,ai quali fu riscattato nel 1839 con la soppressione del sistema feudale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Tra i luoghi di culto vi sono:

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale si trovano diversi nuraghi oltre che alcune necropoli ipogeiche risalenti alla periodo prenuragico. Da segnalare in particolare quella di necropoli di Museddu nella quale sono presenti alcune domus de janas riportanti graffiti e protomi taurine sia al loro interno che all'esterno.

Sono ancora presenti alcune pinnettas, caratteristiche costruzioni pastorali in pietra di forma conica.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Lingua e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

La variante del sardo parlata a Cheremule è quella logudorese settentrionale.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale comprende anche l'isola amministrativa di Lados de Pramma, avente una superficie di 3,92 km².

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 29 novembre 1998 Salvatore Marras centro Sindaco [4]
29 novembre 1998 25 maggio 2003 Antonio Maria Pittalis lista civica Sindaco [5]
25 maggio 2003 15 giugno 2008 Salvatore Masia lista civica Sindaco [6]
15 giugno 2008 26 maggio 2013 Salvatore Masia lista civica Sindaco [7]
27 maggio 2013 - Salvatore Masia lista civica "Cheremule Bene Comune" Sindaco [8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ secondo le norme della limba sarda comuna deve essere scritto con l'accento
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Comunali 23/04/1995, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  5. ^ Comunali 29/11/1998, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  6. ^ Comunali 25/05/2003, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  7. ^ Comunali 15/06/2008, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.
  8. ^ Comunali 26/05/2013, Ministero dell'interno. URL consultato il 16 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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